Canarini

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Il Canarino (Serinus canaria) è un piccolo uccello da canto che è membro della famiglia dei fringuelli.

Questo uccello è originario dell’isola di Madeira e delle Canarie, dalle quali prende il nome, anche se il nome di queste isole deriva a sua volta dal termine latino “cannariae” (cane), datogli dagli antichi romani per via dei numerosi cani selvatici che le abitavano.

Il suo habitat è costituito da aree semi-aperte come frutteti o sottobosco, dove nidifica nei caespugli o sugli alberi.

La varietà selvatica è di colore giallo-verde, con striature sul dorso. Con circa 13 cm di lunghezza, è più grosso e meno contrastato del Verzellino (Serinus serinus), ed ha più grigio e marrone nel suo piumaggio.

Il suo canto è un cinguettare argenteo, come quello del Cardellino (Carduelis Carduelis).

I canarini sono popolari uccelli da gabbia, e ne sono state prodotte razze di diverse tonalità. I moderni canarini domestici variano in colore dal praticamente bianco, passando per ilcrema chiaro, oro, giallo acceso, arancio fino al rosa-arancio.

Tenere dei canarini, per il loro aspetto e il loro canto, è una tradizione vecchia di secoli.

I canarini erano un tempo regolarmente usati nelle miniere di carbone, come primitivo sistema di allarme. La presenza di gas tossici nelle miniere, come il monossido di carbonio, avrebbe ucciso i canarini prima ancora di avere effetto sui minatori. Poiché i canarini tendono a cantare per gran parte del tempo, fornivano a questo scopo un segnale visibile e udibile. L’uso dei canarini nelle miniere britanniche non venne abbandonato prima del 1986.

I canarini sono spesso ritratti nei cartoni animati, dove vengono molestati dai gatti domestici; il più famoso canarino dei cartoni animati è Titti.

Con il nome canarino comprendiamo tutte le razze che l’uomo con secoli di allevamento ha derivato dall’originario canarino selvatico.

Sembra che la storia del canarino domestico inizi nel 1402 con la conquista dell’arcipelago delle Canarie ad opera degli Spagnoli i quali conobbero e apprezzarono subito questo grazioso uccellino sia per il suo canto notevole sia per la facilità con cui si abituava alla vita captiva. Il minuscolo alato, denominato “canario” dagli iberici (canarino in italiano),divenne in breve tempo oggetto di un florido commercio e si diffuse pian piano in tutta Europa.

I primi canarini si trovavano solo presso i ricchi a causa del loro costo elevato in seguito, la canaricoltura si estese anche alle classi meno agiate.

Dalla Spagna il canarino si diffuse ben presto in Olanda, Italia e Inghilterra. Nel secolo passato la maggiore diffusione del canarino si ebbe in Germania specialmente in Sassonia (da cui la denominazione “canarino sassone”).

Oggi come tutti sanno il canarino, con le sue numerosissime razze, è il volatile da gabbia più diffuso al mondo.

L’ALIMENTAZIONE

I canarini vanno nutriti con una miscela di semi, regolarmente integrata con sostanze vegetali come la verdura e la frutta, con minerali e con un alimento di particolare valore proteico. Nei canarini da canto la tecnica di alimentazione e’ strettamente connessa con la produzione di valenti cantori. La formula d’una miscela idonea dei canarini da canto e’ la seguente:

Ravizzone……..60%
Scagliola……..20%
Canapa…………5%
Niger………….5%
Avena………….5%
Papavero……….3%
Lino…………..1%
Lattuga………..1%

Durante il periodo di addestramento al canto dei giovani maschi bisogna pero’ somministrare per circa un mese esclusivamente del Ravizzone, con dell’aggiunta, un paio di volte la settimana, d’una miscela di altri semi che puo’ essere la seguente:

Scagliola……..50%
Canapa………..10%
Niger…………10%
Avena…………10%
Papavero……….8%
Lino…………..6%
Lattuga………..6%

Per tutti gli altri canarini potra’ essere usata la seguente:

Scagliola……..35%
Niger…………20%
Panico………..10%
Ravizzone……..10%
Avena…………10%
Canapa…………5%
Lino…………..5%
Cardo………….5%

Due o tre volte la settimana sara’ opportuno somministrare in separata mangiatoia una piccola dose di un’altra miscela composta in parti uguali di grani di lattuga, cicoria e papavero. Questi semi sono considerati condizionatori, servono cioe’ a mantenere i canarini nella fomra migliore durante tutto l’anno e soprattutto nel periodo della riproduzione. E’ anche bene appendere nella gabbia una spiga di panico dalla quale gli uccelletti spiccheranno i semi con particolare piacere. I semi sono l’alimento base dei canarini ma non deve essere considerato l’unico. Tutti gli uccelli granivori hanno bisogno regolarmente di sostanze vegetali fresche. Le verdure piu’ gradite dai canarini sono: lattuga, cicoria, scarola, cavolo, broccolo, spinaci, indivia, radicchio. Esistono pero’ degli altri ortaggi molto graditi da questi uccelli, come: fave e piselli freschi e dolci, cetriolo freso, pomodoro maturo, carota. E’ bene somministrare ai canarini anche dei pezzetti di aglio e di cipolla, che avendo notevoli proprieta’ anti fermentative e acaricide, giovano molto alla salute. Le verdure vanno somministrate ben lavate e accuratamente asciugate, perche’ i vegetali intrinsi d’acqua possono causare disturbi intestinali. Per quanto riguarda la frutta, la mela e’ la piu’ indicata e gradita da tutti i canarini, ma ugualmente accetti possono risultare gli altri frutti di stagione. Ogni tipo di frutta va somministarto in piccole porzioni tali da essere consumate prima che vadino a deteriorarsi. E’ consigliabile somministrare ai canarini una o due volte la settimana una fettina di rosso d’uovo sodo oppure fornire loro giornalmente del biscotto all’uovo. I canarini nel periodo della riproduzione, necessitano di maggiori sostanze proteiche sia per essi sia per la prole che devono imbeccare. A questi soggetti bisogna fornire un pastone apposito, il cosidetto pastoncino all’uovo, che molti allevatori preferiscono confezionare in casa. La ricetta e’ la seguente: mescolare amalgamando bene parti uguali di rosso d’uovo sodo e biscotto polverizzato con l’aggiunta di carota grattuggiata, bagnare il tutto con qualche goccia di succo di mela. Il pastone deve risultare soffice e moderatamente umido; per le razze molto selezionate e’ opportuno arricchirlo con l’aggiunta di un pizzico di sali minerali ed eventualmente con un po’ di omogeneizzato carneo vitaminizzato del tipo in uso per lo svezzamento dei bambini. La preparazione deve essere giornaliera perche’ il composto si deteriora facilmente. Tutti i canarini, durante l’anno, dovranno disporre di integrativi minerali, tra cui l’osso di seppia. Ma importanti sono pure i sali minerali e ancora piu’ importante e’ il grit, costituito da un insieme di piccoli corpi duri insolubili che gli uccelli ingoiano per facilitare la triturazione del cibo. Nelle localita’ dove l’acqua potabile non e’ ottima, sara’ bene fare uso di un filtro oppure sostituirla con acqua minerale non gassata. E’ buona abitudine aggiungere all’acqua da bere delle sostanze che giovano alla salute degli uccelli, cioe’ succo di limone, aglio e bicarbonato di sodio. Una volta la settimana si aggiunga all’acqua, nella dose di 5 gr per litro, del bicarbonato di sodio che e’ un regolatore delle funzioni digestive, e gli altri sei giorni si ponga nell’acqua alternativamente alcune goccie di succo di limone che fungono da disinfettante, facilitando la digestione e un pezzo di spicchio d’aglio dal buon potere disinfettante soprattutto delle vie respiratorie

LA RIPRODUZIONE :

Per la nidificazione dei canarini bisogna osservare certe regole e adottare determinati accorgimenti. Occorre, anzitutto, assortire la coppia. Per quanto riguarda la natura del piumaggio, ricordare che bisogna unire soggetti a piumaggio intenso e soggetti a piumaggio brinato. In linea generale e’ preferito che sia la femmina ad avere piumaggio brinato. Una volta accoppiati i due volatili bisogna favorire il processo di familiarizzazione, ed e’ buon metodo farli svernare da soli nella medesima gabbia, in modo che abbiano modo di abituarsi uno a l’altro prima degli accoppiamenti. L’inizio delle cove deve avvenire alla fine di Marzo meglio ancora entro Aprile o Maggio. Vi sono allevatori che utilizzano un mashio per piu’ femmine. Si puo’ dire che di norma conviene lasciare uniti maschio e femmina in modo che portino insieme a conclusione il ciclo riproduttivo, cosi’ come si verifica in natura. Alla gabbia da cova si puo’ applicare il porta nido esterno a gabbietta fin dall’immissione della coppia, ma non si deve fornire il materiale destinato all’imbottitura del nido fino a quando la canarina non mostri per chiari segni di volerne iniziare la preparazione. Vi sono canarine che dimostrano di non essere all’altezza di costruire il nido in tal caso l’allevatore deve aiutarla. Puo’ succeder che la femmina inetta distrugga l’opera dell’allevatore disperdendo il materiale; in tal caso si deve ripeter l’operazione fino a quando non avra’ inizio la deposizione delle uova, perche’ a partire da questo momento la canarina pensera’ soltanto a covare e non danneggera’ piu’ il nido. Il numero delle uova depositate varia di regola da 3 a 5, piu’ raramente 2 o 6 o 7; in casi eccezzionali possono venir deposte 8 o 9 uova. L’uovo espulso per primo ha una colorazione piu’ chiara degli altri e viene chiamato “uovo azzurro”. Le femmine tendono a dare inizio alla cova dopo aver deposto il secondo o il terzo uovo, il che rende opportuno, togliere le uova a mano a mano che vengano deposte, sostituendole con uova finte onde evitare una schiusa sfalsata con il rischio che gli ultimi nati vengano sopraffatti dai fratelli al momento dell’imbeccata. Le vere uova devono essere conservate entro una scatoletta imbottita di ovatta e rivoltate ogni giorno per evitare che il tuorlo si decentri rendendo piu’ difficile la futura schiusa. L’incubazione dura tredici giorni, ma puo’ prolungarsi fino a quattorddici quindici giorni se la femmina non e’ stata covatrice assidua o se la temperatura ambientale e’ stata particolarmente bassa. Durante la cova deve essere consentito alla canarina di effettuare il bagno perche’ cio’ serve a mantenere nel nido il grado di umidita’ che e’ necessario per la schiusa. Se la canarina rifiuta il bagno e’ opportuno, un paio di giorni prima della schiusa delle uova, spruzzare lievemente le uova con acqua tiepida. Si tenga presente che le canarine sentono il bisogno d’ una certa penombra; il portanido va quindi schermato mediante un panno verde che ricordi il protettivo schermo della vegetazione. Verso il sesto settimo giorno di icubazione, ponendo le uova contro luce e’ possibile accertare se l’embrione e’ in fase di sviluppo perche’ l’uovo fecondato appare in trasparenza scuro mentre quello infecondo e’ chiaro. I canarini nascono pressocche’ nudi, con gli occhi chiusi. La loro alimentazione sara’ costituita dal pastoncino all’uovo con cui verranno imbaccati i genitori. Per evitare che i genitori non accettino il nuovo alimento, piccole dosi di pastoncino devono essere somministrate ai riproduttori due o tre volte la settimana fin da un mese prima dell’accoppiamento. Il pastoncino all’uovo serve anche a mantenere i rirpoduttori in buone condizioni fisiche e in perfetta forma. Verso il diciottesimo giorno di vita il giovane canarino e’ completamente formato, pur distinguendosi chiaramente dagli adulti. Anche dopo usciti dal nido i piccoli continuano ad ever bisogno dell’imbeccata dei genitori, di regola fino ai venticinque giorni di eta’, con una certa differenza in piu’ o in meno per le razze tardive o precoci. Quasi sempre possono venir separati dai genitori verso il ventiseiesimo – ventottesimo giorno di vita. La femmina raramente completa lo svezzamento della nidiata prima di essere presa dallo stimolo di una nuova nidificazione che insorge verso il diciottesimo – ventesimo giorno dalla schiusa della prima covata. La prole continuera’ ad essere svezzata dal maschio fin quando non sara’ indipendente. Qualora accada che la madre spiumi la prole, e’ necessario dividere in due la gabbia da cova mediante un divisorio a sbarre che tenga i figli da una parte e i genitori dall’altra. Davanti al divisorio si porranno due posatoi sistemati in modo da consenstire i genitori di continuare a imbeccare la prole attraverso le sbarre. Una volta svezzati i nidiacei dovranno essere spostati in una gabbia molto spaziosa che permetta agli stessi di esercitarsi nel volo. E’ saggia norma non permettere alla canarina di effettuare piu’ di due covate l’anno. Per fronteggiare all’inconveniente di un abbandono di una cova, e’ norma precauzionale fare in modo che due o piu’ canarine inizino a covare lo stesso giorno.

CANARINO GLOSTER

Descrizione generale
Il Gloster si può annoverare tra i canarini inglesi di forma e posizione lisci più simpatici e aggraziati.

La razza è di origine inglese, di taglia minuta (intorno ai 12 cm) e di corporatura tondeggiante, caratteristiche principali nella razza, alle quali vanno accomunate altre peculiarità che sono sagoma graziosamente arrotondata, piumaggio serico e composto e aderente al corpo, portamento gaio e vivace, ali corte ben aderenti al corpo con punte che s’incontrano, senza incrociarsi appena sopra la base della coda, gambe di media lunghezza, coda corta e ben stretta per tutto il suo sviluppo. Il ciuffo non deve essere troppo piccolo ma nemmeno tanto grande da coprire gli occhi raggiungendo la punta del becco. L’ampiezza ideale dovrebbe stare a metà occhio. Esistono due tipi di gloster, il corona che presenta il ciuffo (netto, regolare, non spezzato, di forma rotonda, che lascia vedere l’occhio) e il consort, senza ciuffo, ma con testa larga e rotonda in ogni punto con vertice bombeggiante. Il piumaggio di questo canarino deve essere folto e ben aderente al corpo. Le tinte preferite sono quelle unite: giallo, bianco, isabella, verde e blu; particolarmente apprezzati i soggetti chiari con il ciuffo e la parte superiore del capo di color scuro. Un buon ciuffo oltre ad essere ben formato deve avere giuste dimensioni. I Gloster hanno canto dolce e melodioso che ricorda quello del Malinois e sono molto prolifici.

Alloggio

Il gloster può essere alloggiato nelle classiche gabbie per canarini, il più possibile spaziose (55/60 cmdi lunghezza), ottime le gabbie in ferro zincato con fondo estraibile in lamiera o in plastica. La gabbia deve avere la forma di parallelepipedo, assolutamente sconsigliate le gabbie che si sviluppano in altezza e le gabbie circolari. Il fondo deve essere dotato di una griglia in modo da evitare che il canarino venga a contatto con gli escrementi e le muffe che talvolta si possono formare. Il gloster non va mai esposto a sbalzi di temperatura: è un canarino che sopporta molto bene le basse temperature (comunque mai sotto i 5°C) ma rischia di ammalarsi se la gabbia viene spostata repentinamente dal caldo al freddo.

Alimentazione

La dieta di un Gloster deve comprendere, oltre al misto di semi per canarini, spighe di panico, osso di seppia, mattonella di sali minerali, frutta e verdura da offrire giornalmente, soprattutto mele, carote, pomodori maturi, zucchine, cetrioli, centocchio e tarassaco. L’acqua deve essere offerta fresca ogni giorno. Il pastoncino all’uovo, particolarmente appetito dal Gloster, non deve essere somministrato più di due volete alla settimana, essendo un prodotto molto grasso e proteico. Si deve offrire invece a volontà durante la stagione riproduttiva, insieme ai semi germinati e qualche camola della farina, e nel periodo invernale se i canarini sono alloggiati all’esterno.

Riproduzione

La stagione riproduttiva inizia verso la fine dell’inverno, generalmente nel mese di marzo. Nell’assortire la coppia è assai importante che solo uno dei due canarini sia corona, perché il gene del ciuffo è di tipo letale e se portato da entrambi i genitori non consente la nascita di soggetti sani e vitali. L’accoppiamento giusto è quindi “corona” x “consort”. Alla coppia va fornito un normale nido per canarini con il materiale per foderarlo (rametti di legno, striscette di stoffa, filamenti di iuta…); la canarina depone in media quattro uova che cova per circa 14 giorni. In genere i Gloster sono ottimi genitori e imbeccano i novelli fino al loro completo svezzamento, che avviene verso i 25-30 giorni di età.

FONTI :

www.synapsis.it
www.inseparabile.com/Uccelli/canarino.htm
Da Wikipedia, l’enciclopedia libera
http://www.animalinelmondo.com
www.best-gloster.com

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