venerdì, Aprile 19, 2024

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Zecca Killer, individuata anche in Italia

zeccaIndividuata anche in Italia la zecca ixodes, causa di meningoencefaliti e altre malattie virali.
Passeggiando per prati e boschi può capitare di imbattersi in piccoli insetti a prima vista innocui, delle dimensioni di una coccinella.

Sono le zecche.

zecca-2Le zecche vivono tra i cespugli e sono sempre in agguato, pronte per saltare alla prima occasione sul malcapitato, animale o uomo, che diventerà il loro pasto per parecchi giorni.

Le zecche non sono proprio insetti ma artropodi dell’ordine degli Acarina, insomma della stessa famiglia di ragni e acari. Sono ematofagi, cioè si nutrono del sangue dell’ospite al quale si sono attaccate, e si possono definire parassiti in quanto restano attaccati al loro “cibo” perdiverso tempo, aumentando di dimensioni.

L’ ultimo allarme in Italia, soprattutto nel Triveneto, è stata la comparsa di una particolare specie di zecca, abitante normalmente in Europa orientale: la zecca Ixodes Ricinus.

zecca-Ixodes_ricinus_2Sebbene originaria dell’Europa dell’est, questa specie, riuscendo a sopravvivere in differenti condizioni ambientali, si è conquistata un’ampia distribuzione geografica, arrivando a comparire dal Portogallo alla Russia e dal Nord Africa alla Scandinavia.

L’allarme in Italia deriva principalmente dalle possibili malattie trasmissibili col morso di questa zecca, in alcuni casi letali: la Tick borne encephalitis (meningoencefalite) e la malattia di Lymes.

La Tbe o Tick borne encephalitis è un’infiammazione del cervello, in questo caso specifico provocata da virus trasmesso appunto tramite il morso della zecca ixodes, che può provocare danni neurologici anche gravi.
Fabrizio Pregliasco, ricercatore al Dipartimento di Scienze biomediche all’Università degli Studi di Milano, spiega: “La meningoencefalite è una malattia non facile da diagnosticare perché dà una sintomatologia simil-influenzale una leggera febbre, mal di testa, dolori muscolari che compaiono a distanza di 7-14 giorni dal morso, cui può seguire una seconda fase con l’interessamento del sistema nervoso centrale e possibili danni permanenti o invalidanti. È una patologia che sta emergendo nell’evidenza dei numeri, ma è ancora sottostimata perché molti casi lievi non vengono registrati”

zecca-tbe_immunization_ppTra le tre varianti della meningoencefalite, continua Pregliasco quella presente in Italia è per fortuna la meno grave.

Ad una prima fase ne può succedere una seconda, anche dopo diverse settimane, con febbre elevata confusione mentale, perdita di sensibilità e paralisi agli arti. Ma solo nel 1-2% dei casi è mortale.

In Italia, vista la sempre maggiore diffusione della zecca killer, le autorità hanno chiesto di inserire la Tbe tra le malattie notificabili.

Cosa fare allora se si viene punti da una zecca?

  • Intanto va ricordato che il morso della zecca, grazie all’effetto anestetico della sua saliva, è indolore e non provoca alcun sintomo immediato, e va inoltre sottolineato che non sempre quando si viene punti si contraggono infezioni e malattie, ma bisogna fare cautela e seguire poche semplici regole.
  • Se ci si accorge di avere l’animale ancora piantato nella pelle agite con cautela ma con rapidità: meno la zecca sta a contatto più diminuisce il rischio contagio
  • Staccate la zecca dalla pelle con una pinzetta con una torsione, non strappatela dall’epidermide.
  • Non applicate unguenti oleosi
  • Disinfettate la parte con amuchina
  • Informate il medico curante al più presto.
  • Segnate sul calendario la data. Nei successivi 40 giorni osservate se attorno al morso compare l’eritema
  • Non prendete antibiotici per non mascherare eventuali possibili segni di incubazione.
  • Ancor prima, per evitare fobie e inutili preoccupazioni, ricordate che fare attenzione quando si va in giro nei prati non significa però non godersi il sole e l’aria aperta.

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Federico Lavanche
Federico Lavanchehttps://www.animaleanimali.eu
Appassionato da sempre di animali di ogni genere, ho avuto la possibilità di allevarne molti, studiarli e apprezzarli. Non si finisce mai di imparare da loro.

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