Displasia dell’anca nel cane, l’incubo di tutti i proprietari

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Come per l’uomo, sono innumerevoli le patologie e le malattie che possono colpire un cane. Uno tra i problemi più temuti è la displasia dell’anca, una patologia ortopedica, ovvero l’anormale sviluppo dell’articolazione dell’anca.
Si tratta di una patologia ereditaria ma non congenita, cioè può essere trasmessa dai genitori ai figli ma non è presente al momento della nascita.

La displasia dell’anca (oppure HD) viene indicata come una malattia multifattoriale ed ereditaria: con multifattorialità si intende che si manifesta secondo vari fattori ambientali, cioè che sono in gioco più fattori scatenanti e non uno solo; è ereditaria nel senso che il cucciolo nasce già ammalato (quindi la displasia non può svilupparsi su un cucciolo nato esente), e un cucciolo malato non potrà mai guarire: al limite, se sarà fortunato, potrà rimanere stabile.
Colpisce le articolazioni coxo-femorali, cioè tra il femore ed il bacino, causando un appiattimento progressivo della testa del collo del femoree dell’acetabolo (la parte del bacino che accoglie la testa del femore). Le due articolazioni cominciano così ad essere in attrito tra di loro, causando quindi dolore durante il movimento. Inizialmente questo dolore sarà saltuario, fino a che (nella peggiore delle ipotesi) le ossa non saranno talmente logore da provocare prima una sempre più intensa zoppia, seguita dalla paralisi del cane che, a causa del forte dolore, non potrà neppure alzarsi in piedi.

Nessuno, a priori, può stabilire se un cucciolo sia esente o meno da displasia, neppure l’allevatore. Molte sono, infatti, le pubblicità su riviste specializzate che garantiscono “soggetti completamente esenti da displasia”: in realtà l’allevatore può garantire solamente l’assenza di displasia dei genitori del cucciolo-il quale, però, potrà ugualmente ereditare la malattia dai nonni o, andando più indietro, dalle generazioni precedenti. La displasia può quindi colpire tutti i cuccioli dei cani di taglia medio-grande nati anche da genitori perfettamente sani (addirittura la può ereditare fino a 6 generazioni precedenti).
displasia-ancaLa displasia è catalogata in base alla sua gravità:

  • A Normale – grado HD0
  • B Quasi normale – grado HD1
  • C Leggera – grado HD2
  • D Media
  • E Grave

Come capire se il cane è affetto da displasia

È importante non creare falsi allarmismi. Ecco i sintomi più evidenti della displasia dell’anca: una debolezza generale della parte posteriore del cane, fatica ad eseguire certi movimenti (ad esempio alzarsi da sdraiato o fare salti) e una zoppia più o meno grave (può manifestarsi anche già dal 4°-5° mese di età).

Se si riscontra anche uno solo di questi tre sintomi, è sempre bene fare gli accertamenti del caso per stabilire la situazione del cane (del resto è meglio fare un controllo in più, che non in meno). Ricordiamo inoltre che in casi lievi di displasia, i sintomi potrebbero anche non manifestarsi affatto.

Un semplice esame radiologico

L’esame consiste in un esame radiologico fatto, nella maggioranza dei casi, in anestesia totale. Sarà il vostro veterinario di fiducia a stabilire se fare l’esame egli stesso, oppure mandarvi in centri veterinari più attrezzati. Il cane, che dovrà presentarsi a digiuno dalla mezzanotte del giorno prima, viene addormentato e posizionato sull’apposito lettino. Solo tramite una radiografia fatta in modo ineccepibile si potrà stabilire con esattezza il grado di displasia del vostro cane; solitamente, insieme alla displasia dell’anca, è bene fare contemporaneamente anche quella del gomito e della dentatura.

Le lastre effettuate dal vostro medico, per essere ufficializzate, devono essere spedite alla centrale di lettura (con sede a Ferrara e Cremona), la quale provvederà a dare una valutazione precisa dello stato della malattia (come da elenco puntato sopra) e a registrarla sul pedigree.

Come si cura la displasia

Purtroppo non esistono terapie mediche in grado di guarire il cane dalla displasia. Esistono in commercio dei farmaci che comunque possono attenuare i sintomi della malattia (farsi consigliare dal proprio veterinario in proposito). In commercio esistono 2 tipi principali di medicine: i corticosteroidi e gli anti-infiammatori non steroidei. Entrambi non sono adatti ai trattamenti a lungo termine per le controindicazioni ed effetti collaterali che provocano.

Quando il dolore per il cane diventa troppo, è possibile intervenire chirurgicamente con varie tecniche. Bisogna a tal punto precisare che i risultati di questi interventi sono contradditori; ci sono cani rinati, così come altri che sono stati fatti soffrire inutilmente. Bisogna valutare attentamente ogni possibilità, tenendo ben presente che dobbiamo fare il bene del nostro cane.

L’intervento più praticato, e anche quello più costoso, è l’inserimento di una protesi nell’anca. Esistono vari materiali che si possono utilizzare, del costo di svariate migliaia di euro. È un’operazione che richiede molta bravura, se riesce il cane torna nuovo, ma in caso di rigetto le conseguenze sono drammatiche. Il periodo post-operatorio è molto lungo e le possibilità di successo completo non sono altissime.

Oltre a questo, esistono altri interventi, più o meno noti, che si prefiggono di far tornare a correre il nostro cane. Se volete un consiglio, prima di intervenire chirurgicamente sul cane rivolgetevi a più veterinari e, magari, anche a qualche specialista. Inoltre, se dovete acquistare un cucciolo, contattate allevatori seri e qualificati, che abbiano solo un tipo di razza ed evitate, se potete, i negozi che vendono cuccioli: meglio sceglierseli in un allevamento.

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