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	<title>Cavalli &#8211; Il Portale sugli animali &#8211; www.animalieanimali.eu</title>
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	<description>Portale animali su Cani, Gatti, animali da fattoria, uccelli e animali selvatici</description>
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		<title>Il cavallo della giara</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federico Lavanche]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Nov 2012 20:52:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali da Fattoria]]></category>
		<category><![CDATA[Cavalli]]></category>
		<category><![CDATA[cavalli sardagna]]></category>
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		<category><![CDATA[Il cavallo della giara]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="145" height="145" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/11/cavallini-della-giara-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/11/cavallini-della-giara-150x150.jpg 150w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/11/cavallini-della-giara-300x300.jpg 300w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/11/cavallini-della-giara-100x100.jpg 100w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/11/cavallini-della-giara-36x36.jpg 36w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/11/cavallini-della-giara-115x115.jpg 115w" sizes="(max-width: 145px) 100vw, 145px" />Il cavallo della giara Il Cavallo della Giara deve il suo nome al toponimo che designa in Sardegna un altopiano dove vive allo stato brado. L&#8217;Altopiano della Giara è di origine vulcanica dai ripidi versanti che rendono difficili i collegamenti con i terreni vallivi, che si estende per 4.500 ettari ad una altitudine tra 1.500 [&#8230;]</p>
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<div><img loading="lazy" class="alignleft" title="cavallo giara" alt="cavallo giara" src="http://www.unire.gov.it/var/ezwebin_site/storage/images/cavalli/razze/il-cavallo-della-giara/cavallo-giara/61144-1-ita-IT/cavallo-giara_large.jpg" width="360" height="267" /></div>
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<p>Il Cavallo della Giara deve il suo nome al toponimo che designa in Sardegna un altopiano dove vive allo stato brado. L&#8217;Altopiano della Giara è di origine vulcanica dai ripidi versanti che rendono difficili i collegamenti con i terreni vallivi, che si estende per 4.500 ettari ad una altitudine tra 1.500 e 1.600 metri nel comprensorio dei Comuni di Genoni, Gesturi, Tuili e Setzu, nella Sardegna centro meridionale. Il clima di tipo mediterraneo presenta precipitazioni prevalenti nelle stagioni autunnale e invernale ed aridità estiva e inizio autunnale unita ad un&#8217;alta ventosità.</p>
<p>Cavallo di tipo mesodolicomorfo di dimensioni ridotte, con testa solitamente gentile ed espressiva, con occhi tipicamente a mandorla, collo forte e ricco di crini, groppa tendente al corto, coda con folti crini, cosce muscolose ed arti sottili con appiombo regolare. Il mantello è prevalentemente baio, con presenza di soggetti baio scuri e, con frequenza minore, morelli e sauri. Rarissime le balzane e le macchie a sede fissa della testa.<br />
La prima testimonianza storica della presenza di cavalli allo stato brado in Sardegna risale al 1540 e documenti successivi raccontano la esistenza nel 1700 di numerose mandrie selvatiche.<br />
È lecito ipotizzare che l’eterogeneità allora presente nelle mandrie brade dell&#8217;isola abbia caratterizzato la popolazione fondatrice dell&#8217;attuale cavallino della Giara, eterogeneità morfologica che si e mantenuta fino ad oggi.<br />
<a href="https://www.animalieanimali.eu/cavalli-della-giara-sardegna/cavallini-della-giara/" rel="attachment wp-att-633"><img loading="lazy" class="alignleft size-medium wp-image-633" title="cavallini-della-giara" alt="" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/11/cavallini-della-giara-300x202.jpg" width="300" height="202" srcset="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/11/cavallini-della-giara-300x202.jpg 300w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/11/cavallini-della-giara.jpg 548w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>L&#8217;ambiente in cui vivono i cavalli è caratterizzato da pascoli naturali e copertura boschiva con presenza di sughere, lecci, roverelle ed arbustive tipiche della macchia mediterranea.<br />
Negli ultimi 25 anni la popolazione sembra essere oscillata tra 1.500 e 1.900 capi.<br />
Fino agli anni 1950 pressoché l&#8217;intera popolazione veniva annualmente condotta a valle per la marchiatura e il prelievo di alcuni soggetti che venivano utilizzati nei lavori agricoli. Definitivamente soppiantati dalle macchine agricole, negli anni &#8217;60 venivano invece macellati e impiegati per la sella.<br />
Nel 1976 si costituita l&#8217;Associazione del Cavallo Sardo della Giara che si propone di salvaguardare il Cavallo nel suo ambiente naturale e di valorizzarne l&#8217;utilizzo come cavalcatura pony.</p>
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<p>&nbsp;</p>
<h2>RISCHIO ESTINZIONE</h2>
<p>I circa 600 cavallini che vivono nella Giara del Gesturi sono a rischio denutrizione.<br />
Le foto scattate in queste ultime settimane ci mostrano la <strong>gravità della situazione</strong>: sul dorso dei cavallini si intravedono le costole. Sono piccoli e fragili, cercano invano un po’ d’erba che non c’è perché ormai da mesi sulla Giara di Gesturi, nella Sardegna del Sud, provincia del Medio Campidano, non piove. I cavallini stanno vagando senza energie sui circa 4 mila ettari dell’altipiano contendendosi quel po’ di cibo che è rimasto con mucche brade, apparentemente senza padroni.</p>
<h2>FACEBOOK SI MOBILITA</h2>
<p><a href="https://www.animalieanimali.eu/cavalli-della-giara-sardegna/rischio-estinzione-cavallini-giara/" rel="attachment wp-att-637"><img loading="lazy" class="alignleft size-medium wp-image-637" title="rischio-estinzione-cavallini-giara" alt="" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/11/rischio-estinzione-cavallini-giara-300x183.jpg" width="300" height="183" srcset="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/11/rischio-estinzione-cavallini-giara-300x183.jpg 300w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/11/rischio-estinzione-cavallini-giara-600x368.jpg 600w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/11/rischio-estinzione-cavallini-giara.jpg 744w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p>Le immagini che ritraggono le condizioni degli animali denutriti pubblicate su Facebook e corredate da un appello: non una raccolta di denaro, difficile da gestire, piuttosto <strong>offerte di fieno, avena e foraggio</strong>. In questi giorni le prime balle donate dagli allevatori del posto sono state distribuite grazie al lavoro di volontari e una cooperativa che vigila sulla Giara. Una catena che ha coinvolto centinaia di persone accomunate dal desiderio di aiutare i cavallini, con interventi anche da oltre Tirreno.</p>
<p><strong>Sarebbe bello che dalla Fieracavalli di Verona, che si apre giovedì </strong><strong>e che dà sempre tanto spazio alle razze italiane, venisse un contributo reale per salvare questi cavallini sardi.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><iframe src="http://www.youtube.com/embed/mw5zJQTXus0?wmode=transparent" height="345" width="611" frameborder="0"></iframe></h2>
<h2>IL PASCOLO CONTESO</h2>
<p>La sopravvivenza dei cavallini è legata alla coabitazione forzata con i bovini che sono allevati allo stato brado.</p>
<p>La <strong>Regione</strong> segue con attenzione la vicenda legata allo stato di salute dei Cavallini della Giara e, dopo avere già gettato le basi per un progetto di salvaguardia (<em>già dallo scorso agosto con </em><em>un’ordinanza il comune di Gesturi ha sancito la necessità della cattura delle mucche</em><em>anche per «fronteggiare lo stato di emergenza sanitaria e di igiene pubblica, a preservare il mantenimento di un livello elevato di tutela della salute animale e umana, e a salvaguardare lo stato di salute e di benessere dei cavallini della Giara».)</em> che coinvolgerà anche altri enti e amministrazioni locali, aggiunge al programma un sopralluogo per verificarne direttamente sul posto le effettive condizioni.</p>
<h2>COME AIUTARE</h2>
<p>Chiunque fosse interessato ad offrire del fieno o del foraggio, può farlo telefonando al seguente numero:  <img alt="" src="chrome://skype_ff_extension/skin/numbers_button_skype_logo.png" />388 16 42 358  (lun/ven dalle 8 alle 20).</p>
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		<title>Cavallo Avelignese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federico Lavanche]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Oct 2012 20:38:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cavalli]]></category>
		<category><![CDATA[Cavallo Avelignese]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="145" height="145" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/cavallo-avelignese-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/cavallo-avelignese-150x150.jpg 150w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/cavallo-avelignese-100x100.jpg 100w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/cavallo-avelignese-36x36.jpg 36w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/cavallo-avelignese-115x115.jpg 115w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/cavallo-avelignese-50x50.jpg 50w" sizes="(max-width: 145px) 100vw, 145px" />Origini e attitudini Originario di  Hafling (nome italiano Avelengo), paese vicino a Merano. Denominato anche Haflinger o Cavallo di Hafling o Pony Avelignese. Razza molto antica, anche se ufficialmente nasce nel 1874, con le caratteristiche attuali, dall&#8217;accoppiamento di una cavalla indigena con lo stallone El Bedavi (forse berbero). In passato veniva molto usato per i [&#8230;]</p>
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<h2>Origini e attitudini</h2>
<p>Originario di  Hafling (nome italiano Avelengo), paese vicino a Merano. Denominato anche Haflinger o Cavallo di Hafling o Pony Avelignese. Razza molto antica, anche se ufficialmente nasce nel 1874, con le caratteristiche attuali, dall&#8217;accoppiamento di una cavalla indigena con lo stallone El Bedavi (forse berbero).<br />
In passato veniva molto usato per i lavori in agricoltura e sebbene ancora oggi sia  utilizzato per questi scopi, lo si apprezza molto per l&#8217;equitazione agrituristica e in molte discipline sportive. Cavallo da sella.<br />
Nel 1971 viene costituita l&#8217;Associazione Nazionale Allevatori Cavalli di Razza Haflinger &#8211; Italia, alla quale è stato ufficialmente affidata la gestione del Libro Genealogico a partire dal 1977. Oggi l&#8217;Haflinger è diffuso in tutta l&#8217;Italia risultando la Razza Italiana con la maggiore consistenza numerica.</p>
<h2>Caratteri morfologici</h2>
<p>Tipo: mesomorfo.<br />
Presenta un bel mantello sauro-dorato; ciuffo, criniera e coda con crini abbondanti, sottili, lisci e generalmente chiari.<br />
Mole medio piccola: altezza al garrese: maschi (minimo 137 cm), femmine (minimo 134 cm).<br />
Temperamento docile, buona disposizione all&#8217;attività dinamica con equilibrio tra velocità dell&#8217;andatura e potenza dello sforzo.<br />
Forme armoniche, solide e corrette. Piede ben conformato, con zoccolo sano, resistente.</p>
<p><img loading="lazy" src="http://www.agraria.org/equini/avelignese.JPG" alt="Cavallo Avelignese (Haflinger) nuovo tipo" width="600" height="401" /> Cavallo Avelignese (Haflinger) nuovo tipo (foto Filippini)</p>
<p><img loading="lazy" src="http://www.agraria.org/equini/avelignese1.jpg" alt="Cavallo Avelignese (Haflinger) vecchio tipo" width="600" height="380" /> Cavallo Avelignese (Haflinger) vecchio tipo (foto Sabbioni)</p>
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		<title>Cavallo Maremmano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federico Lavanche]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Oct 2012 20:33:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cavalli]]></category>
		<category><![CDATA[Cavallo Maremmano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="225" height="145" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/maremmano1-225x145.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" loading="lazy" />Origini e attitudini Le origini del cavallo maremmano si nascondono nel territorio della Maremma tosco-laziale al tempo degli antichi Etruschi. Da allora fino all&#8217;800 ha mantenuto le stesse forme iniziali: tozzo, forte, ombroso. Intorno al 1870 si cominciò a incrociarlo con cavalli dall&#8217;aspetto più gentile e slanciato; grazie all&#8217;incrocio con il purosangue inglese si giunse [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="225" height="145" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/maremmano1-225x145.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" loading="lazy" /><div>
<h2>Origini e attitudini</h2>
<p>Le origini del cavallo maremmano si nascondono nel territorio della <a href="http://www.about-maremma.com/" target="_blank">Maremma</a> tosco-laziale al tempo degli antichi Etruschi. Da allora fino all&#8217;800 ha mantenuto le stesse forme iniziali: tozzo, forte, ombroso. Intorno al 1870 si cominciò a incrociarlo con cavalli dall&#8217;aspetto più gentile e slanciato; grazie all&#8217;incrocio con il purosangue inglese si giunse a quella che viene definita &#8220;la nuova generazione&#8221; con la nascita, nel 1902, dello stallone Fauno nelle scuderie reali di San Rossore (Versilia &#8211; Toscana). Il purosangue inglese oltre a ingentilire la tozza e rustica figura del vecchio maremmano ne ha anche aumentato la statura e la nevrilità.<br />
Robusto, resistente alla fatica e alle condizioni climatiche avverse,  generoso, è adatto come cavallo da sella ad adeguarsi alle più svariate esigenze. Per la docilità oggi questo cavallo è apprezzato come compagno per escursioni e passeggiate sia per adulti che per bambini.<br />
I campioni olimpici Raimondo D&#8217;Inzeo con Quotidiana e Graziano Mancinelli su Ursus del Lasco hanno dimostrato le doti del Maremmano come saltatore, Stefano Meattini su Rondinella (campione del mondo di velocita&#8217;) la sua supremazia nella monta da lavoro. L&#8217;ignoranza, il classico pressapochismo italico e la stupida esterofilia non ne hanno permesso una selezione adeguata fino agli anni novanta come cavallo sportivo. Ma da allora molto è stato fatto. L&#8217;Associazione Italiana Allevatori Cavallo di razza Maremmana (ANAM <a href="http://www.anamcavallomaremmano.com/" target="_blank">www.anamcavallomaremmano.com</a>) e&#8217; stato il primo organismo ad introdurre in Italia il performance test per la valutazione e l&#8217;approvazione alla riproduzione degli stalloni e della fattrici. Quindi non piu&#8217; soltanto un giudizio morfologico sul soggetto ma anche di attitudine al lavoro con la valutazione delle andature e della propensione al salto. Il Maremmano e&#8217; un cavallo che ha bisogno di essere rilanciato, ma ha grandissime potenzialita&#8217; (testo di Gregorio Savio).</p>
<h2>Caratteri morfologici</h2>
<p>Tipo: meso-dolicomorfo.<br />
Il colore del mantello è baio o morello, generalmente scuro.<br />
Altezza al garrese: da 160  a 172 cm.<br />
Peso: 450 &#8211; 500 kg.<br />
Equilibrato, energico e molto resistente, buon saltatore.<br />
Classico cavallo militare.<br />
I piedi sono resistenti all&#8217;usura e di buona forma.</p>
<p><a href="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/maremmano.jpg" data-rel="lightbox-gallery-KsxLmpDO" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-medium wp-image-1025" alt="maremmano" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/maremmano-300x226.jpg" width="300" height="226" srcset="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/maremmano-300x226.jpg 300w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/maremmano.jpg 600w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/maremmano-180x135.jpg 180w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a> M. NoGlobal Del Forteto cavalcato da Sheila Nesi di Firenze</p>
<p><a href="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/maremmano1.jpg" data-rel="lightbox-gallery-KsxLmpDO" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-medium wp-image-1026" alt="maremmano1" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/maremmano1-300x223.jpg" width="300" height="223" srcset="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/maremmano1-300x223.jpg 300w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/maremmano1.jpg 600w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/maremmano1-180x135.jpg 180w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a> Monaco, stallone nato nel 1980, da Treviso e N.Sterlina (foto <a href="http://www.anamcavallomaremmano.com/" target="_blank">www.anamcavallomaremmano.com</a>)</p>
</div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.animalieanimali.eu/cavallo-maremmano/">Cavallo Maremmano</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.animalieanimali.eu">Il Portale sugli animali - www.animalieanimali.eu</a>.</p>
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		<title>Cavallo Andaluso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federico Lavanche]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Oct 2012 20:28:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cavalli]]></category>
		<category><![CDATA[Cavallo Andaluso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="145" height="145" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Cavallo-Andaluso-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Cavallo-Andaluso-150x150.jpg 150w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Cavallo-Andaluso-100x100.jpg 100w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Cavallo-Andaluso-36x36.jpg 36w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Cavallo-Andaluso-115x115.jpg 115w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Cavallo-Andaluso-75x75.jpg 75w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Cavallo-Andaluso-50x50.jpg 50w" sizes="(max-width: 145px) 100vw, 145px" />Origini e attitudini Il luogo d&#8217;origine è l&#8217;Andalusia (Spagna), noto anche come &#8220;Pura razza Spagnola&#8221;. Le origini di questo cavallo sono controverse. Sembra discenda dai cavalli arabi e berberi giunti in Spagna con i mori nel 711, incrociati successivamente con cavalli indigeni. Per molti secoli è stato utilizzato (come l&#8217;arabo) per migliorare moltissime razze autoctone [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="145" height="145" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Cavallo-Andaluso-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Cavallo-Andaluso-150x150.jpg 150w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Cavallo-Andaluso-100x100.jpg 100w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Cavallo-Andaluso-36x36.jpg 36w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Cavallo-Andaluso-115x115.jpg 115w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Cavallo-Andaluso-75x75.jpg 75w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Cavallo-Andaluso-50x50.jpg 50w" sizes="(max-width: 145px) 100vw, 145px" /><div>
<h2>Origini e attitudini</h2>
<p>Il luogo d&#8217;origine è l&#8217;Andalusia (Spagna), noto anche come &#8220;Pura razza Spagnola&#8221;. Le origini di questo cavallo sono controverse. Sembra discenda dai cavalli arabi e berberi giunti in Spagna con i mori nel 711, incrociati successivamente con cavalli indigeni. Per molti secoli è stato utilizzato (come l&#8217;arabo) per migliorare moltissime razze autoctone europee. Con la conquista dell&#8217;America (alcuni esemplari furono portati da Cristoforo Colombo nel suo secondo viaggio), ha contribuito a formare gran parte delle razze americane.<br />
Elegante, armonioso e di nobile portamento. Cavallo da sella (buon saltatore) viene considerato soprattutto un cavallo da passeggiate e da sport (anche nelle corride).<br />
Allevato in Europa e America del Sud.</p>
<h2>Caratteri morfologici</h2>
<p>Tipo: mesomorfo.<br />
Mantello: grigio, baio, morello, sauro, roano.<br />
Altezza al garrese:  155 &#8211; 160 cm.<br />
Peso: circa 570 kg.<br />
Carattere fiero, intelligente, affettuoso.</p>
<p>All&#8217;Andaluso si rifà il &#8220;<strong>Certosino</strong>&#8221; (derivato da selezione di Andalusi operata dalla fine del XV secolo dai monaci certosini di Jerez de la Frontera), molto simile all&#8217;attuale cavallo di Pura razza Spagnola, ma un po&#8217; più piccolo, più rustico e meno elegante. Cavallo da sella e tiro leggero (grigio o morello), allevato solo in Spagna.<br />
Recente razza spagnola discendente dall&#8217;Andaluso è il &#8220;<strong>Minorchino</strong>&#8221; (non ancora riconosciuta ufficialmente). Più spigoloso e meno elegante rispetto al progenitore, è molto utilizzato negli spettacoli circensi per la sua abilità ad impennarsi a comando.</p>
<p><img src="http://www.agraria.org/equini/andaluso.jpg" alt="Cavallo Andaluso (Pura Razza Espagnola) " width="600" />Cavallo Andaluso &#8211; Pura Razza Espagnola (foto <a href="http://www.valhallaandalusians.com/" target="_blank">www.valhallaandalusians.com</a>)</p>
<p><img loading="lazy" src="http://www.agraria.org/equini/andalusopp.jpg" alt="Cavallo Andaluso (Pura Razza Espagnola) " width="600" height="482" /> Cavallo Andaluso (Pura Razza Espagnola)</p>
</div>
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		<title>Cavallo Appaloosa</title>
		<link>https://www.animalieanimali.eu/cavallo-appaloosa/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Federico Lavanche]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Oct 2012 20:10:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cavalli]]></category>
		<category><![CDATA[Cavallo Appaloosa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="145" height="145" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/lappalosa-428076-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/lappalosa-428076-150x150.jpg 150w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/lappalosa-428076-100x100.jpg 100w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/lappalosa-428076-36x36.jpg 36w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/lappalosa-428076-115x115.jpg 115w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/lappalosa-428076-50x50.jpg 50w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/lappalosa-428076-75x75.jpg 75w" sizes="(max-width: 145px) 100vw, 145px" />Origini e attitudini Cavallo da sella e tiro leggero, originario degli Stati Uniti. Resistente e duttile, viene impiegato nei rodei e negli spettacoli equestri, oltre ad essere un eccellente cavallo da turismo e da campagna. Discende dai cavalli introdotti dagli Spagnoli nel XVI secolo. I pellerossa che non conoscevano il cavallo, cominciarono ad impadronirsene e [&#8230;]</p>
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<h2><a href="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/APPALOSA.jpg" data-rel="lightbox-gallery-IyeQhddt" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="alignleft size-medium wp-image-438" title="APPALOSA" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/APPALOSA-300x231.jpg" alt="" width="300" height="231" srcset="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/APPALOSA-300x231.jpg 300w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/APPALOSA.jpg 501w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Origini e attitudini</h2>
<p>Cavallo da sella e tiro leggero, originario degli Stati Uniti.<br />
Resistente e duttile, viene impiegato nei rodei e negli spettacoli equestri, oltre ad essere un eccellente cavallo da turismo e da campagna. Discende dai cavalli introdotti dagli Spagnoli nel XVI secolo. I pellerossa che non conoscevano il cavallo, cominciarono ad impadronirsene e ad allevarli secondo i loro interessi. Il nome di questa razza deriva dal fiume Palouse che attraversa i territori un tempo abitati dalla tribù dei Nasi Forati (selezionatori di questa razza). Con l&#8217;annientamento della tribù nella seconda metà dell&#8217;Ottocento, la razza rischiò l&#8217;estinzione. Solo nel 1938 si ricostruì un ceppo ben selezionato e si riprese un allevamento serio con la creazione di un libro genealogico.</p>
<h2>Caratteri morfologici</h2>
<p>Tipo: mesomorfo.<br />
Mantello: uno dei sei tipi che caratterizzano le tipologie di Appaloosa (fiocco di neve, leopardo, brina, marezzato, coperta macchiata, coperta bianca).<br />
Altezza al garrese: 150 &#8211; 162 cm.<br />
Peso: 400 &#8211; 500 kg.<br />
Carattere docile e fedele.</p>
<p>Appaloosa: il cavallo dei Nasi Forati &gt;&gt;&gt;</p>
<p><img src="http://www.agraria.org/equini/appaloosa.jpg" alt="Cavallo Appaloosa " width="600" /> Cavallo Appaloosa (foto www.vootar.com)</p>
<p><img loading="lazy" src="http://www.agraria.org/equini/appaloosapp.jpg" alt="Cavallo Appaloosa " width="600" height="477" /> Cavallo Appaloosa (foto <a href="http://www.agraria.org/">www.agraria.org</a>)</p>
</div>
<div></div>
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		<title>Cavallo Arabo</title>
		<link>https://www.animalieanimali.eu/cavallo-arabo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Federico Lavanche]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Oct 2012 19:58:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cavalli]]></category>
		<category><![CDATA[Cavallo Arabo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="145" height="145" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/cavallo-arabo-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/cavallo-arabo-150x150.jpg 150w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/cavallo-arabo-100x100.jpg 100w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/cavallo-arabo-36x36.jpg 36w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/cavallo-arabo-115x115.jpg 115w" sizes="(max-width: 145px) 100vw, 145px" />Origini e attitudini Originario dell&#8217;Arabia Saudita. Il cavallo Arabo é una delle razze più antiche: la sua origine risale a 3000 a.C. Già nel VI secolo d.C. i beduini praticavano l&#8217;allevamento selettivo accoppiando esemplari secondo criteri di selezione validi ancora oggi. Poiché le tribù beduine erano numerose e ognuna selezionava i propri cavalli con con [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="145" height="145" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/cavallo-arabo-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/cavallo-arabo-150x150.jpg 150w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/cavallo-arabo-100x100.jpg 100w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/cavallo-arabo-36x36.jpg 36w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/cavallo-arabo-115x115.jpg 115w" sizes="(max-width: 145px) 100vw, 145px" /><div>
<h2><a href="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/cavallo_arabo.jpg" data-rel="lightbox-gallery-CUnrsCzl" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="alignleft size-full wp-image-432" title="cavallo_arabo" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/cavallo_arabo.jpg" alt="" width="300" height="243" /></a>Origini e attitudini</h2>
<p>Originario dell&#8217;Arabia Saudita. Il cavallo Arabo é una delle razze più antiche: la sua origine risale a 3000 a.C. Già nel VI secolo d.C. i beduini praticavano l&#8217;allevamento selettivo accoppiando esemplari secondo criteri di selezione validi ancora oggi. Poiché le tribù beduine erano numerose e ognuna selezionava i propri cavalli con con propri criteri, si formarono inizialmente sette tipologie principali, che successivamente si ridussero alle tre che ancora oggi conosciamo:<br />
&#8211; l&#8217;<em>arabo bebuino</em> (assil) rappresenta il tipo originario e si divide a sua volta in tre sottotipi: kuhailan, resistente e potente; siglavy, bello ed elegante; muniqi, leggero e velocissimo.<br />
&#8211; l&#8217;<em>arabo di pura razza</em> è il discendente dei tre tipi appena citati incrociati tra loro, ed è quello che noi conosciamo come arabo (diffuso in tutto il mondo).<br />
&#8211; la r<em>azza araba</em> comprende cavalli di sangue orientale che, pur rispettando per morfologia e carattere il tipo arabo, hanno nel loro albero genealogico parentele con il berbero, con l&#8217;arabo persiano e con il siriano.<br />
E&#8217; stato impiegato per creare o migliorare altre razze in ogni angolo della terra, primo fra tutte il Purosangue Inglese.</p>
<h2>Caratteri morfologici</h2>
<p>Tipo: mesomorfo.<br />
Cavallo nobile e bello, dai movimenti armonici e corretti<br />
Grigio, baio, sauro, morello e roano (più raro).<br />
Altezza al garrese: dai cm 145 ai cm 160; in alcuni casi scende al di sotto del limite minimo.<br />
Peso: 350 &#8211; 450 kg.<br />
Pelle sottile ed elastica, ricoperta da peli corti e lucenti.<br />
Il piede è piccolo e durissimo; gli appiombi sono perfetti.<br />
Nevrile, sobrio e poco esigente.<br />
Veloce, leale e coraggioso, in passato il cavallo ideale per l&#8217;esercito.<br />
Ideale per le gare di resistenza e per il trekking; spesso utilizzato come tiro rapido.</p>
<p><img loading="lazy" src="http://www.agraria.org/equini/purosanguearabo1.JPG" alt="Purosangue Arabo sauro" width="600" height="571" /> Castrone di 5 anni di Purosangue Arabo sauro (foto Laura Lavezzini)</p>
<p><img loading="lazy" src="http://www.agraria.org/equini/purosanguearabo.jpg" alt="Purosangue Arabo sauro" width="600" height="628" /> Castrone di 5 anni di Purosangue Arabo sauro (foto Laura Lavezzini)</p>
</div>
<div></div>
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		<title>Cavallo Purosangue Inglese</title>
		<link>https://www.animalieanimali.eu/cavallo-purosangue-inglese/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Federico Lavanche]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Oct 2012 19:50:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cavalli]]></category>
		<category><![CDATA[Cavallo Purosangue Inglese]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="145" height="145" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Cavallo-Purosangue-Inglese-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Cavallo-Purosangue-Inglese-150x150.jpg 150w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Cavallo-Purosangue-Inglese-100x100.jpg 100w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Cavallo-Purosangue-Inglese-36x36.jpg 36w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Cavallo-Purosangue-Inglese-115x115.jpg 115w" sizes="(max-width: 145px) 100vw, 145px" />Origini e attitudini Cavallo Purosangue Inglese Razza originaria della Gran Bretagna. La sua denominazione inglese &#8220;Thoroughbred&#8221; significa &#8220;allevato in purezza&#8221;.. La razza è nata grazie alla passione degli inglesi per le corse dei cavalli, passione già radicata diversi secoli prima che iniziasse la selezione di un cavallo da corsa specificatamente studiato per le gare di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="145" height="145" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Cavallo-Purosangue-Inglese-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Cavallo-Purosangue-Inglese-150x150.jpg 150w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Cavallo-Purosangue-Inglese-100x100.jpg 100w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Cavallo-Purosangue-Inglese-36x36.jpg 36w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Cavallo-Purosangue-Inglese-115x115.jpg 115w" sizes="(max-width: 145px) 100vw, 145px" /><div>
<h2><a href="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/purosangue_inglese.jpg" data-rel="lightbox-gallery-ppCLirlZ" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="alignleft size-medium wp-image-427" title="purosangue_inglese" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/purosangue_inglese-300x262.jpg" alt="" width="300" height="262" srcset="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/purosangue_inglese-300x262.jpg 300w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/purosangue_inglese.jpg 400w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Origini e attitudini</h2>
<p>Cavallo Purosangue Inglese Razza originaria della Gran Bretagna. La sua denominazione inglese &#8220;Thoroughbred&#8221; significa &#8220;allevato in purezza&#8221;.. La razza è nata grazie alla passione degli inglesi per le corse dei cavalli, passione già radicata diversi secoli prima che iniziasse la selezione di un cavallo da corsa specificatamente studiato per le gare di galoppo. Le origini della razza risalgono al 1700, dall&#8217;incrocio di giumente indigene da corsa con tre stalloni di origine araba: Darley Arabian, un baio oscuro dalle chiare origini arabe, Byerley Turk, un baio di ceppo arabo ma di origini turche e il baio oscuro Godolphin Arabian, noto anche come Godolphin Barb per le sue origini berbere.<br />
E&#8217; il cavallo utilizzato in tutto il mondo per le corse al galoppo, avendo notevoli doti di velocità. Dal 1793 funziona il Libro Genealogico della razza in cui vengono iscritti solamente i soggetti nati da genitori iscritti.<br />
La razza oggi non presenta caratteri morfologici particolarmente omogenei. Se ne distinguono tre tipi differenti: lo &#8220;stayer&#8221;, più piccolo e raccolto, dotato di grande fondo; lo &#8220;sprinter&#8221;, più alto e allungato, molto veloce; l'&#8221;intermediate&#8221;, con groppa obliqua , spalla inclinata e dorso piuttosto breve, adatto alle corse a ostacoli e utilizzato come saltatore. Il Purosangue è il cavallo più conosciuto, probabilmente il più allevato al mondo, e il più utilizzato per migliorare le razze da sella.</p>
<h2>Caratteri morfologici</h2>
<p>Tipo: dolicomorfo.<br />
Quasi tutti i colori interi: baio, sauro, più raramente morello e grigio, eccezionalmente Roano.<br />
Spesso presenta segni distintivi sulla fronte (liste o fiocchi) o sugli arti (balzane) che sono molto apprezzati.<br />
Caratteristica tipica della razza è la pelle sottilissima, morbida, che lascia trasparire le vene superficiali, con pelo finissimo e setoso. La coda e la criniera sono lisce e fini.<br />
Altezza al garrese: 147-178 cm ma la media é intorno ai 163 cm.<br />
Peso: dai 320 ai 450 kg.<br />
Nevrile ed energico, mordace e a volte ribelle.<br />
La testa elegante si fonde in un lungo collo graziosamente arcuato.<br />
E&#8217; dotato di grande velocità e di fondo notevolissimo; non è facile da montare, per cui richiede cavalieri esperti e sensibili.</p>
<p><img src="http://www.agraria.org/equini/purosangueinglese.jpg" alt="Puro Sangue Inglese" /> Puro Sangue Inglese</p>
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		<title>Falabella</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federico Lavanche]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Oct 2012 19:44:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cavalli]]></category>
		<category><![CDATA[Falabella]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="145" height="145" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/220px-FalabellaFestivo-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/220px-FalabellaFestivo-150x150.jpg 150w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/220px-FalabellaFestivo-100x100.jpg 100w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/220px-FalabellaFestivo-36x36.jpg 36w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/220px-FalabellaFestivo-115x115.jpg 115w" sizes="(max-width: 145px) 100vw, 145px" />Origini e attitudini Originario dell&#8217;Argentina. E&#8217; il più piccolo pony al mondo: è stato selezionato nel Ranch Recreo de Roca (vicino a Buenos Aires) di proprietà della famiglia Falabella, partendo da pony Shetland e operando la selezione utilizzando i soggetti più piccoli. L&#8217;International Falabella Miniature Horse Society (I.F.M.H.S), sorta nel 1986 con lo scopo di [&#8230;]</p>
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<h2><a href="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/falabella-picture-4.jpg" data-rel="lightbox-gallery-aribXmJJ" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="alignleft size-medium wp-image-422" title="falabella-picture-4" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/falabella-picture-4-300x226.jpg" alt="" width="300" height="226" srcset="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/falabella-picture-4-300x226.jpg 300w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/falabella-picture-4-600x453.jpg 600w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/falabella-picture-4.jpg 636w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Origini e attitudini</h2>
<p>Originario dell&#8217;Argentina. E&#8217; il più piccolo pony al mondo: è stato selezionato nel Ranch Recreo de Roca (vicino a Buenos Aires) di proprietà della famiglia Falabella, partendo da pony Shetland e operando la selezione utilizzando i soggetti più piccoli.<br />
L&#8217;International Falabella Miniature Horse Society (I.F.M.H.S), sorta nel 1986 con lo scopo di preservare l&#8217;autenticità e le qualità di questa rarissima razza di cavalli,  tiene il Registro dei Falabella con pedigree, discendenti diretti da quelli importati per primi in Inghilterra nel 1977.<br />
Questo pony sta acquisendo consensi crescenti, anche fuori dai confini argentini, come animale &#8220;da compagnia&#8221;. Categoria da sella e tiro leggero.<br />
Carattere tranquillo, intelligente, affidabile.</p>
<h2>Caratteri morfologici</h2>
<p>Tipo: mesomorfo.<br />
Cavallo in miniatura perfettamente proporzionato. Non si può confondere con un pony Shetland , che ha la testa e gli zoccoli come un cavallo &#8220;normale&#8221;, ma le gambe corte.<br />
Mantello: tutti i mantelli.<br />
I Falabella hanno, a differenza degli altri cavalli, solo 17 vertebre, anziché 18, e una coppia di costole in meno.<br />
Altezza al garrese: per essere ammesso al Registro dell&#8217;International Falabella Miniature Horse Society (I.F.M.H.S), un Falabella oltre a essere figlio di genitori entrambi certificati, non deve superare l&#8217;altezza (al garrese) di 34&#8243; ossia 85 cm.<br />
Peso: circa 100 kg.</p>
<p>Cavallo Falabella</p>
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		<title>Quarter Horse</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federico Lavanche]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Oct 2012 19:30:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cavalli]]></category>
		<category><![CDATA[Quarter Horse]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="145" height="145" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Quarter-Horse2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Quarter-Horse2-150x150.jpg 150w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Quarter-Horse2-100x100.jpg 100w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Quarter-Horse2-36x36.jpg 36w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Quarter-Horse2-115x115.jpg 115w" sizes="(max-width: 145px) 100vw, 145px" />Origini e attitudini Studi condotti da diversi paleontologi, ci portano stabilire che i primi esemplari di Equus caballu, apparvero nel continente americano circa un milione d’anni fa. Probabilmente, a causa di sconvolgimenti climatici, però, tutti gli equidi di queste terre si estinsero all’incirca ottomila anni fa. Furono i conquistatori spagnoli, nel 1500, a riportare per [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="145" height="145" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Quarter-Horse2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Quarter-Horse2-150x150.jpg 150w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Quarter-Horse2-100x100.jpg 100w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Quarter-Horse2-36x36.jpg 36w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Quarter-Horse2-115x115.jpg 115w" sizes="(max-width: 145px) 100vw, 145px" /><div>
<h2>Origini e attitudini</h2>
<p><a href="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Quarter-Horse.jpg" data-rel="lightbox-gallery-TNPzGzx6" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="alignleft size-full wp-image-416" title="Quarter Horse" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Quarter-Horse.jpg" alt="" width="250" height="176" /></a>Studi condotti da diversi paleontologi, ci portano stabilire che i primi esemplari di Equus caballu, apparvero nel continente americano circa un milione d’anni fa. Probabilmente, a causa di sconvolgimenti climatici, però, tutti gli equidi di queste terre si estinsero all’incirca ottomila anni fa.<br />
Furono i conquistatori spagnoli, nel 1500, a riportare per primi i cavalli nel Nuovo Mondo: si trattava di cavalli da lavoro robusti, selezionati da cavalli Iberi, Berberi, Arabi e Pony della Spagna settentrionale. Molti cavalli dei colonizzatori andavano persi durante gli spostamenti: una volta rinselavatichiti si riproducevano con gran facilità, favoriti dall’abbondanza e dall’estensione dei pascoli e dall’assenza di predatori che ne potessero limitare il numero.<br />
Si formarono così branchi numerosi, all’interno dei quali i cavalli si riproducevano secondo gerarchie e criteri del tutto naturali. La quantità e la varietà del materiale genetico venivano via via incrementate dai cavalli di razze selezionate arrivati al seguito dei colonizzatori europei di diverse nazionalità.<br />
Da questa seria d’incroci indiscriminati, risultarono cavalli che, se da una parte avevano perso le caratteristiche esaltate dall’uomo nelle varie razze, dall’altra erano perfettamente adattati all’ambiente in cui si ritrovavano a vivere. Ancora oggi in molte zone dell’America esistono branchi di cavalli bradi chiamati Mustang, che possono essere considerati fra i progenitori di tutti i cavalli selezionati nel continente americano.<br />
I primi “allevatori” degli antichi Mustang furono i popoli indiani, che superato l’iniziale e compressibile timore per un animale sconosciuto, passarono nel giro di pochi anni ad instaurare un rapporto di simbiosi con quello che chiamavano “il grande cane”. In breve diventarono, oltre che bravi cavalieri, ottimi conoscitori del cavallo, tanto da accorgersi che guidando l’accoppiamento avrebbero ottenuto soggetti migliori rispetto a quelli catturati. Iniziarono così ad allevare cavalli, cercando di selezionare i soggetti che ritenevano più belli e più adatti alle loro esigenze. Il popolo dei Chickasaw, utilizzando anche numerosi cavalli rubati agli Spagnoli, ottenne i risultati migliori e riuscì ad instaurare un buon commercio con i coloni che si stavano stabilendo, ormai, nelle praterie della Virginia e degli altri stati della costa occidentali. Questi cavalli, che cominciavano ad avere una certa omogeneità morfologica, vennero chiamati Chickasaw.<br />
Lo stile di monta western, come del resto il Quarter horse, si è sviluppato in funzione del lavoro con le mandrie e, sebbene ricordi il modo di cavalcare degli indiani, furono gli Spagnoli a portare nel Nuovo Mondo le selle con le lunghe staffe ed i finimenti che permettevano la guida ad una mano, e furono sempre loro ad inventare la “sella americana” dotata di pomolo, più comoda, che permetteva al cavaliere di stare seduto per lunghe ore seguendo le mandrie negli spostamenti.<br />
I coloni che acquistavano i cavalli di “razza Chickasaw, li adibivano al lavoro dei campi, al trasferimento e alla sorveglianza del bestiame. Le qualità richieste a questi cavalli erano essenzialmente la calma, la forza ed un veloce scatto sulle brevi distanze, indispensabile per il lavoro con le mandrie. La civiltà europea, quell’anglosassone in particolare, portò nel Nuovo Continente la tradizione delle corse: nei giorni di festa venivano spesso organizzate gare di velocità e, visto che i cavalli a disposizione erano utilizzati per il lavoro quotidiano, le corse furono organizzate in modo da sfruttarne la caratteristica migliore: la velocità sulle brevi distanze. I cavalli gareggiavano sulle strade principali dei villaggi, sulla lunghezza di un quarto di miglio (circa 400 metri). La popolarità di queste competizioni crebbe in breve tempo, tanto che intorno alla metà del 1700 i cavalli che vi partecipavano furono chiamati “Quarter Race”. E’ di questo periodo il primo tentativo, peraltro fallito, di iscrivere, i Quarter Race in un libro genealogico.<br />
<a href="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/old-quarter-horse.jpg" data-rel="lightbox-gallery-TNPzGzx6" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="alignleft size-full wp-image-417" title="old-quarter-horse" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/old-quarter-horse.jpg" alt="" width="400" height="282" srcset="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/old-quarter-horse.jpg 400w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/old-quarter-horse-300x211.jpg 300w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></a>Al fine di migliorare quella che non era un razza “vera e propria con caratteristiche genetiche “fisse” e trasmissibili , furono importati dall’Europa prestigiosi soggetti di razza Purosangue Inglese; questi conferirono al Quarter una maggiore armoniosità di forme, e ne incrementarono la potenza e la velocità. I proprietari di ranch s’incaricarono, a questo punto, di allevare questi animali, che per le caratteristiche di forza, resistenza e potenza erano diventati indispensabili per il lavoro con i grossi bovini americani.<br />
I criteri di selezione continuarono ad esseri rigidi e severi, anche se fino al 1940 gli allevatori non riuscirono ad associarsi e a registrare in un unico libro genealogico i loro prodotti. In quest’anno, a Forth Worth nel Texas, fu costituita l’American Quarter Horse Association (AQHA) con lo scopo di “raccogliere, registrare, e preservare i Quarter Horse”, di pubblicare un registro, e di promuovere tutto ciò che concerne la storia, l’allevamento, la pubblicità, la vendita e il controllo di questa razza.<br />
Durante la discussione per la fondazione dell’Associazione, fu modificato il nome da Quarter Race in Quarter Horse. Furono iscritti allo Stud Book (libro genealogico) dell’AQHA solo 19 stalloni che, oltre a possedere tutte le caratteristiche della razza, potevano dimostrare di appartenere a pregevoli linee di sangue. Le migliori caratteristiche del Quarter Horse sono state fissate con questa notevole restrizione e lo hanno portato negli anni ad una vasta diffusione ed utilizzazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Caratteri morfologici</h2>
<p>Tipo: dolicomorfo.<br />
Altezza al garrese: 150 &#8211; 165 cm.<br />
Peso: 430 &#8211; 550 kg.<br />
L’AQHA non ha mai redatto uno standard di razza, sebbene le caratteristiche morfologiche del Quarter Horse siano esemplificate e riconosciute.<br />
I tipici Quarter Horse sono quelli che partecipano quasi esclusivamente a gare di morfologia (Halter), ma i cavalli specializzati in altre discipline, e selezionati negli anni per linee di sangue a diversa attitudine, risultano, in genere, più leggeri e comunque diversi morfologicamente.<br />
Il Quarter Horse standard è un cavallo estremamente compatto e solido alto circa 1,60 m con un peso che varia tra 350 ed i 550 Kg. Ha una struttura di tipo meso &#8211; dolicomorfo ed è dotato di una possente muscolatura che è forse, la caratteristica saliente della razza.<br />
La forma e la caratteristiche della testa sono studiate dai selezionatori in relazione alla conformazione del corpo ed al lavoro del cavallo. La testa è corta e larga con ampie narici e profilo rettilineo.<br />
E’ quindi poco pesante e insieme al collo, muscoloso e di giusta lunghezza, bilancia perfettamente i movimenti del cavallo. Una testa troppo lunga tenderebbe a sbilanciare l’animale, mentre una troppo corta non permetterebbe un adeguato riscaldamento dell’aria al suo passaggio nelle narici e la bocca non avrebbe spazio a sufficienza per denti adatti ad una buona masticazione.<br />
Le narici sono ampie ed il profilo è rettilineo; questo permette il passaggio di una grande quantità d’aria, ed in ultima analisi, consentano un’adeguata ossigenazione delle imponenti masse muscolari. Il Quarter Horse “classico” da un’impressione di solidità e forza. Paradossalmente è stata la ricerca di queste caratteristiche estetiche a far sì che i cavalli per le gare di morfologia diventassero sempre più imponenti e sempre meno atleti.<br />
Gli animali provenienti da linee di sangue diverse da quelle impiegate per le gare di morfologia sono tutti più leggeri e più agili, anche se leggermente differenti fra loro in relazione alla loro specializzazione atletica. Queste differenze di conformazione sono state una logica conseguenza della trasformazione di un cavallo da lavoro in un cavallo atleta scelto per essere il migliore in una determinata disciplina, Oggi anche i cavalli selezionati per il lavoro con i vitelli sono cavalli da competizione, e sebbene abbiano conservato quello che è chiamato “cow sense” (istinto alla gestione della mandria), difficilmente potrebbero lavorare nelle praterie come facevano i loro antenati.<br />
Ma la caratteristica principale di questa razza è lo sviluppo della muscolatura che spiega la potenza che questo cavallo può produrre. Questa muscolatura è evidente nel dorso e nella groppa, ed è messa in risalto dagli arti sottile e dai piedi molto piccoli. Le caratteristiche del Quarter Horse sono state fissate in base a quelle che erano le esigenze dei mandriani nel lavoro quotidiano con i vitelli, La groppa è molto lunga, fortemente inclinata. Questa caratteristica gli permette di portare i posteriori sotto di se al momento dello stop o sliding stop, che oggi è una manovra tipica delle gare di reining, ma che in passato serviva ai cowboy per arrestare improvvisamente il galoppo del cavallo senza venir sbalzati dalla sella. Lo sviluppo della groppa gli permette anche di mantenere un buon equilibrio sugli arti posteriori, rendendo particolarmente libero ed elastico il galoppo e consentendo stop e cambi di direzioni molto veloci. Al trotto questo cavallo si fa apprezzare non solo per l’azione piana ed estesa della parte anteriore del corpo, che riceve la spinta dal potente posteriore, ma anche per i movimenti leggeri ed uniformi, che consentono al cavaliere di percorrere lunghi tragitti in modo confortevole. La fluidità dei movimenti è favorita anche dalla spalla lunga e ben angolata che permette all’animale di progredire con lunghi passi senza staccarsi troppo dal terreno. Gli arti risultano sottili, se messi a confronto con l’imponente struttura del tronco, ma sono in genere robusti, di bella forma e presentano articolazioni larghe, stinchi con tendini asciutti ben staccati e pastorali di media larghezza. Il petto e gli avambracci del Quarter Horse sono massicci e garantiscono uno scatto potente. Il garrese non è molto pronunciato, il dorso è medio – lungo, le costole sono ben inclinate ed i lombi non sono molto estesi. Osservando l’orientamento e l’altezza dei vari segmenti della colonna vertebrale possiamo notare che le vertebre lombari sono più alte di alcuni centimetri rispetto alle ultime cervicali. Questa conformazione è tipica degli sprinter ed il dislivello tra lombi e la base del collo può raggiungere i 10 cm nei cavalli di linee di sangue specializzate in gare di velocità.<br />
I colori riconosciuti dall’AQHA sono descritti nell’Official Handbook dell’associazione:<br />
&#8211; Baio (bay): colore esteso del mantello dal marrone al marrone rossiccio; coda e criniera nera, normalmente nero sulla parte inferiore delle zampe.<br />
&#8211; Nero (black): colore del mantello nero, senza aree chiare. Coda e criniere nere.<br />
&#8211; Marrone (brown): colore del mantello marrone o nero con aree chiare sul muso attorno agli occhi, sui fianchi e all’interno della parte superiore delle zampe. Coda e criniera nera.<br />
&#8211; Sauro (sorrel): colore del mantello rossiccio o rosso ramato, coda e criniera solitamente dello stesso colore, talvolta bionda.<br />
&#8211; Castano Biondo (chestnut): colore del mantello rosso scuro o rosso marrone, coda e criniera solitamente rosso scuro e rosso mattone, talvolta bionde.<br />
&#8211; Daino (dun): colore del corpo gialliccio o dorato; coda e criniera nera, marrone, bianca o mista: per lo più ha una striscia dorsale, strisce zebrate sulle zampe ed una striscia trasversale sopra al garrese.<br />
&#8211; Daino Rosso (red dun): una sottospecie del tipo daino, con mantello gialliccio o color carne; coda, criniera e striscia dorsale rossa.<br />
&#8211; Grullo: mantello color fumo o topo (non un misto tra peli bianchi e peli nei, ogni pelo è color topo); coda e criniera nere; per lo più striscia dorsale nera e parte inferiore della zampa nera.<br />
&#8211; Isabella (buckskin): colore del mantello gialliccio o dorato: coda e criniera nera, solitamente nero sulla parte inferiore delle zampe. L’isabella non ha striscia dorsale.<br />
&#8211; Palomino: colore del mantello giallo-oro; coda e criniera bianche. Il Palomino non ha striscia dorsale.<br />
&#8211; Grigio (gray): misto di peli banchi con  peli di qualsiasi altro colore; spesso nasce scuro, o quasi scuro e diventa chiaro con l’età, con la comparsa di un maggior numero di peli bianchi.<br />
&#8211; Roano Rosso (red roan): mantello misto, più o meno uniforme di peli bianchi e rossi, solitamente più scuri sulla testa che sulle zampe; può avere coda e criniera nera, rossa o bionda.<br />
&#8211; Roano Blu (blue roan): mantello misto più o meno uniforme di peli bianchi, con peli neri sul corpo, solitamente più scuri sulla testa e sulla parte inferiore delle zampe; può esserci la presenza di pochi peli rossi.</p>
<p>a cura di <a href="http://www.agraria.org/rivista/curriculumlepri.htm" target="_blank">Beatrice Lepri &gt;&gt;&gt;</a></p>
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		<title>Cavallo Lipizzano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federico Lavanche]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Oct 2012 19:12:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cavalli]]></category>
		<category><![CDATA[Cavallo Lipizzano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="145" height="145" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Cavallo-Lipizziano-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Cavallo-Lipizziano-150x150.jpg 150w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Cavallo-Lipizziano-100x100.jpg 100w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Cavallo-Lipizziano-36x36.jpg 36w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Cavallo-Lipizziano-115x115.jpg 115w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Cavallo-Lipizziano.jpg 283w" sizes="(max-width: 145px) 100vw, 145px" />Origini e attitudini La terra di origine del Lipizzano è Lipizza, località vicina a Trieste (oggi in Slovenia), italiana fino alla seconda guerra mondiale e prima ancora austriaca. Le origini risalgono alla metà del XVI secolo. Per iniziativa dell&#8217;Arciduca Carlo di Stiria, terzogenito dell’Imperatore Ferdinando I° d’Austria. Ad influenzare la scelta della zona di Lipizza [&#8230;]</p>
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<h2>Origini e attitudini</h2>
<p>La terra di origine del Lipizzano è Lipizza, località vicina a Trieste (oggi in Slovenia), italiana fino alla seconda guerra mondiale e prima ancora austriaca. Le origini risalgono alla metà del XVI secolo. Per iniziativa dell&#8217;Arciduca Carlo di Stiria, terzogenito dell’Imperatore Ferdinando I° d’Austria. Ad influenzare la scelta della zona di Lipizza contribuì la buona qualità dei cavalli che popolavano il Carso e l’Aquileiese ed il suo clima favorevole, oltre alla vicinanza a zone di grande tradizione allevatoriale per la produzione di ottimi cavalli.<br />
L’attuale produzione del Cavallo Lipizzano allevato in purezza, deriva da due stalloni italiani (Conversano e Napolitano), due Klaudrub, un Danese ed un Orientale Arabo.<br />
E&#8217; il cavallo della celebre scuola spagnola di Vienna fondata nel 1729 da Carlo d&#8217;Austria.<br />
Sul finire delle Seconda Guerra Mondiale l’Italia è riuscita a conservare (al pari di Austria e Jugoslavia) un nucleo molto numeroso e completo delle &#8220;famiglie&#8221; che compongono la Razza Lipizzana. In modo rocambolesco, nella primavera del 1945, i registri di razza e una preziosa mandria furono consegnati al Ministero della Difesa Italiano, che li ospitò nel Centri di Montemaggiore. In seguito, la competenza passò al Ministero dell’Agricoltura che ne affidò la gestione all’Istituto Sperimentale per la Zootecnia, ubicato a poca distanza nell’Azienda Sperimentale Statale di Tor Mancina a Monterotondo. Nell’Azienda Sperimentale dello Stato Italiano, da 50 anni i bianchi cavalli Lipizzani sono allevati in purezza con grande serietà e competenza.<br />
L’Italia, in virtù del proprio allevamento Statale di Cavalli Lipizzani, ha potuto aderire alla lipizzan International Federation. Il Libro Genealogico della razza è stato istituito con D.M. del 31/01/84 presso l’Associazione Italiana Allevatori (Tiziano Bedonni &#8211; 1995 &#8211; www.unire.it)<br />
Oggi viene allevato, oltre che a Lipizza, in Austria (Piber), in Italia (Monterotondo &#8211; Roma) e in Ungheria.<br />
Cavallo da sella e da carrozza.</p>
<h2>Caratteri morfologici</h2>
<p>Tipo: meso-dolicomorfo.<br />
Mantello: specialmente grigio, ma anche bianco, baio, morello e roano.<br />
Altezza al garrese:  150 &#8211; 160 cm.<br />
Peso:  480 &#8211; 550 kg.<br />
Carattere docile, paziente, volenteroso, forte e socievole.</p>
<p><img loading="lazy" src="http://www.agraria.org/equini/lipizzano.JPG" alt="Cavallo Lipizzano" width="600" height="709" /></p>
<p>Cavallo Lipizzano (foto <a href="http://www.uvi.gov.si/slo/" target="_blank">www.uvi.gov.si/slo</a>)</p>
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<div></div>
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		<title>Ippoterapia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federico Lavanche]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Oct 2012 20:21:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cavalli]]></category>
		<category><![CDATA[Ippoterapia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="145" height="145" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/ippoterapia300-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/ippoterapia300-150x150.jpg 150w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/ippoterapia300-100x100.jpg 100w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/ippoterapia300-36x36.jpg 36w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/ippoterapia300-115x115.jpg 115w" sizes="(max-width: 145px) 100vw, 145px" />L&#8217;ippoterapia, o equitazione a scopo terapeutico, ha origine empiriche antiche perché il cavallo, con le sue straordinarie doti di sensibilità, di adattamento, di intelligenza è ritenuto, da sempre, e non a torto, &#8220;straordinaria medicina&#8221;. L’uso dell’equitazione a scopo terapeutico ha avuto inizio già nell’opera di Ippocrate di Coo (460-370 a.C.), che consigliava lunghe cavalcate per [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="145" height="145" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/ippoterapia300-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/ippoterapia300-150x150.jpg 150w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/ippoterapia300-100x100.jpg 100w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/ippoterapia300-36x36.jpg 36w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/ippoterapia300-115x115.jpg 115w" sizes="(max-width: 145px) 100vw, 145px" /><div>
<p><a href="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Ippoterapia.jpg" data-rel="lightbox-gallery-2gK3pil7" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="alignleft size-medium wp-image-409" title="Ippoterapia" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Ippoterapia-300x221.jpg" alt="" width="300" height="221" srcset="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Ippoterapia-300x221.jpg 300w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Ippoterapia-600x442.jpg 600w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Ippoterapia.jpg 703w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>L&#8217;ippoterapia, o equitazione a scopo terapeutico, ha origine empiriche antiche perché il cavallo, con le sue straordinarie doti di sensibilità, di adattamento, di intelligenza è ritenuto, da sempre, e non a torto, &#8220;straordinaria medicina&#8221;.<br />
L’uso dell’equitazione a scopo terapeutico ha avuto inizio già nell’opera di Ippocrate di Coo (460-370 a.C.), che consigliava lunghe cavalcate per combattere l&#8217;ansia e l&#8217;insonnia. Una prima documentazione scientifica sull&#8217;argomento la dobbiamo al medico Giuseppe Benvenuti (1759).<br />
Alla fine della prima guerra mondiale il cavallo è entrato nei programmi di riabilitazione, inizialmente in Scandinavia e in Inghilterra, poi in numerosi altri paesi.</p>
<p>L&#8217; ippoterapia, detta Terapia con il Mezzo del Cavallo (TMC), è stata introdotta in Italia nel 1975 dalla dottoressa belga Danièle Nicolas Citterio che ha contribuito all’uso terapeutico del cavallo attraverso anche l’opera dell’Associazione Nazionale Italiana per la Riabilitazione Equestre (ANIRE).<br />
L’ippoterapia agisce grazie all’interazione uomo-cavallo a livello neuro-motorio e a livello neuro-psicologico.<br />
L’International Therapeutic Riding Congress di Amburgo del 1982 ha definito tre diverse fasi o metodologie d’intervento terapeutico all’interno della riabilitazione equestre:</p>
<ol>
<li>Ippoterapia propriamente detta<br />
costituisce l’approccio iniziale al cavallo e al suo ambiente, si svolge quindi prima a terra e successivamente sull’animale accompagnato da un istruttore. E&#8217; riservata dunque a disabili incapaci di mantenere la posizione in sella e di condurre il cavallo in modo autonomo.</li>
<li>Rieducazione equestre<br />
vede il cavaliere impegnato nella conduzione attiva del cavallo, sotto il controllo del terapista, e mira a raggiungere quegli obiettivi tecnico-riabilitativi specifici secondo il programma terapeutico prestabilito per quel paziente.</li>
<li>Equitazione sportiva per disabili<br />
rappresenta il raggiungimento di una notevole autonomia del soggetto, con possibilità di svolgere normale attività di scuderia e di equitazione, a volte agonistica.</li>
</ol>
<p>Perché la terapia a cavallo funziona così bene?</p>
<ul>
<li>perché il cavallo si muove alle varie andature con movimenti ritmici e per questo prevedibili, ai quali perciò è più facile adattarsi con i movimenti del corpo</li>
<li>perché il cavallo è estremamente sensibile al linguaggio del corpo inteso come gestualità e, essendo un animale altamente sociale, è comunque molto recettivo verso tutti i tipi di comunicazione</li>
<li>perché per andare a cavallo, alle varie andature, si impegnano numerosi gruppi muscolari e si coinvolgono vari campi della psicofisiologia e della psicomotricità</li>
<li>perché in grado di generare sentimenti ed emozioni intense; è ormai riconosciuto il valore del coinvolgimento emotivo nel processo di apprendimento</li>
<li>perché le stimolazioni visuo-spaziali fornite dal particolare ambiente del maneggio con variazioni cromatiche e di luminosità in relazione anche con il movimento del cavallo sollecitano un’attenzione visiva finalizzata, facilitando così l’acquisizione della dimensione dello spazio</li>
<li>perché gli ambienti dove vivono i cavalli hanno rumori ed odori caratteristici e per questo molto evocativi</li>
<li>perché si ottiene una stimolazione tattile intensa tramite il contatto con un animale di grandi dimensioni, che aiuta la presa di coscienza e la conoscenza di sé e del proprio corpo</li>
<li>perchè il cavallo è un essere che esprime emozioni proprie come la paura in cui ci si può riconoscere e dove si può assumere un ruolo rassicurante; allo stesso tempo, montare a cavallo, cioè su un animale grande e potente, offre sensazioni di protezione, di autostima e fiducia in se stessi</li>
<li>perché possiede tutte le qualità &#8211; calore, morbidezza, odore, movimenti regolari, grandi occhi con sguardo intenso &#8211; necessarie a stimolare il processo di attaccamento fondamentale per lo sviluppo dell’essere umano</li>
<li>perché andare a cavallo permette di stabilire contatti fisici e permette anche di essere gratificati, sia dall’offrire cure, carezze e massaggi, sia dal ricevere come risposta ai nostri comportamenti manifestazioni di gratificazione da parte dell’animale.</li>
</ul>
</div>
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