<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	
	xmlns:georss="http://www.georss.org/georss"
	xmlns:geo="http://www.w3.org/2003/01/geo/wgs84_pos#"
	>

<channel>
	<title>Gatti &#8211; Il Portale sugli animali &#8211; www.animalieanimali.eu</title>
	<atom:link href="https://www.animalieanimali.eu/category/animali-da-compagnia/gatti/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.animalieanimali.eu</link>
	<description>Portale animali su Cani, Gatti, animali da fattoria, uccelli e animali selvatici</description>
	<lastBuildDate>Sat, 15 Oct 2016 16:41:52 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.5.3</generator>
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">66378704</site>	<item>
		<title>Trasportare animali in treno</title>
		<link>https://www.animalieanimali.eu/trasportare-animali-treno/</link>
					<comments>https://www.animalieanimali.eu/trasportare-animali-treno/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Lavanche]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Oct 2016 16:41:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cani]]></category>
		<category><![CDATA[Gatti]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggiare con gli animali]]></category>
		<category><![CDATA[trasportare animale treno]]></category>
		<category><![CDATA[trasportare cane treni regionali trasportare gatto treni regionali]]></category>
		<category><![CDATA[trasportare cane treno]]></category>
		<category><![CDATA[trasportare cane treno nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[trasportare gatto treno]]></category>
		<category><![CDATA[trasportare gatto treno nazionale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.animalieanimali.eu/?p=2428</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="225" height="145" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2016/10/caniXXL_-ITALO-225x145.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" loading="lazy" />Nel nostro precedente articolo abbiamo visto come trasportare i nostri animali in aereo. Ora affronteremo il trasporto degli animali in treno. Treni Nazionali Puoi trasportare gratuitamente cani di piccola taglia, gatti ed altri piccoli animali domestici da compagnia, alle seguenti condizioni: Il trasporto è ammesso nella prima e nella seconda classe di tutte le categorie di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.animalieanimali.eu/trasportare-animali-treno/">Trasportare animali in treno</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.animalieanimali.eu">Il Portale sugli animali - www.animalieanimali.eu</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="225" height="145" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2016/10/caniXXL_-ITALO-225x145.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" loading="lazy" /><p><a href="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2016/10/caniXXL_-ITALO.jpg" data-rel="lightbox-gallery-WqXdE6kT" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-2429" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2016/10/caniXXL_-ITALO.jpg" alt="canixxl_-italo" width="620" height="387" srcset="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2016/10/caniXXL_-ITALO.jpg 620w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2016/10/caniXXL_-ITALO-600x375.jpg 600w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2016/10/caniXXL_-ITALO-300x187.jpg 300w" sizes="(max-width: 620px) 100vw, 620px" /></a>Nel nostro precedente articolo abbiamo visto come <a href="https://www.animalieanimali.eu/leggi-e-regolamenti/come-trasportare-in-aereo-animali/">trasportare i nostri animali in aereo</a>.</p>
<p>Ora affronteremo il trasporto degli animali in treno.</p>
<h2>Treni Nazionali</h2>
<p><strong>Puoi trasportare gratuitamente cani di piccola taglia, gatti ed altri piccoli animali domestici da compagnia, alle seguenti condizioni:<br />
</strong>Il trasporto è ammesso nella prima e nella seconda classe di tutte le categorie di treni e nei livelli di servizio Executive, Business, Premium e Standard. <strong>Gli animali devono essere custoditi nell’apposito contenitore di dimensioni non superiori a 70x30x50 e tale da escludere lesioni o danni sia ai viaggiatori che alle vetture.</strong><br />
Nel caso di treni effettuati con materiale ETR 450 il contenitore va tenuto sulle ginocchia. E’ consentito un solo contenitore per ciascun viaggiatore.<br />
A bordo delle carrozze a cuccette, vagoni letto, e vetture Excelsior, devi acquistare il compartimento per intero (escluso il cane guida per i viaggiatori non vedenti).<br />
Nelle carrozze ristorante/bar non è consentito l’accesso agli animali (fatta eccezione solo per il cane guida dei non vedenti)</p>
<p><strong>Puoi trasportare un cane di qualsiasi taglia alle seguenti condizioni:</strong><br />
Puoi portare un cane di qualsiasi taglia su tutte le categorie di treni nazionali, in prima e seconda classe e nei livelli di servizio Business e Standard. Sono esclusi il livello di servizio Executive, Premium, l’Area del silenzio, i salottini e le carrozze ristorante/bar. Per il trasporto del cane devi acquistare presso le Biglietterie di stazione, le Agenzie di viaggio abilitate o chiamando il Call Center, contestualmente al tuo biglietto <em>(di qualsiasi tipologia)</em>, un biglietto di seconda classe o livello Standard al prezzo Base previsto per il treno utilizzato ridotto del 50%, anche per i viaggi in prima classe e nel livello di servizio Business.<br />
<strong><br />
Devi sempre tenere il cane al guinzaglio e munito di museruola.<br />
</strong>A bordo delle carrozze a cuccette, vagoni letto e vetture Excelsior, devi acquistare un biglietto alla tariffa di seconda classe ridotta del 50%. E’ inoltre sempre richiesto l’acquisto dell’intero compartimento. Fuori dal compartimento devi tenere il cane al guinzaglio e munito di museruola.</p>
<p><strong>Il cane guida per viaggiatori</strong> <strong>non vedenti</strong> è ammesso <strong>gratuitamente</strong> su tutte le categorie di treni, classi o livelli di servizio e nelle carrozze ristorante/bar. Per tali cani non è, inoltre, previsto l&#8217;obbligo dell&#8217;acquisto dell&#8217;intero compartimento cuccette, VL o Excelsior.<br />
<strong>In tutti i casi</strong>, per il trasporto del cane di qualsiasi taglia devi sempre avere il <strong>certificato d’iscrizione all’anagrafe canina e il libretto sanitario</strong> (o, per i cittadini stranieri, il passaporto in sostituzione di entrambi i documenti). Tale obbligo non è previsto per il cane guida per viaggiatori non vedenti.</p>
<p><b>I</b><strong>l cane guida per i non vedenti può viaggiare su tutti i treni gratuitamente senza alcun obbligo.</strong></p>
<p><strong>Cambio della prenotazione e del biglietto<br />
</strong>Puoi effettuare il cambio della prenotazione e il cambio del biglietto per il trasporto del cane solo se:</p>
<ul>
<li>previsti per il tuo biglietto e nei limiti temporali dello stesso;</li>
<li>li richiedi insieme al tuo titolo di viaggio e per treni che ammettono il trasporto del cane.</li>
</ul>
<p><strong>Rimborso</strong><br />
Puoi ottenere il rimborso del biglietto per il trasporto del cane solo se:</p>
<ul>
<li>previsto per il tuo biglietto e nei limiti temporali dello stesso;</li>
<li>lo richiedi insieme al tuo titolo di viaggio.</li>
</ul>
<p>L’importo minimo non rimborsabile (10 euro) è calcolato sull’importo complessivo.</p>
<h2>Treni Regionali</h2>
<p>Puoi trasportare gratuitamente cani di piccola taglia, gatti ed altri piccoli animali domestici da compagnia, nella prima e nella seconda classe di tutte le categorie di treni Regionali, salvo particolari eccezioni, custoditi nell’apposito contenitore di dimensioni non superiori a cm.70x30x50 e tale da escludere lesioni o danni sia ai viaggiatori sia alle vetture.<br />
Puoi inoltre trasportare, salvo diversa disposizione regionale, un cane di qualsiasi taglia, provvisto di museruola e guinzaglio, sulla piattaforma o vestibolo dell’ultima carrozza, con la sola esclusione dell’orario dalle 7 alle 9 del mattino dei giorni feriali dal lunedì al venerdì, acquistando un biglietto di seconda classe alla tariffa prevista per il percorso effettuato ridotta del 50%.<br />
E’ ammesso <strong>il trasporto a titolo gratuito del cane guida delle persone non vedenti</strong>, anche se accompagnate, su tutte le categorie di treni, senza vincoli. Per trasportare i cani, con eccezione del cane guida per non vedenti, è necessario il certificato di iscrizione all’anagrafe canina ed il libretto sanitario, (o, per i cani dei cittadini stranieri, il “passaporto del cane” in sostituzione di entrambi i documenti), da esibire al momento dell’acquisto del biglietto dell’animale, ove previsto, e durante il viaggio ad ogni richiesta del personale.</p>
<h2>Irregolarità</h2>
<p>Puoi accedere con il tuo cane a un treno diverso da quello prenotato, se consentito dal tuo biglietto e nei limiti temporali dello stesso, avvisando il personale di bordo e, nel caso di un cane di qualsiasi taglia, pagando l’eventuale differenza di prezzo e il sovrapprezzo di 8 euro.<br />
Se a bordo treno risulti sprovvisto del biglietto per l’animale (se richiesto) vieni regolarizzato con il pagamento dell prezzo Base intero previsto maggiorato di una <a href="http://www.trenitalia.com/tcom/Informazioni/La-guida-del-viaggiatore/Acquisto,-utilizzo-e-modifica-biglietto-nazionale"><strong>penalità</strong></a> (nel caso di viaggio in vetture letto, il compartimento deve essere acquistato per intero). La stessa regolarizzazione è prevista se l’animale non è ammesso al trasporto e, in tal caso, devi anche scendere con il cane alla prima stazione in cui il treno effettua fermata.<br />
Se invece non presenti la prescritta iscrizione all’anagrafe canina e il libretto sanitario (o il “passaporto del cane” per i cani dei viaggiatori stranieri) devi corrispondere una penalità di 25 euro.<br />
Se il trasporto dell&#8217;animale non rispetta le condizioni previste (per esempio se il cane è sprovvisto di museruola o guinzaglio) o le dimensioni del contenitore superano quelle ammesse, devi pagare, salvo diversa disposizione tariffaria, una penalità di 8 euro.<br />
In tutti questi casi dovrai comunque scendere con il cane alla prima stazione in cui il treno effettua fermata, senza diritto al rimborso di quanto pagato.</p>
<p>Se l’irregolarità riguarda sia il biglietto che il rispetto delle condizioni di trasporto dell’animale oppure nel caso di utilizzazione di più treni di categoria diversa, le penalità dovute si applicano una sola volta.<br />
Durante il trasporto in treno devi sorvegliare il tuo animale e sei responsabile di tutti i danni eventualmente arrecati. In nessun caso l’animale può occupare posti destinati ai viaggiatori e qualora rechi disturbo, su indicazione del personale del treno, dovrai spostarti in un altro posto eventualmente disponibile o scendere alla prima stazione in cui il treno effettua fermata.</p>
<p>Ti è stato utile l&#8217;articolo? Condividilo! 🙂</p>
<p>fonte: trenitalia.com</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.animalieanimali.eu/trasportare-animali-treno/">Trasportare animali in treno</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.animalieanimali.eu">Il Portale sugli animali - www.animalieanimali.eu</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.animalieanimali.eu/trasportare-animali-treno/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">2428</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Protocolli vaccinali in cani e gatti: nuove prospettive</title>
		<link>https://www.animalieanimali.eu/protocolli-vaccinali-cani-gatti-nuove-prospettive/</link>
					<comments>https://www.animalieanimali.eu/protocolli-vaccinali-cani-gatti-nuove-prospettive/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Lavanche]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jun 2016 14:30:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cani]]></category>
		<category><![CDATA[Gatti]]></category>
		<category><![CDATA[Malattie]]></category>
		<category><![CDATA[età per vaccinare cane]]></category>
		<category><![CDATA[parvovirus]]></category>
		<category><![CDATA[protocollo vaccinale cane]]></category>
		<category><![CDATA[quando vaccinare cane]]></category>
		<category><![CDATA[quando vaccinare gatto]]></category>
		<category><![CDATA[rabbia]]></category>
		<category><![CDATA[vaccinare cane troppo presto]]></category>
		<category><![CDATA[vaccinazione cane]]></category>
		<category><![CDATA[vaccinazione cane parvovirosi]]></category>
		<category><![CDATA[vaccinazione gatto]]></category>
		<category><![CDATA[vaccino e anticorpi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.animalieanimali.eu/?p=2423</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="225" height="145" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2016/06/vaccini-animali-225x145.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" loading="lazy" />L’attuale classificazione dei vaccini, e il loro utilizzo, è particolarmente lunga. Soprattutto relativamente alle diverse caratteristiche e al diverso tipo di immunità che possono stimolare. Dott. Sante Roperto Dipartimento di Patologia e Sanità Animale, Facoltà di Medicina Veterinaria Università di Napoli &#8220;Federico II&#8221; L’attuale classificazione dei vaccini, ed il loro utilizzo, è particolarmente lunga. Soprattutto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.animalieanimali.eu/protocolli-vaccinali-cani-gatti-nuove-prospettive/">Protocolli vaccinali in cani e gatti: nuove prospettive</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.animalieanimali.eu">Il Portale sugli animali - www.animalieanimali.eu</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="225" height="145" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2016/06/vaccini-animali-225x145.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" loading="lazy" /><h2><a href="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2016/06/vaccini-animali.jpg" data-rel="lightbox-gallery-puNKf8ky" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-2424" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2016/06/vaccini-animali.jpg" alt="vaccini-animali" width="627" height="396" srcset="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2016/06/vaccini-animali.jpg 627w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2016/06/vaccini-animali-600x379.jpg 600w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2016/06/vaccini-animali-300x189.jpg 300w" sizes="(max-width: 627px) 100vw, 627px" /></a>L’attuale classificazione dei vaccini, e il loro utilizzo, è particolarmente lunga. Soprattutto relativamente alle diverse caratteristiche e al diverso tipo di immunità che possono stimolare.</h2>
<p><i>Dott. Sante Roperto</i></p>
<div align="center"><span style="font-family: 'Trebuchet MS';">Dipartimento di Patologia e Sanità Animale, Facoltà di Medicina Veterinaria Università di Napoli &#8220;Federico II&#8221;</span></div>
<div align="center">
<hr size="2" width="100%" />
<div align="justify"><span style="font-family: 'Trebuchet MS';">L’attuale classificazione dei vaccini, ed il loro utilizzo, è particolarmente lunga. Soprattutto relativamente alle diverse caratteristiche e al diverso tipo di immunità che possono stimolare: più solida e duratura nel caso dei vaccini vivi per cui non si richiedono richiami frequenti, non necessitano di adiuvanti e stimolano intensamente l’immunità cellulo-mediata, rispetto all’immunità più breve e alla necessità di richiami frequenti dei vaccini spenti.</span></div>
</div>
<p><span style="font-family: 'Trebuchet MS';">La persistenza variabile degli anticorpi materni e di conseguenza la loro interferenza sulla risposta vaccinale rende difficoltosa l’individuazione del momento più opportuno per praticare la prima vaccinazione. Infatti un intervento vaccinale troppo precoce, comporta il rischio di non indurre uno stato immunitario valido a causa della neutralizzazione totale o parziale del virus vaccinale ad opera degli anticorpi di origine materna. Alcuni veterinari raccomandano una somministrazione dei vaccini separata se possibile, per diminuire i danni al sistema immunitario, inoltre consigliano di evitare la somministrazione in alcune condizioni fisiologiche quali l’estro, la gravidanza o la lattazione. Ma è ormai numerosa la varietà di nuovi e più specifici protocolli vaccinali, anche se non sempre di facile attuazione, che alcune università hanno recentemente sviluppato.</span></p>
<p><span style="font-family: 'Trebuchet MS';">La stimolazione delle difese dell’organismo verso alcune malattie specifiche è il principio su cui si basa la vaccinazione. La difesa immunitaria è sostenuta da numerose cellule e molecole, come gli anticorpi, oltre che da una lunga serie di barriere fisico-meccaniche presenti nell’organismo animale. I cuccioli sono protetti contro molte malattie infettive grazie agli anticorpi contenuti nel colostro, tuttavia tale protezione di origine materna dura meno di tre mesi. Per questo, si consiglia di iniziare i programmi vaccinali attorno ai due mesi d’età con la prima vaccinazione e completarli al terzo mese, quando gli anticorpi materni diminuiscono.</span></p>
<p><strong><span style="font-family: 'Trebuchet MS';">Nel colostro la massima concentrazione di anticorpi neutralizzanti si ha 48 ore dopo il parto, anche se il loro titolo corrisponde a meno del 50% del titolo sierico. L’escrezione diminuisce rapidamente e si annulla entro il 35<sup>o</sup>-40<sup>o</sup> giorno dopo il parto. Nel cucciolo neonato il sistema immunitario diviene indipendente dopo il 21 giorno di vita. In ogni caso, comunque, nessun vaccino, sia vivo modificato che inattivato, induce una valida immunità in presenza di un tasso anticorpale materno tale da neutralizzare, anche parzialmente, l’agente patogeno corrispondente. Per questo è importante individuare il momento più adatto per praticare la vaccinazione.</span></strong></p>
<p><span style="font-family: 'Trebuchet MS';">L’attuale classificazione dei vaccini è molto lunga, si distinguono vaccini spenti e vivi attenuati. I vaccini spenti sono sia batterici che virali; in essi l’agente patogeno viene inattivato fisicamente o chimicamente. I vantaggi sono dati dall’impossibilità di ritorno alla virulenza originaria dei ceppi e dalla mancanza di rischi se utilizzati durante la gestazione. Gli svantaggi sono, invece, la necessità di richiami frequenti e la richiesta di un adiuvante per rafforzare l’immunità nonché il raggiungimento di un’immunità più breve rispetto ai vaccini vivi. I vaccini vivi attenuati sono solo virali; il potere patogeno del virus è stato attenuato o annullato del tutto. In questo caso avremo un’immunità più solida e duratura per cui non si richiedono richiami frequenti, non necessitano di adjuvanti e stimolano intensamente l’immunità cellulo-mediata. A fronte di ciò si potrà avere un potere patogeno residuo dell’agente, piuttosto che l’eventualità di infezioni persistenti soprattutto in soggetti immunodepressi e non sono consigliabili in gravidanza perchè in alcuni casi sono causa di aborto e/o encefalite.</span></p>
<p><span style="font-family: 'Trebuchet MS';">La persistenza variabile degli anticorpi materni e di conseguenza la loro interferenza sulla risposta vaccinale rende difficoltosa l’individuazione del momento più opportuno per praticare la prima vaccinazione. <strong>Infatti un intervento vaccinale troppo precoce, comporta il rischio di non indurre uno stato immunitario valido a causa della neutralizzazione totale o parziale del virus vaccinale ad opera degli anticorpi di origine materna.</strong> Situazione ideale sarebbe riuscire a determinare con precisione il periodo favorevole per la vaccinazione mediante un test sierologico da effettuare sul cucciolo e/o sulla madre. Questa tecnica risulta però costosa e complicata, per cui <strong>si preferisce far riferimento ad una età media del cucciolo che corrisponde ad un basso livello di anticorpi ricevuti dalla madre.</strong> I maggiori problemi sono quelli riguardanti gli anticorpi materni contro Cimurro e Parvovirosi presentando questi ampie variazioni di persistenza in circolo. <strong>La prima vaccinazione si ritiene che debba essere praticata tra l’8<sup>a</sup> e la 9<sup>a</sup> settimana di vita, al limite minimo alla 6<sup>a</sup> settimana. Prima di questo momento, infatti, non avremo nessun tipo di risposta da parte del cucciolo.</strong></span></p>
<p><span style="font-family: 'Trebuchet MS';">Nella Rabbia gli anticorpi materni possono persistere fino a 11 settimane. Per questo motivo la vaccinazione può essere praticata a partire dal terzo mese di vita. Per quanto riguarda la Leptospirosi, poiché nella madre il tasso anticorpale indotto dal vaccino è relativamente basso, gli anticorpi assunti con il colostro si esauriscono piuttosto presto (verso la 6<sup>a</sup>-7<sup>a</sup> settimana). Per quanto concerne i richiami invece la prima iniezione determina una sensibilizzazione del sistema immunitario, mentre la seconda, praticata almeno 15 giorni dopo la prima (da 4 a 6 settimane) determina un effetto di richiamo (effetto booster), inteso come la possibilità dell’organismo già immunizzato di aumentare rapidamente il livello anticorpale. La seconda inoculazione dello stesso vaccino, infatti, stimola la produzione di un titolo anticorpale maggiore di quello indotto dalla prima inoculazione ed in tempi più brevi (2-3 giorni). Inoltre detto titolo tende a mantenersi elevato per un periodo più lungo rispetto a quello che si ottiene con un unico intervento. L’animale è protetto entro un periodo di due settimane. Successivamente al primo anno, nella maggior parte dei casi i richiami vengono effettuati a distanza di 12 mesi.<br />
Non bisogna infine dimenticare gli effetti secondari alla vaccinazione. In seguito alla somministrazione del vaccino infatti si possono verificare delle reazioni avverse quali: reazioni locali nel punto di inoculo, fenomeni allergici generalizzati, problemi legati alla sfera riproduttiva. Le reazioni generalizzate invece, associate alla formazione ed al deposito di immunocomplessi, sono manifestazioni sistemiche anche gravi, generalmente si sviluppano contro l’Adenovirus di tipo 1 (Epatite virale) e possono causare glomerulonefrite ed edema corneale (occhio blu). Alcuni vaccini per il Cimurro possono provocare encefaliti post-vaccinali però dal momento che il rischio di contrarre il Cimurro è di gran lunga superiore a quella dell’encefalite da vaccino, si procede abitualmente alla vaccinazione. I problemi legati alla sfera riproduttiva comprendono aborto e infertilità.</span></p>
<p><span style="font-family: 'Trebuchet MS';"><b><br />
Protocolli vaccinali nel cane</b><br />
Cimurro, epatite infettiva, leptospirosi, parvovirosi, parainfluenza, rabbia sono obbligatorie in alcune zone d&#8217;Italia e per l&#8217;estero, da effettuarsi almeno un mese prima della partenza. Per tutte queste malattie esistono i cosiddetti vaccini polivalenti che possono essere somministrati all’animale adulto, una volta l’anno. La leptospirosi, compresa nel vaccino polivalente, viene in genere richiamata da sola dopo 6 mesi. Alcuni dei tra i protocolli più diffusi prevedono due incontri annuali: uno per il vaccino polivalente ed uno per il richiamo della leptospirosi, a distanza di 6 mesi dal precedente.<br />
Altra cosa è per il cucciolo o il cane adulto, mai vaccinato o vaccinato in modo irregolare.<br />
A seconda dell’età del cucciolo, infatti, si eseguono uno o più richiami vaccinali, a distanza di due- tre settimane uno dall’altro. E’ molto importante eseguire i richiami nei tempi prestabiliti, perché solo così si può ottenere una copertura efficace.<br />
Esistono poi vaccinazioni particolari che si possono effettuare in particolari condizioni (esposizione a specifiche malattie) o che si debbono effettuare prima di viaggi all’estero, o in particolari zone d’Italia (es. Sardegna). I protocolli vaccinali possono variare a seconda, non solo dell’età del cane, ma anche della presenza e distribuzione delle malattie sul territorio. Sarà il veterinario a scegliere che tipo di vaccinazioni eseguire, a seconda dei rischi a cui è esposto il cane.<br />
Negli ultimi anni sono stati pubblicati alcuni studi scientifici che hanno introdotto diverse novità in campo vaccinale. Anche se rispetto ai collaudati protocolli conosciuti, mancano ancora dei dati definitivi che possano modificare la frequenza delle vaccinazioni dei cani adulti.</span></p>
<p><strong><span style="font-family: 'Trebuchet MS';">Nuovo approccio alla vaccinazione nel cane </span></strong></p>
<p><span style="font-family: 'Trebuchet MS';">Per anni si è creduto che le vaccinazioni annuali fossero necessarie a tenere lontane alcune malattie virali. Ma recentemente si è arrivati ad una svolta: se infatti da un lato è riconosciuta l’efficacia dei vaccini per proteggere verso diverse malattie, come cimurro e parvovirosi, dall’altro c’è una sempre più forte convinzione che il vaccino non abbia sempre effetti benefici. Nel 1996 Duval <i>et al</i> suggerivano che esistesse un’associazione tra vaccinazione e malattie autoimmuni, quali l’anemia emolitica immuno-mediata (IMHA) nel cane e nell’uomo. In particolare sarebbero coinvolti i vaccini per cimurro, adenovirus type 2, leptospirosi, parainfluenza e parvovirus.<br />
Discorso identico nel gatto dove, sul finire del secolo scorso, l’American Association of Feline Practitioners sottolineò l’aumentata incidenza di fibrosarcomi vaccino-indotti. Iniziava a sorgere quindi il dubbio se si fosse fatto un uso eccessivo della vaccinazione e se i protocolli in uso fossero realmente efficaci.<br />
<strong>Recenti studi hanno dimostrato che, una volta pienamente immunizzati, più del 90% di cani mantiene per oltre sette anni l’immunità a parvovirus-2 ed adenovirus-2. L’immunizzazione al cimurro può durare fino a 15 anni e al coronavirus probabilmente per tutta la vita. L’immunizzazione alla rabbia ed alla parainfluenza dura circa 3 anni in circa 80-85% dei cani.</strong> Chiaramente la durata dell’immunità è in relazione al tipo di vaccino usato: il parvovirus vivo-attenuato mostra una più duratura immunità rispetto al vaccino spento. Così come i nuovi vaccini ricombinanti possono essere più efficaci e producono un’immunità più durevole.<br />
Nel gennaio 2001 l’associazione Veterinary Clinics of North America (Small Animal Practice) ha discusso sull’esigenza di riesaminare i protocolli vaccinali tradizionali, prevedendo programmi vaccinali di tre o più anni per i gatti e oltre quattro per i cani. Con il chiaro di intento di vaccinare più animali, ma meno spesso. Sempre nel 2001, furono approvati e pubblicati i nuovi ‘principi di vaccinazione’ secondo i quali ‘un inutile stimolo del sistema immune non provoca un’aumentata resistenza alla malattia, ma può aumentare il rischio di eventi avversi di post-vaccinali’. Per questo motivo si raccomandava al veterinario di creare programmi di vaccinazione ad alta o bassa priorità detti: “core” e “non-core”, rispettivamente. E di adeguare i programmi vaccinali alle specifiche esigenze di ogni animale.</span></p>
<p><span style="font-family: 'Trebuchet MS';"><b><br />
Vaccini alta priorità (&#8220;Core&#8221;)</b><br />
Vaccini che proteggono contro le malattie a più alto rischio per gli animali e per l’uomo. Tra questi, i vaccini che possono essere inclusi in molti programmi ‘core’ sarebbero:</span></p>
<p><span style="font-family: 'Trebuchet MS';">1. canine parvovirus-2 (CPV-2)<br />
2. canine distemper virus (CDV)<br />
3. epatite infettiva, sostenuta dal canine adenovirus-2 (CAV-2).</span><br />
<span lang="EN-GB"><span style="font-family: 'Trebuchet MS';">4. rabbia (RV).</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Trebuchet MS';">All’elenco va aggiunta la vaccinazione per la parainfluenza (PI), visto che molti prodotti per la vaccinazione CAV-2 , includono la parainfluenza.</span></p>
<p><span style="font-family: 'Trebuchet MS';"><br />
<b>Vaccini a bassa priorità (non-core)</b></span><br />
<span style="font-family: 'Trebuchet MS';">I vaccini spenti sono più rischiosi nel breve periodo, ad esempio possono possibilmente provocare immediate reazioni avverse (anafilassi/shock anafilattico) rispetto ai vaccini vivi-attenuati, così come i vaccini batterici sono più rischiosi di quelli virali.<br />
Quanto detto denoterebbe il vaccino per la Leptospira (batterico spento) come il più comunemente vaccino usato per causare anafilassi, seguito dal vaccino per Borrelia/malattia di Lyme (spento/batterico ricombinante) e per la rabbia (spento virale), Bordetella e Corona. Per quest’ultimo è disponibile come vivo-attenuato, ma più spesso usato il vaccino spento.<br />
Controversa è la situazione del vaccino per la leptospirosi. Recentemente, il vaccino copriva due sierovarianti ed era efficace in circa il 50-75% di cani vaccinati. Due nuove sierovarianti sono state da poco aggiunte e la leptospirosi è divenuta endemica in alcune aree. Il valore del vaccino per Canine Coronavirus è altrettanto controversa. Per alcuni autori non è necessaria, ma la decisione di vaccinare i cuccioli dipende da quanto siano esposti a cani che vivono all’esterno e non in casa.. Il Coronavirus è altamente contagioso, ma raramente causa morte nei cani adulti, mentre può essere fatale per i cuccioli.<br />
La vaccinazione per Borrelia/malattia di Lyme e Giardia non sono generalmente necessari, se non in aree endemiche. Il vaccino per la Bordetella bronchiseptica è spesso somministrato a cani che vengono a contatto più probabilmente con altri cani. Sfortunatamente il vaccino per Bordetella non è uno dei più efficaci, avendo una breve durata e circa il 70% di protezione.</span></p>
<p><b><span style="font-family: 'Trebuchet MS';"><br />
Nuovi protocolli</span></b><span style="font-family: 'Trebuchet MS';"><br />
Alcuni veterinari raccomandano una somministrazione dei vaccini separata se possibile, per diminuire i danni al sistema immunitario, inoltre consigliano di evitare la somministrazione in alcune condizioni fisiologiche quali l’estro, la gravidanza o la lattazione. Attualmente tale protocollo risulta di difficile attuazione, in quanto molti vaccini sono polivalenti, o addirittura eptavalenti. Ma alcuni sono disponibili in combinazioni più semplici, come di seguito:</span></p>
<p><strong><span style="font-family: 'Trebuchet MS';">&#8211; 9 settimane vaccino vivo-attenuato solo cimurro/parvovirus;<br />
&#8211; 12 settimane solo cimurro/parvovirus;<br />
&#8211; 16/20 settimane solo cimurro/parvovirus;<br />
&#8211; 24 e più settimane, laddove previsto dalla legge, vaccino spento per la rabbia;<br />
&#8211; 1 anno richiamo per cimurro/parvovirus;<br />
&#8211; 3 anni vaccino spento per la rabbia.</span></strong></p>
<p><span style="font-family: 'Trebuchet MS';">A partire dall’anno successivo, con cadenza annuale si misura, il titolo anticorpale nel siero contro specifici agenti infettivi per cimurro e parvovirus.</span></p>
<p><span style="font-family: 'Trebuchet MS';">Per bordetella, coronavirus, leptospirosi o Lyme solo se endemica in quella area.</span></p>
<p><b><span style="font-family: 'Trebuchet MS';"><br />
Sample Core Protocols: 1998 Colorado State University Protocol</span></b><br />
<span style="font-family: 'Trebuchet MS';">Alcune università hanno sviluppato nuovi programmi vaccinali. Tra queste la Colorado State University (Sample Core Protocols) che raccomanda tre serie standard ad 8, 12 e 16 settimane d’età, incluso parvovirus, adenovirus 2, parainfluenza, cimurro. Il vaccino per la rabbia è raccomandato dopo le 16 settimane di vita. Successivamente i cani potrebbero essere richiamati dopo un anno e, quindi con cadenza triennale.</span></p>
<p><span style="font-family: 'Trebuchet MS';">Il protocollo prevede:<br />
&#8211; a 8, 12 e 16 settimane: parvo, adeno, parainfluenza, cimurro, rispettivamente;<br />
&#8211; dopo 16 settimane: rabbia;<br />
&#8211; a 68 settimane e ogni 3 anni da allora in poi: parvo, adeno, parainfluenza, cimurro, rabbia. Bordetella, laddove richiesto.</span></p>
<p><span style="font-family: 'Trebuchet MS';"><br />
<b>Protocolli vaccinali nel gatto</b><br />
Le malattie contro le quali si vaccina di solito, con un vaccino trivalente, sono la panleucopenia felina: malattie respiratorie (Herpes e Calicivirus)<br />
</span></p>
<p><span style="font-family: 'Trebuchet MS';">Esistono poi altri vaccini supplementari per la clamidiosi &#8211; leucemia felina (FeLV) – rabbia.</span></p>
<p><span style="font-family: 'Trebuchet MS';">I protocolli vaccinali nel gatto possono essere molto più variabili rispetto a quelli del cane, per la diversità di risposta immunitaria delle due specie, nonché per le differenti condizioni di vita, della risposta al farmaco.</span></p>
<p><span style="font-family: 'Trebuchet MS';">I protocolli vaccinali vanno stabiliti dal veterinario, a seconda dell&#8217;ambiente nel quale il gatto vive e, quindi, della possibilità che ha di venire a contatto con agenti infettivi; ad esempio, per quanto riguarda la vaccinazione per leucemia, essendo una malattia che si contrae venendo in contatto ripetutamente con gatti infetti (anche asintomatici), essa ha un significato solo nei gatti che vengono frequentemente a contatto con altri gatti. Il ‘rischio leucemia’ per un gatto che vive esclusivamente in casa è infatti del tutto assente. Anche per le comuni vaccinazioni potranno essere consigliati richiami vaccinali più o meno frequenti.<br />
In generale, si effettua una vaccinazione annuale (trivalente o quadrivalente, comprendente anche il vaccino per la clamidiosi); la prima volta il vaccino va richiamato a distanza di 2-3 settimane.<br />
Nel dicembre del 2000 l’American Association of Feline Practitioners and the Academy of Feline Medicine Advisory Panel on Feline Vaccines pubblicò la seconda versione delle linee guida nella vaccinazione per gatti. Un gruppo di esperti e luminari nel campo dell’immunologia, medicina felina e polizia veterinaria contribuì a redigere questo documento. In particolare si raccomandava ai veterinari di estendere l’intervallo per la vaccinazione di richiamo fino a 3 anni per panleucopenia felina, herpesvirus-1 e calicivirus nei gatti adulti. Il principale obiettivo rimane quello di vaccinare il più alto numero possibile di animali nelle popolazione a rischio, vaccinarli meno frequentemente e solo verso gli agenti patogeni per i quali esiste un reale rischio di esposizione e successivo sviluppo della malattia. I gattini di età inferiore alle 16 settimane sono generalmente più suscettibili all’infezione rispetto ai gatti adulti. Pertanto rappresentano il principale target da vaccinare. L’interferenza degli anticorpi materni è la più comune ragione per la quale gli animali non si immunizzano dopo la vaccinazione ed il motivo per il quale una serie di vaccinazioni è necessaria per gattini con meno di 12 settimane di età.</span></p>
<p><b><br />
Panleucopenia felina</b><br />
La panleucopenia felina è sostenuta dal feline parvovirus (FPV) e la vaccinazione per FPV è altamente raccomandata. Dalla dodicesima settimana gli anticorpi materni diminuiscono per permettere l’immunizzazione. L’immunità conferita è eccellente, e molti animali vaccinati risultano completamente protetti dall’infezione e dalla malattia clinica. Dopo l’iniziale vaccinazione e successivo richiamo ad un anno, i gatti possono essere vaccinati ogni tre anni.</p>
<p><span style="font-family: 'Trebuchet MS';"><b><br />
Rinotracheite virale felina e calicivirus felino</b><br />
L</span><span style="font-family: 'Trebuchet MS';">a rinotracheite virale felina sostenuta dal feline herpesvirus-1 (FHV-1) e l’infezione da calicivirus felino (FCV) rappresentano oltre il 90% di tutte le infezioni delle alte vie respiratorie nei gatti. La vaccinazione per FHV-1 e FCV è altamente raccomandata in tutti i gatti. Gli anticorpi materni interferiscono con la risposta immunitaria, ma dalla dodicesima settimana di età il titolo diminuisce favorendo l’immunizzazione. Una somministrazione parenterale del vaccino FHV-1 e FCV induce protezione per almeno tre anni. Quindi dopo l’iniziale vaccinazione e successivo richiamo ad un anno, i gatti possono essere vaccinati ogni tre anni.</span></p>
<p><span lang="EN-GB"><span style="font-family: 'Trebuchet MS';"><b><br />
Virus Leucemia Felina</b></span></span><span style="font-family: 'Trebuchet MS';"><br />
Il Virus leucemia felina (FeLV) colpisce soprattutto gatti in giovane età, con l’età aumenta la resistenza all’infezione. Dati sperimentali dimostrano che gattini di meno di 16 settimane di età sono più suscettibili all’infezione. Gatti a più alto rischio sono quelli che vivono all’aperto, pertanto la decisione di vaccinare verso tale patologia deve basarsi sull’età e sul rischio di esposizione.</span></p>
<p><span style="font-family: 'Trebuchet MS';"><b><br />
Clamidiosi</b></span><span style="font-family: 'Trebuchet MS';"><i><br />
Chlamydophila psittaci</i> è un batterio intracellulare della congiuntiva e del tratto respiratorio dei gatti. La frequenza di reazioni avverse associate al vaccino per la <i>C. psittaci</i> è più alto di quella con altri vaccini comunemente usati. Poichè l’infezione da <i>C. psittaci</i> non è caratterizzata da segni clinici gravi e risponde positivamente al trattamento, la vaccinazione non è raccomandata.</span></p>
<p><span lang="EN-GB"><span style="font-family: 'Trebuchet MS';"><b><br />
Peritonite Infettiva Felina</b></span></span><span style="font-family: 'Trebuchet MS';">Attualmente non è sempre dimostrata una rilevante protezione all’infezione con il vaccino, per cui la vaccinazione non è raccomandata.</span></p>
<p><span style="font-family: 'Trebuchet MS';"><b><br />
Dermatofitosi</b></span><span style="font-family: 'Trebuchet MS';"> La Dermatofitosi nei gatti è sostenuta dal <i>Microsporum canis</i>. Non è stato dimostrato che la vaccinazione prevenga l’infezione, per cui non è raccomandata.</span></p>
<p><span style="font-family: 'Trebuchet MS';"><br />
<b>Bordetella bronchiseptica</b><br />
La Bordetella<i> bronchiseptica</i></span><span style="font-family: 'Trebuchet MS';"> è un coccobacillo gram-negativo aerobio che colonizza il tratto respiratorio di diversi animali. Recentemente un vaccino per prevenire l’infezione da <i>B. bronchiseptica</i> è stato prodotto, ma anche in questo caso non è raccomandato.</span></p>
<p><span lang="EN-GB"><span style="font-family: 'Trebuchet MS';"><br />
<b>Fibrosarcoma</b></span></span><br />
<span style="font-family: 'Trebuchet MS';">Alcuni vaccini spenti contengono adjuvanti finalizzati ad aumentare la risposta immunitaria, ed la somministrazione di tali vaccini è stato dimostrato indurre nei gatti granulomi infiammatori. Alcuni di questi granulomi progrediscono in sarcomi (Hendrick <i>et al</i>., 1992).</span></p>
<p><span style="font-family: 'Trebuchet MS';">Nota la stretta correlazione tra vaccinazione e sviluppo di sarcomi, diventa ancor più evidente la relazione tra vaccinazione per la FeLV e sviluppo di sarcoma. Mentre è senza dubbio meno importante l’associazione tra sarcoma e vaccinazione per altre malattie infettive nei gatti così come tra sarcoma e somministrazione di prodotti non vaccinali. In risposta al problema nacque nel 1996 la Vaccine-Associated Feline Sarcoma Task Force (VAFSTF) il cui obiettivo era di pianificare ed eseguire una risposta coordinata ad un problema di animali, proprietari, professione medica veterinaria e case farmaceutiche.</span></p>
<p><span style="font-family: 'Trebuchet MS';">I sarcomi vaccino-associati nei gatti sono frequentemente fibrosarcomi</span><span style="font-family: 'Trebuchet MS';">, solitamente caratterizzati da pleomorfismo, elevata attività mitotica e larghe zone centrali di necrosi. I macrofagi in questi sarcomi spesso contengono materiale grigio-bluastro che, mediante microanalisi a raggi X, è stato identificato come alluminio ed ossigeno. Probabilmente l’idrossido di alluminio è uno degli adiuvanti correntemente usati nei vaccini per gatti. Del resto reazioni infiammatorie verso sostanze estranee sono state descritte in gatti, cani e uomini nei siti di vaccinazione. Inoltre, l’osservazione di zone di transizione da granuloma infiammatorio a sarcoma suggerirebbe che la risposta infiammatoria alla vaccinazione sia antecedente allo sviluppo del sarcoma. È ben noto inoltre come l’infiammazione preceda lo sviluppo di altri tipi di tumori nei piccoli animali ed in molte altre specie.</span></p>
<p><span style="font-family: 'Trebuchet MS';">Come con la maggior parte delle funzioni di pratica medica, ci sono benefici e rischi nella vaccinazione. Di conseguenza, i protocolli di vaccinazione dovrebbero:</span></p>
<p><span style="font-family: 'Trebuchet MS';">&#8211; essere specifici per il paziente;<br />
&#8211; tener conto del potenziale zoonosico dell’agente patogeno;<br />
&#8211; tener conto del rischio di esposizione del paziente.</span></p>
<p><span style="font-family: 'Trebuchet MS';">Non si conoscono del tutto i meccanismi patogenetici che rendono i gatti suscettibili al VAFS, tuttavia dobbiamo continuare a vaccinare i gatti contro alcune malattie contagiose. La vaccinazione una volta era considerata una procedura medica sistematica essenziale con rischio minimo. Nella decade passata, si è visto invece che i protocolli di vaccinazione devono includere la valutazione del rischio di sviluppo del sarcoma.</span></p>
<p><span style="font-family: 'Trebuchet MS';"><br />
<b>Il futuro</b></span><span style="font-family: 'Trebuchet MS';"><br />
Il futuro è sicuramente rappresentato dallo studio e dalla sperimentazione di vaccini più efficaci, sostenuto magari da un più largo approccio alle nuove tecnologie. Anziché virus vivi-attenuati, saranno sempre a più disposizione vaccini da DNA ricombinante e, ancora di più, le nuove frontiere sono rappresentate da un uso sempre più largo di vaccini nasali, che probabilmente possono causare meno reazioni avverse. È inevitabile uno studio più approfondito sulla correlazione dei titoli anticorpali con immunizzazione alla malattia clinica e/o la valutazione della prevalenza della malattia autoimmuni fra i gruppi di piccoli animali annualmente vaccinati e quelli vaccinati meno frequentemente secondo i nuovi protocolli. E naturalmente, maggiori studi dovranno incentrarsi sulla durata effettiva dell’immunità dopo la vaccinazione.</span><br />
<b><br />
Bibliografia</b><span lang="EN-GB"><span style="font-family: 'Trebuchet MS';"><br />
<em>Bertani L. &#8211; New approach to vaccination of the canine. http://www.cavaliersonline.com/</em></span></span></p>
<p><em><span lang="EN-GB"><span style="font-family: 'Trebuchet MS';">Duval D, Giger U. Vaccine-induced immune-mediated hemolytic anemia in the dog. </span></span><span lang="DE"><span style="font-family: 'Trebuchet MS';">J Vet Intern Med 1996; 10(5):290-5.</span></span></em></p>
<p><em><span style="font-family: 'Trebuchet MS';">Ford R.B. &#8211; Feline Vaccination Protocols</span></em></p>
<p><em><span style="font-family: 'Trebuchet MS';">Guidi G. &#8211; Vaccinazioni nei piccoli animali</span></em></p>
<p><em><span style="font-family: 'Trebuchet MS';">Hendrick MJ, Goldschmidt MH, Shofer FS, et al. <span lang="EN-GB">Postvaccinal sarcomas in the cat: epidemiology and electron probe microanalytical identification of aluminum. Cancer Res 1992;52:5391–5394.</span></span></em></p>
<p><em><span style="font-family: 'Trebuchet MS';">Schultz RD<span lang="EN-GB">, Ford RB, Olsen J, Scott F. Titer testing and vaccination: a new look at traditional practices.</span>Vet Med, March 2002, pp 1-13.</span></em></p>
<p><em><span lang="EN-GB"><span style="font-family: 'Trebuchet MS';">Richards J, Rodan I; American Association of Feline Practitioners and Academy of Feline Medicine Advisory Panel on Feline Vaccines. Feline vaccination guidelines. Vet Clin North Am Small Anim Pract. 2001 May;31(3):455-72.</span></span></em></p>
<p><em><span lang="EN-GB"><span style="font-family: 'Trebuchet MS';">2000 Report of American Association of Feline Practitioners and Academy of Feline Medicine Advisory Panel on Feline Vaccines, pg. 15-16.</span></span></em></p>
<h1>Guarda il video</h1>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/4R89ME3232U" width="640" height="360" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p><strong>Ti è piaciuto l&#8217;articolo? Condividilo! 😉</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.animalieanimali.eu/protocolli-vaccinali-cani-gatti-nuove-prospettive/">Protocolli vaccinali in cani e gatti: nuove prospettive</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.animalieanimali.eu">Il Portale sugli animali - www.animalieanimali.eu</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.animalieanimali.eu/protocolli-vaccinali-cani-gatti-nuove-prospettive/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">2423</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Tenia nel gatto: cos’è, il contagio, sintomi, diagnosi, prevenzione e trattamento</title>
		<link>https://www.animalieanimali.eu/tenia-nel-gatto-cose-contagio-sintomi-diagnosi-prevenzione-trattamento/</link>
					<comments>https://www.animalieanimali.eu/tenia-nel-gatto-cose-contagio-sintomi-diagnosi-prevenzione-trattamento/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Lavanche]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Sep 2014 13:09:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gatti]]></category>
		<category><![CDATA[Malattie]]></category>
		<category><![CDATA[curare tenia gatto]]></category>
		<category><![CDATA[Droncit]]></category>
		<category><![CDATA[profilassi tenia del gatto]]></category>
		<category><![CDATA[tenia del gatto]]></category>
		<category><![CDATA[terapia tenia gatto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.animalieanimali.eu/?p=1688</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="225" height="145" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2014/09/tenia-02-225x145.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" loading="lazy" />La tenia (o cestode) è un verme, color bianco-crema, un parassita intestinale che può arrivare a raggiungere i 15-60 cm. E’ abbastanza comune nei gatti anche se le tipologie più frequenti sono essenzialmente due: il Dipylidium canium e la Taenia taeniaeformis. Per il contagio questi parassiti hanno bisogno di un ospite intermedio e di uno [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.animalieanimali.eu/tenia-nel-gatto-cose-contagio-sintomi-diagnosi-prevenzione-trattamento/">Tenia nel gatto: cos’è, il contagio, sintomi, diagnosi, prevenzione e trattamento</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.animalieanimali.eu">Il Portale sugli animali - www.animalieanimali.eu</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="225" height="145" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2014/09/tenia-02-225x145.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" loading="lazy" /><p><a href="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2014/09/tenia-02.jpg" data-rel="lightbox-gallery-JQUUgIv3" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="alignleft size-medium wp-image-1689" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2014/09/tenia-02-300x189.jpg" alt="tenia-02" width="300" height="189" srcset="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2014/09/tenia-02-300x189.jpg 300w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2014/09/tenia-02-600x378.jpg 600w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2014/09/tenia-02-1024x645.jpg 1024w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2014/09/tenia-02-900x567.jpg 900w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2014/09/tenia-02.jpg 1048w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>La tenia (o cestode) è un verme, color bianco-crema, un parassita intestinale che può arrivare a raggiungere i 15-60 cm. E’ abbastanza comune nei gatti anche se le tipologie più frequenti sono essenzialmente due: il Dipylidium canium e la Taenia taeniaeformis. Per il contagio questi parassiti hanno bisogno di un ospite intermedio e di uno finale (che nella fattispecie è il vostro gatto domestico). Il Dipylidium alberga in forma di larva nelle pulci dei mici ( e dei cani) che vengono involontariamente ingerite dall’animale durante la normale toelettatura.</p>
<p>Si agganciano all’intestino tenue del felino, e diventano tenie adulte che nell’arco di 2-3 settimane sono in grado di rilasciare uova. A differenza di altri vermi intestinali la tenia tenie riesce a eliminare le uova nelle feci di gatto, attraverso dei segmenti mobili (proglottidi) che escono dall’ano. Sembrano chicchi di riso, ed una volta essiccati assomigliano a semi di sesamo. E’ buona norma prestare attenzione all’individuazione di tali segmenti in giro per la casa e soprattutto nell’area anale del gatto. L’ospite intermedio della taeniae taeniaeformis è caratterizzato dai piccoli roditori (topolini che vengono mangiati dal gatto).<br />
<strong>I sintomi della tenia nel gatto</strong><br />
La tenia nel gatto non è pericolosa, non almeno come la filaria. Il sintomo più noto (anche per assimilazione alla tenia che colpisce l’essere umano) è la perdita di peso: il verme infatti assimila le sostanze nutritive direttamente dal suo ospite. Questo accade però ad uno stadio molto avanzato dell’infestazione e si accompagna anche ad una debolezza generale (dovuta a carenza nutrizionale) e ad un manto arruffato e stressato. Si può assistere ad alterazioni della motilità intestinale, con episodi di diarrea alternati a costipazione, oltre che un intenso prurito anale, dovuto al movimento e alla fuoriuscita degli stessi parassiti.</p>
<p><strong>Come si fa la diagnosi di tenia nel gatto?</strong><br />
E’ chiaro che (come per gli ossiuri nei bambini) basta osservare la zona anale con attenzione per vedere ad occhio nudo i parassiti, ma è più opportuno un controllo dal medico veterinario che, dopo l’osservazione diretta potrebbe richiedere anche un’analisi al microscopio delle feci del gatto. E’ buona norma tenere sotto controllo anche la zona in cui il micio dorme.</p>
<p><strong>Esiste una cura per la tenia nel gatto? E la prevenzione?</strong><br />
Ovviamente sì. E’ un verme, e si può utilizzare un vermifugo capace di uccidere il parassita all’interno dell’organismo del micio che poi verrà assorbito direttamente dall’intestino col cibo ed eliminato con le feci. La prevenzione consta essenzialmente nel tenere lontani gli ospiti intermedi: “abbastanza semplice” per la t. taeniformis (i roditori), più complesso con le pulci, ma sicuramente possibile. Una disinfestazione (da pulci e ratti) dell’ambiente dovrà necessariamente combinarsi alla terapia farmacologia antiparassitaria. Questo parassita per contagiare un altro gatto o l’essere umano necessita sempre e solo l’ingestione degli animali ospiti.</p>
<p><strong>Una storia vera, tenia del gatto</strong><br />
Buongiorno,<br />
vi scrivo per avere maggiori chiarimenti in merito alla tenia.<br />
Avevo notato delle cose strane in casa: sul divano ho<br />
rinvenuto dei cosi del tutto simili a piccolissimi chicchi di riso, sia per forma che per consistenza&#8230; e mi domandavo che diavolo fossero&#8230;. e poi anche sul copriletto dove dormono al pomeriggio.</p>
<p>Ieri sera ho avuto una brutta sorpresa: mi si siede in<br />
braccio la gatta e siccome ero in calzoncini corti sento il suo sederino bagnato, così la alzo per spostarla e sorpresa! trovo un vermicino bianco tipo quelli delle ciliegie.<br />
Insomma che stamane chiamo il veterinario che mi conferma che è tenia: io nemmeno immaginavo che dei gatti adulti potessero avere &#8220;i vermi&#8221; perchè ero convinta che dopo esser stati svermati da cuccioli fossero protetti per tutta la vita&#8230; e invece..</p>
<p>Il Dott. mi dice che possono averla presa ingoiando pulci (che non hanno visto che stanno solo in casa) o feci contenenti la tenia: ora mi domando come sia stato possibile il contagio? ..un mistero!</p>
<p>Ora mi ha detto di <strong>somministrargli del Droncit e poi altra mezza pasticca per il richiamo tra 21 gg.</strong></p>
<p>Domande:<br />
1. non sono sicura che ce l&#8217;abbiano tutti e 4 i gatti con cui vivo e <strong>il vet. dice di fare comunque la profilassi a tutti che tanto non gli fa male</strong>: voi che ne dite?<br />
2. è una cosa &#8220;grave&#8221;? che conseguenze può avere?<br />
3. con che cosa devo pulire la casa onde evitare il ricontagio? Conegrina, alcool o amoniaca?</p>
<p>Grazie in anticipo per la cortese risposta.</p>
<p>Valentina<br />
<strong>Risposta di Paola Cavana</strong><br />
Buongiorno,<br />
l’infestazione da tenia solitamente non è una cosa grave. I farmaci somministrati per eliminare le tenie sono generalmente ben tollerati dai gatti e la tenia, una volta eliminata, non lascia conseguenze. Quanto a come i suoi gatti abbiano potuto contrarre la tenia vivendo in casa, come già le è stato detto, è probabile che la causa sia da ricercare nella presenza di qualche pulce e che si tratti quindi di una tenia chiamata Dipylidium caninum: il gatto, durante le normali operazioni di toelettatura, ingerisce la pulce infestata dalla tenia (è la larva della pulce che si infesta con la tenia) che dopo aver raggiunto l’intestino del gatto si sviluppa e diventa adulta iniziando a produrre le uova che vengono eliminate nell’ambiente nelle cosiddette proglottidi (che sono quelle che lei ha identificato come chicchi di riso o vermicino delle ciliegie).<br />
Come prevenzione, per evitare nuove infestazioni, è necessario utilizzare regolarmente un prodotto antipulci anche se i gatti vivono in casa (vanno bene le pipette spot-on da mettere mensilmente sulla cute in mezzo alle scapole: ad esempio, il Frontline Combo spot-on, ma comunque si faccia consigliare dal suo veterinario il prodotto più adatto ai suoi gatti). Per quanto riguarda la casa non occorre usare particolari disinfettanti: le consiglierei di lavare i pavimenti e di compiere le normali pulizie per eliminare le eventuali larve di pulce presenti.<br />
E’ consigliabile somministrare il farmaco contro la tenia a tutti i gatti conviventi ed effettuare a tutti la profilassi antipulci mensile.</p>
<p><a href="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2014/09/droncit.jpg" data-rel="lightbox-gallery-JQUUgIv3" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="alignleft size-medium wp-image-1694" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2014/09/droncit-276x300.jpg" alt="droncit" width="276" height="300" srcset="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2014/09/droncit-276x300.jpg 276w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2014/09/droncit.jpg 300w" sizes="(max-width: 276px) 100vw, 276px" /></a>DRONCIT:</p>
<div class="row">
<div class="col1">Azienda:</div>
<div class="col2">Bayer S.p.a.</div>
<div class="spaceLine"></div>
</div>
<div class="row">
<div class="col1">Data pubblicazione:</div>
<div class="col2">08/11/2013</div>
<div class="spaceLine"></div>
</div>
<div class="row">
<div class="col1">Categoria:</div>
<div class="col2">Medicinale Veterinario</div>
<div class="spaceLine"></div>
</div>
<div class="row">
<div class="col1">AIC &#8211; Codice EAN:</div>
<div class="col2">100388038</div>
<div class="spaceLine"></div>
</div>
<div class="row">
<div class="col1">Confezione:</div>
<div class="col2">Confezione da 6 compresse</div>
<div class="spaceLine"></div>
</div>
<div class="row">
<div class="col1"><strong>Indicazioni:</strong></div>
<div class="col2 colWrap">Droncit è efficace contro: Echinococcus granulosus * Echinococcus multilocularis Taenia ovis Taenia hydatigena Taenia multiceps Hydatigena (Taenia) taeniaeformis Dipylidium caninum Mesocestoides corti Taenia pisiformis Diphyllobothrium (Spirometra) erinacei * Echinococcus granulosus: Il cane, portatore della tenia echinococco, s&#8217;infesta tramite l&#8217;ovino, bovino o suino e può trasmettere anche all&#8217;uomo l&#8217;echinococcosi (idatidosi, forma cistica), grave malattia sociale delle regioni con allevamento ovino. L&#8217;intervento terapeutico e/o profilattico con Droncit (possibilmente programmato su vasta scala) interrompe il ciclo biologico del parassita ed evita la trasmissione all&#8217;uomo.</div>
<div class="spaceLine"></div>
</div>
<div class="row">
<div class="col1"><strong>Posologia:</strong></div>
<div class="col2 colWrap">Dosaggio consigliato La dose base per cani e gatti è di 5 mg/kg p.v. Quindi: 1 compressa fino a 10 kg p.v. 2 &#8221; da 11 a 20 kg 3 &#8221; da 21 a 30 kg Contro il Diphyllobothrium (Spirometra) è necessaria la dose di una compressa per 2,5 kg p.v. Eventuali sovradosaggi fino al doppio della dose consigliata non sono pregiudizievoli soprattutto nei casi di intervento contro massive infestazioni da tenia echinococco. Modalità d&#8217;uso Droncit viene tollerato molto bene. Il trattamento va effettuato a digiuno e gli animali debbono essere tenuti sotto controllo subito dopo la somministrazione in modo da poter ripetere il trattamento nel caso di eventuale rigetto delle compresse. Droncit può essere somministrato direttamente o avvolto nella carne, oppure frantumato nell&#8217;alimento.</div>
<div class="spaceLine"></div>
</div>
<div class="row">
<div class="col1">Regime dispensazione:</div>
<div class="col2">Senza obbligo di prescrizione</div>
<div class="spaceLine"></div>
</div>
<div class="row">
<div class="col1">Gruppo Anatomico ATCvet:</div>
<div class="col2">
<div>QP &#8211; 52 &#8211; Antielmintici</div>
</div>
<div class="spaceLine"></div>
</div>
<div class="row">
<div class="col1"><span class="content">Somministrazione:</span></div>
<div class="col2"><span id="MAIN_contentMain_tabProdotti_detailProduct_divSommin">Orale</span></div>
<div class="spaceLine"></div>
</div>
<div class="row">
<div class="col1"><span class="content">Specie:</span></div>
<div class="col2"><span id="MAIN_contentMain_tabProdotti_detailProduct_divSpecies">Cani, Gatti</span></div>
<div class="spaceLine"></div>
</div>
<div class="row">
<div class="col1"><span class="content">Principi attivi:</span></div>
<div class="colFree">
<div class="divPA"><span class="textPA1 wrapped">Nome/</span><span class="textPA3">Concentrazione</span></div>
<div class="rowPA">
<div class="textPA1 wrapped">praziquantel (FU)</div>
<div class="textPA3 wrapped">50 mg</div>
</div>
</div>
</div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.animalieanimali.eu/tenia-nel-gatto-cose-contagio-sintomi-diagnosi-prevenzione-trattamento/">Tenia nel gatto: cos’è, il contagio, sintomi, diagnosi, prevenzione e trattamento</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.animalieanimali.eu">Il Portale sugli animali - www.animalieanimali.eu</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.animalieanimali.eu/tenia-nel-gatto-cose-contagio-sintomi-diagnosi-prevenzione-trattamento/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>3</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">1688</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Gatto Persiano</title>
		<link>https://www.animalieanimali.eu/gatto-persiano/</link>
					<comments>https://www.animalieanimali.eu/gatto-persiano/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Lavanche]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Oct 2012 20:24:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gatti]]></category>
		<category><![CDATA[Gatto Persiano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.animalieanimali.eu/NUOVOSITO/?p=494</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="145" height="145" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/gatto_persiano_bianco-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/gatto_persiano_bianco-150x150.jpg 150w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/gatto_persiano_bianco-300x300.jpg 300w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/gatto_persiano_bianco-100x100.jpg 100w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/gatto_persiano_bianco-36x36.jpg 36w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/gatto_persiano_bianco-115x115.jpg 115w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/gatto_persiano_bianco-80x80.jpg 80w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/gatto_persiano_bianco-75x75.jpg 75w" sizes="(max-width: 145px) 100vw, 145px" />Classificazione FIFe e cenni storici Paese d&#8217;origine: Gran Bretagna. Classificazione FIFe: Category I &#8211; persian &#38; exotic Nei caravan che attraversavano il deserto polveroso, diretti ad Ovest, dalla Persia all&#8217;Iran, si suppone che nascosto tra i carichi di spezie e di rari gioielli, ci fosse un carico ancor più prezioso, un gatto dal lungo manto. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.animalieanimali.eu/gatto-persiano/">Gatto Persiano</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.animalieanimali.eu">Il Portale sugli animali - www.animalieanimali.eu</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="145" height="145" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/gatto_persiano_bianco-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/gatto_persiano_bianco-150x150.jpg 150w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/gatto_persiano_bianco-300x300.jpg 300w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/gatto_persiano_bianco-100x100.jpg 100w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/gatto_persiano_bianco-36x36.jpg 36w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/gatto_persiano_bianco-115x115.jpg 115w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/gatto_persiano_bianco-80x80.jpg 80w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/gatto_persiano_bianco-75x75.jpg 75w" sizes="(max-width: 145px) 100vw, 145px" /><div>
<h2><a href="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/gatto_persiano_bianco.jpg" data-rel="lightbox-gallery-yaL4CYR9" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="alignleft size-medium wp-image-495" title="gatto_persiano_bianco" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/gatto_persiano_bianco-300x294.jpg" alt="" width="300" height="294" srcset="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/gatto_persiano_bianco-300x294.jpg 300w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/gatto_persiano_bianco-36x36.jpg 36w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/gatto_persiano_bianco-75x75.jpg 75w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/gatto_persiano_bianco.jpg 400w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Classificazione FIFe e cenni storici</h2>
<p>Paese d&#8217;origine: Gran Bretagna.<br />
Classificazione FIFe: Category I &#8211; persian &amp; exotic</p>
<p>Nei caravan che attraversavano il deserto polveroso, diretti ad Ovest, dalla Persia all&#8217;Iran, si suppone che nascosto tra i carichi di spezie e di rari gioielli, ci fosse un carico ancor più prezioso, un gatto dal lungo manto. Furono chiamati Persiani, per il loro paese d&#8217;origine.<br />
Reperti archeologici datano il loro arrivo sulle coste britanniche nel XVI secolo. Erano già conosciuti come gatti d&#8217;Angora, di colore prevalentemente bianco. Avevano un aspetto longilineo, il muso lungo, grandi orecchie e un<br />
folto pelo sulla coda, ma confrontato col Persiano moderno si potrebbero definire a pelo semilungo. Gli allevatori britannici iniziarono la selezione usando gatti &#8220;francesi&#8221;, che presentavano invece una corporatura più<br />
robusta, con arti bassi, testa arrotondata, occhi rotondi e naso più corto, pelo lungo e morbido, con presenza di sottopelo lanoso e fitto. Esso si conquistò un immediato e clamoroso successo, tanto da entrare perfino nelle<br />
dimore reali inglesi. Nel 1889 venne redatto il primo standard. Nel corso degli anni si aggiunsero nuove modifiche allo standard iniziale, arrivando all&#8217;ultima stesura delimitata al raggiungimento del cosiddetto Peke-faced, il Persiano a faccia di Pekinese.</p>
<h2>Aspetto generale</h2>
<p>Il Persiano è un gatto dall&#8217;aspetto aristocratico, ha un corpo compatto, massiccio e imponente, un mantello molto fitto di peli lunghissimi, in una vastissima varietà di colori, che al tatto risulta morbido e setoso.<br />
Ha delle zampe corte, forti e muscolose; la testa è in genere tonda con guance piene, gli occhi sono grandi e rotondi, lo stop marcato e le orecchie si presentano piccole e ben distanziate. Il profilo è piatto con un naso largo, corto e schiacciato. Il pelo intorno al collo è molto lungo formando la tipica gorgiera e i lunghi peli sulla coda lo fanno assomigliare a una volpe. Ha un&#8217;ossatura possente e una buona muscolatura. Maschio più grosso della femmina.</p>
<h2>Carattere</h2>
<p>Il Persiano generalmente è pacato e tranquillo di natura, a differenza dei cuccioli che sono giocherelloni e vivaci. Adatti alla vita in casa perché tranquilli e pacifici, si rivelano molto affettuosi e riconoscenti al padrone. Richiedono una presenza discreta e affetto quotidiano, ma, anche se propende a dormire per ore, non è un gatto da grembo, a causa del suo pelo che lo porta a soffrire rapidamente il calore eccessivo. Sopporta bene la solitudine ed è difficilmente preda di stress o ansie. Questa razza è di carattere affettuosa e poco aggressiva. La sua piacevole voce si sentirà raramente, anche nella stagione degli amori si comportano discretamente. Le femmine sono madri eccezionali e i cuccioli raramente danno problemi. L&#8217;indole tranquilla e affettuosa nasconde a volte un temperamento sensibile, che il gatto manifesta nascondendosi quando deve affrontare bambini vivaci o ospiti rumorosi. Non si può più definire il Persiano come gatto predatore, avendo perso l&#8217;indole negli anni di selezione, privilegiando altre attitudini, come quella di essere diventato il gatto ideale da compagnia.</p>
<p><img loading="lazy" src="http://www.agraria.org/gatti/persiano.jpg" alt="Gatto Persiano" width="600" height="371" /> Gatto Persiano calico diluito tabby (foto <a href="http://www.agraria.org/" target="_blank">www.agraria.org</a>)</p>
<p><img loading="lazy" src="http://www.agraria.org/gatti/persiano1.jpg" alt="Gatto Persiano" width="600" height="628" /> Gatto Persiano tortie tabby (foto <a href="http://www.agraria.org/" target="_blank">www.agraria.org</a>)</p>
<h2>Cura</h2>
<p>A causa del loro fitto e lungo mantello devono essere spazzolati e pettinati ogni giorno, per impedire la formazione di nodi e che diventi opaco. Bisogna perciò abituare il gatto fin da piccolo ad essere spazzolato  ovunque. Un eventuale bagno deve essere affrontato solo dopo aver spazzolato a fondo il mantello. La toelettatura richiede particolare attenzione all&#8217;esaltazione della delimitazione delle aree colorate, a questo scopo una spolverata di talco è utile per far risaltare il contrasto tra il bianco e le aree colorate. Per far risultare voluminoso e soffice il mantello bisogna dapprima pettinarlo contropelo e poi nel verso del pelo stesso. Oltre al pelo bisogna dedicarsi a mantenere sana la salute degli occhi e prestare attenzione alle pieghe cutanee, dove possono formarsi dermatiti. Spesso la lacrimazione abbondante, favorisce un ingiallimento del pelo della zona  sottorbitale. A questo difetto bisognerà rimediare usando dei detergenti smacchiando il pelo.</p>
<p><img loading="lazy" src="http://www.agraria.org/gatti/persiano2.JPG" alt="Gatto Persiano" width="600" height="513" /> Gatto Persiano golden shaded (foto <a href="http://www.agraria.org/" target="_blank">www.agraria.org</a>)</p>
<h2>Varietà di colore</h2>
<p>Sono riconosciute circa duecento combinazioni di colori per il Persiano a seconda delle pezzature e dei disegni. I gruppi principali di colori sono:<br />
&#8211; <strong>Solid:</strong> il mantello ha un colore uniforme dalla radice alla punta del pelo, senza la presenza di striature. I colori vanno dal bianco al nero, blu, chocolate, lilac, rosso e crema. Il colore del tartufo e dei cuscinetti plantari rispetta il colore del mantello, tranne che per la varietà bianco e crema che sono rosa. Il colore degli occhi deve sempre essere arancio o rame, ad eccezione dei Persiani bianchi che possono presentare anche occhi impari (un occhio arancio e uno blu o color rame) o entrambi color rame o blu, questi ultimi però sono indice di sordità fin dalla nascita, a causa di un fattore genetico; invece gli impari con occhio blu, possono risultare sordi dall&#8217;orecchio adiacente all&#8217;occhio blu.<br />
&#8211; <strong>Tabby:</strong> presentano dei disegni tipici del gatto selvatico. Esistono varie varianti del disegno del mantello, esempio il Blotched, caratterizzato da disegni a forma di cerchi concentrici più marcati sui fianchi, da tre linee ben marcate sulla spina dorsale e da striature parallele sulla testa, zampe e coda; il Tigrè (o Mackerel), caratterizzato da striature su muso, zampe, coda e dorso molto più leggeri e fini rispetto alla varietà precedente, sui fianchi presenta linee verticali e parallele; lo Spotted, caratterizzato da macchie tonde sui fianchi e leggere striature su muso, zampe e coda. I tabby sono riconosciuti nei colori nero, blu, chocolate, lilac, rosso, crema, tortie (squama di tartaruga) nero, tortie blu, tortie chocolate, tortie lilac. Tutti questi colori sono riconosciuti anche con la base del mantello argentata e vengono detti, in base al colore del mantello, Silver o Cameo. Gli occhi devono essere sempre arancio.<br />
&#8211; <strong>Chinchilla:</strong> ha un aspetto lucente; ne esistono quattro sottovarietà: il Chinchilla Silver, caratterizzato dall&#8217;avere gli occhi verdi, con palpebra, tartufo nasale e labbra cerchiati del colore della pigmentazione del mantello, generalmente nero o più raramente blu, chocolat o lilac. Essi hanno la base del mantello bianco argento, tranne sulla punta, dove è nero o più raramente blu, chocolat o lilac. Il Chinchilla golden, caratterizzato dal mantello color crema caldo e intenso, dandogli un aspetto dorato. Gli occhi, le labbra e il naso sono contornati di marrone. Il tartufo è rosa scuro; i cuscinetti plantari sono marroni; il colore degli occhi è verde o<br />
verde blu. Le varietà Shaded silver e Shaded golden sono generalmente più scure.<br />
&#8211; <strong>Parti-color:</strong> hanno la caratteristica di essere in alta percentuale di sesso femminile; i colori in questo caso sono miscelati tra loro e possono avere le seguenti tonalità: tortie nero, tortie blu (blu-crema), tortie chocolate, tortie lilac. Gli occhi devono essere di color arancio.<br />
&#8211; <strong>Colorpoint:</strong> mantello caratterizzato dalle stesse sfumature appartenenti al gatto Siamese, cioè il colore si addensa nelle aree dove la temperatura è inferiore: muso, orecchie, zampe, coda, testicoli nei maschi. Il resto del corpo è di una tonalittà chiara, che va dal bianco al beige, a seconda dei colori che sono: seal point, blu point, chocolate point, lilac point, red point, cream point, seal tortie point, blu tortie point, chocolate tortie point, lilac tortie point. Tutti questi colori sono riconosciuti anche con il disegno Tabby sull&#8217;addensamento di colore. gli occhi devo essere di colore blu.<br />
&#8211; <strong>Bicolor:</strong> è formato da un colore uniforme e dal bianco. Ci sono tre distinzioni: i Bicolori o Tricolori, Arlecchino e Van. I Bicolori Van presentano un mantello bianco con colorazione all&#8217;estremità, ammesse una o due pezzature sul corpo. Molto ricercata nei gatti bicolor è la &#8220;V&#8221; rovesciata bianca sul muso. I colori ammessi uniti al bianco sono: nero, blu, rosso, crema, chocolate, lilac e tortie. Le pezzature possono essere Solide o Tabby. Gli occhi devono essere arancio; esistono rarità ammesse anche di occhi impari (un occhio arancione ed uno azzurro).<br />
&#8211; <strong>Smoke:</strong> il gatto a riposo presenta un colore uniforme, ma quando si muove appare il contrasto con la chiarissima radice del pelo. Il pelo dunque è colorato solo per metà. Nella sottovarietà Shaded il pelo è colorato solo per un terzo; nello Shell la pigmentazione si riduce ad un ottavo. Gli occhi devono essere sempre arancio.</p>
<h2>Standard</h2>
<p><strong>Categoria: Pelo lungo.</strong><br />
Corporatura: Da media a robusta.<br />
Corpo: Di tipo cobby, zampe corte e petto ampio. Spalle massicce e schiena muscolosa, senza dare segni di obesità.<br />
Mantello: Lungo e folto. Di struttura fine, lucido e setoso al tatto, con gorgiera folta sulle spalle e sul petto.<br />
Testa: Rotonda e voluminosa con cranio largo. Essa è situata su un collo corto e spesso. La struttura del cranio deve essere rotonda al tatto. fronte bombata; mascelle e mandibole potenti. Guance piene.<br />
Occhi: Grandi e rotondi, ben distanziati, conferendo la tipica espressione dolce. Presentano colori brillanti.<br />
Naso: Corto e largo con stop marcato.<br />
Orecchie: Piccole con punta arrotondata, leggermente inclinate in avanti e non eccessivamente aperte alla base. Ben distanziate e inserite piuttosto basse sulla testa.<br />
Mento: pieno, ben sviluppato, arrotondato e forte.<br />
Arti: Corti, robusti e forti. Arti anteriori diritti. Gli arti posteriori, osservati da dietro, risultano diritti.<br />
Piedi: Larghi, tondi e forti. Sono tollerati ciuffi di pelo tra le dita.<br />
Coda: Corta, ma proporzionata alla lunghezza del corpo.<br />
<strong>Penalità:</strong> Coda piegata o anomala; Presenza di medaglione; Evidente deformità della colonna vertebrale; Aspetto asimmetrico della testa; Errato colore degli occhi.</p>
<p>a cura di Sara Dioguardi &#8211; <a href="http://www.difossombrone.it/" target="_blank">www.difossombrone.it</a></p>
</div>
<div></div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.animalieanimali.eu/gatto-persiano/">Gatto Persiano</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.animalieanimali.eu">Il Portale sugli animali - www.animalieanimali.eu</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.animalieanimali.eu/gatto-persiano/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">494</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Gatto Abissino</title>
		<link>https://www.animalieanimali.eu/gatto-abissino/</link>
					<comments>https://www.animalieanimali.eu/gatto-abissino/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Lavanche]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Oct 2012 20:17:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gatti]]></category>
		<category><![CDATA[Gatto Abissino]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.animalieanimali.eu/NUOVOSITO/?p=491</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="145" height="145" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Gatto-abissino-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Gatto-abissino-150x150.jpg 150w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Gatto-abissino-300x300.jpg 300w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Gatto-abissino-100x100.jpg 100w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Gatto-abissino-36x36.jpg 36w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Gatto-abissino-115x115.jpg 115w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Gatto-abissino-50x50.jpg 50w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Gatto-abissino-75x75.jpg 75w" sizes="(max-width: 145px) 100vw, 145px" />Classificazione FIFe e cenni storici Paese d&#8217;origine: Etiopia &#8211; Gran Bretagna. L&#8217;Abissino è una delle razze feline più antiche. L&#8217;origine è controversa: all&#8217;apparenza è molto simile ai gatti raffigurati nei disegni e nelle statue risalenti all&#8217;antico Egitto. D&#8217;altra parte si deve dire anche che tutti i gatti raffigurati hanno costituzione snella, tipica delle razze orientali, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.animalieanimali.eu/gatto-abissino/">Gatto Abissino</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.animalieanimali.eu">Il Portale sugli animali - www.animalieanimali.eu</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="145" height="145" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Gatto-abissino-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Gatto-abissino-150x150.jpg 150w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Gatto-abissino-300x300.jpg 300w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Gatto-abissino-100x100.jpg 100w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Gatto-abissino-36x36.jpg 36w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Gatto-abissino-115x115.jpg 115w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Gatto-abissino-50x50.jpg 50w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Gatto-abissino-75x75.jpg 75w" sizes="(max-width: 145px) 100vw, 145px" /><div>
<h2><a href="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Gatto-abissino.jpg" data-rel="lightbox-gallery-gJSz7XD8" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="alignleft size-medium wp-image-492" title="Gatto-abissino" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Gatto-abissino-300x256.jpg" alt="" width="300" height="256" srcset="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Gatto-abissino-300x256.jpg 300w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Gatto-abissino.jpg 527w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Classificazione FIFe e cenni storici</h2>
<p>Paese d&#8217;origine: Etiopia &#8211; Gran Bretagna.</p>
<p>L&#8217;Abissino è una delle razze feline più antiche. L&#8217;origine è controversa: all&#8217;apparenza è molto simile ai gatti raffigurati nei disegni e nelle statue risalenti all&#8217;antico Egitto. D&#8217;altra parte si deve dire anche che tutti i gatti raffigurati hanno costituzione snella, tipica delle razze orientali, con muso allungato e occhi a mandorla che potrebbero essere stati gli antenati dei Siamesi e del gatto Egiziano che nel frattempo si è estinto.<br />
Il nome Abissino non dipende tanto dal fatto che l&#8217;Abissinia sia il luogo di origine di questo gatto, quanto dal fatto che il primo esemplare esibito a una mostra felina in Europa (Inghilterra) sia stato registrato come gatto importato da quel Paese (oggi Etiopia). Recenti studi genetici hanno dimostrato che che l&#8217;origine più probabile di questo gatto siano le coste dell&#8217;Oceano Indiano e alcune zone del Sud-Est Asiatico. La razza è stata comunque selezionata in Inghilterra partendo da un soggetto importato dall&#8217;Abissinia nel 1868 o, come sostengono molti allevatori inglesi, incrociando vari gatti silver e brown-tabby con gatti che presentavano &#8220;ticking&#8221; autoctoni. L&#8217;Abissino è stato riconosciuto ufficialmente in Gran Bretagna nel 1882. Molto diffuso negli Stati Uniti, dove è tra le razze a pelo corto più diffuse, mentre in Italia è ancora piuttosto raro.<br />
<a href="http://www.cigas.org/" target="_blank">Club Italiano Gatti Abissini e Somali &gt;&gt;&gt;</a></p>
<h2>Aspetto generale</h2>
<p>Gli Abissini sono gatti di corporatura media, a pelo corto, dal portamento elegante e dalla spiccata individualità. Il mantello ha colore intenso ed è ben visibilie il &#8220;ticking&#8221; (ogni singolo pelo ha un colore base, interrotto da due o tre bande di pigmento più scuro e termina sempre con la punta scura). Alla nascita presentano mantello scuro che si schiarisce con l&#8217;età. Poiché gli Abissini sono portatori del gene responsabile del pelo lungo, è sempre possibile che in una cucciolata vi sia qualche gattino a pelo semilungo (Somalo). Può raggiungere anche i 18-20 anni di età.</p>
<h2>Carattere</h2>
<p>Gli Abissini sono gatti attivi e vivaci, con una spiccata curiosità per tutto ciò che li circonda; intelligenti, volitivi, hanno un carattere ben equilibrato. Hanno bisogno di molte attenzioni e di compagnia e manifestano il loro disappunto se trascurati o lasciati soli troppo a lungo. Di norma vivono bene con altri gatti o cani, specialmente i maschi. Necessitando di un loro spazio, non amano i gruppi troppo numerosi. Dinamico e curioso, ama molto il gioco anche da adulto e dopo la sterilizzazione; hanno bisogno, possibilmente, di uno spazio all&#8217;aperto dove muoversi e arrampicarsi. E&#8217; particolarmente adatto a famiglie con bambini, con cui condivide volentieri il gioco. Se viene sterilizzato non cambia particolarmente la morfologia, così come non cambia il carattere, che si mantiene curioso e giocoso.</p>
<h2>Cura</h2>
<p>Il pelo corto non necessita di particolari cure: basta una spazzolata con spazzola a denti di gomma corti una volta alla settimana. Al posto della spazzola si possono usare un panno di pelle di daino o le mani inumidite, da far scorrere nella direzione del pelo. Le orecchie devono essere pulite solo se necessario con prodotto specifico. Le unghie possono essere spuntate con apposite forbicine.</p>
<h2>Varietà di colore</h2>
<p><strong><img loading="lazy" class="alignleft size-full wp-image-837" title="5468298-giovani-gatto-abissino-in-azione" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/5468298-giovani-gatto-abissino-in-azione.jpg" alt="" width="267" height="400" srcset="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/5468298-giovani-gatto-abissino-in-azione.jpg 267w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/5468298-giovani-gatto-abissino-in-azione-200x300.jpg 200w" sizes="(max-width: 267px) 100vw, 267px" /></strong>Oltre al quello originario (Usual o Ruddy), simile al pelo dei conigli selvatici, sono stati selezionati anche altri colori (Sorrel, Blu, Fawn, Tortie, Rosso, Crema, Silver, ques&#8217;ultimo non riconosciuto dal CFA, maggiore associazione felina degli Stati Uniti). Il mantello Usual o Ruddy è marrone rossastro con le punte scure. Nei gatti di questa varietà le zampe e il retro degli arti posteriori sono sempre neri. Come già detto, il pelo è caratterizzato dal cosiddetto effetto &#8220;ticking&#8221;. Anche la varietà Sorrel è molto diffusa: come l&#8217;Usual, presenta un caldo mantello marrone rossiccio ma la punta dei peli è di color cannella anziché nero. Anche i cuscinetti delle zampe e il retro degli arti posteriori sono color cannella. Gli occhi possono essere ambra, verdi o gialli.</p>
<h2>Standard</h2>
<p><strong>Categoria: Pelo Corto.</strong><br />
Corporatura: media, muscolosa e snella; maschi fino a 4,7 kg, femmine fino a 3,7 kg; aspetto elegante.<br />
Testa: ampia e moderatamente allungata; il naso forma una leggera curva con la fronte, il mento è pronunciato; di profilo, presenta un lieve &#8220;stop&#8221; (incurvatura, come una S).<br />
Occhi: a mandorla, vivaci.<br />
Orecchie: relativamente grandi e larghe alla base, distanti e prive di peli all&#8217;interno; gli esemplari migliori presentano un ciuffetto di peli alla sommità.<br />
Arti: snelli rispetto al corpo e con struttura ossea leggera; zampine ovali e minute.<br />
Coda: piuttosto lunga, larga alla base e appuntita.<br />
Pelo: peli corti e fitti, aderenti al corpo e di consistenza elastica.<br />
Difetti: mantello ruvido, troppo lungo o irto; troppo grande e tozzo; presenza di aree biancastre estese sul corpo.</p>
</div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.animalieanimali.eu/gatto-abissino/">Gatto Abissino</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.animalieanimali.eu">Il Portale sugli animali - www.animalieanimali.eu</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.animalieanimali.eu/gatto-abissino/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">491</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Gatto Blu di Russia</title>
		<link>https://www.animalieanimali.eu/gatto-blu-di-russia/</link>
					<comments>https://www.animalieanimali.eu/gatto-blu-di-russia/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Lavanche]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Oct 2012 20:12:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gatti]]></category>
		<category><![CDATA[Gatto Blu di Russia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.animalieanimali.eu/NUOVOSITO/?p=488</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="145" height="145" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Gatto-Blu-di-Russia-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Gatto-Blu-di-Russia-150x150.jpg 150w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Gatto-Blu-di-Russia-300x300.jpg 300w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Gatto-Blu-di-Russia-100x100.jpg 100w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Gatto-Blu-di-Russia-36x36.jpg 36w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Gatto-Blu-di-Russia-115x115.jpg 115w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Gatto-Blu-di-Russia-50x50.jpg 50w" sizes="(max-width: 145px) 100vw, 145px" />Classificazione FIFe e cenni storici Paese d&#8217;origine: Russia &#8211; Inghilterra. Le origini del gatto blu di Russia sono piuttosto incerte ma si pensa che questa razza sia originaria della Russia Settentrionale (regione di Arkangelsk, porto sul Mar Bianco). I primi esemplari furono portati in Inghilterra da alcuni mercanti intorno alla metà del XX secolo e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.animalieanimali.eu/gatto-blu-di-russia/">Gatto Blu di Russia</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.animalieanimali.eu">Il Portale sugli animali - www.animalieanimali.eu</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="145" height="145" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Gatto-Blu-di-Russia-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Gatto-Blu-di-Russia-150x150.jpg 150w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Gatto-Blu-di-Russia-300x300.jpg 300w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Gatto-Blu-di-Russia-100x100.jpg 100w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Gatto-Blu-di-Russia-36x36.jpg 36w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Gatto-Blu-di-Russia-115x115.jpg 115w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Gatto-Blu-di-Russia-50x50.jpg 50w" sizes="(max-width: 145px) 100vw, 145px" /><div>
<h2><a href="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Gatto-Blu-di-Russia.jpg" data-rel="lightbox-gallery-vIZ6Babp" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="alignleft size-medium wp-image-489" title="G-4-229 Felis silvestris - Russian Blue" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Gatto-Blu-di-Russia-300x234.jpg" alt="" width="300" height="234" srcset="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Gatto-Blu-di-Russia-300x234.jpg 300w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Gatto-Blu-di-Russia.jpg 450w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Classificazione FIFe e cenni storici</h2>
<p>Paese d&#8217;origine: Russia &#8211; Inghilterra.</p>
<p>Le origini del gatto blu di Russia sono piuttosto incerte ma si pensa che questa razza sia originaria della Russia Settentrionale (regione di Arkangelsk, porto sul Mar Bianco). I primi esemplari furono portati in Inghilterra da alcuni mercanti intorno alla metà del XX secolo e vennero mostrati a varie esposizioni feline come gatti di Archangel o Archangel Blu. All&#8217;inizio del Novecento i Blu di Russia furono presentati ufficialmente alle esposizioni feline del Crystal Palace a Londra e gareggiarono nell&#8217;unica categoria dei gatti a mantello blu, insieme a Certosini, Korat e British Blu. Soltanto nel 1912 è stata istituita una speciale sezione per le razze straniere, salvando questo gatto dall&#8217;estinzione, al quale venivano preferiti i British Blu e altri gatti di costituzione fisica più imponente. Le guerre mondiali hanno quasi portato alla scomparsa dei Blu di Russia. Dopo il 1945 erano pochi gli esemplari sopravvissuti e gli allevatori, per evitare un&#8217;eccessiva consanguineità, li fecero accoppiare con gatti di altre razze (Siamese Blu Point); questi incroci portarono però ad un ulteriore alleggerimento della struttura fisica del Blu di Russia che divenne molto simile all&#8217;Orientale Blu a pelo corto. Nel 1966 alcuni allevatori approntarono un nuovo standard e iniziarono a riportare la razza alle caratteristiche originali. Oggi il Blu di Russia è una razza ben definita sia per quanto riguarda l&#8217;aspetto fisico che il carattere, e l&#8217;influenza delle razze orientali è pressoché scomparsa. Culla di questa razza è l&#8217;Inghilterra, ma anche in Svezia e negli Stati Uniti vengono allevati bellissimi esemplari. Oggi è possibile importare questi gatti direttamente dalla Russia e dai Paesi dell&#8217;Est Europa.</p>
<h2>Aspetto generale</h2>
<p>Gatto bello ed elegante, ha un mantello grigio-blu e occhi verdi lucenti. E&#8217; una razza molto tranquilla che si affezionamo molto ai componenti della famiglia.</p>
<p><img loading="lazy" src="http://www.agraria.org/gatti/bludirussia1.jpg" alt="Gatto Blu di Russia" width="600" height="679" />Gatto Blu di Russia (foto Sara Dioguardi <a href="http://www.difossombrone.it/" target="_blank">www.difossombrone.it</a>)</p>
<h2>Carattere</h2>
<p>Hanno un carattere tranquillo, dolce e affettuoso sia con i propri simili sia con l&#8217;uomo. Tipico gatto da appartamento, ama le comodità e passa lungo tempo sdraiato nello stesso posto, meglio se in braccio a un componente della famiglia. Ricambia di un amore unico colui che sceglie, tra tutti i componenti della famiglia, il suo punto di riferimento, seguendolo come un&#8217;ombra. Detestano la confusione e il rumore e non è adatto ai bambini troppo piccoli. Si adattano facilmente a vivere con altri gatti o cani. Hanno una voce dolce e sommessa e miagolano di rado. Molto timidi con gli estranei, si ritraggono all&#8217;arrivo di un visitatore e non apprezzano le coccole degli estranei.</p>
<h2>Cura</h2>
<p>Il mantello non richiede particolari cure: è sufficiente una passata ogni tanto con una spazzola morbida, perchè il delicato pelo e sottopelo potrebbero essere danneggiati da spazzolate troppo frequenti e vigorose. Le orecchie devono essere pulite solo se necessario con prodotto specifico. Le unghie possono essere spuntate con apposite forbicine.</p>
<p><img loading="lazy" src="http://www.agraria.org/gatti/bludirussia.jpg" alt="Gatto Blu di Russia" width="600" height="1030" /> Gatto Blu di Russia</p>
<h2>Varietà di colore</h2>
<p>Il mantello classico è grigio-blu ma sono state selezionate anche le varietà nere e bianche.<br />
Il mantello blu deve essere il più omogeneo possibile e deve essere privo di peli bianchi e sfumature di altri colori; naso e cuscinetti delle zampine grigi; occhi verdi.<br />
Il mantello bianco deve essere candido, con naso e cuscinetti della zampine rosa; occhi verdi, blu o impari.<br />
Nel Nero di Russia il mantello deve essere perfettamente nero, con naso e cuscinetti scuri; ochi verdi.</p>
<h2>Standard</h2>
<p><strong>Categoria: Pelo Corto.</strong><br />
Corporatura: media; il peso medio dei maschi è di 3,5-4,8 kg, quello delle femmine 2,5-3,5 kg; corpo lungo, elegante e ben proporzionato. Il collo è lungo e poderoso.<br />
Arti: lunghi, sottili, con zampine piccole e ovali.<br />
Coda: lunga, dritta, che si assottiglia all’estremità.<br />
Testa: ampia, un po&#8217; allungata ma mai troppo lunga; mento ben marcato e zigomi salienti.<br />
Orecchie: dritte, relativamente grandi e appuntite; l&#8217;interno dei padiglioni è quasi totalmente privi di peli.<br />
Naso: di media lunghezza, privo di stop; grigio come le labbra.<br />
Occhi: a mandorla, ben distanziati; verde smeraldo (da cuccioli sono blu scuro).<br />
Mantello: pelo corto, fine e setoso, molto soffice per la presenza di un delicato sottopelo; con portamento eretto.<br />
Negli ultimi anni è stata selezionata anche una varietà a pelo lungo (razza Nebelung).<br />
Difetti: nel Blu, presenza di peli bianchi e sfumature di altri colori; tracce giallognole di verde negli occhi.</p>
</div>
<div></div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.animalieanimali.eu/gatto-blu-di-russia/">Gatto Blu di Russia</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.animalieanimali.eu">Il Portale sugli animali - www.animalieanimali.eu</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.animalieanimali.eu/gatto-blu-di-russia/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">488</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Gatto Bombay</title>
		<link>https://www.animalieanimali.eu/gatto-bombay/</link>
					<comments>https://www.animalieanimali.eu/gatto-bombay/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Lavanche]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Oct 2012 20:05:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gatti]]></category>
		<category><![CDATA[Gatto Bombay]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.animalieanimali.eu/NUOVOSITO/?p=485</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="145" height="145" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Gatto-Bombay-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Gatto-Bombay-150x150.jpg 150w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Gatto-Bombay-100x100.jpg 100w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Gatto-Bombay-36x36.jpg 36w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Gatto-Bombay-115x115.jpg 115w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Gatto-Bombay-50x50.jpg 50w" sizes="(max-width: 145px) 100vw, 145px" />Classificazione FIFe e cenni storici Paese d&#8217;origine: Stati Uniti. Questa razza è stata selezionata da un’allevatrice del Kentucky (Stati Uniti), a partire dal 1960, sottoponendo a successivi incroci esemplari dal mantello completamente nero, ottenuti da Burmesi e Americani a pelo corto In questo modo è stato possibile ottenere questi gatti dal pelo nero e molto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.animalieanimali.eu/gatto-bombay/">Gatto Bombay</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.animalieanimali.eu">Il Portale sugli animali - www.animalieanimali.eu</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="145" height="145" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Gatto-Bombay-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Gatto-Bombay-150x150.jpg 150w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Gatto-Bombay-100x100.jpg 100w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Gatto-Bombay-36x36.jpg 36w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Gatto-Bombay-115x115.jpg 115w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Gatto-Bombay-50x50.jpg 50w" sizes="(max-width: 145px) 100vw, 145px" /><div>
<h2><a href="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Gatto-Bombay.jpg" data-rel="lightbox-gallery-iKsZhTIb" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="alignleft size-full wp-image-486" title="Gatto Bombay" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Gatto-Bombay.jpg" alt="" width="266" height="189" /></a>Classificazione FIFe e cenni storici</h2>
<p>Paese d&#8217;origine: Stati Uniti.</p>
<p>Questa razza è stata selezionata da un’allevatrice del Kentucky (Stati Uniti), a partire dal 1960, sottoponendo a successivi incroci esemplari dal mantello completamente nero, ottenuti da Burmesi e Americani a pelo corto In questo modo è stato possibile ottenere questi gatti dal pelo nero e molto lucido. Oggi i Bombay sono incrociati tra loro e con i Burmesi. Poco allevato, è riconosciuto da molte associazioni feline sia negli Stati Uniti che in Europa. In Italia è molto raro.</p>
<h2>Aspetto generale</h2>
<p>La caratteristica principale dei Bombay (chiamato anche panera del salotto) è il colore e la lucentezza del matello. L&#8217;aspetto è simile a quello dei Burmesi ma presenta una testa dalle linee più tondeggianti.</p>
<p><img loading="lazy" src="http://www.agraria.org/gatti/bombay.jpg" alt="Gatto Bombay" width="600" height="741" /> Gatto Bombay (foto <a href="http://www.bajimbi.com.au/" target="_blank">www.bajimbi.com.au</a>)</p>
<h2>Carattere</h2>
<p>Nel complesso è simile a quello del Burmese. Adatto alla vita in casa, ama giocare e si dimostra molto affettuoso. Molto socievole sia con le persone che con gli altri animali. Tranquillo, equilibrato e amichevole, ha bisogno delle attenzioni e dell&#8217;amore di chi lo circonda. Non devono essere lasciati a lungo privi di compagnia perché soffrono la solitudine. Amante della tranquillità, detesta i rumori troppo forti. Non è frequente ascoltare il suo dolce e sommesso miagolio.</p>
<h2>Cura</h2>
<p>Il pelo lucente non necessita di particolari cure. E&#8217; sufficiente passare molto delicatamente su tutto il corpo con un panno morbido di camoscio o una leggera spazzola di crine.</p>
<h2>Varietà di colore</h2>
<p>Il mantello deve essere nero intenso. Nelle cucciolate compaiono a volte gattini simili al Burmese o con altre sfumature. Nei cuccioli può essere presente una leggera sfumatura ruggine che scompare con la crescita. Il colore classico degli occhi è bronzo, ma è permesso anche il giallo-oro.</p>
<h2>Standard</h2>
<p><strong>Categoria: Pelo Corto.</strong><br />
Corporatura: media (maschi fino a 5 kg); l&#8217;aspetto è simile al Burmese, ma con corpo più robusto e testa più arrotondata.<br />
Testa: tonda e grande; muso piuttosto corto con evidente stop tra naso e fronte.<br />
Occhi: rotondi e distanziati.<br />
Orecchie: relativamente piccole, un po&#8217; protese in avanti, larghe alla base e con punte arrotondate.<br />
Arti: lunghi, agili, con cuscinetti neri.<br />
Coda: elegante, abbastanza lunga e priva di irregolarità.<br />
Pelo: corto, molto lucido e appiattito sul corpo; privo di sottopelo.<br />
Difetti: colore poco intenso del mantello o tipo Burmese; tracce di bianco o di altri colori.</p>
</div>
<div></div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.animalieanimali.eu/gatto-bombay/">Gatto Bombay</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.animalieanimali.eu">Il Portale sugli animali - www.animalieanimali.eu</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.animalieanimali.eu/gatto-bombay/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">485</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Gatto Certosino</title>
		<link>https://www.animalieanimali.eu/gatto-certosino/</link>
					<comments>https://www.animalieanimali.eu/gatto-certosino/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Lavanche]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Oct 2012 19:50:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gatti]]></category>
		<category><![CDATA[certosino]]></category>
		<category><![CDATA[gatto]]></category>
		<category><![CDATA[Gatto Certosino (Chartreux)]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.animalieanimali.eu/NUOVOSITO/?p=480</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="145" height="145" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/gatto-certosino-punta-una-preda1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/gatto-certosino-punta-una-preda1-150x150.jpg 150w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/gatto-certosino-punta-una-preda1-300x300.jpg 300w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/gatto-certosino-punta-una-preda1-100x100.jpg 100w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/gatto-certosino-punta-una-preda1-36x36.jpg 36w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/gatto-certosino-punta-una-preda1-115x115.jpg 115w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/gatto-certosino-punta-una-preda1-50x50.jpg 50w" sizes="(max-width: 145px) 100vw, 145px" />Classificazione FIFe e cenni storici Paese d&#8217;origine: Francia. Sull&#8217;origine del Certosino vi sono molte ipotesi. Certa è la presenza di gatti dal pelo grigio-blu sia a Roma che in Francia fin dal XVI secolo. Molti libri scritti nel Settecento riportano il nome Certosino riferito a gatti parigini con questa colorazione. La fonetica del nome rimanda [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.animalieanimali.eu/gatto-certosino/">Gatto Certosino</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.animalieanimali.eu">Il Portale sugli animali - www.animalieanimali.eu</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="145" height="145" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/gatto-certosino-punta-una-preda1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/gatto-certosino-punta-una-preda1-150x150.jpg 150w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/gatto-certosino-punta-una-preda1-300x300.jpg 300w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/gatto-certosino-punta-una-preda1-100x100.jpg 100w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/gatto-certosino-punta-una-preda1-36x36.jpg 36w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/gatto-certosino-punta-una-preda1-115x115.jpg 115w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/gatto-certosino-punta-una-preda1-50x50.jpg 50w" sizes="(max-width: 145px) 100vw, 145px" /><div>
<h2><a href="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/gatto-certosino-punta-una-preda1.jpg" data-rel="lightbox-gallery-06lc1cdC" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-481" title="gatto-certosino" alt="gatto-certosino" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/gatto-certosino-punta-una-preda1-300x224.jpg" width="300" height="224" srcset="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/gatto-certosino-punta-una-preda1-300x224.jpg 300w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/gatto-certosino-punta-una-preda1-180x135.jpg 180w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/gatto-certosino-punta-una-preda1.jpg 494w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Classificazione FIFe e cenni storici</h2>
<p>Paese d&#8217;origine: Francia.</p>
<p>Sull&#8217;origine del Certosino vi sono molte ipotesi. Certa è la presenza di gatti dal pelo grigio-blu sia a Roma che in Francia fin dal XVI secolo. Molti libri scritti nel Settecento riportano il nome Certosino riferito a gatti parigini con questa colorazione.<br />
La fonetica del nome rimanda a una regione isolata e montagnosa della Francia, la Grande Chartreuse. Nell&#8217;XI secolo i monaci Certosini avevano un monastero in quella regione, e si dice che abbiano da sempre allevato questi gatti dal tipico mantello grigio-blu. Questa ipotesi è plausibile, ma non vi è alcuna prova certa. Secondo altri studiosi il nome potrebbe provenire dal fatto che questi gatti erano particolarmente numerosi in vicinanza di una Certosa, come per esempio quella dei giardini del Lussemburgo a Parigi.<br />
Secondo un&#8217;altra ipotesi, il nome deriverebbe da un tipo di lana pregiato importato dalla Spagna nel Settecento: si chiamava &#8220;Pile de Chartreux&#8221; o meglio lana di Certosino. All&#8217;epoca, molti pellettieri facevano commercio di pelle di gatto specialmente di quelle dei gatti che finirono chiamati certosini.<br />
E&#8217; dunque possibile che la pelliccia di questi gatti, utilizzata per le stesse caratteristiche della lana, quali la morbidezza e la sua lanosità, abbia preso il nome &#8220;Chartreux&#8221; , e che da quest&#8217;ultima sia derivato il nome dei gatti (per altre informazioni <a href="http://www.certosinoclub.it/" target="_blank">www.certosinoclub.it</a>).<br />
Oggi questa razza è molto popolare sioprattutto in Francia e Belgio. In Italia I Certosini sono arrivati grazie all&#8217;interessamento del signor Tonelli di Bologna, titolare dell&#8217;allevamento &#8220;Dei Rosacroce&#8221; e fondatore del Club del Gatto Certosino Italia.</p>
<h2>Aspetto generale</h2>
<p>Gatto robusto, dal pelo corto di colore grigio-blu. La razza è a volte confusa con l&#8217;Europeo blu, dal quale si differenzia per alcune caratteristiche fisiche e caratteriali: il suo pelo, molto fine e fitto, per lo spessore del sottopelo è leggermente sollevato, conferendogli un aspetto leggermente lanoso che non hanno mai i gatti europei; le orecchie piazzate più in alto sulla testa e un po&#8217; più alte alla base di quelle dell&#8217;europeo e poco pelose; gli occhi giallo carico color cuoio intenso, mentre il gatto europeo presenta tutta una gamma di differenti colori di occhi; il dimorfismo sessuale è più marcato di quello degli europei, i maschi certosini sono molto più robusti delle femmine, hanno guance più evidenti delle femmine soprattutto quando diventano adulti verso i due o tre anni. Nel passato queste due razze venivano occasionalmente incrociate, mentre oggi tale pratica non è più ammessa. La maggior partebdei Certosini presenta alla nascita leggere tracce di tigratura sul mantello che crescendo scompaiono.</p>
<p><img loading="lazy" alt="Gatto Certosino" src="http://www.agraria.org/gatti/certosino1.jpg" width="600" height="713" /> Gatto Certosino (foto Sara Dioguardi <a href="http://www.difossombrone.it/" target="_blank">www.difossombrone.it</a>)</p>
<h2>Carattere</h2>
<p>Il certosino è un gatto dolce e miagola poco; socievole, di buon carattere e con un temperamento equilibrato e pacifico, è particolarmente adatto come animale da compagnia per persone sole o anziane. Convive bene con altri gatti e con cani. Adatto alle famiglie con bambini, perchè, se disturbato, non graffia ma preferisce rintanarsi in un posto tranquillo. Pur essendo un gatto che si adatta bene alla solitudine, è meglio non lasciarlo solo tutto il giorno. Ama giocare anche se non è attivo come altre razze a pelo corto. E&#8217; raro ascoltare il suo sommesso e discreto miagolio.<br />
Si adatta bene alla vita in casa, ma deve avere abbastanza spazio a disposizione. Ottimo cacciatore di topi.</p>
<h2>Cura</h2>
<p>Necessita di poche cure: è sufficiente spazzolarlo con una spazzola di crine e una passata con una pelle di camoscio una volta alla settimana; durante la muta si consiglia di usare con delicatezza una spazzola o un guanto con i denti di gomma per rimuovere il pelo morto. Se il pelo è sporco si deve usare uno shampoo secco inodore.<br />
Le orecchie devono essere pulite solo se necessario con prodotto specifico. Le unghie possono essere spuntate con apposite forbicine.</p>
<p><img loading="lazy" alt="Gatto Certosino" src="http://www.agraria.org/gatti/certosino.jpg" width="600" height="448" /> Gatto Certosino (foto <a href="http://chartreux.cat.free.fr/" target="_blank">http://chartreux.cat.free.fr</a>)</p>
<h2>Varietà di colore</h2>
<p>Lo standard ammette tutte le tonalità di grigio, dal cenere all&#8217;ardesia, ma il più diffuso è il grigio cenere. Deve essere il più uniforme possibile e non deve presentare striature, disegni o peli bianchi. Il pelo tende ad essere più argenteo sul naso, intorno alle vibrisse, nella parte posteriore delle orecchie e sulla punta delle zampe. Il colore degli occhi va dal bronzo dorato all&#8217;ambra.</p>
<h2>Standard</h2>
<p><strong>Categoria: Pelo Corto.</strong><br />
Corporatura: da media a grande; dall&#8217;aspetto muscoloso e robusto, specialmente nei maschi.<br />
Testa: ampia alla base, cranio ben sviluppato, non bombato, con uno spazio stretto e piatto tra le orecchie; naso largo e diritto non camuso; i maschi adulti hanno mascelle importanti.<br />
Orecchie: media, poco aperte alla base e con punte un po&#8217; arrotondate.<br />
Occhi: grandi e aperti, non troppo arrotondati; angolo esterno leggermente rivolto verso l&#8217;alto.<br />
Arti: piuttosto lunghi, con zampe larghe.<br />
Coda: di media lunghezza, larga alla base, affusolata e con punta arrotondata.<br />
Mantello: ha una pelliccia spessa, lucida con sottopelo lanoso. Il doppio pelo fa sì che il pelo stia ritto e soffice al tatto.<br />
Difetti: presenza di striature, disegni e pile bianchi sul mantello; tracce di verde nel colore degli occhi; naso camuso.</p>
</div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.animalieanimali.eu/gatto-certosino/">Gatto Certosino</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.animalieanimali.eu">Il Portale sugli animali - www.animalieanimali.eu</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.animalieanimali.eu/gatto-certosino/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">480</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Cornish Rex</title>
		<link>https://www.animalieanimali.eu/cornish-rex/</link>
					<comments>https://www.animalieanimali.eu/cornish-rex/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Lavanche]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Oct 2012 19:40:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gatti]]></category>
		<category><![CDATA[Cornish Rex]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.animalieanimali.eu/NUOVOSITO/?p=477</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="145" height="145" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Cornish-Rex-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Cornish-Rex-150x150.jpg 150w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Cornish-Rex-300x300.jpg 300w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Cornish-Rex-100x100.jpg 100w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Cornish-Rex-36x36.jpg 36w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Cornish-Rex-115x115.jpg 115w" sizes="(max-width: 145px) 100vw, 145px" />Classificazione FIFe e cenni storici Paese d&#8217;origine: Gran Bretagna. Questa razza felina inglese deriva da un esemplare, nato in Cornovaglia nel 1950, che presentava un caratteristico mantello riccio, dovuto a una mutazione spontanea. Vista la particolarità, alcuni allevatori inglesi cercarono di stabilizzare il gene responsabile della mutazione e di creare una nuova razza. Nella selezione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.animalieanimali.eu/cornish-rex/">Cornish Rex</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.animalieanimali.eu">Il Portale sugli animali - www.animalieanimali.eu</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="145" height="145" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Cornish-Rex-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Cornish-Rex-150x150.jpg 150w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Cornish-Rex-300x300.jpg 300w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Cornish-Rex-100x100.jpg 100w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Cornish-Rex-36x36.jpg 36w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Cornish-Rex-115x115.jpg 115w" sizes="(max-width: 145px) 100vw, 145px" /><div>
<h2><a href="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Cornish-Rex.jpg" data-rel="lightbox-gallery-TAJcBQZh" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="alignleft size-medium wp-image-478" title="Cornish Rex" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Cornish-Rex-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" srcset="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Cornish-Rex-200x300.jpg 200w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Cornish-Rex-600x900.jpg 600w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Cornish-Rex-682x1024.jpg 682w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Cornish-Rex.jpg 699w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></a>Classificazione FIFe e cenni storici</h2>
<p>Paese d&#8217;origine: Gran Bretagna.</p>
<p>Questa razza felina inglese deriva da un esemplare, nato in Cornovaglia nel 1950, che presentava un caratteristico mantello riccio, dovuto a una mutazione spontanea. Vista la particolarità, alcuni allevatori inglesi cercarono di stabilizzare il gene responsabile della mutazione e di creare una nuova razza. Nella selezione sono stati impiegati gatti comuni, British shorthair, Siamesi e Orientali a pelo corto. Il gene responsabile del caratteristico pelo è lo stesso presente nel German Rex.<br />
Nel corso degli anni si sono sviluppate due varietà leggermente diverse di Cornish Rex: quella europea e quella americana, che differiscono essenzialmente per la costituzione fisica e la forma della testa. Quelli americani sono in genere più piccoli e leggeri di quelli europei, ed hanno le zampe più lunghe e il naso lungo con profilo dritto.</p>
<h2>Aspetto generale</h2>
<p>Le caratteristiche distintive sono il pelo arricciato e l&#8217;indole tranquilla ed affettuosa. Il pelo non è praticamente soggetto a muta e per questo il Cornish Rex è adatto a chi soffre di allergie e a chi detesta i peli sugli abiti e in casa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Carattere</h2>
<p>Molto affettuoso, cerca le attenzioni e le coccole delle persone. Non ama essere lasciato solo in casa. Il Cornish Rex convive bene con altri gatti e con i cani. Grazie al loro carattere tranquillo ed equilibrato, sono adatti alle famiglie con bambini. Sono subito socievoli anche con gli estranei. Intelligenti e curiosi, ama vivere con la gente e ha bisogno del contatto fisico con il suo padrone da cui dipende totalmente. Si adattano bene alla vita in appartamento (meglio mettere a loro disposizione qualche giocattolo e una struttura su cui farsi le unghie). Ha una voce dai toni abbastanza alti, particolarmente insistente durante il periodo del calore.</p>
<h2>Cura</h2>
<p>Come detto sopra, il pelo non è praticamente soggetto a muta. Richiede pochissime cure. Basta spazzolarli una volta alla settimana con una spazzola morbida e pettinarli saltuariamente con un pettine a denti fitti. Una passata sul pelo con una pelle di camoscio lo rende particolarmente lucido e ondulato. Soffre molto il freddo e in inverno ama sdraiarsi vicino a un termosifone. Le orecchie devono essere pulite solo se necessario con prodotto specifico. Le unghie possono essere spuntate con apposite forbicine.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Varietà di colore</h2>
<p>Sono ammesse tutte le colorazioni, compresa quella tipo Siamese (queste varietà vengono chiamate Si-Rex). Più importante è la qualità del pelo rispetto al colore.<br />
I mantelli più diffusi sono il nero e il blu, senza macchie bianche e trigratura. Abbastanza diffusi anche i Tortie e quelli con predominanza di bianco. Il colore degli occhi e verde o giallo, mentre nei Si-Rex devono essere blu.</p>
<h2>Standard</h2>
<p><strong>Categoria: Pelo Corto (Gatti con mantelli particolari).</strong><br />
Corporatura: da piccola a media; buona muscolatura e ossatura leggera; schiena leggermente curva.<br />
Testa: ovale, più lunga che larga; naso e mento allinati di profilo; setto nasale lungo (nel tipo americano il profilo è detto &#8220;romano&#8221;, mentre l&#8217;europeo ha naso dritto). Sopracciglia e vibrisse ondulate.<br />
Orecchie: grandi, alte sul cranio, non troppo vicine.<br />
Occhi: ovali, di medie dimensioni.<br />
Arti: lunghi, con zampe piccole e ovali.<br />
Coda: lunga, sottile e affusolata.<br />
Mantello: corto, sottile e morbido, ondulato e vellutato al tatto. Nei soggetti giovani il pelo è più rado e tende ad ispessirsi con l&#8217;età.<br />
Difetti: presenza di aree povere di pelo e code spelacchiate.</p>
</div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.animalieanimali.eu/cornish-rex/">Cornish Rex</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.animalieanimali.eu">Il Portale sugli animali - www.animalieanimali.eu</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.animalieanimali.eu/cornish-rex/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">477</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Gatto Europeo a pelo corto</title>
		<link>https://www.animalieanimali.eu/gatto-europeo-a-pelo-corto/</link>
					<comments>https://www.animalieanimali.eu/gatto-europeo-a-pelo-corto/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Lavanche]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Oct 2012 19:30:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gatti]]></category>
		<category><![CDATA[Gatto Europeo a pelo corto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.animalieanimali.eu/NUOVOSITO/?p=473</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="145" height="145" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Gatto_europeo3-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Gatto_europeo3-150x150.jpg 150w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Gatto_europeo3-300x300.jpg 300w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Gatto_europeo3-100x100.jpg 100w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Gatto_europeo3-36x36.jpg 36w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Gatto_europeo3-115x115.jpg 115w" sizes="(max-width: 145px) 100vw, 145px" />Classificazione FIFe e cenni storici Paese d&#8217;origine: Europa. Gli antenati del gatto Europeo provenivano probabilmente dal Nord Africa e sono giunti in Europa a bordo delle navi dei mercanti Fenici. E&#8217; il gatto più diffuso ovunque, sia in Europa che in America. Intorno al nome Europeo a pelo corto c&#8217;è stata in passato molta confusione. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.animalieanimali.eu/gatto-europeo-a-pelo-corto/">Gatto Europeo a pelo corto</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.animalieanimali.eu">Il Portale sugli animali - www.animalieanimali.eu</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="145" height="145" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Gatto_europeo3-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Gatto_europeo3-150x150.jpg 150w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Gatto_europeo3-300x300.jpg 300w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Gatto_europeo3-100x100.jpg 100w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Gatto_europeo3-36x36.jpg 36w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Gatto_europeo3-115x115.jpg 115w" sizes="(max-width: 145px) 100vw, 145px" /><div>
<h2><a href="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Gatto_europeo3.jpg" data-rel="lightbox-gallery-WM93c0e9" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="alignleft size-medium wp-image-474" title="Gatto_europeo3" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Gatto_europeo3-300x267.jpg" alt="" width="300" height="267" srcset="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Gatto_europeo3-300x267.jpg 300w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Gatto_europeo3-600x534.jpg 600w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Gatto_europeo3.jpg 952w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Classificazione FIFe e cenni storici</h2>
<p>Paese d&#8217;origine: Europa.</p>
<p>Gli antenati del gatto Europeo provenivano probabilmente dal Nord Africa e sono giunti in Europa a bordo delle navi dei mercanti Fenici. E&#8217; il gatto più diffuso ovunque, sia in Europa che in America.<br />
Intorno al nome Europeo a pelo corto c&#8217;è stata in passato molta confusione. Fino al 1982, c&#8217;erano due differenti razze a pelo corto conosciute come Europeo. Erano l&#8217;Europeo a pelo corto allevato in Gran Bretagna e nel continente (ottenuto incrociando gatti comuni con Persiani a pelo lungo, dal 1982 denominata British Shorthair) e la razza scandinava, selezionata soltanto da gatti comuni. Oggi solo quest&#8217;ultima si può fregiare del nome Europeo a pelo corto.</p>
<h2>Aspetto generale</h2>
<p>Nonostante venga definito &#8220;comune&#8221;, è un animale dalla straordinaria bellezza, resistenza e agilità: è il gatto per eccellenza. Poichè questi gatti hanno un aspetto del tutto simile a quello dei gatti comuni, non sono molto ricercati dagli allevatori, ma lo sono dai veri amanti del gatto. Si riproducono 2-3 volte all&#8217;anno (4-7 cuccioli per parto).</p>
<p><img loading="lazy" src="http://www.agraria.org/gatti/europeon.jpg" alt="Gatto Europeo" width="600" height="563" /> Gatto Europeo nero (foto www.jilt33.com/catz)</p>
<h2>Carattere</h2>
<p>Intelligente, attivo, furbo, ama cacciare i topo. Le femmine sono in genere più affettuose. Il temperamente può essere molto diverso: ci sono Europei che amano farsi coccolare a lungo e altri che sono più indipendenti e grandi cacciatori. Si adattano facilmente sia alla vita in campagna che in città, meglio se con giardino e spazi dove muoversi in libertà. Resiste bene alle basse temperature. Si adatta bene alla convivenza con altri gatti e persino con cani.</p>
<h2>Cura</h2>
<p>Non necessita di particolari cure: basta spazzolarlo una volta alla settimana con una spazzola di setole. Nel periodo della muta è consigliabile una spazzola o un guanto con denti di gomma per rimuovere il pelo morto. Le orecchie devono essere pulite solo se necessario con prodotto specifico. Le unghie possono essere spuntate con apposite forbicine.</p>
<p><img loading="lazy" src="http://www.agraria.org/gatti/europeo.jpg" alt="Gatto Europeo" width="600" height="718" />Gatto Europeo tabby (foto www.jilt33.com/catz)</p>
<h2>Varietà di colore</h2>
<p>Sono ammessi tutti i colori naturali (nero, rosso, bianco, blu e crema, con o senza tigrature o macchie bianche). La colorazione più tipica è il Tabby.<br />
Il colore degli occhi corrisponde al mantello e può variare dal giallo al verde o all&#8217;arancione. Gli occhi possono essere blu o impari solo con mantello bianco.<br />
Non sono ammessi il cioccolato, il lilla e il tipo Siamese.</p>
<h2>Standard</h2>
<p><strong>Categoria: Pelo Corto.</strong><br />
Corporatura: media o grande; corpo muscoloso, con petto ampio e sviluppato.<br />
Testa: relativamente grande, tondeggiante ma non quanto quella del British Shorthair; mascelle ben sviluppate.<br />
Orecchie: medie, di lunghezza pari alla larghezza basale, dritte e piuttosto distanziate.<br />
Occhi: rotondi, di vari colori in base al tipo di mantello.<br />
Arti: robusti, di media lunghezza, con zampe tondeggianti.<br />
Coda: abbastanza grossa alla base con estremità arrotondata.<br />
Mantello: pelo folto, corto, morbido e lucido, appiattito.<br />
Difetti: pelo dritto.</p>
</div>
<div></div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.animalieanimali.eu/gatto-europeo-a-pelo-corto/">Gatto Europeo a pelo corto</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.animalieanimali.eu">Il Portale sugli animali - www.animalieanimali.eu</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.animalieanimali.eu/gatto-europeo-a-pelo-corto/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">473</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Gatto Siamese</title>
		<link>https://www.animalieanimali.eu/gatto-siamese/</link>
					<comments>https://www.animalieanimali.eu/gatto-siamese/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Lavanche]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Oct 2012 22:10:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gatti]]></category>
		<category><![CDATA[Gatto Siamese]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.animalieanimali.eu/NUOVOSITO/?p=467</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="145" height="145" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/GATTO-SIAMESE-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/GATTO-SIAMESE-150x150.jpg 150w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/GATTO-SIAMESE-100x100.jpg 100w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/GATTO-SIAMESE-36x36.jpg 36w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/GATTO-SIAMESE-115x115.jpg 115w" sizes="(max-width: 145px) 100vw, 145px" />Classificazione FIFe e cenni storici Paese d&#8217;origine: Thailandia. Il Siamese è una razza molto diffusa in tutto il Mondo. Antichi documenti (conservati a Bangkok, capitale della Thailandia, un tempo Siam) risalenti al XIV secolo parlano di gatti con caratteristiche riconducibili a quelle del Siamese. I primi Siamesi giunsero in Inghilterra verso la fine del XIX [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.animalieanimali.eu/gatto-siamese/">Gatto Siamese</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.animalieanimali.eu">Il Portale sugli animali - www.animalieanimali.eu</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="145" height="145" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/GATTO-SIAMESE-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/GATTO-SIAMESE-150x150.jpg 150w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/GATTO-SIAMESE-100x100.jpg 100w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/GATTO-SIAMESE-36x36.jpg 36w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/GATTO-SIAMESE-115x115.jpg 115w" sizes="(max-width: 145px) 100vw, 145px" /><div>
<h2><a href="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/GATTO-SIAMESE.jpg" data-rel="lightbox-gallery-4ol3lYIl" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="alignleft size-full wp-image-468" title="GATTO SIAMESE" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/GATTO-SIAMESE.jpg" alt="" width="275" height="183" /></a>Classificazione FIFe e cenni storici</h2>
<p>Paese d&#8217;origine: Thailandia.</p>
<p>Il Siamese è una razza molto diffusa in tutto il Mondo. Antichi documenti (conservati a Bangkok, capitale della Thailandia, un tempo Siam) risalenti al XIV secolo parlano di gatti con caratteristiche riconducibili a quelle del Siamese. I primi Siamesi giunsero in Inghilterra verso la fine del XIX secolo, imbarcati da mercanti inglesi, rimasti affascinati dalla bellezza del mantello, dalla loro corporatura snella e dagli occhi blu. I primi esemplari di Siamese furono per la prima volta a una esposizione solo nel 1881 a Londra, ma lo standard fu più volte rivisto fino ad arrivare all’attuale gatto dal corpo affusolato e snello (ultima modifica dello standard risale agli anni Sessanta). I Siamesi di quell&#8217;epoca erano piuttosto diversi dagli attuali, più robusti e con la testa più tonda. I primi esemplari importati erano focati con il corpo avorio e le estremità colorate molto scure (Seal Point), ma di seguito vennero selezionati anche mantelli con estremità grigie e corpo bianco-grigiastro (Blu Point), estremità marroni e corpo avorio pallido (Chocolate Point) ed estremità rosate e corpo quasi bianco (Lilac Point). Questi 4 colori sono quelli classici del Siamese (comparsi naturalmente senza incroci con altre razze), mentre le altre colorazioni sono state originate da incroci con gatti di altre razze. Negli anni &#8217;90 alcuni allevatori iniziarono a rimpiangere la vecchia razza, tanto che nel 1998 fu riconosciuta una nuova-vecchia razza; nuovo lo Standard così come il nome: <strong>Thai</strong>. Il <strong>Balinese</strong> è la varietà a pelo semi-lungo del Siamese.</p>
<h2>Aspetto generale</h2>
<p>Le caratteristiche distintive del Siamese sono la corporatura snella, il mantello sfumato e i caratteristici occhi color blu. La taglia è media e l&#8217;aspetto è elegante e agile.</p>
<p><img src="http://www.agraria.org/gatti/siamese1.jpg" alt="Gatto Siamese" width="600" /> Femmina Siamese Lilac Tortie Point (foto <a href="http://www.daisychaincats.com/" target="_blank">www.daisychaincats.com</a>)</p>
<h2>Carattere</h2>
<p>Dal carattere forte e volitivo, miagolano spesso per attirare l&#8217;attenzione. Molto socievole, si affeziona in maniera particolare ad una persona della casa e diventa suo fedele compagno. Convivono facilmente con altri gatti e con i cani. Amano essere coccolati e accarezzati per ore. Sono i gatti ideali per chi ha bisogno di compagnia. Sono allegri e giocherelloni e trasformano ogni giocattolo in una preda immaginaria. E&#8217; facile addestrarli a riportare un oggetto e a passeggiare al giunzaglio. Pazienti e quindi adatti a famiglie con bambini.</p>
<h2>Cura</h2>
<p>Grazie al pelo corto, setoso e quasi privo di sottopelo, il Siamese non necessita di particolari cure. Solo nel periodo della muta dovrà essere passato con un panno di camoscio e, se necessario, con un pettine a denti fitti. Le orecchie devono essere pulite solo se necessario con prodotto specifico. Le unghie affilate possono essere spuntate con apposite forbicine.</p>
<p><img src="http://www.agraria.org/gatti/siamese.jpg" alt="Gatto Siamese" width="600" /> Maschio Siamese Chocolate Point (foto <a href="http://www.daisychaincats.com/" target="_blank">www.daisychaincats.com</a>)</p>
<h2>Varietà di colore</h2>
<p>Le quattro principali varietà di colore sono: Blue Point, Chocolate Point, Lilac Point e Seal Point. Le varietà prendono il nome dal colore dominante (che è quello delle estremità). Oltre a queste abbiamo anche i Point Rosso e Crema. Le prime quattro varietà a loro volta possono essere anche Tortie e Tortie Tabby (in genere di sesso femminile). Di recente sono state selezionate anche le varietà Cannella, Fulvo, Smoke, Silver Tabby e Bi o Tricolore. Alla nascita i gattini Siamesi si presentano completamente bianchi e la caratteristica colorazione compare soltanto molti mesi dopo.<br />
Il colore degli occhi è blu. Il colore del corpo è più chiaro di quello delle estremità (ad eccezione del Siamese bianco).</p>
<h2>Standard</h2>
<p><strong>Categoria: Pelo Corto.</strong><br />
Corporatura: media (peso maschi fino a 5 kg, femmine fino a 4 kg); sottile ed elegante; il corpo è flessuoso, lungo, muscoloso e armonioso; naso lungo privo di stop.<br />
Testa: cuneiforme, muso e orecchie formano un triangolo equilatero capovolto; muso allungato.<br />
Orecchie: grandi, larghe alla base, poste diagonalmente ai lati della testa<br />
Occhi: a mandorla e leggermente obliqui, di colore blu intenso.<br />
Arti: lunghe e sottili; quelle posteriori sono più lunghe di quelle anteriori; le zampine sono ovali.<br />
Coda: lunga, sottile e appuntita.<br />
Mantello: corto, sottile e setoso, quasi sprovvisto di sottopelo.<br />
Difetti: presenza sul mantello di ombre scure; presenza di pelo troppo lungo o ruvido; presenza di sottopelo; nodosità sulla coda.</p>
</div>
<div></div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.animalieanimali.eu/gatto-siamese/">Gatto Siamese</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.animalieanimali.eu">Il Portale sugli animali - www.animalieanimali.eu</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.animalieanimali.eu/gatto-siamese/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">467</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Gatto Birmano</title>
		<link>https://www.animalieanimali.eu/gatto-birmano/</link>
					<comments>https://www.animalieanimali.eu/gatto-birmano/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Lavanche]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Oct 2012 22:02:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gatti]]></category>
		<category><![CDATA[Gatto Birmano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.animalieanimali.eu/NUOVOSITO/?p=464</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="145" height="145" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/gatto-birmano-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/gatto-birmano-150x150.jpg 150w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/gatto-birmano-300x300.jpg 300w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/gatto-birmano-100x100.jpg 100w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/gatto-birmano-36x36.jpg 36w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/gatto-birmano-115x115.jpg 115w" sizes="(max-width: 145px) 100vw, 145px" />Classificazione FIFe e cenni storici Paese d&#8217;origine: Myanmar (ex Birmania); Nazionalità: Francia, Gran Bretagna. Classificazione FIFe: / Si narra che il Birmano ( o Sacro di Birmania) discenda da un’antica popolazione di gatti sacri ospitati in un tempio Khmer di Myanmar. Durante un assalto al medesimo tempio, il gran sacerdote, mentre stava in meditazione davanti [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.animalieanimali.eu/gatto-birmano/">Gatto Birmano</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.animalieanimali.eu">Il Portale sugli animali - www.animalieanimali.eu</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="145" height="145" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/gatto-birmano-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/gatto-birmano-150x150.jpg 150w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/gatto-birmano-300x300.jpg 300w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/gatto-birmano-100x100.jpg 100w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/gatto-birmano-36x36.jpg 36w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/gatto-birmano-115x115.jpg 115w" sizes="(max-width: 145px) 100vw, 145px" /><div>
<h2>Classificazione FIFe e cenni storici</h2>
<p>Paese d&#8217;origine: Myanmar (ex Birmania); Nazionalità: Francia, Gran Bretagna.<br />
Classificazione FIFe: /</p>
<p>Si narra che il Birmano ( o Sacro di Birmania) discenda da un’antica popolazione di gatti sacri ospitati in un tempio Khmer di Myanmar. Durante un assalto al medesimo tempio, il gran sacerdote, mentre stava in meditazione davanti alla statua della dea insieme al suo gatto bianco Sinh, venne mortalmente ferito ed il suo fedele gatto Birmano si accucciò sopra di lui rivolgendo lo sguardo alla dea. Mentre ciò accadeva, avvenne una trasformazione: il suo mantello divenne dorato e gli occhi blu zaffiro, quando si voltò verso la porta del tempio le sue zampe, il muso e le orecchie si tinsero di colore scuro della terra, ad eccezione delle zampe ancora appoggiate sul padrone morente le quali rimasero bianche candide in segno di purezza. Guidati dallo sguardo del gatto rivolto alle pesanti porte di bronzo del tempio, i monaci si precipitarono a chiuderle, salvandosi così dal saccheggio e dalla distruzione. Nello stesso tempo anche gli altri gatti del tempio subirono la stessa trasformazione trasmettendola ai loro discendenti. Sinh non abbandonò il suo padrone, e morì sette giorni dopo di lui. Quando i monaci si riunirono per eleggere il nuovo successore del Gran sacerdote videro accorrere tutti i gatti del tempio. Da ciò deriva il nome della razza, Gatto Sacro di Birmania. I primi esemplari comparsi in Europa furono una coppia giunti in Francia nel 1918. In segno di riconoscimento a un signore francese, i monaci Kittahs gli inviarono due dei preziosi e rari gatti Birmani, da loro stessi allevati e ritenuti sacri. Il maschio morì durante il viaggio, mentre la femmina, partita dal tempio già gravida partorì a Nizza la sua cucciolata, da cui ebbe origine l&#8217;intera razza. Dopo l&#8217;ultima guerra mondiale la razza fu vicina all&#8217;estinzione, in tutto il mondo rimasero solo due coppie, e da queste si partì per ottenere il riconoscimento ufficiale, ottenuto nel 1966.</p>
<h2>Aspetto generale</h2>
<p>Il Birmano è un gatto di medie dimensioni, di ossatura robusta col corpo leggermente allungato. I maschi sono generalmente più grandi ed hanno la zona della gorgiera più possente e la testa più massiccia rispetto alle femmine. La gorgiera è meno evidente in estate e in giovane età. Ha un portamento elegante e due magnetici occhi blu zaffiro. Di aspetto imponente, col suo lungo pelo, si aggiunge un tocco di classe con le zampe guantate di un colore bianco candido. Il netto contrasto tra le estremità scure e il corpo chiaro lo legano al Siamese. In sintonia con l&#8217;aspetto maestoso, il Gatto Sacro di Birmania ha un carattere mite e tranquillo.<br />
Rispetto ai gatti a pelo lungo, esso matura presto e le femmine spesso vanno in calore a sette mesi d&#8217;età. Il suo mantello è più setoso al tatto rispetto quello del Persiano, ma è rispettivamente meno folto. A causa della mancanza di un folto sottopelo soffre il freddo, bisogna stare attenti quindi alle temperature rigide e alle correnti d&#8217;aria. Ha una forte e spiccata personalità. Ama parlare più che con la voce con gli occhi, gli sguardi e con tutto il suo corpo. In alcune linee tendono a manifestarsi forme di debolezza degli arti posteriori o di ostruzione nasale, che obbliga l&#8217;animale a respirare con la bocca.</p>
<h2>Carattere</h2>
<p>Curioso e affettuoso, alla apparenza distaccato, quasi fosse pienamente consapevole delle sue origini mistiche. Ha un temperamento attivo e reattivo, è un gatto poco vocale, con un miagolio flebile. Molto socievole e raramente aggressivo. Ama la tranquillità e la quiete e non sopporta confusione. Per questo tollera poco la compagnia di bambini vivaci e di altri animali, si comporta con molta riservatezza con gli estranei. Adatto alla vita di appartamento, ma può essere lasciato libero di uscire in giardino, dove si divertirà ad arrampicarsi su alberi, senza alcun rischio di rovinare il mantello.<br />
Sopporta alcune ore di solitudine, ma in caso di assenze prolungate è preferibile garantirgli la compagnia di un suo simile. I gattini sono molto attivi ed esuberanti, amano giocare fino allo sfinimento, comportamento questo che avranno anche da adulti. I maschi adulti tendono a ricercare la compagnia dell&#8217;uomo più dei loro simili di sesso femminile. A differenza di altri gatti, è molto attaccato al suo padrone, lo amano, lo seguono, lo cercano continuamente. Hanno bisogno delle sue attenzioni e della sua compagnia. Non è adatto a persone che cercano un gatto &#8220;soprammobile&#8221;, ma è l&#8217;ideale per quelli che vogliono trovare in un gatto un amico, da vivere a pieno, un compagno con cui dialogare e giocare.</p>
<p><img loading="lazy" src="http://www.agraria.org/gatti/birmano_bluepoint_f.jpg" alt="Gatto Birmano" width="600" height="441" /> Femmina di Birmano Blue point (foto <a href="http://www.birmani.com/" target="_blank">www.birmani.com</a>)</p>
<h2>Cura</h2>
<p>Nonostante abbia un pelo lungo e sottile, la pelliccia setosa si toeletta facilmente perché dotato di poco sottopelo. Una o due spazzolate settimanali sono sufficienti per mantenerlo in forma. Durante il periodo di muta le spazzolate devono essere più frequenti, almeno una volta al giorno, agendo sia nel verso del pelo che contropelo, ma comunque i nodi sono rari.<br />
Il pelo del Birmano è molto fine per cui è necessario non essere troppo energetici per evitare di strapparlo, le spazzolate lenti e ritmiche diventano in questo modo un momento di relax.<br />
I guanti bianchi devono essere  sempre mantenuti puliti e privi di macchie lavandoli regolarmente,  asciugandoli con attenzione e applicando del borotalco, in secondo tempo strofinare il pelo con una spazzola, in modo da lasciare le parti bianche  perfettamente pulite e senza macchie.</p>
<p><img loading="lazy" src="http://www.agraria.org/gatti/birmano_sealpoint8mesi.jpg" alt="Gatto Birmano" width="600" height="471" /> Birmano Seal point a otto mesi &#8211; Maschio di Birmano Red point (foto <a href="http://www.birmans.it/" target="_blank">www.birmans.it</a>)</p>
<p><img loading="lazy" src="http://www.agraria.org/gatti/birmano_bluepoint_cucciolo.jpg" alt="Gatto Birmano" width="600" height="470" /> Cucciolo di Birmano Blue point (foto <a href="http://www.birmans.it/" target="_blank">www.birmans.it</a>)</p>
<h2>Varietà di colore</h2>
<p>Può presentarsi nelle tonalità: Seal point (un marrone molto scuro), Blu point, Chocolate point, Lilac point (un marrone chiaro), Red point e Cream point. Oltre ai colori puri del mantello esistono le varianti: Tabby point, una lieve striatura che si fonde al colore base, che può essere Seal, Blu, Chocolate, Lilac, Red o Cream point; Tortie point, una maculatura generale del mantello incrociata con il colore Red, il colore di base può essere Seal, Blu, Chocolate o Lilac point; Torie Tabby point, caratteristica che si ottiene con l&#8217;unione delle due varietà precedenti, avendo come colore di base il Seal, Blu, Chocolate o Lilac point. Quando i gatti sono ancora cuccioli il colore e la maschera sul muso sono molto tenui. Crescendo la pigmentatura diviene molto evidente e la maschera copre praticamente tutto il muso e le parti interessate.</p>
<h2>Standard</h2>
<p><strong>Categoria: si può presentare a Pelo lungo o Semilungo</strong>.<br />
Corporatura: di media struttura.<br />
Corpo: Lievemente allungato e robusto, di tipo Stocky. I maschi devono essere più massicci delle femmine. Il colore del corpo, e del ventre è guscio d&#8217;uovo molto pallido; il dorso è beige dorato in tutte le varietà esistenti.<br />
Mantello: è setoso, morbido, lungo o semilungo con poco sottopelo. Il pelo è corto sul muso, si allunga gradualmente sulle guance e diventa lungo e folto formando la tipica gorgiera, sul dorso e sui fianchi rimane lungo, sulle zampe si accorcia leggermente ed infine tra i polpastrelli si formano dei ciuffi di pelo più lungo. Si presenta lievemente riccio sullo stomaco.<br />
Testa: cranio forte, vasto ed arrotondato. La testa ha una forma data da una ossatura piuttosto robusta, la fronte è leggermente arrotondata, le guance sono piene. Presenta un leggero stop, ed ha un profilo leggermente arrotondato. La maschera che presenta sul muso fa parte dei points colorati del Birmano, essa incornicia occhi, guance e bocca, al centro il tartufo. Ha forma romboidale ed è nettamente staccata dai points delle orecchie.<br />
Occhi: di forma non troppo arrotondata, leggermente ovale, di color Blu zaffiro intenso.<br />
Naso: proporzionato alla testa, di lunghezza media. Nel profilo è di tipo romano. Esso comincia appena sotto gli occhi.<br />
Orecchie: di media grandezza, poste leggermente inclinate e rivolte in avanti, ben distanziate. Le punte sono arrotondate.<br />
Mento: vigoroso, forte e ben sviluppato. Con la mascella più bassa forma una linea perpendicolare con il labbro superiore.<br />
Arti: robusti e corti.<br />
Piedi: grandi e rotondi. I polpastrelli solitamente sono di color rosa. La caratteristica di questa razza è il guantaggio, ossia le dita di tutte le zampe hanno la pelliccia di colore bianco candido. Il bianco, nei piedi anteriori si deve arrestare superiormente all&#8217;articolazione ed inferiormente nella zona tra le dita e il metacarpo. Il bianco può essere leggermente più alto nelle zampe posteriori. Nella fascia plantare delle zampe posteriori i guanti terminano a punta. I guanti devono essere di uguale lunghezza e simmetrici. Nella fascia plantare delle zampe posteriori i guanti terminano a punta.<br />
Coda: di media lunghezza, la forma è a pennacchio. Solitamente viene tenuta verso l&#8217;alto, ondeggiando ad ogni passo. Il pelo è molto folto ma non si annoda. La coda ha punta arrotondata.<br />
<strong>Penalità:</strong> aree bianche che non si estendono sulle parti anteriori dei piedi secondo una linea uniforme; assenza di guanti bianchi su qualsiasi piede; ombreggiatura bianca sul ventre e sul petto; zone di color bianco puro alle estremità, eccetto i piedi; testa assomigliate al Siamese o al Persiano; occhi strabici; numero errato di points; presenza di macchie sul corpo; fragile struttura ossea; guantaggio fuori standard.</p>
<p>a cura di Sara Dioguardi &#8211; <a href="http://www.difossombrone.it/" target="_blank">www.difossombrone.it</a><br />
Si ringrazia Claudia Zaino di <a href="http://www.sacrodibirmania.com/" target="_blank">www.sacrodibirmania.com</a></p>
</div>
<div></div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.animalieanimali.eu/gatto-birmano/">Gatto Birmano</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.animalieanimali.eu">Il Portale sugli animali - www.animalieanimali.eu</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.animalieanimali.eu/gatto-birmano/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">464</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Gatto Norvegese delle Foreste</title>
		<link>https://www.animalieanimali.eu/gatto-norvegese-delle-foreste/</link>
					<comments>https://www.animalieanimali.eu/gatto-norvegese-delle-foreste/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Lavanche]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Oct 2012 21:58:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gatti]]></category>
		<category><![CDATA[Gatto Norvegese delle Foreste]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.animalieanimali.eu/NUOVOSITO/?p=461</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="145" height="145" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/gatto-norvegese-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/gatto-norvegese-150x150.jpg 150w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/gatto-norvegese-300x300.jpg 300w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/gatto-norvegese-100x100.jpg 100w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/gatto-norvegese-36x36.jpg 36w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/gatto-norvegese-115x115.jpg 115w" sizes="(max-width: 145px) 100vw, 145px" />Classificazione FIFe e cenni storici Paese d&#8217;origine: Norvegia. Si suppone che gli antenati del Norvegese delle Foreste (il nome in norvegese è Nork Skaukatt) siano esemplari a pelo lungo trovati in Turchia o altrove (probabilmente simili a quelli che oggi chiamiamo Angora Turco) e portati in Scandinavia da navigatori vichinghi, intorno al IX secolo d.C. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.animalieanimali.eu/gatto-norvegese-delle-foreste/">Gatto Norvegese delle Foreste</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.animalieanimali.eu">Il Portale sugli animali - www.animalieanimali.eu</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="145" height="145" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/gatto-norvegese-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/gatto-norvegese-150x150.jpg 150w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/gatto-norvegese-300x300.jpg 300w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/gatto-norvegese-100x100.jpg 100w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/gatto-norvegese-36x36.jpg 36w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/gatto-norvegese-115x115.jpg 115w" sizes="(max-width: 145px) 100vw, 145px" /><div>
<h2><a href="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/gatto-norvegese.jpg" data-rel="lightbox-gallery-38zDtp72" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="alignleft size-medium wp-image-462" title="gatto norvegese" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/gatto-norvegese-300x273.jpg" alt="" width="300" height="273" srcset="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/gatto-norvegese-300x273.jpg 300w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/gatto-norvegese.jpg 431w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Classificazione FIFe e cenni storici</h2>
<p>Paese d&#8217;origine: Norvegia.</p>
<p>Si suppone che gli antenati del Norvegese delle Foreste (il nome in norvegese è Nork Skaukatt) siano esemplari a pelo lungo trovati in Turchia o altrove (probabilmente simili a quelli che oggi chiamiamo Angora Turco) e portati in Scandinavia da navigatori vichinghi, intorno al IX secolo d.C.<br />
Molti documenti attestano che gatti a pelo lungo e con folta coda frangiata vivevano nelle foreste norvegesi da tempo immemorabile: si trattava probabilmente degli antenati degli attuali Norvegesi delle Foreste. Avvicinati dall&#8217;uomo, sono diventati frequentatori abituali delle fattorie, dove si resero utili nella caccia ai topi e agli altri animali molesti. La prima presentazione ufficiale a una mostra felina risale al 1912. Successivamente è stato svolto un lungo lavoro di selezione per stabilizzare lo standard di razza. Il Norvegese delle Foreste è stato riconosciuto a livello internazionale nel 1977. Oggi viene allevato in molti paesi, ma molti esemplari vivono ancora allo stato selvatico.</p>
<h2>Aspetto generale</h2>
<p>L&#8217;aspetto è molto simile al Maine Coon, dal quale si differenzia fondamentalmente per la forma della testa: nel Maine è più lunga, con il muso squadrato e profilo leggermente ricurvo, mentre quella del Norvegese è più triangolare e con il naso dritto. Inoltre il pelo è tendenzialmente più ispido e grasso rispetto a quello del Maine. Il pelo è impermeabile e adatto a sopportare le temperature rigide del Paese di origine. Anche da piccoli presentano pelo lungo, anche se ci vogliono almeno due anni perchè raggiunga il suo aspetto migliore; lo sviluppo completo del gatto si raggiunge a tre anni.</p>
<h2>Carattere</h2>
<p>Rispetto al Maine è meno mansueto. L&#8217;indole è comunque socievole e pacifica, anche se all&#8217;occorrenza sa essere vivace e attivo. Sa adattarsi bene anche alla vita domestica ma è necessario dargli la possibilità di sfogare in qualche modo le energie. Amano molto arrampicarsi e giocare (specie con topini finti, in mancanza di quelli veri) fino a tarda età. Intelligenti e affettuosi sia con gli adulti che con i bambini, creano un legame particolare con un membro della famiglia. Amano le coccole e le carezze, anche se meno rispetto ad altre razze a pelo lungo o semi-lungo. Raramente danno problemi di convivenza con il cane. Dato lo spiccato istinto territoriale, sono difficili le convivenze tra maschi; tali problemi non si hanno con soggetti sterilizzati e con femmine, purché sia adeguato lo spazio a disposizione. Sono gatti estremamente curiosi.</p>
<h2>Cura</h2>
<p>Il pelo, grasso e idrorepellente, del Norvegese delle Foreste ha bisogno di pochissime cure. E&#8217; sufficiente una pulizia una volta al mese e una passata con pettine di materiale naturale a denti larghi, evitando di danneggiare il delicato sottopelo. Durante la breve ma intensa muta, il Norvegese delle Foreste si presente simile a un gatto a pelo corto con coda vistosamente pelosa. In questo periodo (primavera) è necessario pettinarlo spesso, per evitare che, leccandosi, ne possa ingerire una grande quantità. Il lavaggio con acqua è sconsigliato. Le orecchie devono essere pulite solo al bisogno, con prodotto appositamente formulato: dopo aver applicato poche gocce e aver massaggiato delicatamente il padiglione auricolare, rimuovere il prodotto con un panno umido.</p>
<p><img loading="lazy" src="http://www.agraria.org/gatti/norvegesedelleforestef1.jpg" alt="Gatto Norvegese delle foreste" width="600" height="474" /> Gatto Norvegese delle Foreste (foto <a href="http://www.agraria.org/" target="_blank">www.agraria.org</a>)</p>
<h2>Varietà di colore</h2>
<p>Sono allevati solo nei colori naturali, mentre non sono riconosciuti i colori ottenuti da ibridazione (cioè quelli che derivano dal fattore himalayano, tipico del Siamese e del Birmano, il lilla, il cannella e il cioccolato. Il colore del mantello e la sua distribuzione non sono considerati parametri importanti, a differenza della costituzione robusta e della qualità del pelo.<br />
I mantelli più diffusi sono il tabby classico nero e il tabby striato, con o senza macchie bianche. Il colore degli occhi varia dal verde al giallo, al bronzo; rari gli esemplari con occhi blu e impari.</p>
<p><img loading="lazy" src="http://www.agraria.org/gatti/norvegesedelleforeste.JPG" alt="Gatto Norvegese delle foreste" width="600" height="388" /> Gatto Norvegese delle Foreste (foto <a href="http://www.agraria.org/" target="_blank">www.agraria.org</a>)</p>
<h2>Standard</h2>
<p><strong>Categoria: Pelo Semi Lungo.</strong><br />
Corporatura: grande, con corpo piuttosto lungo, robusto, con struttura ossea solida; i maschi devono essere più imponenti delle femmine.<br />
Testa: triangolare, di buona altezza quando vista di profilo; mento forte; naso dritto e senza stop.<br />
Orecchie: grandi, larghe alla base e piazzate alte e aperte, con punta ornata da ciuffetti di peli, come quelli della lince, e altri lunghi peli che spuntano dal padiglione auricolare.<br />
Occhi: a mandorla, leggermente obliqui, vivaci ed espressivi.<br />
Zampe: robuste, alte, quelle posteriori devono essere ben dritte, mentre quelle posteriori possono anche essere leggermente divaricate; quelle posteriori sono più lunghe delle anteriori.<br />
Piedi: grandi, arrotondati e proporzionati alle zampe.<br />
Coda: lunga e folta; distesa arriva almeno alle scapole.<br />
Pelo: semilungo; il sottopelo lanoso è ricoperto da un pelo di copertura lucido e idrorepellente che è formato da peli lunghi, grossi e lucidi che coprono la schiena e i fianchi; tranne che nel periodo estivo, il gatto deve avere gorgiera e fianchi adornati da una lunga pelliccia. I maschi presentano un mantello più sontuoso delle femmine.<br />
Difetti: dimensioni ridotte e struttura sottile; testa rotonda o quadrata; orecchie piccole, poste troppo basse o troppo vicine; zampe corte, sottili; coda corta; pelo arido o infeltrito.</p>
</div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.animalieanimali.eu/gatto-norvegese-delle-foreste/">Gatto Norvegese delle Foreste</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.animalieanimali.eu">Il Portale sugli animali - www.animalieanimali.eu</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.animalieanimali.eu/gatto-norvegese-delle-foreste/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">461</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Gatto Siberiano delle foreste</title>
		<link>https://www.animalieanimali.eu/gatto-siberiano-delle-foreste/</link>
					<comments>https://www.animalieanimali.eu/gatto-siberiano-delle-foreste/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Lavanche]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Oct 2012 21:53:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gatti]]></category>
		<category><![CDATA[Gatto Siberiano delle foreste]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.animalieanimali.eu/NUOVOSITO/?p=455</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="145" height="145" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/gatto-siberiano-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/gatto-siberiano-150x150.jpg 150w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/gatto-siberiano-300x300.jpg 300w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/gatto-siberiano-100x100.jpg 100w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/gatto-siberiano-36x36.jpg 36w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/gatto-siberiano-115x115.jpg 115w" sizes="(max-width: 145px) 100vw, 145px" />Classificazione FIFe e cenni storici Paese d&#8217;origine: Russia. Dai Monti Urali si sono poi spostati verso la Siberia. L’antico gatto Siberiano viveva nelle foreste ed è per questo motivo che molti conoscono questa razza come Gatto Siberiano delle Foreste. Era un gatto selvatico con una forte predisposizione per la caccia. Il moderno gatto Siberiano nato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.animalieanimali.eu/gatto-siberiano-delle-foreste/">Gatto Siberiano delle foreste</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.animalieanimali.eu">Il Portale sugli animali - www.animalieanimali.eu</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="145" height="145" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/gatto-siberiano-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/gatto-siberiano-150x150.jpg 150w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/gatto-siberiano-300x300.jpg 300w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/gatto-siberiano-100x100.jpg 100w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/gatto-siberiano-36x36.jpg 36w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/gatto-siberiano-115x115.jpg 115w" sizes="(max-width: 145px) 100vw, 145px" /><div>
<h2><a href="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/gatto-siberiano.jpg" data-rel="lightbox-gallery-A3Yio0CL" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="alignleft size-medium wp-image-456" title="gatto siberiano" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/gatto-siberiano-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/gatto-siberiano-300x225.jpg 300w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/gatto-siberiano-180x135.jpg 180w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/gatto-siberiano.jpg 400w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Classificazione FIFe e cenni storici</h2>
<p>Paese d&#8217;origine: Russia.</p>
<p>Dai Monti Urali si sono poi spostati verso la Siberia. L’antico gatto Siberiano viveva nelle foreste ed è per questo motivo che molti conoscono questa razza come Gatto Siberiano delle Foreste. Era un gatto selvatico con una forte predisposizione per la caccia. Il moderno gatto Siberiano nato in famiglia è però molto affettuoso con tutti, in particolare con i bambini con i quali si diverte a giocare. E’ una razza ancora rara in molti paesi, i primi allevatori si stano diffondendo in Italia, Germania e America ma attualmente sono ancora pochi. La prima gatta importata in Italia è stata Quendalina Romanova.</p>
<h2>Aspetto generale</h2>
<p>Gatto dalle enormi dimensioni e per questo ha una forte somiglianza con il leone soprattutto nei mesi invernali, cioè quando si infoltisce il sottopelo e si forma una spettacolare gorgiera. Ha un aspetto possente e robusto ma allo stesso molto agile. Per la nulla produzione della proteina &#8220;fel d1&#8221; ritenuta responsabile dell’allergia al gatto è considerata una razza ANALLERGICO. La coda folta e arrotondata si libra nell’aria con maestà.</p>
<h2>Carattere</h2>
<p>In famiglia è socievole e affettuoso sia con i padroni sia con gli ospiti ma mai troppo invadente. Familiarizza molto velocemente anche con altri gatti o animali. Accoglie il padrone al suo rientro a casa con un piacevole miagolio. E’ sempre molto curioso ed attento a ciò che lo circonda e se qualcosa lo disturba al massimo si allontana con discrezione.</p>
<p><img loading="lazy" src="http://www.agraria.org/gatti/siberiano1.jpg" alt="Gatto Siberiano delle foreste" width="600" height="416" /> Siberiano delle foreste (foto <a href="http://www.du-palais-d-hiver.de/" target="_blank">www.du-palais-d-hiver.de</a>)</p>
<h2>Cura</h2>
<p>La presenza di un olio non untuoso sul pelo del gatto fa in modo che non si formino nodi, non infeltrisce e quindi non necessita di continue cure o spazzolate.</p>
<p><img loading="lazy" src="http://www.agraria.org/gatti/siberiano.jpg" alt="Gatta Siberiana" width="600" height="550" /> Gatta Siberiana delle foreste a otto mesi (foto <a href="http://www.gattosiberiano.eu/" target="_blank">www.gattosiberiano.eu</a>)</p>
<p><img loading="lazy" src="http://www.agraria.org/gatti/siberiano2.jpg" alt="Gatta Siberiana" width="600" height="449" /> Gatta Siberiana delle foreste Seal Tortie Tabby (foto <a href="http://www.gattosiberiano.eu/" target="_blank">www.gattosiberiano.eu</a>)</p>
<h2>Varietà di colore</h2>
<p>Tutte le sfumature dei colori solidi seal (nero) e red (rosso) e dei rispettivi diluiti blue (grigio) e cream (crema) sono accettate. Lo standard non prevede le colorazioni lilac (lilla) e chocolate (marrone). Una colorazione molto particolare e tipica solo delle femmine è il tortie (presenza contemporanea di seal e red da cui SEAL TORTIE oppure di blue e cream da cui BLUE TORTIE). La presenza contemporanea di due colori sul mantello è dovuto ad un fattore puramente genetico in quanto soltanto le gatte acquistano due cromosomi X da entrambi i genitori mentre il maschio riceve una X ed una Y.</p>
<h2>Standard</h2>
<p><strong>Categoria: Pelo Semilungo.</strong><br />
Testa leggermente più lunga che larga, lievemente arrotondata;<br />
Zigomi ben sviluppati;<br />
Naso largo di media lunghezza che nel profilo mostra una lieve rientranza;<br />
Orecchie di media grandezza, distanziate e larghe alla base, arrotondate in punta e dei ciuffi di pelo che escono dall&#8217;interno come quelle delle linci;<br />
Grandi occhi obliqui, distanti e leggermente ovali possono essere di qualunque colore anche se preferibilmente verdi;<br />
Corpo muscoloso (incluso il collo) a figura rettangolare;<br />
Torace largo;<br />
Zampe di media altezza, grosse e robuste;<br />
Piedi rotondi con ciuffi di pelo che spuntano tra le dita;<br />
La coda è spessa, arrotondata, grossa alla base e a decrescere verso la punta;<br />
Pelo semilungo, ben sviluppato, molto denso;<br />
Sottopelo che nelle stagioni invernali si infoltisce;<br />
Pelo superiore idrorepellente.<br />
<strong>Penalità: </strong><br />
&#8211; orecchie troppo grosse o troppo piccole<br />
&#8211; occhi rotondi e non leggermente obliqui<br />
&#8211; occhi di colore impari<br />
&#8211; mancanza di ciuffi che fuoriescono dalle orecchie o tra le dita<br />
&#8211; pelo troppo schiacciato<br />
&#8211; mantello troppo setoso<br />
&#8211; zampe troppo esili<br />
&#8211; coda troppo corta o troppo lunga<br />
&#8211; gatto troppo magro</p>
<p>Testi ed alcune foto gentilmente concesse da Matis Roberta – <a href="http://www.gattosiberiano.eu/" target="_blank">www.gattosiberiano.eu</a></p>
</div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.animalieanimali.eu/gatto-siberiano-delle-foreste/">Gatto Siberiano delle foreste</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.animalieanimali.eu">Il Portale sugli animali - www.animalieanimali.eu</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.animalieanimali.eu/gatto-siberiano-delle-foreste/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">455</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
