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	<title>Roditori &#8211; Il Portale sugli animali &#8211; www.animalieanimali.eu</title>
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	<description>Portale animali su Cani, Gatti, animali da fattoria, uccelli e animali selvatici</description>
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		<title>Brambilla chiede il carcere per chi mangia conigli: ‘Diventino animali da compagnia’</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federico Lavanche]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2015 06:13:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali da Compagnia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="225" height="145" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2015/03/brambilla-225x145.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2015/03/brambilla-225x145.jpg 225w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2015/03/brambilla-100x65.jpg 100w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" />La proposta di legge della deputata forzista prevede da 4 mesi a 2 anni di condanna e multe da mille a 5mila euro per chiunque &#8220;allevi, esporti, importi, sfrutti economicamente i conigli a fine di macellazione e commercializzazione della carne&#8221; Michela Vittoria Brambilla ha proposto una legge per riconoscere al coniglio lo status di animale [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="225" height="145" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2015/03/brambilla-225x145.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2015/03/brambilla-225x145.jpg 225w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2015/03/brambilla-100x65.jpg 100w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /><h4><a href="https://www.animalieanimali.eu/altri-animali-da-compagnia/roditori/brambilla-chiede-il-carcere-per-chi-mangia-conigli-diventino-animali-da-compagnia/attachment/brambilla/" rel="attachment wp-att-1990"><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-1990" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2015/03/brambilla.jpg" alt="brambilla" width="675" height="275" srcset="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2015/03/brambilla.jpg 675w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2015/03/brambilla-600x244.jpg 600w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2015/03/brambilla-300x122.jpg 300w" sizes="(max-width: 675px) 100vw, 675px" /></a></h4>
<h4><em>La proposta di legge della deputata forzista prevede da 4 mesi a 2 anni di condanna e multe da mille a 5mila euro per chiunque &#8220;allevi, esporti, importi, sfrutti economicamente i conigli a fine di macellazione e commercializzazione della carne&#8221;</em></h4>
<p><strong>Michela Vittoria Brambilla</strong> ha proposto una legge per riconoscere al <strong>coniglio</strong> lo status di animale da affezione. Niente più coniglio in padella, o al forno con le patate, ma in casa con i padroni: le statistiche rivelano infatti che l’animaletto è al terzo posto dopo cani e gatti, come animale domestico scelto dagli italiani. “I conigli – ha dichiarato la Brambilla -meritano le stesse tutele di tutti gli altri animali che vivono nelle nostre case o che comunque sono inseriti nel contesto familiare”. Di conseguenza la carne e la pelliccia dell’animale non potranno più essere commercializzati. La proposta della deputata forzista si affianca alla petizione promossa dalla<strong> Federazione italiana diritti degli animali</strong> e <strong>l’Associazione Aaeconigli</strong>, che ha raccolto più di 10mila firme, e introduce un regime sanzionatorio da <strong>quattro mesi</strong> a <strong>due anni di carcere</strong>, e una multa da <strong>1.000</strong> a <strong>5.000 euro</strong> per animale, per chiunque “allevi, esporti, importi, sfrutti economicamente o detenga, trasporti, ceda o riceva a qualunque titolo conigli al fine della macellazione, o commercializzi le loro carni”.</p>
<p>Si introdurrebbe anche il controllo demografico sulla popolazione attraverso il <strong>microchip</strong> e l’istituzione di <strong>un’anagrafe</strong> tenuta dalle aziende sanitarie locali, in cui far confluire la sigla di riconoscimento di ogni coniglio domestico. Le infrazioni, in questo caso, verranno sanzionate con <strong>75 euro</strong> per chi non iscrive il proprio coniglio all’anagrafe e <strong>50</strong> per chi lo iscrive senza dotarlo di microchip. Bisognerà anche garantire un habitat adeguato alla creatura, che necessita di una <strong>gabbia</strong> di almeno un metro per 70 o un metro e 20 per 50, con un nascondiglio, del cibo, il beverino, una cassetta igienica e dei tubi in cui entrare. Per almeno tre o quattro ore al giorno, poi, il coniglio deve poter andare in giro, camminare, esplorare, avere compagnia. Se ha una stanza tutta per sé è senza dubbio una buona cosa, ma non può rimanervi rinchiuso, dicono gli esperti, perché ha bisogno di comunicare con gli altri esseri viventi.</p>
<p>fonte: ilfattoquotidiano.it</p>
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		<title>Scoiattolo grigio: 2 milioni di euro per sterminare il «clandestino»</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federico Lavanche]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Nov 2012 15:13:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Roditori]]></category>
		<category><![CDATA[scoiattolo grigio e rosso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="145" height="145" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/11/scoiattolo-grigio-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/11/scoiattolo-grigio-150x150.jpg 150w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/11/scoiattolo-grigio-300x300.jpg 300w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/11/scoiattolo-grigio-100x100.jpg 100w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/11/scoiattolo-grigio-80x80.jpg 80w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/11/scoiattolo-grigio-145x145.jpg 145w" sizes="(max-width: 145px) 100vw, 145px" />Per salvare quello rosso europeo. Gli esperti: «Così restano i più forti: combattere importazione e commercio» MILANO &#8211; Gli converrebbe tingersi il manto di rosso. In caso contrario, lo scoiattolo grigio farà una brutta fine. È stato approvato pochi giorni fa un piano che prevede lo sterminio dello Sciurus carolinensis, lo scoiattolo grigio. I metodi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="145" height="145" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/11/scoiattolo-grigio-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/11/scoiattolo-grigio-150x150.jpg 150w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/11/scoiattolo-grigio-300x300.jpg 300w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/11/scoiattolo-grigio-100x100.jpg 100w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/11/scoiattolo-grigio-80x80.jpg 80w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/11/scoiattolo-grigio-145x145.jpg 145w" sizes="(max-width: 145px) 100vw, 145px" /><h3><a href="https://www.animalieanimali.eu/scoiattolo-grigio-2-milioni-di-euro-per-sterminare-il-clandestino/scoiattolo-grigio/" rel="attachment wp-att-821"><img loading="lazy" class="alignleft size-medium wp-image-821" title="scoiattolo grigio" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/11/scoiattolo-grigio-300x279.jpg" alt="" width="300" height="279" srcset="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/11/scoiattolo-grigio-300x279.jpg 300w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/11/scoiattolo-grigio.jpg 491w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Per salvare quello rosso europeo. Gli esperti: «Così restano i più forti: combattere importazione e commercio»</h3>
<p>MILANO &#8211; Gli converrebbe tingersi il manto di rosso. In caso contrario, lo scoiattolo grigio farà una brutta fine. È stato approvato pochi giorni fa un piano che prevede lo sterminio dello <em>Sciurus carolinensis</em>, lo scoiattolo grigio. I metodi previsti per l’eliminazione sono da film horror: avvelenamento con topicidi, inalazione di gas, rottura del collo.</p>
<p>Piano contro lo scoiattolo grigio</p>
<p><a href="http://www.corriere.it/gallery/ambiente/08-2012/scoiattoli/1/piano-contro-scoiattolo-grigio_fb5c0fb4-dd4b-11e1-8e26-e42262e88c3e.shtml"> <img loading="lazy" title="Piano contro lo scoiattolo grigio" src="http://images.corriere.it/gallery/Ambiente/2012/08_Agosto/scoiattoli/1/img_1/sco_02_672-458_resize--75x60.jpg" alt="Piano contro lo scoiattolo grigio" width="75" height="60" border="0" /></a>    <a href="http://www.corriere.it/gallery/ambiente/08-2012/scoiattoli/1/piano-contro-scoiattolo-grigio_fb5c0fb4-dd4b-11e1-8e26-e42262e88c3e.shtml"> <img loading="lazy" title="Piano contro lo scoiattolo grigio" src="http://images.corriere.it/gallery/Ambiente/2012/08_Agosto/scoiattoli/1/img_1/sco_03_672-458_resize--75x60.jpg" alt="Piano contro lo scoiattolo grigio" width="75" height="60" border="0" /></a>    <a href="http://www.corriere.it/gallery/ambiente/08-2012/scoiattoli/1/piano-contro-scoiattolo-grigio_fb5c0fb4-dd4b-11e1-8e26-e42262e88c3e.shtml"> <img loading="lazy" title="Piano contro lo scoiattolo grigio" src="http://images.corriere.it/gallery/Ambiente/2012/08_Agosto/scoiattoli/1/img_1/sco_04_672-458_resize--75x60.jpg" alt="Piano contro lo scoiattolo grigio" width="75" height="60" border="0" /></a>    <a href="http://www.corriere.it/gallery/ambiente/08-2012/scoiattoli/1/piano-contro-scoiattolo-grigio_fb5c0fb4-dd4b-11e1-8e26-e42262e88c3e.shtml"> <img loading="lazy" title="Piano contro lo scoiattolo grigio" src="http://images.corriere.it/gallery/Ambiente/2012/08_Agosto/scoiattoli/1/img_1/sco_05_672-458_resize--75x60.jpg" alt="Piano contro lo scoiattolo grigio" width="75" height="60" border="0" /></a>    <a href="http://www.corriere.it/gallery/ambiente/08-2012/scoiattoli/1/piano-contro-scoiattolo-grigio_fb5c0fb4-dd4b-11e1-8e26-e42262e88c3e.shtml"> <img loading="lazy" title="Piano contro lo scoiattolo grigio" src="http://images.corriere.it/gallery/Ambiente/2012/08_Agosto/scoiattoli/1/img_1/sco_06_672-458_resize--75x60.jpg" alt="Piano contro lo scoiattolo grigio" width="75" height="60" border="0" /></a></p>
<p>DIFESA &#8211; Gli animalisti sono insorti a difesa di Cip: «L&#8217;eradicazione dello scoiattolo grigio com’è prospettata da Unione europea, ministero dell’Ambiente e dalle Regioni Lombardia, Piemonte e Liguria è mortificante dal punto di vista etico e clamorosamente errata dal punto di vista scientifico. Si spendono quasi 2 milioni di euro per lo sterminio ma non si vieta la commercializzazione di una delle tante specie arrivata in Europa perché qualcuno l&#8217;ha comprata in negozio e rilasciata sul territorio», tuona il presidente di Gaia Animali &amp; Ambiente, Edgar Meyer. Mettiamo che l’opinione di un animalista puro penda dalla parte degli animali. Ecco allora il parere dell’etologo Roberto Marchesini, autore di un’infinità di libri sulla relazione tra l’uomo e le altre specie: «Ho già visto la gassificazione di nutrie e colombi: sono state campagne fallimentari. Fatte per ridurre il numero di soggetti, hanno ottenuto il risultato opposto perché si è operata una selezione della specie: sono sopravvissuti i soggetti più forti, che si sono moltiplicati. Più si seleziona una specie, più aumenta di numero. Sarebbe molto più interessante investire in un piano per il controllo demografico e in uno studio utile per capire se il declino dello scoiattolo rosso, attribuito alla presenza di quello grigio, sia da attribuire davvero a quest&#8217;ultimo. Non si conosce la causa della decimazione di molte specie, penso agli anfibi, in particolare a tante varietà di raganelle ormai quasi scomparse».</p>
<p>SPECIE ALIENE &#8211; Le specie aliene come vengono chiamati gli animali alloctoni che minacciano il nostro ecosistema è lunga: si va dal pesce siluro allo scoiattolo grigio americano, dalla tartaruga azzannatrice a quella dalle guance rosse, dai gamberi killer della Louisiana ai pappagalli, dalle cozze zebrate ai visoni, dalle nutrie ai procioni. Nell’ambiente europeo sono state rilevate oltre 11 mila specie esotiche (vegetali e animali). Janez Potočnik, commissario Ue per l’Ambiente, ha dichiarato: «Il costo dei danni causati da specie invasive al nostro patrimonio naturale è valutato a 12 miliardi di euro ogni anno».</p>
<p>COMMISSIONE UE &#8211; La Commissione sta cercando di arginare il problema lavorando in tre direzioni: prevenzione, rilevamento precoce e reazione rapida e, infine, eradicazione di specie invasive al fine di ridurne gli effetti negativi. In quest’ultimo step rientra l’azione rivolta allo scoiattolo grigio. Ma come arrivano in Italia gli animali esotici o alloctoni? Il trasporto globale può aver prodotto l’involontario import di insetti e larve: il punteruolo rosso della palma (Rhynchophorus ferrugineus) è arrivato così.</p>
<p>COMMERCIO &#8211; Ma è l’uomo che rilascia nell’ambiente gli animali. «Molte specie sono state introdotte dai commercianti, che dovrebbero farsi carico delle vendite sconsiderate di animali esotici nei loro negozi: non spiegano che una tartaruga in poco tempo diventerà grande come un foglio A4 e tu dovrai condividere con lei la vasca da bagno. Non dicono quale sofferenza l’animaletto che compri al bambino patirà nel monolocale cittadino, prima che lo rilasci in un bosco o in mare», spiega Marchesini. Che aggiunge: «Le nutrie da dove arrivano se non da quegli allevamenti per fare pellicce di castorino così in voga negli anni Settanta? Le pratiche venatorie sono un altro problema: vengono immesse specie nell’ambiente su richiesta dei cacciatori, e quando quella specie si è ambientata e riprodotta fuori misura, si chiamano i cacciatori, che sono l’origine del problema, per risolvere il problema: è successo per i cinghiali in molte zone d’Italia. I pesci siluro? Li hanno voluti i pescatori. Tutto ruota attorno all’uomo, ma chi ne fa le spese sono sempre gli animali».</p>
<p>MINACCE &#8211; Cosa succede quando una specie aliena, tartaruga o scoiattolo che sia, è introdotta nell’ambiente di fianco a una specie autoctona? «La nostra tartaruga (<em>Testudo hermanni</em>) si è trovata in difficoltà perché quelle dalle orecchie rosse, più voraci, hanno sottratto cibo: la catena alimentare è la stessa. Un altro rischio è che accoppiandosi con la <em>Testudo graeca</em>, ad esempio, generi ibridi sterili. Le minacce sono di vario tipo: possono arrivare soggetti con maggiori capacità di acquisizione delle risorse e che si riproducono». Il responsabile è sempre l’uomo. Lo scoiattolo grigio fu portato in Italia da un diplomatico americano nel 1948, e rilasciato in un parco di Torino. La cozza zebrata pare sia arrivata attaccata alle chiglie delle imbarcazioni. I pappagalli sono scappati o sono stati liberati da qualche gabbia. Le tartarughe davano fastidio nella vasca da bagno. E ora 1.930.000 euro verranno investiti in nome della salvaguardia della biodiversità per gasare gli scoiattoli grigi. È la logica umana.</p>
<p>Anna Tagliacarne</p>
<p>fonte: corrieredellasera.it</p>
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		<title>Criceto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federico Lavanche]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Oct 2012 20:25:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Roditori]]></category>
		<category><![CDATA[Criceto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="145" height="145" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Criceto-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Criceto-150x150.jpg 150w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Criceto-300x300.jpg 300w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Criceto-100x100.jpg 100w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Criceto-36x36.jpg 36w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Criceto-50x50.jpg 50w" sizes="(max-width: 145px) 100vw, 145px" />I Criceti Classe Mammiferi Ordine Roditori Sottordine Miomorfi Famiglia Cricetidi Le origini Il criceto è stato scoperto nella prima metà del diciannovesimo secolo in Siria da un naturalista, nei primi del ventesimo secolo un altro naturalista sempre in Siria avvisto nuovamente questo curioso animaletto e gli diede il nome di mesocricetus auratus. Per avere degli [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="145" height="145" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Criceto-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Criceto-150x150.jpg 150w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Criceto-300x300.jpg 300w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Criceto-100x100.jpg 100w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Criceto-36x36.jpg 36w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/Criceto-50x50.jpg 50w" sizes="(max-width: 145px) 100vw, 145px" /><p><strong><a href="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/criceto1.jpg" data-rel="lightbox-gallery-MJSSbrp4" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="alignleft size-full wp-image-552" title="criceto1" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/criceto1.jpg" alt="" width="255" height="197" /></a>I Criceti</strong></p>
<p>Classe <em>Mammiferi<br />
</em>Ordine <em>Roditori<br />
</em>Sottordine <em>Miomorfi</em><br />
Famiglia <em>Cricetidi</em></p>
<p><strong>Le origini</strong><br />
Il criceto è stato scoperto nella prima metà del diciannovesimo secolo in Siria da un naturalista, nei primi del ventesimo secolo un altro naturalista sempre in Siria avvisto nuovamente questo curioso animaletto e gli diede il nome di mesocricetus auratus. Per avere degli esemplari in cattività però bisogna aspettare circa il 1930 in cui uno zoologo riuscì a trovare alcuni esemplari e ne prese alcuni per allevarli. Successivamente verranno poi trasportati prima in america e poi in tutto il mondo. Queste sono le origini del criceto domestico, ma esiste anche una versione selvatica del criceto (cricetus cricetus) di taglia maggiore, che è un animaletto che vive nell’<a id="JADVKey_1_0_7" href="http://click.juiceadv.com/banner_showext.asp?url=3099291&amp;redirect=relink%2Easp%3Fkey%3D847" target="_blank">Europa</a> centrale e orientale fino anche all’Asia.</p>
<p><strong>Le razze<br />
</strong>&#8211; Criceto dorato &#8211;&gt; mesocricetus auratus<br />
&#8211; Criceto russo (detto anche criceto di Campbell) &#8211;&gt; phodophus campbell<br />
&#8211; Criceto cinese<br />
&#8211; Criceto Roborovsky<br />
&#8211; Criceto siberiano (Winter White) &#8211;&gt; phodophus sungorus<br />
<strong><a href="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/criceto2.jpg" data-rel="lightbox-gallery-MJSSbrp4" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="alignleft size-full wp-image-553" title="criceto2" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/criceto2.jpg" alt="" width="256" height="192" /></a>Caratteristiche delle razze</strong></p>
<p>&#8211; <strong>criceto dorato</strong>: il criceto dorato è stato il primo criceto ad essere allevato, ha taglia leggermente più grande delle altre razze domestiche, il suo corpo può raggiungere anche i 15cm, ha una vita media di 2 anni anche se sono documentati casi di criceti che hanno abbondantemente superato quest’età. Diventano maturi sessualmente già ad un mese di vita, vengono infatti svezzati già intorno i 25 giorni e la gravidanza dura circa due settimane, fanno cucciolata molto numerose. Sono soggetti molto territoriali e la convivenza tra più soggetti sia dello stesso sesso che non è praticamente impossibile, si verificano infatti lotte molto violente, uccisioni e atti di cannibalismo. Sono come tutti i criceti ma questa razza in particolare molto territoriali e solitari. Ci sono tantissimi colori sia unica tinta che pezzati e varietà a pelo lungo o corto.<br />
&#8211; <strong>criceto russo</strong>: il criceto russo è uno dei più allevati in questo ultimo periodo, il corpo raggiunge massimo i 10cm, sono molto piccoli di taglia, ha una vita più breve del dorato in quanto la media è di un anno e mezzo, anche se naturalmente ci sono casi in cui questi animaletti hanno superato i due anni di vita, ad ogni modo è rarissimo che raggiungano i due anni e mezzo. Anche loro sono maturi sessualmente molto presto, già verso il mese e mezzo di vita e la loro gravidanza dura leggermente di più del dorato, in media sono diciassette giorni ma può raggiungere anche le tre settimane, le cucciolate sono leggermente meno numerose, possono farne anche otto, ma di solito la media è di cinque. Sono criceti leggermente più socievoli ma pur sempre criceti, quindi se presi due piccoli della stessa cucciolata dello stesso sesso possono convivere, e se si ha abbastanza spazio ci sono casi in cui i cuccioli possono formare delle colonie con i genitori,invece è praticamente impossibile inserire un soggetto dello stesso sesso estraneo e alcune volte anche di sesso diverso. Anche qui ovviamente sono presenti più colorazioni e più tipi di pelo, anche se la varietà più diffusa è quella grigia con la caratteristica striscia scura lungo il dorso.<br />
&#8211; <strong>criceto siberiano</strong>: viene spesso confuso con il criceto russo e le caratteristiche sono molto simili, anzi quasi uguali. La differenza è che durante l’inverno il suo mantello diventa bianco. In questa razza sono presenti un paio di colorazioni.<br />
&#8211; <strong>criceto cinese</strong>: ha una grandezza simile al criceto di Campbell anche se può essere qualche cm in più, la coda è più lunga che negli altri criceti. Ha un colora sul marroncino, tipo il colore della lepre. Al contrario che nelle altre razze in questa il dimorfismo sessuale è evidente data la presenza dei testicoli esterna. Come i dorati non sono per niente socievoli con gli altri criceti sia dello stesso sesso che di sesso differente, arrivano ad uccidersi e per questo sono da tenere assolutamente separati, non soffrono sono territoriali e solitari. La femmina accetta il maschio solo nel periodo del ciclo estrale, la gravidanza dura una ventina di giorni, dalla quale nascono pochi cuccioli, circa 3 o 4, difficilmente 5, vengono svezzati intorno i 25 giorni e sono fertili dai due mesi.<br />
&#8211; <strong>criceto di Roborovsky</strong>: è un criceto abbastanza longevo rispetto agli altri con una media di 3 anni, sono davvero molto piccoli, la lunghezza è la metà di un criceto russo, quindi intorno i 5cm. Hanno il manto marrone dorato con del sottopelo scuro e il sotto del corpo bianco. Sono maturi sessualmente intorno i 4 mesi e la gravidanza dura tre settimane dalla quale nascono circa 5 piccoli che vengono svezzati intorno le tre settimane. Date le dimensioni ridotte conviene usare le gabbie in plexiglas o terrari, dato che passano molto facilmente dalle sbarre.</p>
<p><strong>Alloggio</strong><br />
I criceti possono essere alloggiati nelle classiche gabbie in vendita, naturalmente devono avere delle misure adeguate, non troppo piccole come purtroppo sono molte volte in vendita, ci sono davvero diversi tipi, a due e più piani, con tubi e altro. Per i criceti più piccoli è comunque consigliato comprare gabbie o con sbarre molto strette e solide o dei piccoli terrari chiusi, o gabbie in plexiglas, in quanto i criceti che hanno le ossa molto flessibili scappano facilmente.<br />
Nella gabbia è importante mettere un nido (casetta), una ruota che comunque deve essere del tipo chiuso tra una sbarra e l’altra, che altrimenti rischiano di incastrare le zampine, una ciotola con il cibo e un beverino a beccuccio dove deve sempre esservi acqua fresca. Nelle gabbie in plexiglas o terrari mettendo dentro il truciolato apposito per roditori i criceti possono divertirsi a scavare dei tunnel sotterranei.<br />
Come lettiera, si può usare del truciolato per roditori assolutamente non aromatizzato, che può creare problemi alle vie respiratorie e le esalazioni possono creare altri problemi; in alternativa si può usare del pellettato di legno e tutolo di mais. Non va usata la lettiera per gatti.<br />
Nel nido non va messa ne bambagia, ne cotone idrofilo, ne ovatta, neanche quelli in commercio che spesso causano soffocamenti e spesso si impigliano nelle zampine creando problemi; quindi nel nido può essere messa o della carta (tovaglioli, carta igienica, fazzolettini…), in alternativa fieno o paglia.<br />
La gabbia deve essere tenuta in luoghi non eccessivamente rumorosi, dove non ci sia ne troppo freddo, ne troppo caldo, in teoria dovrebbe mantenersi su una media di 15°. Se abbastanza spaziosa la gabbia può essere pulita anche una volta a settimana.</p>
<p><strong>Il carattere</strong><br />
I criceti per quanto si dica sono animali territoriali e solitari, una cattiva informazione è fatta anche da recenti cartoni animali, dove si vede una stretta interazione tra bambini e criceti, dove i criceti possono stare liberi, dove non scappano, dove sono socievoli tra loro e socievoli con le persone. Ebbene niente di meno vero. I criceti non sono animaletti per bambini, in quanto sono animali prima di tutto notturni, ciò significa che durante il giorno questi animaletti dormono, tranne che per brevi momenti. Inoltre se questi animaletti stanno dormendo e vengono svegliati di botto o vengono presi ugualmente non ci penseranno due volte a voltare morsi, che sono comunque poco piacevoli. Sono animaletti che con pazienza possono addomesticarsi, magari avvicinandoli con del cibo, possono essere presi in mano e carezzati, e se si ha fortuna quando sono nella gabbietta e si chiamano possono venire. Ma se si lasciano liberi possono perdersi e difficilmente si riprendono. Sono tra di loro animali per nulla socievoli e sono molto territoriali, quindi capita che si uccidano tra di loro, che commettano atti di cannibalismo e persino i figli possono uccidere la madre, una volta svezzati. Quindi è bene tenere comunque anche un solo esemplare, in quanto sono molto riproduttivi, non si possono tenere insieme e poi si è comunque costretti a darli, ed è da segnalare che nei negozi molti finiscono come pasto per i serpenti. I criceti non convivono neanche con animali di specie diverse.</p>
<p><strong>L’alimentazione</strong><br />
In passato si credeva che i criceti dovessero mangiare solo semi di girasole, ebbene non è così in quanto l’alimentazione del criceto, che è onnivoro deve essere molto varia. Inoltre i semi di girasole sono molto grassi e per questo vanno dati non sempre e senza eccedere. In commercio ci sono dei mix discreti, specialmente di alcune marche, ad ogni modo non basta il cibo secco.  Deve essere somministrata verdura e frutta, la verdura principalmente cruda, ma se cotta deve essere scondita e bollita. Hanno bisogno anche di carboidrati che prendono dalla pasta cotta, pane, fette biscottate, biscotti senza zucchero, cereali. Inoltre devono prendere altri tipi di proteine, dunque si possono dare dei croccantini per <a id="JADVKey_3_0_1" href="http://click.juiceadv.com/banner_showext.asp?url=3099291&amp;redirect=relink%2Easp%3Fkey%3D56" target="_blank">cane</a> o per <a id="JADVKey_4_0_3" href="http://click.juiceadv.com/banner_showext.asp?url=3099291&amp;redirect=relink%2Easp%3Fkey%3D57" target="_blank">gatto</a>, ma tipo una crocchetta ogni due giorni, poi uova sode, carne cotta, tonno naturale, yogurt e formaggio. Naturalmente bisogna evitare di dare dolciumi, merendine, snack in commercio, cioccolato,latte e roba non commestibile all’uomo.</p>
<p><strong>La riproduzione</strong><br />
Avendo già dato dei dettagli più particolari nelle varie razze, in generale il criceto è riproduttivo durante una stagione ma in cattività può esserlo sempre, persino subito dopo il parto. I piccoli nascono nudi e ciechi e non vanno assolutamente toccati, come non va disturbata neanche la mamma, la gabbia non va pulita, finché i piccoli non escono dal nido e mangiano da soli, intorno i 20 giorni.  Il maschio nei russi,siberiani e Roborovsky, può essere lasciato ma va comunque controllato e tolto se necessario, nelle altre razze il maschio va tolto. I piccoli sono alimentati dalla madre prima con il latte e poi pian piano svezzati. Durante la gravidanza e l’allattamento la dieta deve essere più proteica. I cuccioli verso i 30 giorni vanno separati dalla mamma e comunque divisi anche tra di loro, in alcune razze per questioni di aggressività, nelle altre è comunque consigliabile per evitare riproduzioni incontrollate ancora di più tra fratelli. Le femmina hanno l’ano e la vulva molto vicini, il maschio li ha più distanti. In età matura nei maschi sono visibili i testicoli.</p>
<p><strong>Le malattie e le cure</strong><br />
I criceti non trasmettono malattie all’uomo, tranne eventuali rogne o micosi e malattie comunque non comuni…possono essere presenti diverse patologie: tumori, ascessi, infezioni, ferite, crescita eccessiva dei denti, diarrea, costipazione,etc. per qualsiasi sintomo il criceto va portato comunque dal veterinario, naturalmente bisogna cercare un veterinario esperto in esotici in quanto non tutti i veterinari sono effettivamente esperti in piccoli animali. Non hanno alcun bisogno di vaccinazione ed è comunque da segnalare che quando si ha l’influenza bisogna non star troppo vicini ai cricetini, in quanto è trasmettibile e per loro potrebbe anche essere letale, quindi bisogna avere i giusti accertamenti.</p>
<p><strong>Letargo</strong><br />
Capita più volte di vedere criceti come morti, a volte anche irrigiditi e con il corpo freddo, bisogna costatare che siano davvero morti, in quanto quando la temperatura scende anche sotto i 7°, capita che cadano in un sonno profondo, da farli sembrare effettivamente morti. In questo caso, se c’è questo dubbio, vanno messi in un posto dove la temperatura è comunque calda, intorno i 18° in modo che eventualmente in poco tempo inizi nuovamente a svegliarsi.</p>
<p><img loading="lazy" src="http://www.animalinelmondo.com/images/mammiferi/criceto-02.jpg" alt="criceto criceti" width="530" height="215" align="bottom" border="0" hspace="0" vspace="0" /></p>
<p><img src="http://www.animalinelmondo.com/images/mammiferi/criceto-01.jpg" alt="criceto criceti" align="bottom" border="0" hspace="0" vspace="0" /></p>
<p>Fonte: www.animalinelmondo.com</p>
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		<title>Ratto Domestico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federico Lavanche]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Oct 2012 19:51:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Roditori]]></category>
		<category><![CDATA[Ratto Domestico]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="145" height="145" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/ratto2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/ratto2-150x150.jpg 150w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/ratto2-100x100.jpg 100w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/ratto2-36x36.jpg 36w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/ratto2-115x115.jpg 115w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/ratto2-50x50.jpg 50w" sizes="(max-width: 145px) 100vw, 145px" /><h1><a href="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/ratto2.jpg" data-rel="lightbox-gallery-dnGmgla8" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="alignleft size-full wp-image-541" title="ratto2" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/ratto2.jpg" alt="" width="238" height="212" /></a>Tassonomia</h1>
<p>Classificazione scientifica<br />
Regno: Animalia<br />
Phylum: Chordata<br />
Classe: Mammalia<br />
Superordine: Euarchontoglires<br />
Ordine: Rodentia<br />
Sottordine: Myomorpha<br />
Superfamiglia: Muroidea<br />
Famiglia: Muridae<br />
Sottofamiglia: Murinae<br />
Genere: Rattus</p>
<p><em><strong>Caratteristiche anatomiche</strong></em></p>
<h1><a href="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/ratto.jpg" data-rel="lightbox-gallery-dnGmgla8" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="alignleft size-full wp-image-538" title="ratto" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/ratto.jpg" alt="" width="286" height="176" /></a></h1>
<p>E’ un roditore appartenente alla famiglia Muridae, originario delle regioni temperate dell’Asia centrale, da cui si è diffuso in tutto il mondo. E’ un animale socievole (vive in colonie) e scavatore, prevalentemente notturno. La vita media è di tre anni o più. Il peso adulto nel maschio è di 450-520 gr, nella femmina di 250-300 g. Rispetto al maschio la femmina ha un pelo più liscio, non ha odore e raramente marca il territorio. Il maschio è facilmente distinguibile per la presenza dei testicoli, che scendono a 20 giorni di età. E’ presente l’osso penieno.<br />
La formula dentale è I 1/1, C 0/0, P 0/0, M 3/3; gli incisivi sono a crescita continua. Il canale inguinale è aperto. Le mammelle si estendono dalla regione inguinale a quella ascellare. Nei maschi l’ossificazione delle ossa lunghe si completa solo dopo il primo anno di età.<br />
I ratti albini hanno una vista molto scarsa, ma possono condurre una vita perfettamente normale perché si aiutano con l’olfatto e le vibrisse. Dietro il globo oculare si trova la ghiandola di Harder, che è più grande del globo oculare; produce un secreto è ricco di porfirine e lipidi. In condizioni di stress o malattie la ghiandola di Harder può produrre un eccesso di secreto che macchia di rosso il pelo della faccia.</p>
<p><em><strong>Comportamento</strong></em></p>
<p>I ratti, se maneggiati spesso e con gentilezza, costituiscono degli ottimi animali da compagnia, docili, intelligenti e puliti; riconoscono il proprietario e gli si affezionano. I ratti sono animali sociali, e hanno bisogno anche della presenza dei loro simili. Necessitano di più attenzioni di quanto in genere richiedano i piccoli roditori, ed è opportuno che il proprietario interagisca con loro almeno un’ora al giorno, permettendo anche l’uscita dalla gabbia. Raramente questi roditori mordono, a meno che non siano maneggiati in modo rude.<br />
Quando sono lasciati liberi, i ratti devono essere sorvegliati a vista. L’ambiente deve essere a prova di fuga, e non contenere oggetti pericolosi (fili elettrici, sigarette, sostanze o piante tossiche, ecc.). Spesso un ratto fuggito ritorna alla sua gabbia.<br />
I ratti possono essere allevati in colonie con più maschi e femmine, se lo spazio a disposizione è sufficiente, e i piccoli sono accuditi da più madri insieme. Se non si vogliono riprodurre, è possibile tenere insieme ratti dello stesso sesso, oppure si sterilizza il maschio. E’ anche possibile mettere insieme due soggetti adulti, con qualche precauzione e molta gradualità.</p>
<p>I ratti raggiungono la maturità sessuale a 65-110 giorni. La femmina va in estro ogni 4-5 giorni, la gravidanza dura 21-23 giorni e il numero medio di piccoli è di 6-12. I piccoli aprono gli occhi a 7 giorni, iniziano a mangiare e a bere a due settimane, e sono svezzati a tre settimane, quando pesano 40-50 gr.<br />
Dopo il parto si verifica un calore, che può essere fertile. Se la femmina non è rimasta gravida con il calore post-partum, torna in calore 2-4 giorni dopo lo svezzamento. Se la femmina sta allattando ed è contemporaneamente gravida, la durata della gravidanza si allunga di alcuni giorni.<br />
Nel ratto non si verifica l’effetto Bruce, per il quale l’esposizione ad un maschio estraneo nelle 24 ore successive all’accoppiamento impedisce l’impianto degli ovuli (come invece nei topi). Nei ratti la pseudogravidanza è rara, e dura circa 13 giorni.</p>
<p><em><strong>Alloggio</strong></em></p>
<p>In condizioni di allevamento, un maschio viene tenuto insieme a 2-7 femmine, e le femmine gravide vengono poste in una gabbia da sole prima del parto, per evitare che vengano disturbate e abbandonino o cannibalizzino i piccoli. Dopo lo svezzamento la femmina viene rimessa nel gruppo. I ratti sono in grado di riprodursi tutto l’anno, anche se la fertilità cala in inverno. Nel caso dei ratti tenuti come pet, non è consigliabile lasciare insieme maschio e femmina, nel qual caso la femmina risulterebbe costantemente gravida, a scapito delle sue condizioni fisiche. Tra una gravidanza e l’altra è opportuno lasciare passare almeno un mese.</p>
<p>I ratti devono essere alloggiati in gabbie relativamente spaziose, rispetto agli altri piccoli roditori. Sono adatte sia le gabbie di metallo (con le sbarre), che quelle in plastica o plexiglas, del tipo per conigli. Oltre allo spazio, è importante che la gabbia fornisca una buona areazione, che sia facile da pulire e a prova di fuga. Come fondo si possono usare trucioli, pellet di carta riciclata o di tutolo, o simili materiali, assorbenti e non tossici. Il fondo a rete è sconsigliato, perché può causare lesioni ai piedi. Nella gabbia va posto un nido, costituito ad esempio da una scatola, e si lascia a disposizione della carta morbida (del tipo da cucina) per imbottirlo. Per arricchire l’ambiente si lasciano nella gabbia tubi, scatoloni, vasi, ecc. La temperatura ottimale è di 22°C (range: 18-27°C), e l’umidità relativa del 30-70%.<br />
I ratti sono animali molto puliti, ma in caso di necessità è possibile lavarli utilizzando uno shampoo per cani o gatti.</p>
<p><strong>Alimentazione</strong></p>
<p>I ratti devono ricevere una dieta al 20-27% di proteine. L’alimento ideale, che è un pellet specifico per roditori, non è generalmente reperibile nei negozi per animali. Deve essere evitato il mangime a base di semi. I ratti sono “neofobi”, ossia tendono a evitare alimenti sconosciuti, a cui non sono stati esposti da piccoli. Allo stato naturale i ratti sono onnivori, e mangiano qualunque cosa. Sono in grado di ingerire in un giorno il terzo del loro peso in cibo. In cattività il problema principale consiste nell’evitare l’obesità, che è molto frequente, evitando gli alimenti grassi e ricchi di zuccheri. Si può somministrare riso integrale, altri alimenti integrali quali pasta, pane o fette biscottate, vegetali (tra cui patate, fagioli e piselli cotti) e frutta, proteine (carne magra cotta, yogurt, formaggio, soia).<br />
L’acqua va sempre lasciata a disposizione, preferibilmente con un abbeveratoio a goccia.</p>
<p><strong>Principali malattie</strong></p>
<p>I ratti devono essere afferrati con una mano intorno al torace, mentre l’altra può immobilizzare la testa dietro le mandibole; eventualmente, li si può prima sollevare per la coda. E’ anche possibile la presa per la collottola.<br />
Le iniezioni intramuscolari si eseguono a livello del quadricipite (0,2 ml al massimo), e quelle sottocutanee a livello della nuca e del dorso (fino a 5 ml). Il prelievo di sangue (fino a 0,5 ml) si può eseguire dalla vena ventrale della coda.</p>
<p>L’allergia ai ratti è piuttosto comune, e può essere provocata sia dalla forfora sia dalle proteine urinarie. I ratti possono trasmettere diverse zoonosi: leptospirosi, infezioni da streptococchi, salmonellosi, cestodiasi. La pulce dei ratti può trasmettere la Yersinia pestis. Il morso di ratto può trasmettere un’infezione da Streptobacillus moniliformis, che causa febbre, emorragie petecchiali, endocardite e poliartrite. Tutte queste infezioni sono improbabili nei ratti tenuti come animali da compagnia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Marta Avanzi</p>
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		<title>Cincilla&#8217;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federico Lavanche]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Oct 2012 19:30:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Roditori]]></category>
		<category><![CDATA[Cincillà]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="145" height="145" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/cincilla1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/cincilla1-150x150.jpg 150w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/cincilla1-100x100.jpg 100w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/cincilla1-36x36.jpg 36w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/cincilla1-115x115.jpg 115w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/cincilla1-50x50.jpg 50w" sizes="(max-width: 145px) 100vw, 145px" />TASSONOMIA Classe: Mammiferi Ordine: RoditoriSottordine: Istricomorfi Famiglia: Chinchillidae Genere: Chinchilla Specie: Chinchilla lanigera Note storiche Il cincillà è originario dell’America meridionale distribuito lungo gran parte della Cordigliera delle Ande (la Specie affine, Chinchilla brevicauda, è distribuita soprattutto in Bolivia). Il suo habitat è costituito da montagne ed altopiani sino a 5000 m dove si è adattato [&#8230;]</p>
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<p>Classe: Mammiferi</p>
<p>Ordine: RoditoriSottordine: Istricomorfi</p>
<p>Famiglia: Chinchillidae</p>
<p>Genere: Chinchilla</p>
<p>Specie: Chinchilla lanigera</p>
<p><strong>Note storiche</strong></p>
<p><a href="https://www.animalieanimali.eu/altri-animali-da-compagnia/roditori/cincilla/attachment/cincilla/" rel="attachment wp-att-532"><img loading="lazy" class="alignleft size-full wp-image-532" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/cincilla.jpg" alt="cincilla" width="259" height="165" /></a>Il cincillà è originario dell’America meridionale distribuito lungo gran parte della Cordigliera delle Ande (la Specie affine, Chinchilla brevicauda, è distribuita soprattutto in Bolivia).</p>
<p>Il suo habitat è costituito da montagne ed altopiani sino a 5000 m dove si è adattato perfettamente agli enormi sbalzi termici presenti in quelle zone (si parla di differenze di circa 40° C tra il giorno e la notte).</p>
<p>E’ stato introdotto in Europa nel XVI secolo dai conquistadores spagnoli a cui assegnarono il nome chinchilla ricavandolo, sembra, da quello di una popolazione di indigeni del Perù, i chinchas. Fu oggetto di una caccia indiscriminata a causa della pelliccia sino al 1918, anno in cui i Paesi sudamericani cercarono di disciplinarne la caccia. Nel 1922, l’ingegnere Mathias Chapman riuscì a riprodurre gli 11 soggetti la cui importazione era stata consentita dal Governo della California e dai quali derivano, in pratica tutti gli altri allevamenti esistenti in Europa e nel mondo.</p>
<p>Non esiste una vera e propria distinzione in razze, è più corretto parlare di varietà; queste sono definite in funzione del colore del mantello e se ne riconoscono principalmente 3: grigio o argento, nero, bianco o beige. I diversi colori sono funzione del rimescolamento genetico tra geni dominanti (solitamente il nero) e recessivi (il bianco), per questa ragione il colore più diffuso risulta il grigio con diverse sfumature, meno frequente il bianco a causa della “contaminazione” degli altri colori (non sembrano esistere soggetti albini anche se non si possono escludere), il più raro sembrava essere il nero puro.</p>
<p><strong>Caratteristiche anatomiche</strong></p>
<p>Il cincillà è un roditore di medie dimensioni dalle caratteristiche molto simili a quelle del coniglio nano da compagnia. Presenta il muso di forma conica dall’estremità arrotondata, due grosse orecchie rotondeggianti che ricordano quelle di un topo, ma ricoperte da una fine peluria. Gli incisivi, normalmente non visibili, sono molto lunghi e lo smalto presenta una colorazione arancio intensa. Il cincillà possiede 20 denti così suddivisi: 2 incisivi superiori e 2 inferiori, 1 premolare e 3 molari per lato, sia superiormente che inferiormente. Tutti sono a crescita continua. Come il coniglio presenta il labbro leporino. Una particolarità è la forma della pupilla che si presenta ellittica verticale come quella dei gatti e di alcuni rettili, è però difficile riuscire ad osservarla poiché normalmente l’iride ha una colorazione bruno scuro. Possiede una vista molto acuta così come l’udito.</p>
<p>Il corpo è tozzo, lungo 22-35 cm coda esclusa che misura circa 7,5-15 cm, il peso varia da 500 a 800 g, con le femmine normalmente più grandi dei maschi. Gli arti posteriori sono molto più sviluppati rispetto gli anteriori, tutti e quattro sono dotati di 4 dita fornite di unghie non retrattili molto piccole.</p>
<p>La caratteristica peculiare risiede nel mantello che è considerato il più folto e morbido di tutti i Mammiferi: è costituito da più di 60 peli che nascono dallo stesso follicolo e ricoprono interamente il corpo dell’animale isolandolo dal freddo e anche dal caldo, una particolarità è la possibilità di staccarsi molto facilmente, un adattamento alla vita da preda che gli permetteva di fuggire dalla presa dei predatori. I peli della coda sono più lunghi e meno morbidi. La femmina presenta 3 paia di mammelle, un paio localizzate a livello inguinale, le altre quattro a livello del torace, poste lateralmente. Esistono poi alcune ghiandole odorifere poste vicino all’ano che servono per marcare il territorio o come richiamo sessuale.</p>
<p>Il cincillà è uno dei roditori più longevi: sebbene non esistano dati certi, si parla di una vita media di circa 10 anni.</p>
<p><strong>Comportamento</strong></p>
<p><a href="https://www.animalieanimali.eu/altri-animali-da-compagnia/roditori/cincilla/attachment/cincilla-2/" rel="attachment wp-att-533"><img loading="lazy" class="alignright size-full wp-image-533" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/cincilla1.jpg" alt="cincilla" width="160" height="155" srcset="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/cincilla1.jpg 160w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/cincilla1-36x36.jpg 36w" sizes="(max-width: 160px) 100vw, 160px" /></a>Il cincillà è un roditore che si distingue dalla maggioranza delle altre specie di roditori domestici. Infatti, oltre che essere un animale alquanto “buffo” con una pelliccia morbidissima, presenta caratteristiche caratteriali e comportamentali che lo rendono unico.</p>
<p>E’ dotato di un’eccezionale memoria e sembra in grado di ricordare situazioni e luoghi anche a distanza di molti giorni, è inoltre in grado di mettere in atto comportamenti che esulano dal tipico “riflesso condizionato”, cioè dalla semplice ripetizione di un gesto abituale, questo quindi, predispone ad interazioni molto strette e “profonde” con il proprietario ed i componenti della famiglia.</p>
<p>Non è generalmente un animale aggressivo, salvo in situazioni in cui si spaventi molto, in questi casi, prima di mordere, si avverte un intenso odore “muschiato”, esito della spremitura delle ghiandole situate vicino all’ano, possono emettere anche spruzzi di urina. Quando agitato può emettere un verso simile ad un gemito ritmato, usato anche come richiamo per il partner, oltre a questo può emettere il più classico squittio, breve ed acuto.</p>
<p>E’ un animale prevalentemente notturno, anche se si abitua abbastanza bene, ai ritmi dei proprietari. Alla sera la sua attività si fa comunque più intensa, corre, salta ed inizia a rosicchiare tutto ciò che è a portata, questo bisognerà ricordarselo per evitare che rovini gli oggetti di casa e che si possa far del male rosicchiando cavi della luce o ingerendo corpi estranei che possono provocare enteriti o vere e proprie ostruzioni intestinali.</p>
<p>Normalmente è un animale molto pulito, feci ed urine sono depositate sempre nello stesso posto in un angolo ben preciso della gabbia.</p>
<p>La pulizia del mantello è molto accurata. Un comportamento molto particolare, deputato alla cura del mantello, è il bagno di sabbia.</p>
<p>Nella gestione domestica, dev’essere sempre disponibile una vaschetta con della sabbia fine e pulita per permettere al cincillà di eseguire questo suo fondamentale comportamento: appena entra nella vaschetta, inizia a scavare un poco con le zampe anteriori, quindi con una velocità fulminea, compie tre o quattro rotolamenti su se stesso, dopo qualche momento di pausa, ricomincia di nuovo. Al termine, esce dalla vaschetta, si scuote per eliminare la sabbia in eccesso e ricomincia il comportamento normale.</p>
<p>Questo particolare comportamento, consente il mantenimento del mantello nelle condizioni ottimali, permettendo l’assorbimento dell’umidità intrappolata nei peli permettendo così, di mantenerli sempre separati evitando la formazione di nodi, in più sembra favorire il ricambio degli strati più esterni della pelle.</p>
<p>Il cincillà viene ritenuto alquanto monogamo, ossia forma una coppia fissa con un partner, anche se non è del tutto vero. In Natura vive in colonie di anche 100 individui e quindi un certo grado di promiscuità, non è da escludere. Nella gestione domestica, se si decide di tenere una coppia di animali, è necessario innanzitutto che siano di sesso diverso, per evitare lotte per la definizione del territorio, che abbiano all’incirca la stessa età; una soluzione, nel caso si acquistino soggetti dello stesso sesso, è la sterilizzazione chirurgica. L’unica eccezione è nel caso i soggetti siano due sorelle cresciute insieme, infatti, in questo modo, non si verificheranno fenomeni di aggressività tra le due.</p>
<p>Il comportamento di corteggiamento del maschio è molto insistente quando avverte che la partner è in calore, la femmina può però reagire anche molto violentemente se non è arrivato il momento giusto; questo anche per una ragione anatomica: infatti, la vulva rimane chiusa da una membrana che si apre solo durante il periodo dell’accoppiamento e nelle ore precedenti e successive il parto. L’accoppiamento vero e proprio è molto breve e ripetuto diverse volte in poche ore, soprattutto nelle ore serali. Un segno di avvenuto accoppiamento è il ritrovamento di materiale organico, bianco giallastro, di forma cilindrica sul fondo della gabbia.</p>
<p>La gestazione è molto lunga per un Roditore, si parla di circa 111 giorni, i piccoli, in numero di 1-3, nascono normalmente durante le prime ore del mattino e sono autosufficienti (prole atta), già completamente ricoperti da pelliccia, hanno occhi ed orecchie aperti e sono presenti anche i denti incisivi. L’allattamento dura molto poco, al massimo una settimana durante la quale iniziano a mangiare il cibo destinato agli adulti.</p>
<p><strong>Alimentazione</strong></p>
<p>L’alimentazione costituisce un aspetto molto importante del benessere del cincillà. Si tratta di animale prevalentemente erbivoro dotato di un lungo e complesso apparato gastro-intestinale; una cattiva alimentazione o la somministrazione di cibi non adatti, potrebbe mettere seriamente in pericolo la salute del cincillà.</p>
<p>Gli alimenti consigliati sono indubbiamente tutti i tipi di verdure fresche acquistabili in un Supermercato o coltivabili nell’orto: diversi tipi di insalate, diversi ortaggi, le foglie di carote, sedano, finocchio. La somministrazione di frutta dovrebbe essere moderata in quanto contiene elevati tenori di zuccheri semplici che potrebbero alterare la microflora intestinale e causare episodi di mal digestione o diarrea. Un elemento che non deve mai mancare è il fieno: questo alimento è il maggior apportatore di fibre vegetali che consentono il corretto funzionamento di tutto l’apparato gastro-enterico.</p>
<p>Come integrazione all’alimentazione con verdure e frutta fresche, si possono somministrare i mangimi in pellets, che consistono in miscele di farine di semi pressate a caldo o in erbe di campo e fieni pressati. Questi alimenti non devono costituire la base alimentare del cincillà, ma essere integrati alla razione di verdure fresche.</p>
<p>Saltuariamente si possono offrire noci e nocciole con il guscio come stimolo “ludico” o degli acini di uvetta sultanina, ottimi come premio per catturare l’attenzione del cincillà e per insegnargli alcune cose. Sporadicamente si possono offrire dei pezzetti di formaggio o dei pezzetti di tuorlo di uovo sodo come integrazione proteica, ma se si segue una corretta alimentazione, di norma non è necessario.</p>
<p>Alimenti che non si devono mai somministrare sono tutti i dolciumi ad uso umano e “specifici” per roditori, gelati, cioccolato, caffè, cibi fritti, carne e pesce, troppi semi come unica fonte di cibo. Oltre a provocare seri disturbi intestinali, possono anche essere tossici (cioccolata e caffè).</p>
<p>Una particolarità comune a tutti i roditori ed al coniglio è la coprofagia, ovvero l’ingestione di una speciale porzione di feci, normalmente prodotte a regolare distanza dai pasti, per l’auto integrazione di sali minerali e proteine presenti in questo particolare tipo di feci.</p>
<p>L’acqua viene normalmente somministrata tramite gli abbeveratoi a goccia che sono molto pratici ed igienici, si può comunque offrire in vaschette anti-rovesciamento per vedere se il cincillà gradirà di più o no.</p>
<p>Una cosa fondamentale è la transizione alimentare. Infatti, nei negozi vengono esclusivamente somministrate delle miscele di semi o pellettati per una maggiore comodità del negoziante. Il cambio verso una migliore alimentazione deve avvenire molto gradualmente per consentire alla microflora intestinale di adattarsi al nuovo tipo di alimento. Si inizierà con la somministrazione di una foglia di insalata al giorno continuando la somministrazione del mangime a cui era abituato. Se dopo un paio di giorni il cincillà sta bene, non si manifestano diarrea o altri problemi intestinali, si aumenta giorno per giorno la quota di verdura fresca diminuendo sempre più la quantità di mangime a cui era abituato sino alla sostituzione completa con i cibi consigliati.</p>
<p><strong>Principali malattie</strong></p>
<p>Il cincillà non viene vaccinato contro nessuna malattia virale. Le principali problematiche a cui va incontro sono principalmente legate a problemi gastro-enterici, problemi del mantello, traumi e colpo di calore.</p>
<p>L’apparato gastro-intestinale è, come già visto, molto delicato e suscettibile. Molto spesso l’unico sintomo riscontrato dal proprietario è la diminuzione dell’appetito e la riduzione della vivacità.</p>
<p>Un parametro fondamentale con cui giudicare il suo buon funzionamento, risiede nel valutare forma, dimensione e quantità delle feci prodotte.</p>
<p>Molto spesso la causa principale risiede in problemi localizzati ai denti che, essendo a crescita continua, devono avere la possibilità di un consumo costante e regolare, principalmente portato dalla dieta. Oltre a questo però, alterazioni durante la fase di crescita del soggetto (carenze alimentari, vitaminiche, traumi) o alterazioni congenite/ereditarie, causano modificazioni dell’assetto della tavola dentaria che provoca il non corretto consumo dei denti, sia degli incisivi, facilmente ispezionabili, che dei premolari e molari con la conseguente formazione di cuspidi o punte dentarie che provocano lesioni molto dolorose alla lingua ed alle guance rendendo difficoltosa la prensione e la masticazione del cibo.</p>
<p>In questi casi è indispensabile eseguire un trattamento di regolazione delle tavole dentarie mediante l’utilizzo di particolari frese ad alta velocità esattamente come quelle usate dai dentisti.</p>
<p>I problemi del mantello sono molto meno gravi ma più frustranti. Il sintomo principale sono molto spesso delle aree alopeciche (aree senza pelo), localizzate in qualsiasi parte del corpo; la principale causa sono i dermatofiti o funghi della pelle, che per diverse cause, prime fra tutte lo stress, prendono il sopravvento sulle difese immunitarie del cincillà e manifestano i sintomi. Normalmente non provocano prurito ma si estendono con forma circolare. Il trattamento può variare, a seconda della diffusione e dallo stato generale del soggetto, dalla semplice applicazione di prodotti sulle aree interessate sino alla somministrazione di farmaci per bocca per lunghi periodi. Una caratteristica particolare del cincillà, che non è una patologia ma solo un adattamento evolutivo, è il fenomeno chiamato fur slip, che consiste nel distacco di ciocche di pelo per poter sfuggire dai predatori; quindi un avvertimento è quello di non prendere mai il cincillà per la pelliccia.</p>
<p>Un problema particolare è la parafimosi o fur rings. E’ un problema esclusivo dei cincillà maschi che consiste nella formazione di un vero e proprio anello di peli intorno al pene; questo con l’andare del tempo causa una compressione crescente sull’organo maschile provocandone infiammazione e conseguente gonfiore che impedisce il ritorno alla posizione naturale all’interno del prepuzio. E’ una condizione molto fastidiosa e dolorosa per il cincillà evidenziata solo dal fatto che si lecca insistentemente la zona e che se non riconosciuta in fretta potrebbe causare seri problemi.</p>
<p>I traumi sono quelli comuni a tutti gli animali. Il tipo più comune è la frattura delle ossa lunghe degli arti posteriori, normalmente la tibia; le cause principali sono i tentativi di liberare l’arto quando si impiglia nelle sbarre della gabbia o tra le fibre dei tappeti, cadute dall’alto o schiacciamento in porte o finestre.</p>
<p>Il colpo di calore è un’evenienza alquanto frequente soprattutto nelle città durante il periodo estivo. Il cincillà in Natura vive sugli altipiani delle Ande sino a 5000 m di altitudine ed è quindi molto più resistente al freddo; infatti, il suo organismo non possiede ghiandole sudoripare e per dissipare il calore in eccesso, aumenta la frequenza respiratoria che non consente una buona riduzione della temperatura corporea che continua ad aumentare sino al collasso. Per evitare o ridurre al minimo il rischio, si consiglia di alloggiare il cincillà nella stanza più fresca della casa, riparato dai raggi del sole diretti (se non per brevi periodi per consentire il corretto metabolismo della vit. D e del Ca, luce solare diretta con la finestra aperta o all’esterno) o utilizzare un climatizzatore.</p>
<p>Dr. Sergio Silvetti Med. Vet.(SIVAE, AEMV member)<br />
Via per Armeno n°1,<br />
28010 Miasino (No)<br />
Tel.: 3401441276 fax 0322980907<br />
Indirizzo e-mail: sergio.silvetti@gmail.com<br />
Bibliografia consultata:<br />
&#8211; Dr. Vittorio Capello, Il Cincilla’, De Vecchi editore 1998<br />
&#8211; Quesenberry/Hillyer: Medicina degli animali esotici II, Antonio Delfino Editore, 1997<br />
&#8211; Hillyer/Quesenberry: Ferrets, Rabbits and Rodents clinicla medicine and surgery, W. B. Saunders Company 1997<br />
&#8211; Ronald M. Novwak: Walker’s Mammals of the world Vol. II, sixth ed., The John Hopkins University press, Baltimore London 1999</p>
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		<title>La Cavia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federico Lavanche]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Oct 2012 19:11:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Roditori]]></category>
		<category><![CDATA[La Cavia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="145" height="145" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/cavia-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/cavia-150x150.jpg 150w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/cavia-300x300.jpg 300w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/cavia-100x100.jpg 100w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/cavia-36x36.jpg 36w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/cavia-115x115.jpg 115w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/cavia-50x50.jpg 50w" sizes="(max-width: 145px) 100vw, 145px" />Tassonomia La cavia è un roditore molto simpatico che riesce ad instaurare profondi legami con i proprietari. In casa non è di difficile gestione anche se, come per tutti gli animali, ha delle peculiarità che richiedono la dovuta attenzione ed il dovuto impegno per permettere lo sviluppo ed il corretto mantenimento delle caratteristiche fisiologiche e [&#8230;]</p>
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<p>La cavia è un roditore molto simpatico che riesce ad instaurare profondi legami con i proprietari. In casa non è di difficile gestione anche se, come per tutti gli animali, ha delle peculiarità che richiedono la dovuta attenzione ed il dovuto impegno per permettere lo sviluppo ed il corretto mantenimento delle caratteristiche fisiologiche e comportamentali del piccolo animale senza arrecargli danno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<address><strong>Classe </strong>: <em>Mammalia (Mammiferi)</em></address>
<address><strong>Ordine</strong>: <em>Rodentia (Roditori)</em></address>
<address><strong>Sottordine</strong>: <em>Hystricomorpha (Istricomorfi)</em></address>
<address><strong>Famiglia</strong>: <em>Caviidae</em></address>
<address><strong>Genere</strong>: <em>Cavia</em></address>
<address><strong>Specie</strong>: C<em>. aperea porcellus</em></address>
<p>&nbsp;</p>
<p>In seguito a studi eseguiti sul patrimonio genetico delle cavie questa classificazione tradizionale è stata messa in discussione, ed è possibile che in futuro se ne formuli una diversa che includa la cavia in un ordine a parte.</p>
<p><em><strong>Note storiche</strong> </em></p>
<p>Le cavie (chiamate anche cavie peruviane, porcellini d’India) sono state addomesticate in sud-America circa nel 500-1000 d.C. (anche se qualche notizia, riporta date molto antecedenti, circa 1000 anni a.C.) ed erano utilizzate principalmente come fonte di cibo o in cerimonie religiose. In Europa furono importate circa 400 anni fa e divennero quasi subito animali da laboratorio o da compagnia.Oggi esistono in commercio, principalmente 3 varietà: <strong>Inglese/Americana a pelo corto</strong>, <strong>Peruviana</strong>, <strong>Abissina</strong>. La Peruviana è la varietà a pelo più lungo (anche più di 15 cm), l’Abissina ha il pelo relativamente corto ma che forma rosette che ne conferiscono un aspetto molto particolare.</p>
<p>Il colore del mantello comprende il bianco, il nero, il fulvo, il castano scuro, sia monocromatico che bi o tri colore.</p>
<p><em><strong>Habitat naturale e comportamento allo stato selvatico</strong> </em></p>
<p>L’ambiente di origine delle cavie è rappresentato da diversi paesi sudamericani, in particolare Argentina, Uruguay e Brasile. Il loro habitat è rappresentato da pianure erbose aperte e si ritrovano ad altitudini fino a 4.200 metri. Il clima è asciutto, semi-arido, stabile tutto l’anno, caratterizzato da giornate temperate e notti fredde. Le cavie sono strettamente erbivore, e si nutrono di erbe, radici, frutta e semi. Sono animali gregari; formano dei piccoli gruppi (5-10 animali) comandati da un maschio dominante; i membri del gruppo restano sempre vicini, e svolgono insieme tutte le attività. Prevalentemente non scavano tane o nidi, ed utilizzano le tane abbandonate da altri animali. Sono attive soprattutto di mattina e di sera ed evitano la luce intensa. Le cavie “pascolano” più o meno per tutta la giornata; le feci vengono deposte dove capita. Di fronte ad una minaccia o ad un pericolo le cavie reagiscono con una fuga precipitosa; quando un individuo fugge, tutte le altre cavie del gruppo lo imitano immediatamente. Un altro atteggiamento tipico è quello di immobilizzarsi completamente di fronte ad una situazione di minaccia o ad un suono che le allarma.</p>
<p>Le cavie comunicano tra loro con una varietà di suoni, simili a squittii; i biologi hanno identificato almeno 11 diversi tipi di suono, ciascuno con un suo preciso significato. Utilizzano anche segnali olfattivi; marcano il territorio strisciando la regione perianale contro il terreno, per lasciare il secreto delle ghiandole che si trovano in quella zona. I maschi utilizzano anche l’urina. Del loro comportamento allo stato naturale non si sa molto, dal momento che sono animali molto timidi e schivi che sfuggono al minimo segno di pericolo. E’ stato osservato che cavie alloggiate da sole sono molto attive, con periodi di veglia di oltre 20 ore al giorno.</p>
<p><strong>Conoscere la cavia</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<h1><em>Caratteristiche fisiche</em></h1>
<p>Il peso medio del maschio è di 900-1000 g, mentre la femmina è di 700-900 g. La vita media è di 4-5 anni, anche se possono raramente arrivare a 7-8 anni. Il corpo è tozzo, senza coda, con un collo corto e zampe brevi. Il muso è adornato da lunghi peli tattili, le vibrisse: le orecchie sono grandi e ovoidali, ricoperte da pochissimi peli. Dietro le orecchie è presente una piccola zona priva di peli, che non deve essere scambiata per una malattia della pelle. Il labbro superiore è diviso in due; scostando le labbra si osservano gli incisivi, lunghi e bianchi. Le cavie hanno 20 denti: 2 incisivi superiori e 2 inferiori, 3 premolari superiori e 3 inferiori da ogni lato, e 1 molare superiore ed 1 inferiore da ogni lato. Tutti i denti della cavia, sia gli incisivi che molari e premolari, sono a crescita continua (vengono pertanto definiti a radice aperta o ipsodonti): significa che continuano a crescere per tutta la vita e che vengono mantenuti della giusta lunghezza tramite il consumo reciproco, che avviene principalmente durante la masticazione del cibo. Nelle zampe anteriori sono presenti quattro dita, e in quelle posteriori solo tre; tutte le dita sono fornite di unghie. La parte inferiore delle zampe è priva di peli e presenta dei cuscinetti evidenti. La femmina ha un solo paio di mammelle, poste nella regione inguinale. I due capezzoli sono presenti anche nel maschio. Da ciascun lato degli organi genitali è presente una sacca perineale, una tasca di cute che contiene una ghiandola, la quale produce un secreto con cui viene marcato il territorio. Nel maschio è presente l’osso del pene. L’intestino tenute è molto lungo, ben 125 cm; il cieco è molto sviluppato (rappresenta l’organo più</p>
<p>voluminoso dell’addome), e ha la forma di una sacca semicircolare. Il maschio ha la caratteristica di avere gli anelli inguinali aperti: significa che attraverso l’anello inguinale (un’apertura della parete muscolare dell’addome) i testicoli possono rientrare nell’addome. La vagina è caratterizzata da una membrana che la sigilla, e che si apre solo durante il calore o il parto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>Comportamento</em></strong></p>
<p>Le cavie hanno il tipico comportamento degli animali da preda: sono molto timide e circospette, e si mettono in allarme al minimo segno di pericolo. Pertanto sono facilmente stressabili, hanno bisogno di un ambiente tranquillo e di essere avvicinate e manipolate con gentilezza. Le cavie sono creature molto abitudinarie e non amano le novità o i cambiamenti. Qualunque variazione del loro habitat (un cambio di gabbia, di casetta, di substrato o di compagni) rappresenta un fattore di stress. Anche un alimento che non conoscono viene talvolta considerato con sospetto e evitato con cura, addirittura il cambio del recipiente del cibo può spingerle a rifiutarsi di mangiare. Sono molto sociali, e hanno bisogno della presenza e del contatto fisico dei loro simili; pertanto è molto importante fornire molte attenzioni ad una cavia tenuta da sola e passare insieme a lei dei lungi periodi tutti i giorni. Le cavie amano essere coccolate e ricambiano con tantissimo affetto le cure del proprietario, con cui riescono a stabilire un forte legame.</p>
<p><em><strong>L&#8217;alloggio</strong></em></p>
<p>Le cavie sono poco esigenti riguardo il tipo di gabbia. Il requisito più importante concerne lo spazio, che deve essere più ampio possibile: le dimensioni minime sono di 80 x 40 cm per una cavia alloggiata da sola. Più cavie richiedono uno spazio proporzionalmente maggiore. E’ possibile costruire artigianalmente delle gabbie più ampie, o collegare tra loro più gabbie per permettere agli animali di fare più esercizio. Il fondo deve essere preferibilmente solido, perché le cavie hanno zampe relativamente piccole rispetto al peso che devono sostenere e la griglia può favorire l’insorgenza di lesioni ai piedi; inoltre su una griglia di dimensioni non appropriate le zampe possono incastrarsi e fratturarsi. La parte inferiore della gabbia deve avere le pareti laterali relativamente alte, in modo che il materiale del fondo non cada continuamente al di fuori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’altezza della gabbia non è un fattore importante perché le cavie non saltano e non si arrampicano sulle sbarre; un’altezza minima di 20 cm può essere sufficiente. Per lo stesso motivo, se in casa non ci sono cani, gatti furetti o bambini piccoli, non è neppure indispensabile che la gabbia presenti un coperchio superiore. I materiali migliori sono rappresentati da acciaio e plastica, mentre il legno non è assolutamente adatto: si impregna di urina e viene rosicchiato. Il fondo della gabbia deve essere riempito di materiale assorbente, morbido e innocuo per l’animale; non deve essere polveroso poichè piccole particelle possono venire inalate. La segatura e i trucioli non sono una buona scelta, perché aderiscono alla zona genitale e possono creare seri problemi. Materiali adatti sono rappresentati dal tutolo di mais, pellet di carta riciclata (si trovano nei negozi per animali), carta a pezzi, fieno. Ponendo sul fondo della gabbia dei fogli di giornale, e al di sopra di questi la lettiera, la pulizia risulta molto facilitata, asportando i giornali del fondo insieme alla lettiera. La lettiera deve essere spessa e sempre molto pulita, per assicurare la salute delle zampe.</p>
<p>Un indispensabile accessorio della gabbia è una casetta. Le cavie sono animali molto timidi, e quando non si sentono sicuri corrono a rifugiarsi in un posto riparato. Una casetta consente alla cavia di mettersi al riparo ogni volta che ne sente la necessità, con indubbi vantaggi dal punto di vista psicologico, inoltre costituisce l’indispensabile nido dove la cavia va a dormire di notte. La casetta può anche essere di legno o di cartone, da sostituire quando è sporca o troppo danneggiata dai denti.</p>
<p>Altri accessori sono: le rastrelliere, per contenere il fieno e le verdure, dei recipienti per il mangime, preferibilmente di ceramica perché non siano facilmente rovesciabili, e gli abbeveratoi. Le cavie tendono ad entrare e defecare nei recipienti del cibo, i quali non dovranno quindi essere troppo larghi, in modo da impedire al roditore di entrarci. Gli abbeveratoi devono essere a goccia da appendere alla parete della gabbia, in modo che l’acqua sia sempre pulita. Fate però attenzione al loro corretto funzionamento: le cavie amano soffiare dentro il tubo dell’abbeveratoio, intasandolo con particelle di cibo e bloccando l’uscita dell’acqua.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Collocazione della gabbia</strong></em></p>
<p>La gabbia deve collocata in una zona tranquilla, dove non ci siano troppi rumori molesti (schiamazzi, stereo, radio, televisione) o confusione e dove cani, gatti o furetti non abbiano accesso. Le cavie sono facilmente spaventate da rumori improvvisi e dalla presenza di potenziali predatori. La temperatura ambientale ideale è di 21°C, e comunque compresa tra 18 e 26°C. Una cavia sana e con una casetta riparata può affrontare temperature inferiori. Le alte temperature sono sopportate molto male, soprattutto in presenza di umidità elevata. Le cavie non sudano ed hanno un corpo molto compatto, che dissipa male il calore, e temperature elevate (già sopra i 27°C) ne possono causare la morte. L’umidità relativa dell’ambiente va mantenuta nell’intervallo del 30-70%. Durante la stagione calda si dovrà quindi avere la precauzione di sistemare la gabbia nel punto più fresco della casa, evitare l’esposizione diretta al sole (ad esempio di fronte ad una finestra, o su una terrazza), perché il calore eccessivo può uccidere le cavie in pochissimo tempo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Fuori dalla gabbia</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le cavie difficilmente possono essere addestrare a sporcare nella cassetta, e depositano feci e urine un po’ dappertutto; inoltre, tendono a rodere tutto quello che capita loro a tiro. Per questo motivo non sono molto adatte ad essere lasciate libere di girare per la casa, a meno che non le si sorvegli a vista e non si sia disposti a pulire spesso dove sono passate. In ogni caso, occorre evitare che la cavia venga a contatto con fili elettrici, sostanze tossiche o piante velenose, e che possa trovare una via di fuga. Se la si porta all’esterno, è indispensabile procedere per gradi e scegliere un posto assolutamente tranquillo, senza via vai di persone, dove non accedano cani o gatti, e sempre sorvegliandola a vista. Se la cavia si spaventa e scappa, può essere molto difficile o impossibile recuperarla.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>La cavia e gli altri animali</strong></em></p>
<p><em><strong>Cane</strong></em></p>
<p>I cani sono portati per istinto a cacciare, e rappresentano un grave pericolo per le cavie. In generale, non fidatevi mai a lasciare insieme liberi, senza supervisione, un cane e delle cavie, perché bastano pochi istanti perché accada l’irreparabile. In vostra assenza, non lasciate neppure il cane da solo con la cavia chiusa in gabbia, poiché il cane potrebbe abbaiare e dare zampate alla gabbia, disturbando notevolmente il povero roditore.</p>
<p><em><strong>Gatto</strong></em></p>
<p>È poco probabile che un gatto causi problemi ad una cavia (tranne che per una molto giovane e quindi di piccole dimensioni), a causa della taglia relativamente grande di questo roditore. Tenete però a mente che, magari anche solo per gioco, il gatto con un graffio può ferire la cavia, specialmente se viene colpito un occhio. Vale sempre la regola di non lasciare mai insieme i due animali senza controllo, a meno che la coppia non sia più che collaudata e perfettamente affidabile.</p>
<p><em><strong>Coniglio</strong></em></p>
<p>Come la cavia, anche il coniglio è un animale sociale e che ama la compagnia, per cui potrebbe andare d’accordo molto bene con il piccolo roditore. E’ necessario però che il coniglio (tanto un maschio che una femmina) sia sterilizzato, altrimenti all’insorgenza della maturità sessuale cercherà di accoppiarsi ripetutamente la cavia, e si comporterà con aggressività nei suoi confronti. Un’altra precauzione importante consiste nel mettere nella gabbia della coppia una casetta la cui apertura permetta l’ingresso solo della cavia, per cui questa possa trovare un rifugio sicuro nel caso in cui il coniglio la molestasse. Molti veterinari tuttavia sconsigliano di tenere insieme cavie e conigli, per il rischio che il coniglio trasmetta al suo piccolo amico un germe, <em>Pasteurella multocida</em>, innocuo per lui ma pericoloso per la cavia.</p>
<p><em><strong>Come introdurre una nuova cavia</strong></em></p>
<p>È possibile trovare un compagno ad una cavia che vive da sola, a patto però di seguire qualche precauzione. Le cavie, infatti, essendo animali sociali tendono per istinto a stabilire tra loro una gerarchia (per decidere chi comanda) e sono anche molto territoriali, tendono cioè a scacciare eventuali cavie estranee che entrano nel loro ambiente.</p>
<p>Se non volete avere problema di continue gravidanze, con la necessità di dover poi tenere separati i due soggetti, è preferibile mettere insieme due cavie dello stesso sesso, a meno che non sterilizziate il maschio. E’ molto probabile che due maschi adulti lottino tra loro, ma se sono sterilizzati possono andare d’accordo molto più facilmente; due femmine non dovrebbero avere problemi ad accettarsi, con il tempo. Una volta scelto il nuovo venuto, vediamo come fare per mettere insieme i due animali nel modo migliore.</p>
<p>All’inizio andranno posti in due gabbie separate, ma collocate vicine, cosicché le cavie possano vedersi e odorarsi. In questo modo si abitueranno pian piano alla reciproca presenza, ma non potranno aggredirsi. Dopo qualche giorno, quando sembrerà che tra i due animali sia cessata ogni animosità, provate a toglierle dalle gabbie e lasciarle insieme; questo dovrà però avvenire in un territorio neutrale, in cui nessuno dei due animali sia mai stato, e che quindi non stimoli l’istinto a difenderlo dei due roditori. Controllate il comportamento dei due animali e non perdeteli di vista; se si manifestano comportamenti aggressivi o lotte vere e proprie, potete separare i due contendenti schizzando loro dell’acqua con uno spruzzino. A parte il caso di due maschi non sterilizzati, le due cavie dovrebbero gradualmente accettare la presenza l’una dell’altra. Lasciate insieme i due soggetti per un po’, e poi rimetteteli nelle rispettive gabbie. Quando siete sicuri che la coppia ha ormai fatto amicizia, potrete lasciare insieme i due animali nella stessa gabbia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Alimentazione</strong></p>
<p>La cavia è un erbivoro stretto: si nutre esclusivamente di alimenti vegetali. Ha un apparato digerente molto sensibile alle variazioni della dieta, perciò è molto importante evitare cambi bruschi di alimentazione, che causerebbero gravi disturbi intestinali. Tutti i suoi denti, sia i lunghi incisivi che i denti interni, molari e premolari, continuano sempre a crescere, e se non vengono adeguatamente consumati dalla masticazione del cibo causano disturbi gravissimi, fino a impedire all’animale di mangiare causandone la morte. E’ inoltre un animale molto difficile nelle abitudini alimentari: se viene fornito un tipo di alimento che non ha imparato a conoscere da piccolo, lo può rifiutare. Anche un cambiamento dei contenitori del cibo può causare un rifiuto ad alimentarsi. <strong>Le cavie, caso unico tra i roditori, necessitano una dose quotidiana di vitamina C</strong>; il loro organismo non è in grado di sintetizzarla, e la devono ricevere con l’alimento. In caso di carenza si verifica una grave patologia, lo scorbuto, che causa la morte del roditore. Molto spesso la dieta fornita alle cavie contiene una dose troppo bassa di questa vitamina. L’alimentazione si basa sulla somministrazione di fieno di ottima qualità, erbe di campo, verdure, piccole quantità di frutta, pellet <em>specifico per cavie</em>. Tra le verdure si possono offrire tutte quelle adatte all’alimentazione umana: carote, bietole, broccoli, cavolo, spinaci, cicoria, insalata, piante di campo. Di solito si può lasciare a disposizione una quantità di cibo illimitata (alimentazione “ad libitum”), a meno che non vi siano particolari ragioni mediche per limitare il cibo a disposizione. La dieta deve essere ricca di fibra e di vitamina C. Fate però attenzione ad operare ogni cambio di alimentazione in modo molto graduale, nell’arco di alcune settimane, per evitare disturbi intestinali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>I vegetali</strong></em></p>
<p>Verdure fresche e piccole quantità di frutta vanno somministrate tutti i giorni come alimento principale; devono essere lavate accuratamente per evitare residui di pesticidi e una possibile contaminazione batterica. Le piante di campo devono essere raccolte lontane da aree esposte ai gas di scarico delle macchine, e non in zone in cui possano essere stati utilizzati pesticidi o erbicidi.</p>
<p><em><strong>Il pellet</strong> </em></p>
<p>Il pellet dovrebbe venire somministrato come complemento di una dieta corretta a base di verdure fresche. In commercio si trovano dei pellets per conigli che non sono adatti all’alimentazione delle cavie perché non contengono vitamina C; in ogni caso occorre ricordare che la vitamina C è estremamente labile e si deteriora in circa sei settimane dalla fabbricazione del pellet, anche nelle migliori condizioni di conservazione. Un buon prodotto, che risponde come composizione alle esigenze della cavia, contiene vitamina C stabilizzata (si conserva per due anni, secondo quanto afferma la casa produttrice), è il pellet per cavie della ditta Bunny. <strong>Ricordate: i mangimi che contengono miscele di semi, fioccati e frutta secca NON sono adatti alle cavie, anche se vengono venduti apposta per questi animali.</strong></p>
<p><em><strong>La vitamina C</strong></em></p>
<p>La vitamina C ha la caratteristica di esser molto labile e degradarsi rapidamente per esposizione a luce e calore. Una dieta adeguata, ricca di verdure fresche, dovrebbe fornire tutta la vitamina C di cui la cavia ha bisogno. Alimenti ricchi di vitamina C sono i peperoni rossi, il cavolo, il ravizzone, il prezzemolo e gli agrumi. Una tazza di cavolo fresco contiene circa 60 mg di vitamina C e un etto di ravizzone circa 125 mg. Il fabbisogno giornaliero di una cavia (circa 30 mg) può essere fornito con mezza tazza di tali verdure o un quarto di arancia. Attenzione però all’eccesso di brassicacee (come cavolo e ravizzone), in quanto contengono elevati livelli di ossalati (che possono causare la formazione di calcoli urinari). Mele, carote e insalata contengono quantità trascurabili di vitamina C.</p>
<p>La vitamina C può essere somministrata direttamente in bocca con una pipetta o un contagocce, diluita in poca acqua o succo di frutta, alla dose di 10-30 mg/kg. Non è consigliabile eseguire l’integrazione con un preparato multivitaminico, per evitare sovradosaggi di altre vitamine. Possono essere utilizzati i prodotti in vendita in farmacia per le persone. Ad esempio, Cebion<sup>Ò</sup> gocce contiene 100 mg/ml di vitamina C, e una goccia equivale a 5 mg circa.</p>
<p><em><strong>L’acqua</strong></em></p>
<p>L’acqua non deve mai mancare, anche se quando mangiano molta verdura fresca le cavie bevono poco. Occorre notare che spesso le cavie amano giocare con gli abbeveratoi a sifone, soffiando dentro l’acqua appena succhiata. Ciò porta alla contaminazione dell’acqua o anche all’ostruzione del beccuccio causata dalle particelle di cibo.</p>
<p><strong><em>La coprofagia</em></strong></p>
<p>Le cavie sono coprofagiche (come il coniglio e molti roditori): mangiano le proprie feci appena prodotte direttamente dall’ano (oppure dal pavimento, nel caso di soggetti obesi o gravidi). In questo modo le cavie si approvvigionano di vitamine, proteine e fibra. Nel caso dei piccoli, essi mangiano le feci della madre per procurarsi i batteri intestinali benefici che colonizzeranno il loro apparato digerente.<em> </em></p>
<p><em><strong>Alimenti vietati</strong></em></p>
<p>Tutte le leccornie per i roditori vendute nei negozi per animali: bastoncini di semi e melassa, biscottini, bastoncini di cereali, caramelle allo yogurt, e così via. Semi di tutti i tipi (specialmente di girasole): troppo grassi e carenti di fibra.Pane, pasta, biscotti, dolciumi ecc.: possono causare gravi alterazioni intestinali.Cioccolata: è tossica.Parti verdi di pomodoro e patata (comprese le foglie): sono tossiche.I prodotti a base di latte: le cavie non tollerano il lattosio (nello yogurt non c’è il lattosio).</p>
<p><strong>Le cure</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La cavia non richiede vaccinazioni, ma non per questo dovete trascurare di portarla periodicamente dal veterinario per una visita di controllo, soprattutto subito dopo l’acquisto. La cavia di norma non deve essere lavata, perché si tiene pulita da sola. Se è a pelo lungo deve necessariamente essere spazzolata di frequente, per asportare il pelo morto e tenere in ordine il mantello. E’ importante tenere regolate le unghie, che se si allungano troppo possono crescere ritorte e danneggiare le zampe.</p>
<p>Sintomi che richiedono un’immediata visita veterinaria sono: comparsa di diarrea, difficoltà a mangiare o rifiuto di mangiare, mento e gola imbrattati di saliva, dimagramento, apatia, prurito intenso. Se la cavia non sta bene fatela visitare prima possibile, perché le sue condizioni di salute possono deteriorarsi molto rapidamente e ogni ritardo può compromettere le possibilità di guarigione.</p>
<p><strong>Bibliografia</strong></p>
<address>&#8211; Hillyer E. V., Quesenberry K. E., Ferrets, Rabbits, and Rodents, Clinical Medicine and Surgery, W. B. Saunders Company, 1997</address>
<address>&#8211; Marta Avanzi, La cavia, edizioni AAE</address>
<address>&#8211; Ronald M. Novwak: <em>Walker</em><em>’s Mammals of the world Vol. II, sixth ed.</em>, The John Hopkins University press, Baltimore London 1999</address>
<address> </address>
<address><a href="mailto:sergio_74@tiscali.it">Dr. Sergio Silvetti Med. Vet.</a><a href="mailto:sergio_74@tiscali.it">(SIVAE, AEMV member)</a></address>
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		<title>Il Cane della Prateria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federico Lavanche]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Oct 2012 21:34:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Roditori]]></category>
		<category><![CDATA[Il Cane della Prateria]]></category>
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<p>Classe: Mammiferi<br />
Ordine: Roditori<br />
Famiglia: Sciuridi<br />
Genere: Cynomis<br />
Specie: Cynomis Ludovicianus</p>
<p>Il cane della prateria è uno scoiattolo terricolo, un roditore appartenente alla stessa famiglia delle marmotte; il suo nome deriva dal verso caratteristico, molto simile al latrato di un cane, che emette per avvertire i propri simili di un pericolo incombente. Vive principalmente nell&#8217;Ovest degli Stati Uniti ed in alcune zone del Canada e del Messico.</p>
<p>Predilige le pianure erbose ma può vivere anche in zone desertiche, collinose e montuose, generalmente dal clima asciutto. Il cane della prateria è un animale sociale e gregario che vive in famiglie formate da un solo maschio sessualmente maturo, da quattro cinque femmine più la prole.</p>
<p>La sua tana è costituita da un intricato sistema di cunicoli e gallerie che collegano diverse camere sotterranee, che vengono adibite alle varie necessità della famigliola: il nido per le madri ed i piccoli in allattamento, la tana per gli altri componenti adulti, la toilette, etc. Le gallerie possono essere profonde fino a 4-5 metri e lunghe anche centinaia o migliaia di metri.</p>
<p>Solo il Cynomis Ludovicianus (cane della prateria dalla coda nera) può essere commerciato legalmente, mentre non è consentito detenere le altre specie.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Comportamento</strong></em></p>
<p>Il cane della prateria è un animale che ha bisogno del contatto fisico con i suoi simili e scambia continue effusioni con tutti i membri della famiglia.</p>
<p>Se acquistati/adottati da cuccioli stabiliscono un forte legame affettivo con gli esseri umani, mentre se presi da adulti legheranno ugualmente con i proprietari ma ci vorrà più tempo prima che acquisiscano fiducia nell&#8217;essere umano. Amano essere coccolati in tutti i modi e adorano riposare accoccolati accanto al loro proprietario.</p>
<p>Dai 2 anni di età diventano molto protettivi nei confronti della famiglia che li ospita ed hanno la tendenza a difendere i loro familiari dagli estranei, arrivando persino a morderli. La femmina in linea di massima è meno affettuosa del maschio (ma queste sono solo regole generali, ogni cane della prateria ha un carattere a sé). Se tenuto troppo in gabbia sviluppa un atteggiamento aggressivo anche con il padrone, per cui si consiglia di tenere il cane della prateria libero per il maggior tempo possibile.</p>
<p>Durante il periodo del calore il maschio può essere molto nervoso, mostrare aggressività anche col padrone e avere degli strani atteggiamenti. L&#8217;iperprotettività nei confronti della femmina durante il periodo del calore è tale da costringerla talvolta a rimanere chiusa nella tana per giorni. Questi comportamenti aggressivi scompaiono spesso con la sterilizzazione.</p>
<p>Sono comunque animali affettuosissimi, molto intelligenti e dalle movenze buffe e tenere, dunque di grande soddisfazione come pet, anche se inadatti a bambini piccoli perchè se non trattati adeguatamente potrebbero avere repentini cambiamenti di umore e mordere.</p>
<p>Un cane della prateria in casa vi costerà molto in termini di arredamento! Essendo un roditore con incisivi a crescita continua, tenderà a rosicchiare tutto ciò che trova in casa, danneggiando soprattutto mobili e porte; gli spazi a loro disposizione andranno messi in sicurezza contro il rosicchiamento dei cavi elettrici (molto pericoloso per la loro incolumità e spesso causa di morte prematura).</p>
<p>Ricordate dunque che è un animale selvatico e quindi a volte imprevedibile, richiede molta attenzione e cure, non sopporta la solitudine ed ha bisogno di trascorrere il maggior tempo possibile fuori dalla gabbia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Acquisto/Adozione</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I cani della prateria reperibili attualmente in Italia sono solo animali nati in cattività: dal 2003 è stato posto un doppio blocco al loro commercio, sia in uscita dagli USA che in ingresso in Europa, perchè ritenuti portatori di un Poxvirus che causa il vaiolo delle scimmie, virus pericoloso anche per gli esseri umani. Nel settembre 2008 gli USA hanno rimosso il blocco della commercializzazione, mentre rimane tutt&#8217;ora il divieto di importazione in Europa.</p>
<p>E’ vivamente consigliato l&#8217;acquisto/adozione di due soggetti perché si facciano compagnia. L’ideale è prediligere animali giovani, poichè da adulti per i primi tempi potrebbero essere molto impauriti oppure aggressivi con voi. L’animale deve essere vivace e curioso, non deve presentare nel mantello delle chiazze senza pelo, i denti incisivi devono essere diritti e della giusta lunghezza, le narici devono essere pulite, le feci solide e compatte.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Alloggio</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;ideale sarebbe uno spazio esterno con un terrapieno in cui poter scavare, ma possono essere tenuti anche in casa purchè in gabbie molto grandi, che possono essere realizzate in poco spazio sviluppandole in altezza, cioè sovrapponendo una gabbia di 3-4 piani ad un piccolo terrapieno che farà da base alla gabbia. Il fondo deve essere robusto e le chiusure particolarmente solide, dal momento che i cani della prateria sono maestri nelle evasioni. Sul fondo ci deve essere la lettiera, da preferire il truciolo depolverizzato per cavalli (scaglie di legno pressate) o il pellet di legno pressato vergine. E&#8217; importante tenerne almeno una coppia perchè sono animali altamente sociali che soffrono molto la solitudine. Devono poter uscire qualche ora al giorno. Nella gabbia dovranno trovare posto:</p>
<p>&#8211; un <strong>beverino per l’acqua</strong> tipo quello per conigli<br />
&#8211; una o più <strong>ciotole per il cibo</strong>, ancora meglio una per ogni animale, per evitare litigi sul cibo<br />
&#8211; una <strong>tana in legno</strong> (se monterete lungo gli spigoli una striscia metallica eviterete di cambiarla troppo spesso) <strong>oppure in cartone</strong> (da sostituire spesso perchè certamente la rosicchieranno) con dentro abbondante fieno; evitate le tane in plastica, poichè la condensa del loro respiro renderebbe il nido sempre umido<br />
&#8211; <strong>tubi </strong>di diametro adeguato<br />
&#8211; <strong>corde di nylon</strong> con dei nodi, che appenderete al soffitto della gabbia per farli giocare (di nylon e non di corda, perchè potrebbero ingerire i fili)<br />
&#8211; un <strong>tronco di legno</strong> non tossico (vedi oltre)<br />
&#8211; una <strong>scatola di cartone</strong> da masticare<br />
&#8211; alcuni proprietari mettono anche delle <strong>ruote per correre</strong>, ma il diametro deve essere adeguato.</p>
<p>La gabbia va pulita almeno una-due volta alla settimana, mentre i residui di cibo e il fieno inutilizzato devono essere rimossi quotidianamente. E’ consigliabile cambiare l’acqua del beverino giornalmente e di togliere le feci così da diminuire i cattivi odori. I cani della prateria tendono a fare i loro bisogni sempre nello stesso punto. Per la pulizia è molto indicato il vapore, che vi eviterà di utilizzare detersivi potenti, ma tossici. Se tenuti all&#8217;interno di un appartamento, sarà opportuno posizionare la gabbia vicino anche ad una finestra chiusa, visto che i cani della prateria amano guardare il panorama; attenzione ai colpi di sole, alle correnti d&#8217;aria ed alle temperature troppo basse: i cani della prateria sono animali piuttosto freddolosi, che amano stare sdraiati al sole anche in piena estate. Se deciderete di tenerli all&#8217;esterno, fate attenzione che non mangino nulla di velenoso e mettete una rete interrata che impedisca loro di fuggire scavando sotto la recinzione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Liberi di girare per casa</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E&#8217; consigliabile tenere i vostri piccoli amici il più a lungo possibile liberi poichè la gabbia costituisce per loro un grande stress. Da liberi però sono soggetti a molti pericoli per cui devono essere sempre sorvegliati, o deve essere dedicata loro una stanza messa in sicurezza da quelli che sono i pericoli più comuni per i cani della prateria: folgorazione da corrente elettrica, avvelenamento da sostanze tossiche o da piante tossiche, cadute da piccole e grandi altezze, cadute dai balconi. Attenzione ai danni ai vostri oggetti, per loro sarà indifferente addentare lo strofinaccio da cucina piuttosto che la vostra più preziosa tovaglia con pizzo al tombolo.</p>
<p><strong><em>Alimentazione</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;alimentazione deve essere ricca di fibre e povera di grassi e proteine, adatta a degli animali che in natura mangiano solo erba, radici e qualche occasionale cavalletta e che tenuti in cattività tendono all&#8217;obesità. L&#8217;alimentazione del cane della prateria sarà costituita quasi esclusivamente da fieno o erba, con l&#8217;aggiunta di moderate quantità di qualcuno dei seguenti alimenti: patata americana, carota, germogli di soia, fagiolini, verdure amarognole tipo radicchio rosso, cicorione, insalata riccia; le verdure devono essere somministrate ben asciutte ed a temperatura ambiente. Il dente di leone e la frutta (mela, pera o comunque frutta non troppo zuccherina) vanno dati non più di due volte a settimana. Questa dieta va completata da un po&#8217; di pellettato di produzione italiana, formulato appositamente sulle esigenze alimentari dei cani della prateria, a basso contenuto di proteine e lipidi e ricco di fibra. Anche se i cani della prateria bevono in genere poco perchè traggono il liquido necessario dai vegetali freschi, l&#8217;acqua va tenuta sempre a disposizione.</p>
<p>E&#8217; sbagliatissimo, anche se purtroppo accade spesso, nutrirli con granaglie, semi di girasole o altri alimenti ricchi di grassi e proteine ma poveri di fibra, che produrranno gravi ed irreversibili danni al loro apparato digerente, accorciando di molto la loro aspettativa di vita.</p>
<p><strong>Piante tossiche e commestibili per il cane della prateria: </strong>Sono tossiche l&#8217;oleandro, ippocastano, tasso, tutte le siepi, rododendro, azalea; queste sono le più comuni. Ce ne sono certamente altre, ma di sicuro non sono velenosi acero, melo, pero, melograno, ulivo, castagno.</p>
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<p><strong><em>Riproduzione</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I cani della prateria in cattività raggiungono la maturità sessuale all’età di 1-2 anni. Vanno in calore una sola volta all’anno, tra gennaio e marzo. I maschi possono diventare aggressivi sia con la femmina che con i proprietari. Non ci sono segni certi di gravidanza in una femmina di cane della prateria, se non un lieve ingrossamento dei fianchi, un piccolo cerchio di pelo bianco che viene a crearsi attorno i capezzoli ed una maggior tendenza della femmina a stare nel nido. La riproduzione in cattività è piuttosto difficile, ma avviene spesso in coppie tenute in recinti esterni. La gravidanza dura 33-38 giorni, con un numero di cuccioli che varia da 1 a 8. I piccoli nascono privi di pelo e con gli occhi chiusi; aprono gli occhi dopo circa 30- 35 giorni. Usciranno dalla tana per iniziare lo svezzamento intorno alla sesta settimana di vita.</p>
<p><strong>Come riconoscere il sesso: </strong>Maschi e femmine sono morfologicamente identici. L&#8217;unica caratteristica che permette di distinguere maschi e femmine è la distanza che c’è tra l’ano ed i genitali esterni. Nella femmina questi sono contigui mentre nel maschio c&#8217;è una distanza di circa 1-2 cm.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>Malattie e cure</em></strong></p>
<p>Non sono necessarie vaccinazioni. E’ bene fare periodicamente un esame delle feci per verificare la presenza di parassiti intestinali. Non è necessario lavarli, ma in caso di necessità il metodo migliore è quello di utilizzare un panno bagnato con acqua e poi asciugarli avvolgendoli in un asciugamano caldo; non utilizzate l’asciugacapelli per non spaventarli. Le unghie vanno accorciate periodicamente, ma fate attenzione a non tagliare troppo in basso, si potrebbe toccare qualche vaso sanguigno causando una consistente fuoriuscita di sangue.<strong> </strong></p>
<p><strong>Le malattie più frequenti</strong></p>
<p><strong>Odontoma: </strong>è una patologia degli incisivi superiori, molto temuta dai proprietari di cani della prateria perchè è spesso di difficile risoluzione e causa di morte prematura. Si tratta di una proliferazione anomala della radice dei denti, che si manifesta spesso dopo la rottura ripetuta degli incisivi superiori a seguito di cadute, o a seguito di microfratture derivate dal masticamento continuato delle sbarre della gabbia. L&#8217;occlusione delle cavità nasali causata dalla suddetta proliferazione può portare l&#8217;animale a morte per soffocamento</p>
<p><strong>Micosi</strong>: Si manifesta con mancanza di pelo a chiazze, dovute al proliferare di funghi microscopici che si localizzano negli strati superficiali della pelle. E&#8217; trasmissibile anche all&#8217;uomo, quindi è consigliabile non toccare queste zone e sottoporre quanto prima l&#8217;animale ad adeguato trattamento.</p>
<p><strong>Pododermatite</strong>: è una infezione cutanea che colpisce le zampe, causata dal fondo della gabbia a griglie metalliche oppure da scarse condizioni igieniche. La zona appare gonfia ed arrossata e può essere facilmente curata se si interviene tempestivamente. Ma attenzione, se trascurata l’animale può arrivare anche alla morte, poichè l&#8217;infezione può propagarsi per via sistemica provocando una pericolosa setticemia.</p>
<p><strong>Acariasi</strong>: La più comune è la rogna, ma solo la forma sarcoptica può essere trasmessa all&#8217;uomo. Si presenta con perdita di pelo, croste e prurito.</p>
<p><strong>Obesità</strong>: E&#8217; causata solo ed esclusivamente da errori alimentari da parte dei proprietari. Non si deve mai alimentare il cane della prateria con alimenti ipercalorici (noci, nocciole, arachidi, semi di girasole, dolciumi) poichè si svilupperebbero patologie mortali a carico del fegato.</p>
<p><strong>Malocclusione</strong>: Se gli incisivi dei vostri cani della prateria si spezzano a causa di una caduta, bisogna stare attentissimi che questi non ricrescano storti provocando una malocclusione; gli incisivi possono crescere a dismisura e arrivare addirittura a perforare il palato e le narici.</p>
<p><strong>Diarrea</strong>: Produzione di feci molli o liquide, causata da parassiti intestinali o da errori alimentari o colpi di freddo. Se la diarrea non è profusa potete provare ad eliminarla somministrando dei fermenti lattici.</p>
<p><strong>Costipazione</strong>: E’ una progressiva stasi intestinale, dovuta ad un&#8217;alimentazione scarsa in fibre oppure all&#8217;ingestione di alimenti o corpi grossolani, che rende l’animale apatico e anoressico. E&#8217; molto pericolosa e può portare a morte l&#8217;animale in poco tempo.</p>
<p><strong>Meteorismo</strong>: Causato dalla fermentazione di cibi inadatti (frutta troppo ricca in zuccheri, dolciumi) o a cibi bagnati, marci o freddi, che provocano la formazione di gas intestinali. E&#8217; una patologia grave che può portare a morte per difficoltà respiratorie, in quanto l&#8217;eccessiva volume dell&#8217;intestino può bloccare il diaframma.</p>
<p><strong>Rinite</strong>: I sintomi più evidenti sono scolo nasale e starnuti; le cause possono essere svariate: agenti infettivi ma anche gas o vapori irritanti, oppure polveri come quelle generate da alcune lettiere.</p>
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		<title>Il Citello</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federico Lavanche]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Oct 2012 21:05:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Roditori]]></category>
		<category><![CDATA[Citello]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="145" height="145" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/citello2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/citello2-150x150.jpg 150w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/citello2-100x100.jpg 100w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/citello2-36x36.jpg 36w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/citello2-115x115.jpg 115w" sizes="(max-width: 145px) 100vw, 145px" />Tassonomia Regno: Animalia Phylum: Chordata Sottophylum: Vertebrata Classe: Mammalia Ordine: Rodentia Famiglia: Sciuridae Sottofamiglia: Spermophilus Genere: S. Citellus Caratteristiche anatomiche Lunghezza da 23 a 28 cm Coda da 6,5 a 11 cm peli fini e lunghi Peso in media 500 gr Maturità sessuale 10 mesi 23 giorni di gestazione Dopo 30 giorni i cuccioli abbandonano [&#8230;]</p>
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<p>Regno: Animalia<br />
Phylum: Chordata<br />
Sottophylum: Vertebrata<br />
Classe: Mammalia<br />
Ordine: Rodentia<br />
Famiglia: Sciuridae<br />
Sottofamiglia: Spermophilus<br />
Genere: S. Citellus</p>
<p>Caratteristiche anatomiche</p>
<p>Lunghezza da 23 a 28 cm<br />
Coda da 6,5 a 11 cm peli fini e lunghi<br />
Peso in media 500 gr<br />
Maturità sessuale 10 mesi<br />
23 giorni di gestazione<br />
Dopo 30 giorni i cuccioli abbandonano il nido materno<br />
E’ un roditore appartenente alla famiglia degli scoiattoli, originario delle steppe dell’est europeo; è l&#8217;unica specie europea del genere Spermophilus. L&#8217;areale del Citello si estende nell&#8217;Europa sud-orientale, dal sud dell&#8217;Ucraina all&#8217;Asia Minore e la Repubblica Ceca e a nord fino alla Polonia. Negli Stati Uniti si trova principalmente nel Montana e Minnesota.</p>
<p>Crea delle gallerie sotterranee con varie stanze: per dormire, per mettere le provviste, per fare i bisogni. E’ un animale socievole (vive in colonie) e prevalentemente diurno. Gli incisivi sono a crescita continua mentre i molari no. Le mammelle si estendono dalla regione inguinale a quella ascellare. Possiedono delle sacche guanciali per conservare il cibo. Hanno grosse difficoltà nel riuscire a vedere in caso di luce soffusa, soprattutto per la mancanza di senso della profondità. Possiedono delle zampe molto magre e poco muscolose, malgrado siano degli ottimi scavatori. Il verso principale del citello è il fischio.<br />
Vita media 5-6 anni.</p>
<p>Comportamento</p>
<p>I citelli, sono dei buoni animali da compagnia, intelligenti e puliti; riconoscono il proprietario e gli si affezionano, fermo restando però che rimangono sempre animali selvatici. I citelli sono animali sociali, e hanno assolutamente bisogno anche della presenza dei loro simili.<br />
Necessitano di più attenzioni di quanto in genere richiedano i piccoli roditori, ed è opportuno che il proprietario permetta la fuoriuscita dalla gabbia per almeno 2/3 ore al giorno, questo è anche il momento migliore per interagire con loro. Quando sono lasciati liberi, i citelli devono essere sempre sorvegliati a vista. L’ambiente deve essere a prova di fuga, e non contenere oggetti pericolosi (fili elettrici, sigarette, sostanze o piante tossiche, ecc.).<br />
I citelli possono vivere in colonie con più femmine, se lo spazio a disposizione è sufficiente, ma in caso di più maschi, nel periodo del calore questi vanno separati onde evitare ferite che si possono provocare litigando. A volte (sempre nel periodo del calore) può essere necessario dividere anche la femmina dal maschio per qualche ora al giorno per placare gli animi sicuramente accesi da questo momento di forte stress. La riproduzione è molto rara, specialmente se non vivono in recinti esterni, quindi solitamente non si sterilizzano.<br />
Le femmine possono avere una sola cucciolata all&#8217;anno e non solo perchè il loro calore è solo 1 volta all&#8217;anno ma solo per 2-3 ore. In natura i cuccioli nascono sotto terra in una stanza della tana che la femmina usava per riposare negli ultimi giorni della gestazione che dura circa 23 giorni. I piccoli restano sotto terra per 1 mese e la madre è l&#8217;unico membro della famiglia che ha contatto con loro, infatti, non hanno alcun aiuto dal padre o dalle altre femmine. Il numero di piccoli per parto è solitamente di 6 &#8211; 8 giovani, ma il range va da 4 a 14. Sempre che la nidiata non sia uccisa dai predatori, la madre riesce a svezzare tutti i figli. In cattività è bene fornirgli una tana con del fieno e tanto spazio, si consiglia inoltre di creare una tana secondaria per il maschio poichè non amano averlo vicino durante il parto, la gestazione e l&#8217;allattamento.<br />
<strong>GESTAZIONE:</strong> Nel periodo della gravidanza bisogna fornire alla mamma una rotellina di sali minerali per roditori, spinaci, la solita verdura ma raddoppiata, aumentare il fieno e il suo solito pellet secco. È opportuno integrare anche con della frutta secca per darle più calorie (principalmente mela e banana, e qualche volta l&#8217;uva passa, ma quest&#8217;ultima molto di rado perché troppo grassa). Si può dare anche del sedano (che contiene il selenio buonissimo per il pelo) e la carota (che aiuta il citello ad assimilare tutto ciò che mangia, un po’ come per noi è la vitamina B).</p>
<p><strong>NASCITA:</strong> Alla nascita, i piccoli citelli pesano circa 6,5 grammi. Sono nudi con occhi e orecchie chiuse,  le dita ancora &#8220;saldate&#8221; tra loro e i dentini non ancora spuntati. Per questo motivo dipendono completamente dalla madre.<br />
I primi accenni di pelliccia cominciano a comparire dopo quattro giorni e le dita si separano a 13 giorni. A 15 giorni d&#8217;età, i piccoli cominciano ad assomigliare a dei citelli in miniatura ma sono ancora incapaci a muoversi e gli occhi sono ancora chiusi. Entro 22-24 giorni,  le orecchie e gli occhi sono aperti, i denti sono presenti e una pelliccia &#8220;provvisoria&#8221; copre tutto il corpo.<br />
All&#8217;età di 29-30 giorni pesano fra 65 e 85 grammi, cominciano a uscire dalla tana e immediatamente si mettono a mangiare cibo solido   diventando presto indipendenti nutrizionalmente dalla madre.<br />
A 50 giorni d&#8217;età, la pelliccia è di un adulto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Alloggio</p>
<p><strong>ESTERNO:</strong> Il top per questi animali è alloggiare in recinzioni esterne fatte di rete di acciaio inossidabile, anche la pavimentazione andrà coperta di rete poiché possono fuggire scavando gallerie sotterranee. Delle lastre di plexiglass ci aiuteranno a proteggere il loro ambiente dal vento e il freddo invernale. Attenzione a usare troppo plexiglass poiché le pareti riducono la ventilazione e possono portare malattie respiratorie o provocare problemi di regolazione della temperatura e di umidità, quindi il ricircolo dell’aria deve essere garantito lasciando un lato della gabbia con la sola rete. Il citello teme molto le correnti d’aria ma si difende meglio dal freddo che dal caldo quindi dobbiamo assolutamente garantire sempre una zona in ombra dentro la gabbia per questo è consigliabile coprire la stessa con dei teli oscuranti. Lungo tutto il perimetro andrà fissato un qualsiasi tubo di plastica a un’altezza di 50/60 cm in modo che non si possano arrampicare troppo in altezza, le cadute possono essere molto pericolose. All’interno andrà collocato un terrario, le solite ciotole e beverini, tanto fieno, tubi, cartoni e legni fissati che i citelli useranno per gioco e per limare i denti a crescita continua.</p>
<div></div>
<p><strong>INTERNO:</strong> Se non possono vivere all’esterno i citelli vanno collocati in gabbie spaziose, meglio se a più piani e dotate assolutamente di terrario dove possono sfogare il loro istinto di scavare e dove costruiranno il proprio nido. Se optiamo per una gabbia con le sbarre, dovremo stare attenti che non ci sia troppo spazio fra le stesse, sono abilissimi a fuggire, anche le chiusure della gabbia andranno controllate meticolosamente. Mentre se scegliamo la rete, dobbiamo stare attenti a scegliere una rete a filo grosso e con foro di 1 cm x 1 cm poiché sicuramente sarà morsa e le reti fini provocheranno delle lesioni alle narici se non un pericoloso odontoma. La pavimentazione deve essere costituita da plastica o simili, non di rete o sbarre che provocheranno lesioni agli arti. Consideriamo che per una coppia lo spazio deve aggirarsi su 1 – 1.5 m2 e ogni piano deve essere alto 35/40 cm. Come per i recinti esterni la gabbia deve essere dotata di ciotole per il cibo, beverini, tanto fieno, tubi, cartoni e legni fissati. Inoltre su ogni ripiano sarà presente una lettiera formata da segatura depolverizzata o pellet di segatura, sconsigliamo il tutolo di mais perché non assorbente e assolutamente vietata è la lettiera per felini. Molto utili sono le angoliere di plastica che i citelli si abituano velocemente ad usare visto che scelgono un angolo ben preciso dove espletare i propri bisogni. Altro accessorio utile è la ruota (diametro minimo 30 cm) specialmente per citelli che vivono in gabbia e che troveranno così il modo per tenersi in allenamento, ricordiamo che un citello pigro non è un citello felice.<br />
Ricordiamo che l’alloggio per questi animali è uno dei punti fondamentali perché possano vivere una vita soddisfacente, la gabbia deve avere passatempi ed essere confortevole. Un citello felice è un citello sicuramente più gestibile e sano.</p>
<div></div>
<p>Alimentazione</p>
<p>L’alimentazione è un altro punto fondamentale per la buona tenuta di quest’animale. In natura i citelli vivono principalmente di erba fresca, raramente trovano qualche seme, e prima dell’inverno possono integrare l’alimentazione con delle proteine animali provenienti dalle cavallette ed altri insetti. In cattività dobbiamo cercare di far sì che i nostri amici abbiano un’alimentazione che non sia ipercalorica; infatti stando in casa e in gabbia, i loro movimenti sono limitati così da favorire l&#8217;obesità. Cercheremo in tutti i modi, di regolare la loro alimentazione. Come alimento principale devono mangiare un buon fieno, altro alimento fondamentale è un misto di insalata (no lattuga) e infine un po’ di pellet per cani della prateria (a breve si troverà in commercio anche un cibo specifico per citelli). Una volta a settimana possiamo integrare della frutta di stagione, dell’avena e della crusca naturali, senza mai esagerare. Una volta ogni 1 o 2 mesi è buona abitudine fornire l’apporto di proteine somministrando camole della farina. Anche se è uno scoiattolo terricolo, non diamo assolutamente mangimi per scoiattoli o per criceti, sono troppo calorici ed il fegato ne risentirebbe. Non diamo nemmeno cibo per conigli perché contenenti erba medica che al citello potrebbe provocare calcoli. L’acqua va sempre lasciata a disposizione, preferibilmente con un abbeveratoio a goccia.</p>
<p>Principali malattie</p>
<p>Il citello non viene vaccinato, è importante però una visita di controllo una volta all’anno con esame delle feci e radiografia dei denti. Non è soggetto a malattie congenite ma spesso la tenuta non perfetta può accentuare i punti deboli dell’animale.<br />
Primo fra tutti è l’Odontoma, una sorta di tumore che attacca la matrice degli incisivi, spesso è provocato da cadute e traumi a questi denti (es. rodere le sbarre della gabbia). Quando si verifica una rottura degli stessi, non dobbiamo fare altro che aspettarne la ricrescita, controllando però che il dentino ricresca diritto e che l’incisivo opposto (es. si rompe il superiore dobbiamo controllare l’inferiore) non si allunghi troppo, rischiando così di lesionare la bocca. Se questo avvenisse, occorre limare l’incisivo da un veterinario (specializzato in animali esotici) con un fresino, diffidate caldamente di uno che vuol usare delle tronchesine.<br />
Capita che si strappi un’unghia, anche se il sangue risulta copioso il citello provvederà a disinfettarsi con la propria saliva, controllare solo che il dito non si gonfi e l’unghia ricresca.<br />
Per medicazioni usate sempre garza sterile e soluzione fisiologica piuttosto che cotone (che lascia residui) e acqua.</p>
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