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	<title>Rettili &#8211; Il Portale sugli animali &#8211; www.animalieanimali.eu</title>
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	<description>Portale animali su Cani, Gatti, animali da fattoria, uccelli e animali selvatici</description>
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		<title>Tartaruga ferita dal taglia erba</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federico Lavanche]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Jun 2014 17:22:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altri animali da compagnia]]></category>
		<category><![CDATA[Rettili]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="225" height="145" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2014/06/fr_608_size880-225x145.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" loading="lazy" />Il binomio &#8220;giardino&#8221; e &#8220;tosaerba&#8221; non può esistere senza un altro importante soggetto: la tartaruga di terra. E&#8217; un animale tranquillo, rustico, di poche pretese che anima il nostro giardino tra piante e fiori per decine di anni. La mia me la regalarono da bambino ed è rimasta con la nostra famiglia fino ad oggi, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="225" height="145" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2014/06/fr_608_size880-225x145.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" loading="lazy" /><p><a href="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2014/06/fr_606_size880.jpg" data-rel="lightbox-gallery-PRwi3ZcX" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="alignleft wp-image-1641 size-thumbnail" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2014/06/fr_606_size880-225x145.jpg" alt="fr_606_size880" width="225" height="145" /></a></p>
<p>Il binomio &#8220;giardino&#8221; e &#8220;tosaerba&#8221; non può esistere senza un altro importante soggetto: la tartaruga di terra. E&#8217; un animale tranquillo, rustico, di poche pretese che anima il nostro giardino tra piante e fiori per decine di anni. La mia me la regalarono da bambino ed è rimasta con la nostra famiglia fino ad oggi, sono passati ormai 30 anni&#8230;</p>
<p>Quando taglio l&#8217;erba, faccio sempre attenzione a dove si trova la tartaruga in modo da prevenire incidenti. La scorsa domenica era tranquilla in un punto del giardino ma, tempo di spegnere la tosa erba, fare il rabbocco di benzina, si è spostata e si è nascosta al di sotto di alcune fronde. <a href="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2014/06/fr_686_size880.jpg" data-rel="lightbox-gallery-PRwi3ZcX" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="alignleft wp-image-1644 size-thumbnail" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2014/06/fr_686_size880-225x145.jpg" alt="fr_686_size880" width="225" height="145" /></a>Purtroppo non l&#8217;ho vista spostarsi ma quando sono andato a tagliare quelle fronde piuttosto alte ho dovuto alzare la macchina sulle ruote posteriori&#8230; Subito dopo ho sentito un rumore assordante, un po&#8217; come aver preso un ceppo o una radice superficiale&#8230; Non era nulla di tutto ciò ma era la mia cara tartaruga&#8230;.</p>
<p><a href="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2014/06/fr_685_size880.jpg" data-rel="lightbox-gallery-PRwi3ZcX" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="alignleft wp-image-1647 size-thumbnail" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2014/06/fr_685_size880-225x145.jpg" alt="fr_685_size880" width="225" height="145" /></a>La lama le ha completamente asportato la parte superiore del carapace provocandole un buco. Al di sotto si vedeva il tessuto rosso vivo con una lieve perdita di sangue.Il tessuto faceva su e giù con la respirazione dell&#8217;animale. I sensi di colpa mi hanno distrutto&#8230;</p>
<p>Con l&#8217;aiuto di mia moglie abbiamo provveduto subito a pulire l&#8217;apertura dai numerosissimi frammenti di erba sparsi sul tessuto molle. Avevamo della soluzione fisiologica con all&#8217;interno una piccola percentuale di Betadine. Aspirando il liquido con una siringa, lo spruzzavamo poi direttamente sulla ferita aperta. La tartaruga veniva tenuta in posizione leggermente inclinata in modo che il liquido in eccesso scolasse via. Subito dopo le abbiamo cosparso direttamente sulla ferita altro Betadine e poi del normalissimo zucchero bianco, diffuso uniformemente su tutta la ferita. Lo zucchero ha potere anti batterico e cicatrizzante. Dopo di ciò la abbiamo fasciata accuratamente con una garza e poi con un tessuto per fasciature elastico e al tatto umido che aderisce perfettamente al carapace. Bisogna fasciarla in modo che non le dia fastidio se cammina in modo che non riesca a prenderla con le zampe.</p>
<p><a href="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2014/06/fr_683_size880.jpg" data-rel="lightbox-gallery-PRwi3ZcX" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="alignleft wp-image-1643 size-thumbnail" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2014/06/fr_683_size880-225x145.jpg" alt="tartaruga e tosaerba" width="225" height="145" /></a>Bisogna fare molta attenzione perchè la ferita, essendo aperta, oltre ad essere soggetta ad attacchi batterici, è anche aperta alle mosche&#8230;.che ci possono depositare sopra le uova&#8230;.causando un disastro assolutamente da evitare! La tartaruga fasciata non deve neanche essere bagnata ma va ricoverata in una zona asciutta. Il sole è fondamentale per la guarigione e per la cicatrizzazione, i rettili ne hanno davvero una grande necessità. Dopo due giorni le abbiamo tolto la fasciatura, ripulita nuovamente e le abbiamo asportato un coagulo di sangue, poi altro Betadine e l&#8217;abbiamo richiusa con la fasciatura nuova. Abbiamo provveduto ad una copertura antibiotica con Ampicillina iniettabile con una normale siringa da insulina in dose da 0,2 ml ogni 2 giorni. La puntura va fatta intramuscolare. Noi l&#8217;abbiamo fatta all&#8217;interno delle zampette posteriori. Conviene trovare il punto prima con <a href="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2014/06/fr_721_size880.jpg" data-rel="lightbox-gallery-PRwi3ZcX" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="alignleft wp-image-1646 size-thumbnail" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2014/06/fr_721_size880-225x145.jpg" alt="tartaruga e tosaerba" width="225" height="145" /></a>il dito per sentire il muscoletto ma è una operazione che va fatta in due. Uno trattiene la tartaruga e la zampina tirata in fuori, l&#8217;altra persona trova il punto e fa l&#8217;iniezione. La cosa che ci ha sollevato da subito è che, nonostante il trauma, facesse incetta di cubetti di pomodoro che le riponevamo davanti dopo ogni trattamento. Al terzo trattamento, pulita come al solito la lacerazione, le abbiamo spruzzato su tutta l&#8217;apertura del Trofodermin spray, antibiotico locale e cicatrizzante. Vedendo la ferita migliorare sempre più, abbiamo deciso di farle la puntura di antibiotico ogni 2 giorni e la medicazione ogni 4. Carlos, così si chiama la nostra cara tartaruga, sta in giardino durante le belle giornate di sole e vine riparata quando minaccia pioggia. Posso dire che se le è davvero vista brutta ma per fortuna sta bene, è attiva e mangia regolarmente. Per questo motivo ho deciso di scrivere questo articoletto per offrire la nostra esperienza. Ho scoperto anche che non sono l&#8217;unico a<br />
cui è capitato questo incidente e spero di poter essere di aiuto a qualcuno.</p>
<p>Federico Lavanche</p>
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		<title>Pitone Reale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federico Lavanche]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Oct 2012 20:53:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rettili]]></category>
		<category><![CDATA[Pitone Reale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="145" height="145" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/pitone-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/pitone-150x150.jpg 150w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/pitone-100x100.jpg 100w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/pitone-36x36.jpg 36w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/pitone-115x115.jpg 115w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/pitone-80x80.jpg 80w" sizes="(max-width: 145px) 100vw, 145px" />TASSONOMIA Regno: Animalia Phylum: Cordata Classe: Reptilia Ordine: Squamata Subordine: Ophidia Superfamiglia: Booidea Famiglia: Pythonidae Genere: Python Specie: Python regius Nome comune: Pitone reale, Ball python, Royal python HABITAT E MORFOLOGIA Il Pitone reale è un piccolo pitone africano che abita perlopiù le praterie e le savane dell’Africa centro-occidentale. Essendo un animale prettamente terricolo e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="145" height="145" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/pitone-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/pitone-150x150.jpg 150w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/pitone-100x100.jpg 100w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/pitone-36x36.jpg 36w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/pitone-115x115.jpg 115w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/pitone-80x80.jpg 80w" sizes="(max-width: 145px) 100vw, 145px" /><h2><a href="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/pitone.jpg" data-rel="lightbox-gallery-oXk1sVM9" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="alignleft size-full wp-image-510" title="pitone" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/pitone.jpg" alt="" width="264" height="191" /></a>TASSONOMIA</h2>
<p><strong>Regno:</strong> Animalia<br />
<strong>Phylum:</strong> Cordata<br />
<strong>Classe:</strong> Reptilia<br />
<strong>Ordine:</strong> Squamata<br />
<strong>Subordine:</strong> Ophidia<br />
<strong>Superfamiglia:</strong> Booidea<br />
<strong>Famiglia:</strong> Pythonidae<br />
<strong>Genere:</strong> Python<br />
<strong>Specie:</strong> Python regius<br />
<strong>Nome comune:</strong> Pitone reale, Ball python, Royal python</p>
<h2>HABITAT E MORFOLOGIA</h2>
<p>Il Pitone reale è un piccolo pitone africano che abita perlopiù le praterie e le savane dell’Africa centro-occidentale. Essendo un animale prettamente terricolo e notturno, trascorre le sue giornate nascosto in tane sotterranee, attivandosi al crepuscolo per uscire o cacciare le sue prede.<br />
La sua lunghezza media varia dai 130 ai 150 cm.<br />
Ha un corpo leggermente tozzo e massiccio e la testa ben distinta da quest’ultimo grazie al collo sottile. Come molti pitoni presenta gli speroni pericloacali, le fossette termorecettrici e gli occhi a pupilla verticale tipici degli animali notturni.<br />
La sua livrea presenta uno sfondo che varia dal nocciola chiaro al marrone scuro ed un pattern nero che attraversa il dorso del serpente e scende lungo i fianchi con delle bande di spessore variabile. La testa è scura e bordata da due linee gialle, il ventre è invece di colore bianco con numerose macchie nere concentrate sui lati. L’occhio è nero o marrone scuro.</p>
<h2>COMPORTAMENTO</h2>
<p>Il pitone reale è uno dei serpenti più timidi e mansueti in assoluto. Facile a spaventarsi, se impaurito tende dapprima a nascondere il capo sotto il corpo per poi arrotolarsi su se stesso formando una palla. Non a caso, in America, il nome comune del Python regius non è Royal python, bensì Ball python.<br />
Solitamente si lascia maneggiare con tranquillità, ma alcuni esemplari (perlopiù baby appena portati a casa), possono soffiare o mordere se infastiditi.<br />
Un morso di pitone reale è non è comunque pericoloso né doloroso.</p>
<p><img loading="lazy" title="Pitone reale" src="http://www.animalinelmondo.com/images/rettilianfibi/pitone_reale.JPG" alt="Pitone reale" width="580" height="435" /></p>
<h2>TERRARIO</h2>
<p>Il terrario per il Python regius dovrà riprodurre le condizioni ottimali per la specie in questione la cui vita, essendo un animale a sangue freddo, dipende da corretti valori di temperatura e umidità.<br />
Per le dimensioni, bisogna sempre tenere a mente che il Python regius è un animale fossorio che passa le sue giornate nascosto in anguste tane abbandonate da roditori o altri animali. I serpenti in generale sono piuttosto statici e possono risentire di ampi terrari, sentendosi spaesati, quindi digiunando o essendo aggressivi. Per calcolarle dimensioni si procederà così: lato lungo + lato corto = lunghezza del serpente. Per un Python regius adulto di 130 cm basterà pertanto un terrario di base 80&#215;50.<br />
L’altezza è bene non sia eccessiva o potrebbe contribuire a stressare l’animale e dovrà pertanto aggirarsi tra i 30 e i 50 cm.<br />
Per l’<a id="JADVKey_2_0_0" href="http://click.juiceadv.com/banner_showext.asp?url=3099291&amp;redirect=relink%2Easp%3Fkey%3D1037" target="_blank">allevamento</a> degli esemplari baby e subadulti è decisamente consigliato l’uso di contenitori di plastica o di fauna box: io stabulo i baby fino ai 300 gr in contenitori 40x20x10, i subadulti fino ai 1000 gr in vasche 60x40x20 e gli adulti sopra il kg in vasche 80x60x20.<br />
Il riscaldamento dovrà provenire dal basso (tappetini e cavetti riscaldanti, vanno evitate le lampade riscaldanti  poiché seccano l’aria, consumano molto, disturbano l’animale, sono pericolose e innaturali) e dovrà coprire solo metà della base per creare una zona calda e una fredda.<br />
Ogni fonte di calore dev’essere termostatata per avere una temperatura al suolo di 31 gradi.<br />
L’umidità deve aggirarsi attorno al 55/65%, un valore facilmente ottenibile in un terrario non troppo grande e con una bacinella d’acqua.<br />
E’ consigliabile l’uso di una tana stretta e bassa, posta sul lato riscaldato, che faccia sentire l’ofide al sicuro.<br />
Come substrato, giornali e carta assorbente sono ottimi per quanto riguarda ingiene e praticità, i trucioli di faggio depolverati sono una buona alternativa in quanto più belli da vedere e non pericolosi in caso di ingestione accidentale. Da evitare trucioli di abete o polverosi, corteccia e sabbia.</p>
<h2>ALIMENTAZIONE</h2>
<p>I pitoni reali, come la maggior parte dei serpenti, sono predatori carnivori e si nutrono dunque con i classici topi o ratti interi, le prede per loro più nutrienti e bilanciate.<br />
I baby andranno nutriti ogni 4-5 giorni, i subadulti ogni 7 e gli adulti ogni 10. La preda dovrà corrispondere all’incirca al 20% del peso del serpente. Ovviamente tutte queste linee guida lasciano margini di discrezionalità più o meno ampi, ad esempio l’intervallo tra un pasto e l’altro sarà più lungo se la preda offerta è più grande del dovuto, e con l’esperienza sarà possibile regolarsi ad occhio sulle dimensioni e il peso di quest’ultima.<br />
I reali, nell&#8217;ambito della terrariofilia, sono diventati tristemente famosi per i loro digiuni che, nei periodi più disparati dell&#8217;anno, fanno apparentemente senza alcun motivo.<br />
Spesso si tende a minimizzare il problema, dicendo che per loro è normale o consigliando di non preoccuparsi troppo se il nostro pitone ha un appetito altalenante per svariati mesi.<br />
A mio modo di vedere, ciò deriva dal fatto che questi animali sono molto sensibili ai parametri, la <a id="JADVKey_3_0_4" href="http://click.juiceadv.com/banner_showext.asp?url=3099291&amp;redirect=relink%2Easp%3Fkey%3D51" target="_blank">dieta</a> e l&#8217;ambiente a cui li sottoponiamo: molti digiuni liquidati come fisiologici sono infatti conseguenza di errori di stabulazione. Tuttavia devo ammettere di aver notato con quasi tutti i miei Python regius che nonostante un&#8217;ottima stabulazione tendono a digiunare durante i mesi più freddi dell&#8217;anno. Se il pitone non è denutrito non ci si deve preoccupare, basterà continuare ad offrirgli la preda ad intervalli un po’ più ampi e prima o poi, quando lo vorrà, riprenderà a mangiare normalmente.<br />
E’ assolutamente consigliato l’utilizzo di prede morte e riscaldate a dovere se congelate, per evitare che il serpente sia ferito durante la caccia. Non sono rari infatti i pitoni uccisi da quelle che dovevano essere le loro prede. Purtroppo non tutti i reali accettano <a id="JADVKey_4_0_5" href="http://click.juiceadv.com/banner_showext.asp?url=3099291&amp;redirect=relink%2Easp%3Fkey%3D1035" target="_blank">cibo</a> morto, per cui se proprio non si riesce ad abituarlo ad esso, è bene sorvegliarlo quando mangia e non lasciare mai la preda per più di dieci minuti (fermo restando che un ratto può mordere e fare seri danni anche mentre viene costretto).<br />
Per quanto riguarda l&#8217;integrazione di vitamine o calcio, essa è assolutamente inutile, in quanto i serpenti prendono tutto ciò che serve direttamente dalle prede, a differenza dei sauri insettivori o erbivori.</p>
<h2>RIPRODUZIONE</h2>
<p>I pitoni reali raggiungono la maturità sessuale mediamente intorno ai 2-3 anni di età, ma si conoscono casi di maschi riproduttivi a 6 mesi e di femmine riproduttive a 18. I primi dovrebbero comunque pesare sui 700 gr mentre le seconde non vanno fatte deporre ad un peso inferiore ai 1500.<br />
Gli unici metodi sicuri per conoscere il sesso dei nostri pitoni sono il popping (estroflessione manuale dei peni) e il probing (inserimento di sonde nelle sacche caudali), da far effettuare ad una persona esperta.<br />
Per riprodurli si aspetterà l’arrivo dei primi freddi invernali per ciclare le temperature, abbassando gradualmente quelle notturne a 25 (il freddo stimola la spermiogenesi e la crescita dei follicoli).<br />
Dopo tre settimane si proverà ad introdurre il maschio, che – se tutto va bene – corteggerà la femmina e si accoppierà nelle ore successive.<br />
Gli accoppiamenti vanno ripetuti a intervalli di circa 15 giorni e stimoleranno la crescita follicolare della femmina. Quando i follicoli raggiungono i 4-4,5 cm di diametro la femmina ovulerà (i follicoli saranno trasformati in uova ed eventualmente fecondati).<br />
Dopo l’ovulazione si riporterà il punto caldo a 31 gradi costanti. Nei successivi 14 giorni la femmina avrà la muta pre-deposizione, dopo la quale basterà aspettare circa un mese per avere le uova, che saranno da 2 ad un massimo di 16 (il numero dipende principalmente dal peso della femmina).<br />
Le uova potranno essere lasciate alla madre o incubate artificialmente a 31,5 gradi col 90% di umidità ed impiegheranno circa 60 giorni a schiudersi.</p>
<h2>LEGISLAZIONE</h2>
<p>Il pitone reale è un animale incluso nell’appendice II della Convenzione di Washington (Convention on International Trade in Endagered Species of wild fauna and flora, o CITES), allegato B del Regolamento UE 1996, e come tale dev’essere accompagnato, se detenuto, da un certificato che attesti che l’esemplare si trova al di fuori del suo habitat naturale.</p>
<p>Fonte: www.animalinelmondo.com</p>
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		<title>Boa Constrictor</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federico Lavanche]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Oct 2012 20:42:47 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Boa Constrictor Imperator]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="145" height="145" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/3924119-america-centrale-boa-boa-constrictor-imperator-su-sfondo-bianco-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/3924119-america-centrale-boa-boa-constrictor-imperator-su-sfondo-bianco-150x150.jpg 150w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/3924119-america-centrale-boa-boa-constrictor-imperator-su-sfondo-bianco-300x300.jpg 300w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/3924119-america-centrale-boa-boa-constrictor-imperator-su-sfondo-bianco-100x100.jpg 100w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/3924119-america-centrale-boa-boa-constrictor-imperator-su-sfondo-bianco-36x36.jpg 36w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/3924119-america-centrale-boa-boa-constrictor-imperator-su-sfondo-bianco-115x115.jpg 115w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/3924119-america-centrale-boa-boa-constrictor-imperator-su-sfondo-bianco-50x50.jpg 50w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/3924119-america-centrale-boa-boa-constrictor-imperator-su-sfondo-bianco-75x75.jpg 75w" sizes="(max-width: 145px) 100vw, 145px" />Questo articolo è stato redatto da Emanuele Melani Classificazione: Nome comune: Boa constrictor o Boa coda rossa Nome scientifico: Boa constrictor constrictor Ordine: Squamati Sottordine: Ofidi Infra-ordine: Enofidii Famiglia: Boidi Sottofamiglia: Boinae Genere: Boa Specie: Boa constrictor Distribuzione geografica: E&#8217; localizzato in questi stati dell&#8217;America centrale e latina: Mexico (Yucatàn), Guatemala, El Salvador, Nicaragua, Costa [&#8230;]</p>
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<p><strong>Classificazione:</strong><br />
Nome comune: Boa constrictor o Boa coda rossa<br />
Nome scientifico: Boa constrictor constrictor<br />
Ordine: Squamati<br />
Sottordine: Ofidi<br />
Infra-ordine: Enofidii<br />
Famiglia: Boidi<br />
Sottofamiglia: Boinae<br />
Genere: Boa<br />
Specie: Boa constrictor</p>
<p><strong>Distribuzione geografica:</strong> E&#8217; localizzato in questi stati dell&#8217;America centrale e latina: Mexico (Yucatàn), Guatemala, El Salvador, Nicaragua, Costa Rica, Panama, Colombia, Venezuela, Guyana, Perù, Bolivia, Brasile, Argentina, Trinidad.</p>
<p><strong>Habitat:</strong> Si trova presente in molti ambienti, l&#8217;habitat caratteristico è la foresta tropicale, ma si rinviene, anche in zone rocciose, con scarsa vegetazione, inoltre sono stati rinvenuti esemplari anche in prossimità d&#8217;abitazioni.</p>
<p><strong>Presentazione:</strong> Questo boide, è uno dei serpenti più comuni tra i terrariofili, perché è facile da trovare nei negozi, non costa molto (un baby costa circa 150 euro), le <img loading="lazy" class="alignleft" style="border: 0px none;" src="http://www.amiciinsoliti.it/rettili/Resized/boa.jpg" alt="foto presa ad una mostra" width="443" height="378" align="right" border="0" />dimensioni non sono eccessive (in cattività una femmina di questa specie, raramente arriva hai 3 m., mentre solitamente la taglia è sui 2,50) ed inoltre il carattere molto docile e la relativa facilità d&#8217;allevamento lo rendono adatto anche hai neofiti.<br />
Ovviamente prima di acquistare un esemplare bisogna valutare anche i contro: spazio a disposizione, spese per l&#8217;elettricità, veterinarie, mamme, sorelle, mogli e fidanzate che non possono vedere questi rettili, periodi d&#8217;assenza e vacanze. Solitamente sono queste le cause che fanno abbandonare questi serpenti in particolar modo nel periodo estivo, purtroppo sono sempre meno rari gli articoli sui giornali in cui si legge del ritrovamento di qualche animale esotico, acquistato troppo impulsivamente e poi abbandonato.<br />
Quindi occhio, pensateci bene, se l&#8217;acquisto è stato fatto in maniera ponderata, questi animali vi daranno delle soddisfazioni, che non v&#8217;immaginate neppure, questo &#8220;articolo-scheda&#8221; vuole essere di aiuto a tutte le persone che si orientano su questa specie, non è un vangelo, ma è solo frutto della mia esperienza personale: oramai è 9 anni che mi occupo di questi ofidi, in modo indiretto, e da un paio d&#8217;anni ne possiedo uno tutto mio, vi posso garantire che in questo lasso di tempo ne ho viste davvero di cotte e di crude.</p>
<p><strong>Dimensioni:</strong> Al momento delle nascita i piccoli misurano intorno ai 50 cm. Nei primi anni di vita assistiamo ad una crescita molto rapida, 30/40 cm all&#8217;anno, fino a raggiungere al terzo anno di età la maturità sessuale pari ad una dimensione di circa 1,5-1,8 m nei maschi, e 1,8 2,2 m nelle femmine, per un peso che può variare tra i 7 e i 15 kg.</p>
<p><img loading="lazy" src="http://www.amiciinsoliti.it/rettili/Resized/Boa1.jpg" alt="Emanuele ed il suo boa quando era baby" width="170" height="209" align="left" border="0" /> <strong>Indole e maneggiamento:</strong> Il carattere, varia molto tra i singoli esemplari, e a secondo dell&#8217;età, gli individui giovani solitamente sono più imprevedibili e mordaci, comunque se sono nati in cattività, si possono rivelare docili fin da subito, in ogni caso se si ha a che fare con un esemplare particolarmente nervoso, consiglio di maneggiarlo, magari usando dei guanti, in modo regolare, così facendo con il passare del tempo si abituerà ad essere maneggiato ed alla nostra presenza, diventando tranquillo. I segnali di &#8220;pericolo&#8221; che vi possono indicare un possibile attacco consistono in: sbuffi e postura ad S (= paura), o un particolare interesse verso la nostra mano a cui si avvicina in modo rapido e furtivo (= la scambia per una preda). In questi casi è meglio lasciarlo tranquillo per evitare spiacevoli conseguenze, altri consigli sono: non toccare mai il serpente se siete stati a contatto con cani, gatti, ecc&#8230; o vi morderà sicuramente a causa del &#8220;buon odore&#8221; di pappa che avete (!), non maneggiate il serpente nei due o tre giorni successivi al pasto: il serpente potrebbe rigurgitare, e vi garantisco che non è un bello spettacolo né per gli occhi né per il naso. Evitate inoltre di prendere il serpente e sollevarlo tenendolo solo vicino alla testa o alla coda, ma fornitegli sempre un buon appoggio al tronco: questo eviterà dei gravi problemi alla colonna vertebrale (non certo alla vostra!) causati dalle vertebre che si possono distaccare per il peso eccessivo. Il metodo più sicuro per maneggiare un serpente è quello di farlo avvolgere al braccio (nei limiti della sua e della vostra taglia), così sentirà una presa stabile e non avrà reazioni imprevedibili.</p>
<p><strong>Il terrario:</strong> Viste le dimensioni che l&#8217;animale adulto può raggiungere, dobbiamo allestire un terrario abbastanza grande almeno 1,70x1x1h, deve essere robusto, io prediligo quelli completamente in legno (compensato marino, o altri che resistono ad elevata umidità), solo con la parte anteriore di plexiglas o vetro, un apertura a scorrimento ed il gioco è fatto, come substrato utilizzo un tappetino in erba sintetica, che unisce praticità a estetica, vanno comunque bene giornale, molto pratico ed igienico, la torba, igienica, e dall&#8217;effetto scenico garantito, ed altri substrati che vendono in negozi specializzati, c&#8217;è solo l&#8217;imbarazzo della scelta. Come arredamento non devono mancare dei tronchi abbastanza robusti da sorreggere il peso del serpente, per completare l&#8217;arredamento, uno può inserire rocce ben levigate, piante finte, vere (il photos è la più indicata), facendo scendere dai rami delle piante finte, si può creare una zona d&#8217;ombra e un rifugio per il serpente, ma questi accorgimenti spetteranno hai gusti particolari di ognuno.<br />
<img loading="lazy" src="http://www.amiciinsoliti.it/rettili/Resized/Boa4.jpg" alt="ecco il mio Boa qualche mese dopo!" width="249" height="295" align="right" border="0" /> <strong>Temperatura e Umidità</strong>: Come nel caso di altri rettili, anche qui nel terrario è fondamentale è fondamentale che ci siano zone con differenti gradazioni termiche, la soluzione è quella di creare una zona &#8220;calda&#8221; nelle vicinanze dello spot, e della lampada UVA, o di Ceramica, in questo modo da una temperatura massima intorno ai 34° si scenderà fino ad una temperatura minima intorno ai 26°, nella zona calda, consiglio di inserire un ampia bacinella con dell&#8217;acqua sempre pulita, con sotto un tappetino riscaldante, questa bacinella che potrà essere un grosso sottovaso avrà molteplici scopi, fornirà l&#8217;acqua al serpente per dissetarsi, refrigerarsi, defecare, ed in più terrà sempre alto il tasso di umidità. Durante la notte le temperature citate in precedenza devono scendere a livelli più bassi, in particolare la massima non deve superare i 28°, per fare questo basta disattivare una delle fonti riscaldanti, lo spot, o la lampada UVA, quest&#8217;operazione può essere fatta utilizzando un Timer.<br />
L&#8217;umidità è un altro parametro molto importante, di giorno deve variare tra il 60-75%, di notte tra il 70-80%, mentre durante il periodo della muta tra il 75-90%, questo alto tasso di umidità faciliterà lo staccarsi della vecchia pelle. Per mantenere questi livelli, bisogna spruzzare 2-3 volte il giorno la teca con un normale spruzzino da giardinieri, se poi abbiamo delle piante vere e la vasca dell&#8217;acqua riscaldata saremo facilitati in questo compito di grande importanza.<br />
Per controllare i livelli di temperatura e umidità, io consiglio vivamente anche se magari la spesa è maggiore, (cmq sotto le 100.000) di acquistare un termometro/igrometro digitale, possibilmente con una sonda, cosi possiamo monitorare con un solo strumento i valori minimi e massimi nella zona calda e fredda del terrario, inoltre soprattutto per quanto riguarda l&#8217;igrometri quelli analogici, danno valori in molti casi troppo approssimativi, detto questo a voi la scelta.<br />
<strong>Illuminazione</strong>: Per il boa constrictor così come per altri serpenti l&#8217;illuminazione non è un fattore fondamentale, una lampada spot, dimensionata in base al terrario, è in grado di soddisfare oltre al fabbisogno di luce dell&#8217;animale anche il fabbisogno di calore, se il terrario fosse in un luogo fresco, o molto grande si può aggiungere anche una lampada di ceramica o un&#8217;UVA. L&#8217;importante è che le lampade non siano raggiungibili dal serpente, così si eviteranno brutte e gravi ustioni, se uno vuole anche l&#8217;illuminazione del neon, per un migliore effetto estetico, sono da evitare quelli che emettono una grande quantità di radiazioni UVB, potrebbe a lungo andare causare problemi di cateratta al nostro Boide. <img loading="lazy" src="http://www.amiciinsoliti.it/rettili/Resized/Boa2.jpg" alt="eccolo ancora" width="170" height="231" align="left" border="0" /> <strong>Alimentazione:</strong> I boa neonati vanno nutriti con topini rosa, man mano che crescano le dimensioni della preda aumenteranno, intorno ai 60-70 cm. si potranno già alimentare con giovani ratti, delle dimensioni di un topo adulto, topi adulti, criceti siberiani, quando la misura del boa sarà maggiore di 1,50 si potrà passare a gerbilli adulti, ratti adulti, quaglie, quando il serpente supererà i 2 m. gli si potrà offrire cavie, conigli, polli, piccioni, è importante ricordare che le dimensioni delle prede non devono essere di molto superiori come corporatura alla parte più larga del serpente. Inizialmente si potrà nutrire il giovane boa un paio di volte la settimana, man mano che cresce si passerà ad offrire un topo bianco adulto alla settimana, fino ad offrire un coniglio od un pollo una volta ogni 15-20 giorni, queste sono indicazioni di massima, per evitare di causare una costipazione intestinale nel nostro serpente, ricordatevi di non dare più di due pasti al serpente se prima non ha defecato, è bene non sovralimentare il serpente, per evitare problemi come l&#8217;obesità, la costipazione intestinale ed il rigurgito.<br />
Un&#8217;altra cosa da evitare scrupolosamente è la somministrazioni di prede catturate in natura, come topi selvatici, passeriformi, ed altre potenziali prede, possono essere dei serbatoi di parassiti quindi.</p>
<p><strong>Malattie o disturbi:</strong><br />
<strong>Ectoparassiti</strong>: sono parassiti esterni, solitamente acari appena visibili ad occhio nudo, appaiano come puntini neri, si riproducono molto facilmente e si nutrono di sangue. Il comportamento del serpente attaccato da questi parassiti è uno strofinarsi incessantemente al terrario in modo nervoso. Per eliminarli occorre disinfettare per intero il terrario e gli accessori. Durante tutto il trattamento usate come substrato della carta bianca in questo modo potrete verificare a prima vista la presenza dei parassiti. Posizionate all&#8217;interno del terrario del Vapona rivestito di una gabbia in plastica (di solito è già venduto in un contenitore in plastica) in modo che il serpente non possa entrare in contatto con il prodotto e tenetelo all&#8217;interno del terrario per almeno 2 settimane. Per essere sicuri di aver eliminato tutti i parassiti, e le loro uova, il trattamento va ripetuto a distanza di un mese. Questi parassiti che in un serpente giovane, o debilitato possono portare gravi conseguenze.<br />
<strong>Muta Imperfetta</strong>: è dovuta a un tasso di umidità troppo basso all&#8217;interno del terrario, alla mancanza di superfici ruvide dove il serpente possa strofinarsi per facilitare il distacco, nebulizzate più volte il terrario, così facendo nel giro di pochi giorni tutta la pelle dovrebbe essere distaccata, se così non fosse, bagnare il serpente con dell&#8217;acqua tiepida, e camomilla, grattando delicatamente con un dito dalla testa verso la coda, in questo modo tutti i residui della vecchia pelle si distaccheranno.<br />
<img loading="lazy" src="http://www.amiciinsoliti.it/rettili/Resized/Boa3.jpg" alt="ancora lui...notata la crescita?!" width="255" height="162" align="right" border="0" /> <strong>Ferite</strong>: sono causate principalmente da cadute, tagli o morsicature da parte di altri coinquilini del terrario. Controllate che non vi siano superfici taglienti sull&#8217;arredamento del terrario e verificate che tutti i tronchi o gli accessori sui quali l&#8217;animale potrebbe arrampicarsi siano saldamente ancorati al terreno. Se il serpente non è un provetto cacciatore, per evitare dannose morsicature, le prede gli vanno poste morte, se dovessero essere surgelate integrarle con del calcio, e dei complessi vitaminici da iniettare direttamente nel cibo.<br />
<strong>Bruciature</strong>: compare solo dopo alcuni giorni che si è verificata, l&#8217;unico sintomo è la pelle opaca, scolorita. La causa principale è il mal posizionamento delle fonti di calori, tappetini non protetti, spot accessibili al serpente ecc…<br />
<strong>Rigurgito</strong>: Il rigurgito può essere causato da vari motivi, nei giovani boa da stress, in questo caso fornitegli un nascondiglio dove digerire al sicuro la preda, ed evitate di maneggiarli troppo spesso, da maneggiamento nei giorni appena successivi il pasto, anche in questo caso aspettare almeno 4 giorni prima di maneggiare il serpente, da temperatura troppo bassa, il serpente non effettua la digestione in modo corretto, alzare la temperatura interna, da indigestione se il serpente ha mangiato troppo tenderà a rigurgitare il cibo, tenetelo una decina di giorni a digiuno, e cercate di farlo muovere molto. Se il vostro boa vomita sistematicamente dopo ogni pasto, occorre portarlo dal veterinario, e fargli analizzare le feci, nella stragrande maggioranza dei casi si tratterà di una parassitosi intestinale, un forma che se presa nei giusti tempi non porta conseguenze, ma se trascurata porterà alla debilitazione anche grave del serpente.</p>
<p><strong>Conclusioni:</strong> Per concludere, questo serpente come tutti gli altri animali esotici a bisogno di cure particolari, solo se siamo in grado di fornirgli un ambiente idoneo, per molto tempo visto che vivano oltre 20 anni possiamo recarci in negozio, ad acquistare un animale che ci darà molteplici soddisfazioni, ricordarci di non uscire dal negozio senza il C.I.T.E.S., e lo scontrino fiscale, altrimenti a parte il non sapere la provenienza e l&#8217;origine del serpente, commetteremmo un reato punibile penalmente!!!</p>
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		<title>Allevare il Camaleonte</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federico Lavanche]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Oct 2012 20:34:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rettili]]></category>
		<category><![CDATA[Allevare Camaleonte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="145" height="145" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/usb_camaleonte_1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/usb_camaleonte_1-150x150.jpg 150w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/usb_camaleonte_1-300x300.jpg 300w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/usb_camaleonte_1-100x100.jpg 100w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/usb_camaleonte_1-36x36.jpg 36w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/usb_camaleonte_1-115x115.jpg 115w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/usb_camaleonte_1-75x75.jpg 75w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/usb_camaleonte_1-50x50.jpg 50w" sizes="(max-width: 145px) 100vw, 145px" />COME ALLEVARE CORRETTAMENTE UN CAMALEONTE piccolo ABC per chi si avvicina la prima volta a questo mondo &#8211; Cenni generali I camaleonti sono sauri molto affascinanti, che per le loro peculiarità anatomiche o le loro abitudini di vita riscuotono spesso l&#8217;interesse di chi li vede per la prima volta (il classico colpo di fulmine). Nel [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="145" height="145" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/usb_camaleonte_1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/usb_camaleonte_1-150x150.jpg 150w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/usb_camaleonte_1-300x300.jpg 300w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/usb_camaleonte_1-100x100.jpg 100w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/usb_camaleonte_1-36x36.jpg 36w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/usb_camaleonte_1-115x115.jpg 115w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/usb_camaleonte_1-75x75.jpg 75w, https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/usb_camaleonte_1-50x50.jpg 50w" sizes="(max-width: 145px) 100vw, 145px" /><p><strong><a href="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/camaleonte4.gif" data-rel="lightbox-gallery-2t9326jC" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="alignleft size-medium wp-image-498" title="camaleonte4" src="https://www.animalieanimali.eu/wp-content/uploads/2012/10/camaleonte4-193x300.gif" alt="" width="193" height="300" /></a>COME ALLEVARE CORRETTAMENTE UN CAMALEONTE piccolo ABC per chi si avvicina la prima volta a questo mondo</strong></p>
<p>&#8211; Cenni generali</p>
<p>I camaleonti sono sauri molto affascinanti, che per le loro peculiarità anatomiche o le loro abitudini di vita riscuotono spesso l&#8217;interesse di chi li vede per la prima volta (il classico colpo di fulmine).<br />
Nel tempo molti camaleonti hanno pagato sulla loro pelle l&#8217;inesperienza nell&#8217;allevamento e la convinzione che si potessero gestire in modo simile agli altri cugini rettili. Nulla di più sbagliato&#8230;ora è appurato che un camaleonte è un sauro sui generis, con necessità di allevamento particolari, che lo differenziano completamente dagli altri sauri.<br />
Prima di tutto ci sono delle regole fondamentali dalle quali nessuna persona che si avvicina al mondo della rettilofilia dovrebbe mai prescindere, una sorta di comandamenti:<br />
<strong>1° comandamento</strong> Prima studia poi compra.<br />
Nessuno dovrebbe mai fare un acquisto d&#8217;impulso, ma si dovrebbe sempre arrivare a farlo dopo un&#8217;attenta ricerca di informazioni, documentazioni. Prepararsi sempre in anticipo e mai trovarsi in una situazione di confusione e impreparazione.<br />
<strong>2° comandamento</strong> Pensa al cibo.<br />
Il tuo animale mangerà e spesso ci ciberà di alimenti vivi e difficili da reperire. Dai topi ai grilli, passando dalle locuste alle blatte o ai vermi, bisogna sempre avere la possibilità di reperirli in qualunque momento. Sapere che tranne non si attivi una produzione domestica il costo del cibo può risultare una voce notevole nel budget e questa deve essere una considerazione da fare sempre.<br />
<strong>3° comandamento</strong> Cerca il veterinario.<br />
Purtroppo stiamo parlando di animali molto delicati, che anche quando stanno in salute necessitano comunque di accortezze che permettano di continuare a farceli stare (ad esempio continui esami delle feci), tutte cose che richiedono la presenza di un veterinario in zona che obbligatoriamente deve essere specializzato in rettili e con una certa esperienza nei camaleonti. Una buona diagnosi tempestiva fa la differenza tra un camaleonte curato e un camaleonte morto.<br />
<strong>4° comandamento</strong> I camaleonti si alloggiano singolarmente.<br />
Sono sauri estremamente territoriali che non sopportano la presenza di altri conspecifici. Anche i maschi con le femmine devono stare divisi e possono incontrarsi solo nel momento dell&#8217;accoppiamento, altrimenti si rischiano situazioni di stress che portano quasi sempre alla morte del più debole. Due maschi insieme&#8230;. mai.<br />
<strong>5° comandamento</strong> Un camaleonte (ma anche gli altri animali) non è un giocattolo.<br />
Non si regala come sorpresa, non si impone in una famiglia dove vivono persone che non lo accettano o a cui non piace, non si compra per moda e (soprattutto) deve sempre essere trattato con il rispetto che si deve ad una animale selvatico che ci teme per natura e che dipende da noi in tutto e per tutto.Aggiungo che chi cerca l&#8217;animale da &#8220;coccolare&#8221; accarezzare o portare a spasso è meglio che cambi genere.</p>
<p>Concludo questo paragrafo con la precisazione che tra i camaleonti esistono quelli di facile allevamento e quelli più complicati. In assoluto se tenuti negli standard necessari e richiesti dalla specie nessun camaleonte è impossibile, però ce ne sono alcuni che richiedono condizioni ambientali più estreme e che di conseguenza vogliono anche attenzioni maggiori. Attenzioni che un neofita difficilmente, non avendo esperienza, potrà avere. Perciò mi limito a considerare e a rivolgermi a camaleonti più semplici come i Calyptratus o i Pardalis, senza prendere in considerazione i montani o quelli più rari e d&#8217;importazione.</p>
<p>&#8211; La casa.</p>
<p>Questo è il primo punto dolente che incontrano tutti quelli che acquistano camaleonti e si affidano ai consigli sbagliati di negozianti furfanti e impreparati. I camaleonti si allevano in camaleontari aperti, in gabbie o voliere, in teche di rete e mai in teche di vetro o acquari.<br />
Si tratta di animali arboricoli, che vivono in zone ventilate e spesso con momenti della giornata freschi. Tutto questo è impossibile da ricreare in una teca di vetro.<br />
Quindi prima di acquistare un camaleonte bisognerà preparare un camaleontario con lati in rete o acquistarne uno prefabbricato di dimensioni adatte.<br />
Per dimensioni adatte si intende che non dovrebbe essere sistemato un piccolo di pochi mesi in una teca di più di un metro d&#8217;altezza così come non dovrebbe essere alloggiato un adulto in una di quaranta centimetri. La regola vorrebbe che i giovani vengano tenuti in teche di almeno 40x40x70h. e gli adulti in almeno 60x60x120h. le femmine anche in meno. Queste sono misure indicative, si può anche rimanere in misure leggermente minori o maggiori, ma il concetto è sempre quello di lasciare all&#8217;animale la possibilità di muoversi liberamente e in modo il più possibile naturale.<br />
Il fondo di un camaleontario necessità di poche accortezze, tanto l&#8217;animale ci andrà raramente, quindi può andare un tappetino di erba sintetica, un cartone o un foglio di carta usa e getta, l&#8217;importante è che sia un qualcosa di semplice da pulire.<br />
Si dice che &#8220;le piante di plastica sono per i camaleonti di plastica&#8221;&#8230;non è vero, molti allevano questi animali in teche arredate con vegetali sintetici e in modo valido, il vantaggio di utilizzare piante vere è quello di avere però un notevole aiuto nel mantenimento dell&#8217;umidità dai processi di traspirazione della stessa, nonchè un valido trastullo per quelle specie che si dilettano nel mordicchiare qualche foglia. Piante vere o finte l&#8217;importante è che ce ne siano tante, rigogliose e ben sistemate e che creino molti angoli riparati per l&#8217;animale.<br />
Importantissimi sono i rami che devono essere presenti in gran numero, dal fusto ruvido in modo che possano far ben presa con le unghie e le zampe, e di dimensione adeguata all&#8217;apertura della stessa zampa. Bandite le canne di bamboo, troppo liscie e rischiose per eventuali cadute e scivoloni.<br />
Attenzione alle piante tossiche o urticanti. L&#8217;esperienza ha portato a preferire l&#8217;utilizzo di piante come il pothos, l&#8217;ibiscus, la scheffleria. Discorso a parte è da fare con i ficus, ottimi nella forma ma con il problema di rilasciare latte urticante, piuttosto rischioso per i delicati occhi dei nostri beniamini. Per i piccoli che invece non hanno il peso o la forza per spezzare i piccoli rami del ficus questa pianta resta l&#8217;ideale.<br />
<img src="http://img528.imageshack.us/img528/8662/pict0085tg9.jpg" alt="" border="0" /><br />
<img src="http://img524.imageshack.us/img524/4213/t2077145yq2.gif" alt="" border="0" /><br />
Esempi di teche in rete costruite artigianalmente o commerciali</p>
<p>&#8211; Parametri ambientali</p>
<p>I camaleonti sono pur sempre animali eterotermi e quindi necessitano di una fonte di calore esterna per attivare i loro processi metabolici e riscaldarsi. In natura questo avviene con il sole, in cattività invece grazie a lampadine a faretto dette &#8220;spot&#8221;. Detto questo è bene anche sottolineare che i camaleonti sono tra i rettili meno estremi sotto questo punto di vista, e cioè che resistono più di altri a basse temperature. Normalmente si usa un faretto da 40 W o 60 W che basta tranquillamente a creare quel punto caldo (30/35 °C circa) dove il camaleonte possa andare a termoregolarsi.<br />
La cosa importante è che il faretto non stia mai all&#8217;interno della teca ma sempre posizionato all&#8217;esterno a non meno di 15 cm. dal punto in cui l&#8217;animale fa basking. E&#8217; una cosa molto importante, perchè i camaleonti non hanno una buona percezione del calore e quindi si scottano facilmente e non solo per contatto ma anche per irraggiamento. Non c&#8217;è bisogno di molto calore nella teca del camaleonte, basta che la temperatura si mantenga intorno ai 20/25 °C nella parte alta e questo si ottiene facilmente. Di notte le temperature possono scendere tranquillamente fino a 18 °C ma anche con punte intorno ai 15 °C (quindi le temperature medie nelle nostre case vanno più che bene).Per assurdo è più importante stare attenti ai picchi delle massime (soprattutto d&#8217;estate) che non ai cali notturni, che non solo sono sopportati ma consigliati per il benessere dell&#8217;animale.<br />
Altro elemento importante è una fonte di raggi ultravioletti di tipo B. Cosa che si ottiene con l&#8217;uso di speciali lampade fluorescenti (a tubo o compatte). Gli Uvb servono a una corretta calcificazione dello scheletro dell&#8217;animale. Ultimamente si stavano andando ad affermare le lampade compatte di tipo 8.0 o 10.0 e cioè che emettono rispettivamente l&#8217;8 e il 10 % di raggi Uvb. Da poco si è invece appurato che queste lampade sembrano essere nocive per i camaleonti che diventano inappetenti e spesso riportano problemi oculari.<br />
Altro parametro importante da tenere sotto controllo è l&#8217;umidità, che per una corretta gestione di questi animali dovrebbe sempre seguire una fluttuazione tra notte e giorno. Di notte dovrebbe essere alta (intorno al 70/80%) e di giorno dovrebbe calare leggermente fino al 50/60%.<br />
Questo grado di umidità si ottiene nebulizzando con spruzzini o con nebulizzatori automatici, la sera prima di spegnere le luci e al mattino appena accese (anche di più in estate).La nebulizzazione oltre a servire per mantenere l&#8217;umidità è utile per idratare l&#8217;animale quando si appresta a fare la muta o a bagnare le foglie così da permettere al camaleonte leccandole di bere.<br />
<img src="http://img401.imageshack.us/img401/9504/spotkq9.jpg" alt="" border="0" /><br />
Uno spot<br />
<img src="http://img239.imageshack.us/img239/2184/reptisun5dr4.jpg" alt="" border="0" /><br />
Una delle tante lampade compatte ad emissione di UVB</p>
<p>&#8211; Alimentazione</p>
<p>I camaleonti sono predatori e cacciatori nati, quindi si cibano esclusivamente di animali vivi e con una certa mobilità.<br />
In natura un camaleonte si ciberà di una miriade di insetti o piccoli animali, in cattività invece il più delle volte sarà costretto a sostenere diete poco varie e monotone. Questo stato porta con se il rischio di una scarsa assunzione di elementi nutritivi essenziali per il benessere dell&#8217;animale.<br />
E&#8217; importante variare il più possibile la dieta del proprio camaleonte, quindi grilli, tarme della farina, camole del miele, blatte, locuste, mosche, moscerini, bachi e vermi vari ma anche neonati di roditori o di uccellini (soprattutto per gli esemplari più grandi).Le dimensioni degli animali dati come cibo devono naturalmente essere proporzionate alla grandezza della bocca del sauro. Sono tutti insetti di facile approvvigionamento, soprattutto grazie ad internet ed al commercio telematico esiste la possibilità di trovare numerosi siti di aziende serie e precise che vendono on-line. Le più famose italiane sono:<br />
<a href="http://www.microvita.bo.it/" target="_blank">ALLEVAMENTO INSETTI MICROVITA | ALIMENTI PER RETTILI PESCI UCCELLI | INSETTI PER AGRICOLTURA ZOOTECNIA PESCA ZOOFILIA</a><br />
<a href="http://www.cibovivo.it/" target="_blank">CiboVivo-LiveFood &#8211; grilli e insetti per i vostri rettili</a><br />
<a href="http://www.eurogrilli.it/" target="_blank">Eurogrilli vendita online cibo vivo per rettili gechi sauri camaleonti</a><br />
<a href="http://www.redbug.it/" target="_blank">Redbug | Accessori e Cibo per i tuoi animali esotici</a><br />
Poi ce ne sono tante anche straniere.<br />
La necessità è creare il più possibile una dieta varia e bilanciata soprattutto nella assunzione di elementi come il calcio, cosa che purtroppo non riesce in maniera soddisfacente e che quindi deve essere aiutata tramite la somministrazione di prodotti a base di Ca(calcio) o Ca+vit.D3.<br />
<img src="http://img406.imageshack.us/img406/2729/repcalil3.jpg" alt="" border="0" /><br />
<img src="http://img401.imageshack.us/img401/4315/repcalciumhx4.jpg" alt="" border="0" /><br />
(Due tra i migliori integratori in commercio)<br />
SOLO QUESTO TIPO D&#8217; INTEGRATORI E NON ALTRI CHE CONTENGONO ANCHE ALTRE VITAMINE, che per i camaleonti possono essere nocive, anche perchè questi animali se alimentati con una dieta varia assumono tutte le vitamine necessarie.<br />
L&#8217;unica da integrare (con parsimonia) è la vit.D3 che serve per il corretto processo di calcificazione sotto le lampade artificiali ad emissione di UVB.<br />
Per i camaleonti giovani l&#8217;integrazione può avvenire a giorni alterni, per gli adulti anche solo un paio di volte alla settimana. I prodotti integrativi si presentano in polvere e si somministrano spolverandovi gli insetti da pasto.<br />
Altra cosa importante è consentire all&#8217;animale di bere. Come detto prima il camaleonte può bere leccando le foglie dovo aver nebulizzato oppure cercando le gocce che cadono da quest&#8217;ultime. I camaleonti solo in casi rarissimi bevono da ciotole, nel 99,99% dei casi riconoscono e si accorgono dell&#8217;acqua solo se quest&#8217;ultima è in movimento (un po&#8217; come per il cibo) e quindi si usano sistemi detti gocciolatoi che consentono all&#8217;acqua di cadere goccia goccia in modo più o meno continuo e attirare l&#8217;attenzione dell&#8217;animale. Almeno mezz&#8217;ora/un ora al giorno dovrebbe sempre essere in funzione un gocciolatoio.<br />
FARE ATTENZIONE all&#8217;alimentazione con insetti selvatici, possono essere inquinati con pesticidi o veicolo di parassiti pericolosi. Quindi si raccomanda sempre di controllare dove vengono catturati e dopo un periodo di alimentazione con essi preoccuparsi di effettuare un esame delle feci di controllo.<br />
Attenzione anche agli insetti tossici e velenosi.<br />
<img src="http://img507.imageshack.us/img507/3200/dsc00284lu6.jpg" alt="" border="0" /><br />
Esempio di gocciolatoio in commercio.</p>
<p>&#8211; Una teca perfetta</p>
<p>Un camaleontario ben assettato è una costruzione che nell&#8217;insieme risulti semplice da gestire, da pulire, di facile accesso, senza rischi per l&#8217;animale e senza fronzoli inutili. In un camaleontario non servono rocce, pareti scenografiche, fontanelle con vari giochi d&#8217;acqua, cascatelle finte, ciotole d&#8217;acqua (che potrebbero diventare ricettacolo e veicolo di agenti patogeni), substrati strani come sabbia, ciottoli, tutoli, scaglie di corteccia, ecc&#8230; Non devono esserci impianti d&#8217;illuminazione tipo centrale nucleare, una lampada ad emissione Uvb all&#8217;interno (ricordarsi che la distanza minima di utilizzo è 30 cm. oltre i quali i benefici dei raggi uvb sull&#8217;animale sono irrisori) e uno spot all&#8217;esterno sono più che sufficienti. Un camaleontario ben fatto non deve avere parti pericolanti, sporgenze che possano ferire l&#8217;animale, zone di difficile accesso o pertugi nei quali potrebbe addensarsi sporco o infilarsi qualche insetto.Ultima particolarità è che, dall&#8217;esperienza, si è notato che i camaleonti spesso soffrono una posizione bassa o comunque inferiore rispetto alla nostra corporatura (ci vedono quasi sempre come una minaccia) e quindi sarebbe sempre meglio posizionare la struttura in modo rialzato e dominante, così da evitare un continuo stato di stress e paura.<br />
<img src="http://img243.imageshack.us/img243/4370/dsc00282wt8.jpg" alt="" border="0" /><br />
Particolare di un camaleontario ben arredato e con spot esterno</p>
<p>&#8211; Gestione del camaleonte</p>
<p>Se si sta accorti e si seguono tutte le regole base gestire un camaleonte è una cosa piuttosto facile. Naturalmente ci vuole sempre una certa cultura, apertura mentale e dimestichezza. Abbiamo a che fare con animali schivi, a cui (salvo rari casi) non piace essere maneggiati e che reagiscono alle manipolazioni anche in modo furioso e scomposto. Quindi quelle rare volte che si deve maneggiare un camaleonte o per spostarlo o per pesarlo, o per portarlo dal veterinario, va sempre fatto in modo da arrecargli meno fastidio possibile e prendendolo in modo deciso e fermo, magari utilizzando un guanto se si ha paura del morso (che comunque non stacca le dita).<br />
Va da se che anche il camaleontario deve essere posizionato in stanze tranquille, di poco passaggio e in angoli ben illuminati e arieggiati.<br />
Altro aspetto importante per una corretta gestione dell&#8217;animale è il sole. I raggi solari sono la miglior fonte di illuminazione e calore che un camaleonte potrebbe ottenere, basta esporre al sole uno di questi animali per accorgersi della passione che nutrono per questa stabulazione. Quindi chi ha la possibilità (balconi, giardini custoditi, terrazze) approfitti, sempre quando le temperature esterne lo consentono, di spostare l&#8217;animale all&#8217;esterno.<br />
Somministrate il cibo in vaschette traslucide attaccate ai rami o alle piante e mai appoggiate a terra visto che tanto l&#8217;animale starà sempre ai piani alti. Si possono anche liberare gli insetti nel camaleontario in modo da consentirgli di cacciare in modo più naturale, l&#8217;unico inconveniente di questa tecnica è che non si riesce a valutare il numero di insetti di cui si ciba, e in situazioni in cui si deve tenere sotto controllo questo parametro, questo modo di somministrazione è da scartare.<br />
<img src="http://img181.imageshack.us/img181/1319/dsc00283hp1.jpg" alt="" border="0" /><br />
Un esempio di come deve essere collocata una vaschetta per il cibo, con particolare di rami adatti e pianta di scheffleria rigogliosa.</p>
<p>&#8211; Cosa fare prima e dopo averlo acquistato</p>
<p>Se stai leggendo questa scheda e ancora non hai comprato l&#8217;animale hai fatto già la prima cosa giusta, cioè ti stai informando.Leggi in questo forum, chiedi consigli e leggi dai libri, farsi un bagaglio di nozioni è importantissimo. Dopo questo devi preparargli la casa, seguendo tutte le linee guida imparate. Appena l&#8217;alloggio è terminato ed è anche stato settato per un paio di giorni, controllando che i parametri ambientali siano corretti, bisogna procurarsi il cibo. Acquistare grilli ed altro, in modo d&#8217;avere a disposizione già varie possibilità e scelte di alimentazione, avere gli integratori e tutto quello che serve per una corretta somministrazione del cibo. Dopo tutto questo, o meglio sarebbe anche prima, bisogna informarsi sulla presenza in zona o nelle vicinanze di un veterinario specializzato in rettili, fargli una telefonata e iniziare ad istaurarci un rapporto (in futuro diventerà il tuo miglior amico). Dopo tutto questo allora si può procedere con l&#8217;acquisto dell&#8217;animale.<br />
I camaleonti sono quanto di più facile da comprare, perchè sono animali che in un modo o nell&#8217;altro mostrano il loro stato. Un camaleonte molto scuro (sintomo di stress), con graffi, abrasioni o pezzi di muta attaccati sul corpo, occhi incavati spesso tenuti socchiusi e aspetto indolente, il più delle volte è una animale che cova qualche cosa di brutto.<br />
Un camaleonte sano apparirà subito vitale, con occhi ben turgidi (segno di buona idratazione) pelle brillante e pulita, gambe e zampe salde, con tutte le unghie e le dita al posto loro, rapido negli spostamenti e sempre attento a tutto quello che lo circonda. Il colore scuro è possibile che lo abbia ugualmente per via magari dello stress del maneggiamento o per la paura di un ambiente affollato, quindi non è sempre pienamente indicativo&#8230;certo che tra due camaleonti identici uno nero nero e uno bello brillante è sempre consigliato comprare quello di colori brillanti e apparentemente più tranquillo.<br />
Appena comprato ricordarsi di farsi rilasciare tutta la documentazione CITES. I camaleonti sono animali compresi nell&#8217;allegato B della lista degli animali protetti stipulata nella Convenzione di Washingtown perciò tutte le cessioni, nascite e morti devono essere documentate e registrate. Per dubbi e informazioni è sempre meglio chiedere consiglio ad un ufficio della forestale in zona (fatelo prima però mai dopo a cose fatte).<br />
<a href="http://www2.corpoforestale.it/web/guest/serviziattivita/cites" target="_blank">Cites</a><br />
Sistemato l&#8217;animale nella sua dimora, gli si darà modo di ambientarsi (possono volerci pochi minuti come qualche giorno) e se gli si avrà costruito o acquistato una casa perfetta vedrete che inizierà subito ad esplorarla e a mettersi a suo agio. Gli somministrerete il cibo, l&#8217;acqua e tutto quello di cui ha bisogno. Appena avrete disponibili le prime feci fresche, andranno portate dal proprio veterinario per effettuare un&#8217;analisi preventiva ed una eventuale cura se presenti qualche parassita. Un buon veterinario sa cosa fare e come farlo, quindi non vi preoccupate mai.<br />
Fatto tutto ciò, vedrete che il resto sarà una passeggiata e potrete godervi il vostro animale per il resto dei suoi anni. Ricordatevi che almeno due volte l&#8217;anno deve fare un esame delle feci di controllo e di non fargli mai mancare lampade uvb e integratori a base di Ca (calcio).</p>
<p>-Ultime note</p>
<p>In questa breve e sommaria scheda è stato tralasciato volontariamente tutto ciò che riguarda l&#8217;aspetto della riproduzione, della cura dei piccoli e delle patologie mediche. Tutto questo perchè si tratta di aspetti che al neofita non devono confondere le idee, soprattutto all&#8217;inizio, si tratta di aspetti che devono essere approfonditi solo in un secondo tempo cioè quando si è acquistata sicurezza nell&#8217;allevamento del singolo animale.<br />
Gli aspetti medici invece lasciamoli ai veterinari, o a chi veramente si può permettere di avventurarsi in diagnosi personali (cosa che avviene solo per gli allevatori con anni di pratica alle spalle ed esperienza). Chi compra il suo primo camaleonte al minimo dubbio che ci sia qualche cosa che non va deve FIONDARSI sempre e solo dal veterinario, e farlo senza perdere tempo, cosa che, soprattutto con i camaleonti, fa la differenza tra uno curato bene e uno morto.<br />
Infine concludo col dire che nella sezione &#8220;Camaleonti&#8221; di questo forum postano alcuni tra i migliori allevatori di questi animali che ci sono in Italia, nonchè persone qualificate in ambito medico e veterinario&#8230;quindi se avete dubbi chiedete, perchè cortesemente vi verranno sempre chiariti.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.animalieanimali.eu/allevare-camaleonte/">Allevare il Camaleonte</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.animalieanimali.eu">Il Portale sugli animali - www.animalieanimali.eu</a>.</p>
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