Bergamo. Il corpo del padrone morto divorato dal suo cane

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carabinieri«Quel cane ha fatto una scelta di vita: ha ubbidito all’istinto di sopravvivenza che sta nel suo dna come in quello dell’uomo»: conviene affidarsi alle parole di un esperto per trovare un senso alla macabra fine di Armando M., 48 anni, uomo solo e provato dalla vita, trovato morto per cause naturali nel suo appartamento nel centro di Bergamo. Era lì da circa tre settimane, aveva accanto a sé Nanà, il cane che in questo lasso di tempo si è sfamato dilaniando il padrone.

Da prima di Natale l’appartamento al secondo piano di via Sant’Alessandro era piombato nel silenzio: normale, secondo i vicini, perché Armando, padre separato e senza lavoro, carattere introverso, ogni tanto partiva per mete misteriose e per un mese o due nessuno lo vedeva più. Nemmeno Nanà, il beagle che gli era compagno inseparabile da almeno tre anni, ha dato segni di vita, nemmeno un guaito.

L’ex moglie di Armando nei giorni scorsi aveva provato più volte a contattare l’uomo, senza successo; qualche amico a Natale aveva mandato un sms di auguri, senza ottenere risposta. Martedì la donna, spaventata, ha fatto denuncia ai carabinieri: «Non ho sue notizie da ottobre».

Carabinieri e vigili del fuoco hanno provato ad aprire la porta e dall’interno finalmente il cane ha dato segni di vita. Apprensione e speranza si sono intrecciate per qualche istante fino a quando la porta si è spalancata su uno spettacolo raccapricciante: disordine dappertutto, il corpo di Armando steso a terra insanguinato e la carne strappata sulle braccia e le gambe. Il medico legale dirà che la morte risale a circa tre settimane fa, durante le quali il cane si è cibato di carne umana.

«Non dobbiamo sorprenderci — commenta Felice Castelli veterinario e consulente nel caso Green Hill — del comportamento del beagle: è un animale come l’uomo e persino all’uomo in condizioni disperate è capitato di dover mangiare la carne dei suoi simili. È prevalso l’istinto di sopravvivenza per salvarsi». Sorprende anche che il cane per tre settimane non abbia fatto sentire la sua presenza. «Il beagle ha in istinto chiassoso, specie quando sente la preda. Ma stavolta può essere capitato che anche il cane sia rimasto traumatizzato dalla situazione».

Claudio Del Frate – Corriere della Sera – 11 gennaio 2013

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